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Sun Kissed [finding-jay]

Titolo Sun Kissed (ovvero come i Beatles si riferiscano al Dr.James Wilson)
Autore finding_jay
Serie House M.D.
Pairing House/Wilson
Rating PG13
Summary Ci sono cose che a Greg piacciono, ci sono cose che James ama. A Greg piace la piscina e a James piace essere toccato.
Avvertenze calura estiva; Pepsi diluita; splat!; peli sul petto, o loro mancanza; homecoming queen; affettuosità; John Lennon; innuendo
Beta-reader [info]eowyn_stark
Indirizzo originale http://community.livejournal.com/housefic/306251.html





Sun Kissed

L’afa si stava accanendo su di loro, mentre il sole di mezzogiorno era immobile e alto nel cielo. Greg se ne stava steso in un paio di pantaloncini sulla sedia a bordo vasca, il bastone poggiato a terra, mentre James restava aggrappato al bordo della piscina, bagnato ma allo stesso tempo bollente. Reggeva un bicchiere tra le mani: i cubetti di ghiaccio si erano sciolti da tempo, ma lui continuava a sorseggiare la bibita di tanto in tanto senza farci caso.

‘Odio l’estate.’ Finì per annunciare Greg sovrastando la melodia che proveniva dalla radio a batterie abbandonata a terra vicino alla staccionata. Da dove se ne stava a galleggiare nell’acqua, James poteva vedere l’amico assumere un cipiglio annoiato da sopra il bordo degli occhiali da sole. ‘Fa caldo, è irritante, e non si riesce a fare nessuna attività anche solo lontanamente divertente.’

‘Pensavo,’ gli rispose James mentre sorseggiava la Pepsi diluita, ‘che fossi un sostenitore dell’estate e non dell’inverno.’

Greg piegò il capo e fece un movimento che rassomigliava ad un’alzata di spalle. ‘Ora come ora, l’inverno sembra un’alternativa molto più piacevole.’

Alzandosi in piedi lasciò scivolare gli occhiali da sole lungo il naso e si sfregò la faccia. Poi li posò sulla sedia, fece qualche passo (lasciandosi scappare un’imprecazione quando i piedi vennero a contatto con il pavimento bollente) e zoppicò fino al bordo della piscina. James si spostò a destra mentre Greg si rannicchiava, il peso tutto sulla gamba sinistra, e lentamente immergeva le gambe.

‘Non capisco perché non sei venuto subito qui,’ mormorò James nel bicchiere, bevendo un altro sorso. Lentamente Greg si lasciò scivolare dentro del tutto, l’acqua che si agitava pigramente intorno alla sua vita. ‘Devono esserci almeno quaranta gradi oggi.’

Appoggiando un braccio sul bordo della piscina, Greg portò via il bicchiere dalle dita di James e bevve un sorso, finendo per prosciugarne il contenuto.
‘Quarantacinque.’ Appoggiato il bicchiere sul pavimento, si voltò e accomodò la schiena contro la parete della piscina, chiudendo gli occhi per ripararsi dalla violenta luce del sole. Rimasero lì tranquilli, il motore della piscina che pompava borbottando a distanza.

James s’immerse completamente e Greg aprì un occhio per osservarlo mentre riemergeva.

‘Non riesco a credere che tu abbia addosso una maglietta,’ disse alla fine. James diede un’occhiata in basso ed arrossì. La sua voce era bassa quando parlò.

‘Non mi piace bruciarmi.’

‘Certo.’ Il sarcasmo stillava da ogni sillaba mentre Greg s’immergeva un po’ più a fondo nell’acqua, cercando di raggiungere il cornicione che correva lungo tutto il perimetro interno della piscina. Si aggrappò ad esso con le dita e lentamente vi si sedette sopra, l’acqua che gli andava a lambire il mento. James lo stava osservando e intanto l’acqua gli scorreva in rivoletti lungo la faccia e il collo. I capelli erano completamente arruffati, tranne la frangia che gli aderiva completamente alla fronte.

'Sei solo imbarazzato perché hai il fisico di un dodicenne.’

