Autore Milkshake Butterfly
Serie House M.D.
Pairing House/Wilson
Rating PG 13
Parte 2/5
Beta-reader
Indirizzo originale http://m-butterfly.livejournal.com/6698
Due
(Trivial Pursuits: Extended Edition)
Era un martedì pomeriggio, il tempo era sereno, e l’ultima paziente di House stava rispondendo bene agli steroidi che le venivano somministrati. Wilson cercò di non prenderlo come il segno che lei si trovasse in una corsa ancora più accelerata verso una morte a breve termine, ma per qualche ragione gli era difficile—possibilmente era legato al fatto che si fosse abituato ai peculiari percorsi degli strani casi di House. Ma almeno per il momento, il sole stava splendendo, Sarah Cambridge non sembrava avere un cancro, Chase e Cameron avevano un’espressione sollevata, Foreman un’espressione quasi impaziente, e House sembrava... annoiato.
Il che rendeva Wilson inevitabilmente nervoso. Di nuovo, era probabilmente legato al fatto di avere accumulato abbastanza esperienza con l’uomo in questione da conoscerne gli abituali percorsi, e la noia e House rappresentavano una combinazione potenzialmente pericolosa. In effetti, Wilson non era ancora del tutto sicuro che un House in preda alla noia avesse meno a che fare con l’inizio della loro relazione rispetto alll’avere ottenuto il divorzio da Julie. Quando veniva incalzato su quel punto, dopo tutto, House tendeva a evaderlo dando le sue ragioni; solitamente sosteneva una scusa, come che la Cuddy lo avesse rovinato per sempre per tutte le altre donne, o che gli era sembrato che il modo più semplice per dire a Cameron di lasciarlo in pace fosse dire di essere impegnato. E dato che lui non mentiva mai, ciò aveva richiesto che fosserealmente impegnato. Ma c’era da considerare che House gli aveva assicurato che Cameron non sapeva nulla di loro e a parte quello, quei due si erano risolti a riportare la loro relazione a qualcosa di più simile agli inizi prima ancora che Wilson dichiarasse definitivamente la resa nel suo matrimonio. Perciò la noia non era una ragione poi così implausibile, tutto considerato.
“Blah blah blah”, esclamò alla fine House, tagliando corto l’elenco dello stato della paziente recitato da Cameron. Se ne stava appollaiato sul bordo del tavolo, mentre Wilson era appoggiato contro il muro vicino all’entrata e tentava di combattere un senso d’imminente rovina. “Sta migliorando, fine della storia. Felicità e calore ovunque. Qualcuno ha da proporre qualcosa di più interessante di questo o abbiamo finito?”
“A meno che tu non abbia nulla d’importante da aggiungere,” ribatté Foreman, con voce scettica. Lui e gli altri membri del team di House erano seduti al tavolo, Foreman nel lato più lontano dalle porte, la sua sedia girata per fronteggiare House, Cameron in quello più vicino con un foglio e una cartella davanti a lei, e Chase vicino al lavandino. Foreman stava tentando di distendersi sulla sedia e sembrava annoiato. Cameron aveva lanciato uno sguardo irritato verso House quando questi l’aveva interrotta, ma poi se n’era tornata ai suoi fogli, cosa piuttosto normale per lei in quei giorni. Chase nel frattempo, stava fissando il soffitto, dondolandosi sulle gambe posteriori della sedia—cosa normale anche per lui di quei giorni, a pensarci bene.
House lanciò a Foreman uno sguardo dal bordo della sua cartella che difficilmente non avrebbe potuto classificarsi altro che ‘maligno’, e Wilson si preparò per l’impatto. Non venne deluso. “Bene,” cominciò, il tono stranamente casuale, “i Mets stanno perdendo, le polizze d’assicurazione aumentano, i tassi d’interesse calano, il mercato finanziario si mantiene stabile, e oh sì, Wilson e io dormiamo insieme ora.”
La sedia di Chase tornò di schianto a riposarsi sul pavimento con un tonfo ben udibile. Foreman, che aveva appena iniziato a sorseggiare il caffè, evitò per un soffio di sputarlo. E Wilson si coprì brevemente il viso con le mani mentre prendeva in considerazione varie possibilità di vendetta, alcune delle quali avrebbero anche potuto rivelarsi divertenti.
Quando rimosse le mani, Foreman lo stava fissando, cosa che lo fece arrossire, House stava sogghignando, Chase fissava House con occhi enormi e un’espressione vagamente tradita, e Cameron finalmente sollevò lo sguardo dai suoi fogli.
