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  <title>It must be love - H/W translators&apos; community</title>
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  <pubDate>Sun, 01 Apr 2007 15:51:43 GMT</pubDate>
  <title>Nuovo layout!</title>
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  <description>Cari membri, cari lettori, a sei mesi dalla sua apertura &lt;b&gt;It must be love&lt;/b&gt; cambia layout. Grazie al lavoro sublime di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_sanzina89&apos; lj:user=&apos;sanzina89&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://sanzina89.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://sanzina89.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;sanzina89&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, che ha prodotto in tempi record questo meraviglioso banner, la sottoscritta è lietissima di mostrarvi la nuova skin che ci accompagnerà per qualche tempo nel nostro cammino di slash e H/W &apos;shipping.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_h_w_translators&apos; lj:user=&apos;h_w_translators&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://h-w-translators.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://h-w-translators.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;h_w_translators&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche novità nell&apos;organizzazione grafica: ho sistemato le tag in base al nome dell&apos;autore, così vi basterà cliccare sull&apos;elenco &lt;b&gt;Autori&lt;/b&gt; qui a fianco per trovare rapidamente la fic che cercate. Se invece non ricordate l&apos;autore ma chi l&apos;ha tradotta, cliccate sull&apos;elenco &lt;b&gt;Traduttori&lt;/b&gt; ed entrerete nel nostro Archivio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo post voglio anche ricordare che la comm è sempre in cerca di nuovi traduttori. Noi ce la mettiamo tutta, ma siamo pochine, e la scarsezza di aggiornamenti credo si faccia sentire. Se siete interessati e capaci, non abbiate paura e fatevi avanti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, &lt;i&gt;last but not least&lt;/i&gt;, se quello che leggete vi piace (o anche se vi fa venire il mal di pancia) lasciate un commento, un insulto, uno scarabocchio, una prugna secca. Insomma, qualcosa. Ci nutriamo solo di questo (e infatti siamo un po&apos; denutrite...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;i&gt;Fiorediloto&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 01 Apr 2007 15:05:54 GMT</pubDate>
  <title>Diagnosticando il Dr. Wilson [bestskeptic]</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Diagnosing Dr. Wilson (Diagnosticando il Dr. Wilson)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_bestskeptic&apos; lj:user=&apos;bestskeptic&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://bestskeptic.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://bestskeptic.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;bestskeptic&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Traduttore&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eryslash&apos; lj:user=&apos;eryslash&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eryslash.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eryslash.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eryslash&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt;: House/Wilson&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disclaimer&lt;/b&gt;: I personaggi di House MD non appartengono a me, ma a David Shore e alla FOX. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Spoiler&lt;/b&gt;: Fino al 3x15&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nota del Traduttore&lt;/b&gt;: Anche se questo è un saggio e non una fic, meritava di essere tradotto. Leggere per credere: è la bibbia dell&apos;H/W. Grazie a &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, perchè non vorrei un&apos;altra beta al mondo. ♥&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Originale&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://community.livejournal.com/idol_reflection/36496.html&quot;&gt;http://community.livejournal.com/idol_reflection/36496.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sanguisuga. Prima che vi vengano in mente immagini di viscidi anellidi, sappiate questo: gli invertebrati succhia-sangue condividono il nome con il termine secentesco per “dottore”. Gregory House è una sanguisuga.&lt;br /&gt;Quel che non ti dicono delle sanguisughe è che questi parassiti non sono interamente parassiti. Le sanguisughe e i loro ospiti spesso hanno una relazione simbiotica “Ti gratto la schiena se gratti la mia.” Sicuro, una sanguisuga ti succhierà il sangue, ma con quello si porterà via anche l’infezione che il sangue contiene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James Wilson è l’ospite di Gregory House. House prende tutto dal suo unico amico: prende i soldi di Wilson, il suo tempo, la sua ospitalità, e spesso, la sua dignità. In più di un’occasione, House ha quasi preso anche il suo lavoro. House ha letteralmente succhiato via la vita da Wilson. Eppure il primario di Oncologia continua a tornare ogni volta. Continua a mettere la sua moralità in prima linea per House; continua a dare a House il beneficio del dubbio. Ma perché? Perché un uomo che è stato usato così tante volte dal suo presupposto “migliore amico” alza la mano opponendosi alla proposta di Vogler di licenziare House? Perché continua a prestare ad House migliaia di dollari