Greg non poté evitare di sorridere sotto i baffi mentre il rossore che aveva già raggiunto il viso di James si faceva via via più intenso. ‘Non.. non è affatto vero!’

‘Sì invece,’ replicò Greg con fin troppa facilità.

James diventava sempre più cremisi. ‘E tu come faresti a saperlo?’

Il sorriso di Greg si trasformò in un sogghigno. ‘Bè, a parte la volta in cui Julie mi ha informato che non hai nemmeno un pelo sul petto in uno dei suoi frequenti momenti di ubriachezza,’ (James abbassò la testa in quella che Greg immaginò essere vergogna), ‘Ti ho visto. E non c’è nulla di cui vergognarsi. Ricordo che mio zio Geoffrey...’

‘Non è in carcere per pornografia infantile?’

Questa volta toccò a Greg tirarsi un po’ su nella sua versione di gesto d’imbarazzo. ‘No.. è in carcere per essersi spogliato ubriaco di fronte a un gruppo di quindicenni.’

‘E per questo è rimasto in carcere per un anno?’

‘Bé...’ Greg scosse la testa, e si raddrizzò un poco. ‘Non parliamo della pagliuzza dalla parte di mia madre, parliamo del tuo problema di peli sul petto, o meglio della loro mancanza.’ Si spostò verso James, allungò una mano e strattonò il tessuto bagnato.

‘Greeeg…’

‘Jimmyyy.’

James roteò gli occhi e si lasciò tirare attraverso l’acqua verso Greg. Strattonando ancora un po’ la maglietta, Greg la sollevò intorno alla vita di James. I pollici incontrarono la pelle dello stomaco sfiorandola, lungo l’ombelico e intorno ai fianchi, il che provocò un sospiro da parte di James. La cosa sorprese Greg, che sollevò lo sguardo dallo stomaco di James al suo viso. Strattonò la maglietta ancora più in alto e James sollevò le braccia.

Far passare la maglietta sopra la testa si rivelò un passaggio complicato a causa del tessuto bagnato e il risultato fu che la maglietta rimase impigliata nel naso.

‘Ow!’

‘Piantala di agitarti,’ sibilò Greg e riuscì a liberarlo. Lanciando la maglietta oltre la testa, quest’ultima atterrò sui mattoni con un sonoro”splat!”. Voltandosi di nuovo verso James, Greg gli appoggiò una mano sul petto. ‘Te l’ho detto- nemmeno un pelo. Hai trenta sette-‘

‘Trenta sei.’

‘Come ti pare, e non ti è spuntato nemmeno un misero pelo.’

James lo fissò vagamente assente e si schiarì la gola. “Stiamo parlando del mio petto o delle parti più in basso? Perché posso assicurarti-‘

‘Ti ringrazio!’ urlò Greg, voltandosi. L’acqua schizzò intorno a lui, piccole onde che s’infrangevano sul bordo della piscina. Una canzone dei Monkees giunse dalla radio, la solare introduzione del pianoforte che s’intensificava mentre Greg tornava ad appoggiarsi al cornicione.

‘Cheer up sleepy Jean/Oh, what can it mean?/To a daydream believer, and a,’

‘Homecoming queen…’ James si unì a Greg, che si stava esibendo in un pessimo accento inglese. Greg continuò a canticchiare mentre James s’interruppe.

‘But how much, baby -’

‘Hey…?’

Fermatosi, Greg strizzò gli occhi fissandoli su James, il sole lo stava colpendo proprio in faccia. ‘Sì?’

James aprì la bocca ma si bloccò, decise invece di prendere la mano di Greg, che stava appoggiata al bordo della piscina, e portarsela alla vita. Greg rimase a fissare le loro mani per un momento, gli occhi che si spostavano lentamente verso il viso di James.
Senza parlare, James lasciò che la sua mano abbandonasse quella di Greg, ma quest’ultima rimase lì dov’era.
Gli occhi di James si chiusero con un accenno di sorriso sulle labbra. Strofinando la pelle con dolcezza, il pollice percorse il pallido sentiero di peluria che scompariva da qualche parte all’interno del costume. Un altro sospiro, simile al precedente, scappò dalle labbra di James, la testa che si piegava leggermente all’indietro lasciando esposta la gola. Greg sollevò l’altra mano dall’acqua per appoggiarla all’altro capo della vita, l’acqua che scorreva lungo la pelle. Carezzò la superficie morbida con le dita, la destra che saliva lungo la schiena mentre la sinistra continuava il suo lieve massaggio attorno all’ombelico.