“Vuoi dire che non lo facevate già?” chiese, gli occhi che si allargavano leggermente increduli.
Il sorriso di House si fece più accentuato, e si rivolse a Wilson, “Te lo avevo detto.”
“Oh, sta zitto,” mormorò Wilson, incrociando le braccia in gesto difensivo sul petto. Aveva appena perso cinquanta dollari per aver scommesso che sarebbe stato Chase a prenderla bene.. se lo avessero mai scoperto, cosa che Wilson aveva perfettamente chiarito ad House come fosse del tutto non necessaria.
Oh sì, si sarebbe vendicato eccome. Una lunga, protratta vendetta. Possibilmente con il coinvolgimento di stringhe di pelle.
Chase continuò a boccheggiare, e Cameron sollevò brevemente le sopracciglia, osservandoli tutti, prima di emettere un breve suono divertito e tornare al suo lavoro.
Talvolta si domandava seriamente se non le piacesse di più quando era fissata con House.
House lo stava ancora guardando, col sorriso che lentamente assumeva una sfumatura che Wilson stava pensando di rimproverargli per averla usata davanti ai bambini. Foreman passò lo sguardo dall’uno all’altro per un paio di volte, e poi sbottò verso Wilson, “Come può essere gay? Si è sposato tre volte!”
Bè, una disturbante mancanza di tatto.
D’altro canto ebbe l’effetto di distrarre House dal fissare Wilson; distolse lo sguardo e scoccò a Foreman un’occhiata disgustata. “Bè, Eric,” cominciò, e Wilson si domandò se Foreman si sarebbe reso conto che House stava usando il suo nome come rimprovero per essere andato troppo sul personale, “esiste una parola per quello. La troverai sul dizionario sotto la lettera, ‘b’.”
Le sopracciglia di Foreman s’inarcarono un po’ di più, e fece una breve esalazione a metà strada tra uno sbuffo e un sospiro, ma fu Chase a parlare, il tono sorprendentemente confuso.
“Bigamia?”
L’espressione di ‘Buon Dio, non posso concepire una tale idiozia ’ sul viso di House probabilmente meritava di venire fotografata e appesa al muro da qualche parte. Ciò che era davvero strano era quanto vicino ci fosse andata quella di Foreman per un minuto. “No, Chase, bisessuale.”
“Oh,” disse Chase, gli occhi ancora enormi e vagamente nel panico. Cameron emise quello che suonava come una breve risata soffocata, guadagnandosi un’occhiata incuriosita da Foreman, e fece un appunto sul foglio davanti a se. Wilson cominciò a sospettare che lei fosse segretamente molto più maligna di quanto apparisse. Cosa che aveva creduto di lei ad un certo punto, ma non ultimamente. Supponeva fosse tornata ad esserlo non appena passata la cotta per House, o altrimenti doveva davvero averlo saputo prima—sebbene Wilson non pensava che House lo avesse davvero fatto, per un certo numero di ragioni. Non ultima quella che Wilson si sarebbe sentito seriamente in obbligo di vendicarsi.
A meno che non fosse stato un incentivo, nel qual caso.. la testa cominciava a dolergli.
“La ruota sta girando, ma il criceto è spirato,” mormorò House, distogliendo lo sguardo dall’insieme del suo team e dirigendolo di nuovo verso Wilson, l’espressione in chiara ricerca di simpatia per gli idioti con cui doveva lavorare. Date le circostanze, Wilson strinse di più le braccia al petto e lo fissò a sua volta con riprovazione.
“Ho appena subito un forte shock!” protestò Chase, il che fu abbastanza da distrarre Wilson dall’incipiente battaglia all’ultimo sangue del suo sguardo contro quello da cucciolo indifeso di House.
“Sei un intensivista, sei addestrato a reagire agli shock,” osservò, cominciando seriamente a domandarsi cosa ci fosse che non andava in Chase. Foreman, giudicando dalla sua espressione, si stava domandando la stessa cosa.
“Bè, sì,” protestò ancora Chase, deglutendo e facendo una specie di vago cenno, “quelli delle altre persone però.”
“Proprio come in questo caso,” puntualizzò House, “dato che la cosa non ti coinvolge affatto.” Fece una pausa, poi assunse nuovamente un aria malevola, “O non è così?”
“No!”
Foreman strinse gli occhi, e per un secondo sembrò sul punto di sogghignare, ma poi diede una veloce occhiata in giro e si trattenne. Dall’altro lato, Cameron aveva un sorriso davvero malizioso sul viso, nonostante stesse guardando Chase solo con la coda dell’occhio. In effetti, Wilson pensava di conoscere quello sguardo—House ne stava mostrando una versione attenuata proprio in quel momento. Il che significava che Cameron sapesse qualcosa o stesse pianificando qualcosa, il che gli fece domandare, e non per la prima volta, se fosse davvero una buona idea avere qualcuno come House a fare da modello come lui lo era per la sua squadra.