con nessuna promessa o speranza di riaverli? Perché Wilson si rifiuta di testimoniare contro quell’uomo quando non solo sa che l’accusa è vera, ma che questo potrebbe, nel corso del tempo, portargli benefici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché Wilson, come ogni simbiotico ospite sano di mente, ha bisogno di qualcosa in cambio. Ma non è tangibile come l’auto che House ha preso in prestito per accompagnare un uomo in punto di morte, o le prescrizioni che ha rubato, le firme che ha falsificato. E’ qualcosa di più personale per Wilson; è il suo tragico difetto, ed è l’ovvio primo passo per comprendere Wilson come personaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson ha bisogno di essere necessario. E’ patetico. La più grande prova di questo è la sua professione. Per quelli poco familiari con l’Oncologia, la prospettiva per molti pazienti non è buona. Se avete mai guardato qualcuno morire di una morte lenta e agonizzante per colpa del cancro, probabilmente capite. Anche solo sopravvivere al cancro chiede un prezzo più alto di quanto potreste immaginare, a più persone – al sopravvissuto stesso, che deve sopportare cicli di radiazioni apparentemente infiniti che lo rendono giallastro e orribile, col risultato di costante vomito e fatica, alla famiglia, che vive di giorno in giorno, di assegno in assegno, agli amici, agli impiegati, alla signora delle pulizie e al postino, ai vicini, agli animali, che soffrono tutti a loro modo. La maggior parte delle persone è abbastanza fortunata a sopportare questo incubo non più di una volta nella sua vita; il Dr. Wilson lo sopporta ogni giorno. James Evan Wilson avrebbe potuto essere qualsiasi tipo di dottore volesse. Perché oncologo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson ha scelto Oncologia perchè lo voleva. No, ne aveva bisogno. Wilson, per varie possibili ragioni perverse che vaglieremo in seguito, fiorisce nella sofferenza. In qualche modo, è lui la sanguisuga. Come House ha insinuato così perspicacemente: “Metà dei dottori che si specializzano in Oncologia non reggono, ma tu. Tu ti nutri di necessità.” (Wilson, ovviamente, risponde “Per tua fortuna.”) House allora va avanti: “Sei un vampiro funzionale. Certo sei eroico, utile alla società, ma solo perchè ti nutre…non hai semplicemente una fissazione per le persone bisognose, tu le sposi. Fai sul serio! E poi il tempo passa e improvvisamente non sono più così bisognose. Colpa tua. Sei stato troppo presente, diventano sane, indipendenti. E questo è orribile…” Parleremo più a lungo dei matrimoni di Wilson in seguito, ma rimane il fatto che è nel campo del Cancro per aiutare le persone, sì, ma questo aiutarle, in cambio, aiuta lui stesso ad andare avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che spiega meglio la relazione di House e Wilson. Come Wilson ha abilmente fatto notare, non c’è paziente più bisognoso di House. Per House, non c’è persona più enigmatica di Wilson. Quindi la loro amicizia si basa su House che cerca di comprendere Wilson come fosse un puzzle, e Wilson che succhia la necessità di House per sé stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che c’è di così enigmatico in Wilson? Superficialmente, è solo un bravo ragazzo ebreo che si cura delle persone ed è genuinamente buono, se non ingenuo. In ogni caso, analizzando più a fondo, Wilson va studiato in quanto opposto. E’ come House nella solitudine e nel grado professionale, ma Wilson è amichevole, contenuto, e razionale, dove House è tagliente, disordinato e avventato. Ma quando House fa qualcosa d’immorale- cioè, commette un crimine o va contro l’etica medica- lo fa sotto la presunzione machiavellica che il fine giustifichi i mezzi. House s’impegna sempre per un bene più alto, rendendo quindi i suoi giudizi sacrificabili per la proverbiale Causa. E anche se la Causa il più delle volte consiste nel risolvere il caso per sé stesso, ci sono molte occasioni nelle quali farà una decisione “umana”, che lo crediate o no. (L’ultimo caso con il mentalmente disabile (so che è poco politically correct, ma io opterei per un più diretto “ritardato”. Mentalmente disabile alluuuuunga) Dave Matthews non vi fa venire in mente niente?) Certo, il più delle volte, quando agisce nell’interesse dei suoi pazienti, è perché vede sé stesso in loro (come nel bambino autistico di qualche tempo fa), ma rimane il fatto che egli lavora per un bene superiore, che sia la sua malattia o autentica compassione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, quando Wilson agisce immoralmente, non lo fa per nessun bene superiore. Va a letto con pazienti terminali, è un noto donnaiolo anche da sposato, ha tre matrimoni falliti alle spalle e copre House in quasi ogni circostanza. Quando Cameron gli parla del tradimento, Wilson ammette la sua infedeltà. (Wilson in seguito descrive il suo amante di genere neutro e senza nome come qualcuno che lo fa sentire “divertente, bene” e che “non voleva lasciar andare quella sensazione.” Questo, ovviamente, ha portato ad affermazioni circa la sua omosessualità, materiale per una piccante fic House/Wilson. (E questo pezzo??? Te l’eri mangiato?) Il Ragazzo d’Oro del Princeton-Plainsboro, come si scopre, non è così dorato. Perché dove House è un idealista, Wilson è un realista. E anche se I suoi atti immorali sono molto meno plateali (letteralmente “sono molto più sottili, molto più subdoli”, ma vedi tu) di quelli di House, lo sono sempre per una causa minore. Dannazione, neanche quando House ha assistito al suicidio di un padre morente, Wilson era lì per il principio. Era lì per dare ad House un alibi. Era lì, in altre parole, per placare le sue stesse tendenze masochiste. House ha ‘ucciso’ un uomo per giustizia; Wilson ha ucciso un uomo per House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi Wilson è un puzzle per House. Come può un apparentemente virtuoso, onesto dottore essere un uomo così moralmente ambiguo, persino malvagio- e peggio, come può esserlo in maniera tanto nascosta? House si ritrova sempre con la colpa e la responsabilità per le azioni che commette. Wilson la passa sempre liscia. Questo è, in parte, per via della sua reputazione, ma anche più di questo, è per via dell’innato talento di Wilson per la manipolazione.