‘Julie non l’ha più fatto da secoli..’ mormorò James, facendosi più vicino. Greg scelse di non rispondere, e portò la mano sulla curva della schiena di James, attirandolo ancora di più verso di sé. Sollevando la testa, appoggiò le labbra appena sotto l’ombelico dove prima stava il suo pollice. Un debole gemito provenne dall’alto, le mani di James che si sollevavano dall’acqua per posarsi sulla sua nuca.

‘Ti prego non smettere.’ La voce era lievemente affannata e aumentò quando la guancia di Greg sfregò contro il suo stomaco, ‘Dio, ti prego,non..’

‘Non Dio,’ mormorò contro la sua pelle, la lingua che gli lambiva l’ombelico.
Sapore di cloro e sale, un sapore che gli rimase sulla lingua ancora a lungo. ‘Non mi fermerei comunque.’

Greg fece risalire le mani lungo il petto, le dita che ne percorrevano l’intera superficie. Avvantaggiandosi della sua posizione, lo fece abbassare, le labbra che lo sfioravano lungo lo stomaco, su fino al petto. Le dita raggiunsero la clavicola e poi la gola, per fermarsi intorno al collo. Un altro lento rilascio di aria. Le labbra di Greg continuavano la risalita mentre James si abbassava immergendosi nell’acqua, le labbra infine premute in mezzo alle clavicole.

‘Greg…’

‘Mm?’

Con le mani intorno al suo collo, James si sedette lentamente sulla gamba sinistra di Greg. ‘E’ bello, ecco tutto.’

‘Mm-hmm.’ Le labbra si muovevano al di sotto del mento di James, su, e ancora oltre la mascella. James continuò a sospirare, emettendo in aggiunta deboli ansiti. Voltando la testa, gli cercò le labbra ad occhi chiusi, catturandole con le proprie. Le mani di Greg si mossero giù lungo la sua schiena, i pollici che premevano sui fianchi.

Il bacio era lento, la punta della lingua di Greg contro quella di James. Greg si ritrovò ad attirarlo ancora più vicino, i corpi che s’incontravano e scivolavano l’uno sull’altro.
La mano di James rimase sulla nuca di Greg, le dita che si aggrappavano ai suoi capelli. Afferrando il labbro inferiore di Greg tra i denti, si tirò lentamente indietro, la fronte che andava appoggiandosi alla sua.

‘Grazie,’ Mormorò James contro le sue labbra.

‘E per cosa?’ replicò Greg, altrettanto quietamente. James si lasciò andare contro di lui, il peso ancora precariamente in equilibrio su di una gamba sola. Le braccia gli ricaddero sulle sue spalle; le mani di Greg stavano ancora andando su e giù lungo la sua schiena, rinfrescando la pelle bollente con l’acqua fresca.

‘Julie non ha.. nessuno..é solo..’ Frammenti di frasi lasciate a metà che James non riusciva a portare a termine. Greg si accigliò, la testa appoggiata su quella di James che aveva nascosto il viso nella piega del suo collo, bolle di acqua che scoppiavano mentre respirava.

‘Tu vuoi piacere,’ disse Greg per lui. “Tu ami essere amato.’ Greg gli baciò la somma del capo. ‘E lei non lo sta facendo.’

Il silenzio si prolungò. La stazione alla radio stava trasmettendo un’altra canzone che Greg riconobbe immediatamente come una dei Beatles. Battendo leggermente il tempo, canticchiò la melodia seguendone le parole.

‘Nothing you can do but you can learn how to be in time/It's easy/All you need is love…’

James rise contro la sua gola. ‘Sarebbe diretta a me?’

‘Bé, a meno che tu non abbia incontrato John e Paul mentre eri nell’utero..’