“Voglio dire, certo che no,” disse Chase, nel breve silenzio che si era creato. House si raddrizzò e cominciò a parlare, poi finalmente sembrò rendersi conto del sorrisetto di Cameron. Richiuse la bocca, ritornando nella posizione di prima, lanciando uno sguardo pensieroso da Chase a Cameron..
Cameron sollevò lo sguardo gusto in tempo per lanciare a Chase e a Foreman, seguendo il percorso dello sguardo di House, un’occhiata perfettamente innocente, tutta occhi spalancati ed espressione neutra.
Bè, [i]quella[/i] non l’aveva imparata da House—Wilson quasi ci credette e dire che la sapeva più lunga. Non credeva mai davvero ad House quando tentava di passare per innocente. Non si adattava a lui. Dall’altro lato, House che tentava di incolparsi di un crimine molto meno grave poteva funzionare in modo disturbante.
House distolse le attenzioni di tutti da lei—e da Chase, sebbene il gesto assumesse quasi la connotazione di una uccisione caritatevole a quel punto—riportando la sua attenzione su Foreman. “Noto che non hai nulla da dire sul mio di orientamento,” osservò.
Foreman diede a Cameron un ultimo sguardo sospettoso, che lei incontrò con occhi leggermente spalancati, prima di tornare a rivolgersi ad House e osservare, in tono sorprendentemente casuale, “Hey, a questo punto, potresti dormire con un lama e io non ne sarei sorpreso.”
House.. sembrò pensieroso per un preoccupante istante, e furono le sopracciglia di Wilson ad inarcarsi questa volta. “L’animale o il tipo di religioso?”
“Tu non l’hai fatto,” boccheggiò Wilson, senza nemmeno pensarci.
Il ghigno malevolo, il sorriso aspetta- solo-fino- a- quando- saremo- a- letto tornò per un breve secondo, e Wilson si dimenticò d’inalare per un momento. Poi era scomparso e House diede un’incurante alzata di spalle e disse, “Hey, alcune persone stanno bene in color zafferano.”
Mentalmente, Wilson aumentò il grado della vendetta che stava preparando di diversi livelli. Fortunatamente, questo cambio di discorso aveva preso alla sprovvista anche Cameron distogliendola dal suo atteggiamento impassibile— tutti stavano fissando apertamente House adesso.
“Bene, penso che questa digressione abbia concluso degnamente la giornata, non credete?” disse House bruscamente, con voce alta e tono falsamente allegro. Si scostò dal tavolo ed eseguì una specie di stretta piroetta su se stesso in un modo possibile solo per una persona con un bastone, con un ultima osservazione diretta sottovoce a Foreman “Abbastanza interessante per te?”
Foreman roteò gli occhi, l’effetto del gesto andato perso dato che House si stava già muovendo verso il suo ufficio. “A meno che la paziente non cominci di nuovo a morire, sarò nel mio ufficio.” raggiunse la porta e, mentre l’apriva, aggiunse da sopra la spalla, in tono chiaramente allusivo, “Col Dr Wilson. A.. divertirci.”
Tre paia di occhi si voltarono simultaneamente verso Wilson mentre House svaniva dietro lo spazio relativamente sicuro dei vetri della porta. Wilson ricambiò gli sguardi per un secondo, cercando di trovare qualcosa da dire che non avrebbe scavato più a fondo nel pozzo che House aveva generato, poi alla fine si risolse a scrollare le spalle, emettere un lungo sospiro sofferente, e le parole, “La pazzia è trasmissibile.”
Ottenne una risata da Foreman, comunque, anche se Chase e Cameron gli lanciarono soltanto uno sguardo un po’ dubbioso prima che si voltasse e seguisse House nel suo ufficio. La porta aveva appena iniziato a chiudersi quando Foreman e Cameron cominciarono quello che Wilson non poteva non definire come ‘l’uccisione’—il che significava che era ancora in grado di sentirli, e possibilmente poteva farlo anche House, giudicando dal sopracciglio sollevato che l’altro uomo gli rivolse.
“Allora perché eri così scioccato?” domandò Foreman, e poi dopo un secondo, continuò in quella che era un’imitazione riuscita di un tredicenne dispettoso, “Avevi una cotta per lui?”
“No!” protestò Chase.
“Aww, avevi una cotta per lui.”
“Non è vero!”
“Meglio domandare,” giunse la voce di Cameron, suonando paradossalmente leggera e acutamente divertita, “quale lui?”
“Nessuno dei due!”
La porta finì di chiudersi,e Wilson ne fu francamente grato. House lo fissò con noncuranza dalla sedia dietro scrivania. “Penso siano carini.”
“La pagherai per questo,” replicò Wilson.
Il sorriso di House era di pura felicità malevola. “Non vedo l’ora.”
“Hai detto a Cameron di noi due?” chiese, giusto per esserne certo.
House spalancò gli occhi. “Potrei mai averlo fatto?”
“Solo perché sta prendendo lezioni di malvagità da te non significa che tu abbia dominato la sua abilità di sembrare innocente,” gli disse.
House fece una breve risata e si appoggiò allo schienale, il sorriso maligno che faceva ritorno. “No, non gliel’ho detto. Molto più divertente che tutti lo scoprissero nello stesso momento. In più, non avresti mai pagato la tua parte di scommessa. Ora se vogliamo discutere se l’abbia immaginato, devo ammettere che decidere che la ragione per cui un uomo che stai cercando di sedurre ti rifiuti sia perché è gay, ha una certa onorata tradizione dietro di se. Spiegherebbe anche perché non ci abbia mai provato con te.”
”Lo sai,” disse Wilson, mantenendo la voce tranquilla e andando a fronteggiare House con le mani sui fianchi, “esistono modi migliori per rendermi inventivo a letto.”
“Ma quanti di questi sono così divertenti?” chiese House, tutto occhi luminosi di entusiasmo e fascino.
“Posso pensarne ad un paio...” disse Wilson, la voce che calava di qualche livello nel registro, e si avvicinò ad House più di quanto fosse remotamente sicuro, considerato il fatto che l’ufficio era praticamente un acquario e le veneziane erano completamente aperte. Ma il modo in cui il respiro di House accelerò ne valse la pena, anche se Wilson si fece qualche rapido calcolo sulla probabilità che il trio diffondesse questa succosa informazione di gossip all’interno dell’impianto di chiacchiere dell’ospedale, sulle possibilità che lo staff pensasse già da anni che fossero coinvolti, e sul colore che la Cuddy avrebbe assunto una volta giuntagli la notizia, e poi fece una mentale alzata di spalle prima di piegarsi, afferrare House per la maglietta, e baciarlo nel modo più lento e accurato possibile.
House stava inalando molto più velocemente quando ebbe finito, e aveva l’aspetto un po’meno sicuro di se, il che significava che non era stato del tutto uno svantaggio anche se si fosse formata una piccola folla di persone a guardarli attraverso le porte. Cosa che una veloce occhiata assicurò Wilson non si era verificata; sembrava avessero avuto fortuna.
“Ora,” disse, raddrizzandosi, “Stavo pensando che potrei avere da lavorare fino a tardi per tutto il resto della settimana..”
House strinse le palpebre.
“E che forse dovrei semplicemente andare a casa, da solo, così da non perdere troppo sonno,” continuò Wilson in tono innocente.
“Oh, quella vecchia versione di vendetta,” disse House, in un tono di vago rimprovero.
“Questa non è vendetta,” lo corresse Wilson, e allo sguardo inquisitore di House continuò, “Quella arriva..dopo.”E poi tentò uno dei suoi sorrisi aspetta- solo- che- ti- abbia- in- un- letto, ottenendo un’attenta e gratificante reazione.
“Allora questo cosa sarebbe?”
“Bè, sarei tentato di chiamarlo giustizia, ma se devo essere onesto, si tratta di broncio.”
“Non avrei mai dovuto dirti che tu eri la ragazza,” borbottò House, osservando brevemente il soffitto. Wilson gli sorrise. “Allora... dovrei scusarmi adesso?”
“Tanto per cominciare. E poi puoi comprarmi qualcosa di carino,” replicò Wilson.
House restrinse le palpebre, e poi un sorriso si fece lentamente strada sul suo viso. “Di carino, huh?” chiese, e poi aggiunse, “Andata,” e il modo in cui lo disse preoccupò improvvisamente Wilson della sua definizione di ‘carino’.
Oh bè. Non si era mai aspettato che fosse una relazione normale dopo tutto. E per lo meno non era mai noiosa.
“Allora, quanto pensi potremo divertirci con la storia di Chase e della sua ‘cotta’?” aggiunse House, a mò di conversazione.
Okay, a volte noioso pareva un’alternativa seducente dopo tutto.