I loro occhi s’incontrarono, la faccia di James semi sommersa, le labbra ancora appoggiate contro la sua gola. Greg si passò la lingua sulle labbra mentre si ritrovava a stringere più forte le braccia intorno al suo migliore amico.

‘Julie ti ucciderebbe, lo sai. Se ti trovasse qui tra le braccia di un altro uomo.’

‘Non stiamo facendo nulla di male.’

‘Avremmo potuto.’

James sbatté lentamente le palpebre, sollevò la testa , e premette le labbra contro l’angolo di quelle di Greg. ‘Voglio piacere,’ mormorò, copiando le parole di Greg, ‘e amo essere amato. Non sono certo a proposito dell’ultima parte, ma tu mi ritieni il tuo migliore amico e questo significa che dimostri un certo affetto nei miei confronti.’

Spostando la testa indietro, Greg piegò il capo mentre James continuava a parlare. ‘Julie un tempo mi toccava come hai fatto tu adesso.’ Lo sguardo di James si abbassò, la lingua che per un momento faceva capolino tra le labbra. ‘E perdonami se dico che mi è piaciuto.’

‘Ti stai bruciando.’ Disse Greg all’improvviso, indicando la pelle che si faceva più rosata.

James sbuffò e si diede un’occhiata. ‘Mia madre chiamava le lentiggini “baci di sole” o qualcosa di altrettanto ridicolo.’

Greg fece una pausa, fissando la pelle bruciata di James. Il silenzio si prolungò tra di loro, entrambi sempre più accaldati ma senza tentare una sola mossa per spostarsi e rinfrescarsi nell’acqua. Il sudore gocciolava lungo la pelle arrossata di James. Piegandosi in avanti, Greg poggiò le labbra su di una lentiggine sul suo petto.
‘Al posto di un “bacio di sole”, eccoti un “bacio di Greg”.

‘Tu non vuoi piacere alla gente, vero?’

Scrollando le spalle Greg si prese un attimo prima di rispondere. “Mi piace.. essere notato. Domande, enigmi. Amo, però, la buona compagnia. E tu,’ continuò, baciando un’altra lentiggine, ‘sei davvero un’ottima compagnia.’
Sollevandosi diede a James un casto bacio. ‘Questo,’ aggiunse, afferrandolo e voltandosi, spingendo James contro la parete, ‘e mi piace essere dominante.’

‘Piuttosto ovvio,’ fece James, leccandogli il labbro inferiore.

‘Cosa, e tu non hai qualcosa di simile, qualcosa che ti piace?’

Scrollando le spalle, Greg lo osservò mentre il rossore cominciava a ricoprirgli il petto e il collo per fermarsi alle guance. ‘Potrei.’

Sfiorando con le dita la gola, Greg gli diede un bacio sul collo. ‘Allora immagino che dovrò scoprirlo. Ma nel frattempo..’ Allontanandosi all’indietro, Greg gli passò le dita sul petto. ‘Non hai nemmeno un pelo sul petto!’

James rispose immergendosi sott’acqua, afferrando i bordi del costume di House e tirandoglielo giù.

Tags: finding_jay

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  • 3 comments

[info]eryslash

March 18 2007, 18:05:04 UTC 5 years ago

Ti dispiace se muoio qui? Oddeeo.
Hot, hot, hot. Improvvisamente ho taaaanto caldo *_*;
Perchè non ho letto questa fic prima? Traduzione impeccabile.
Ma...Awawaw. *muore*

[info]morgana82

March 18 2007, 18:15:27 UTC 5 years ago

No, no prego, fà pure. :P
Ti sarà sfuggita dal forum perché è un po' vecchiotta, risale allo scorso autunno quando l'arrivo dei primi freddi mi aveva messo voglia di una fic che ricordasse la calura estiva, e quella sensazione d'indolenza che ti lascia. Questa mi era sembrata perfetta :)

Anonymous

April 20 2007, 14:17:56 UTC 5 years ago

Logan

Oddio... è stupenda!
Il sole. La piscina. Il sudore. I gesti. Le parole.
Stupenda!
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