&lt;br /&gt;E’ menzionato molte volte nella serie che Wilson è un oratore empatico, che sa come giostrarsi le persone. House descrive una scommessa con Wilson: “Questo mio amico, devo dargli dieci dollari ogni volta che lo ringraziano. Immaginatelo. Questo ragazzo è così bravo che la gente lo ringrazia quando gli dice che stanno per morire.” Ma House specialmente non può ignorare il significato dietro le parole di Wilson. Cito una particolare conversazione tra i due dopo che Wilson convince un supposto guaritore di quindici anni ad accettare un trattamento:&lt;br /&gt;House: Hai un dono per la manipolazione.&lt;br /&gt;Wilson: Ascolto, ho una vera conversazione con la gente. Il che sorprendentemente li rende cooperativi.&lt;br /&gt;House: E’ quello che sto dicendo. Hai letto quel ragazzino, e poi l’hai dannatamente manipolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse il potere manipolativo di Wilson è, nei fatti, subconscio, ma rimane il fatto che esiste. Ora, che House stesse o no facendo il cretino è opinabile (stava davvero facendo il cretino, per la cronaca), ma quel che dice suona vero. Wilson non ha necessariamente bisogno di avere un legame personale con le persone perché queste si pieghino alla sua volontà. E’ colpevole di giudicare le persone tanto quanto House. Semplicemente lui usa le sue osservazioni a suo vantaggio. Wilson potrà non interessarsi dei pazienti di House, ma i pazienti penseranno sempre che lo faccia. Wilson è un bastardo manipolatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi ora abbiamo tre fatti contro Wilson: è egoista, immorale e manipolatore. Questo non coincide con la diagnosi pulita di House di “filantropo senza spina dorsale.” Quindi, per la sua natura ricercatrice (per metterla sul leggero), House si rifiuta di arrendersi con Wilson. House ordina test che sono sempre falsi negativi o falsi positivi. Spinge Wilson al limite un giorno, e Wilson non si rompe- questo significa che è genuino e onesto. Ma il giorno dopo, spinge Wilson al limite, ed è un limite diverso. Tenta Wilson, e Wilson mangia il frutto dell’Eden, e nessuno ha più conoscenza. Finchè House non saprà comporre il Wilson-puzzle, House userà sempre Wilson. Che in ultimo è un bene per Wilson, perché lui vuole essere usato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Wilson come Superego&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza dubbio Wilson serve ad House come freno. House, come un bambino ingordo, agisce spontaneamente e senza ripensarci. Ottiene quel che vuole, e non pensa mai alle conseguenze. Quando, in rare occasioni, non ottiene quello che vuole, si lamenta e mette il broncio e minaccia, e fa altre stupide cose avventate che lo mettono ancora più nei guai. E’ il bambino, il piccolo barbaro che salta su e giù adirandosi sena parlare mai, è l’animale, è l’Id. Vedo, voglio, prendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson non agisce mai senza profonda considerazione, e questa considerazione risulta nella sua eccessiva analisi di…tutto.&lt;br /&gt;Per questo, come già detto prima, spesso sceglie la strada inappropriata. La strada immorale. Ma non necessariamente perché pensa che sia corrotta; ha già ragionato più del ragionevole su quella strada. Ha giustificato l’ingiustificabile, perché ha avuto tempo per pensarci a lungo prima di prendere la sua decisione. E, con un po’ di manipolazione e capacità, può convincere gli altri -e sé stesso- di ogni cosa. E’ la coscienza di House, il piccolo fattore di controllo nel profondo del cervello di House che dice, na-ah-ah, lascia spazio per il dessert, e condividi i tuoi giocattoli, Greg. Wilson è l’elusivo Superego Freudiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi House e Wilson hanno bisogno l’uno dell’altro a un livello superiore. Senza il Superego, l’Es diviene tirannico. In ogni caso, anche il Superego può diventarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come scopri un Superego?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardi il suo Es quando lui non è lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ episodio 3.14, intitolato “Insensitive”, Wilson manca per gran parte della diagnosi. Qui, House ha a che fare con una paziente CIPA. Gli scrittori hanno illustrato un’altra di quelle proiezioni di House. Questa è una ragazzina pungente e ferita con un temperamento inusuale e una malattia anche più strana. Non può sentire dolore. E’ House senza dolore. Ma quello che non sta prendendo in considerazione è l’istinto primario di House. House vede nervi senza dolore. House vuole nervi senza dolore. House prende nervi senza-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non così in fretta. Mentre i ducklings ignorano le vere motivazioni di House, Wilson capisce subito cosa una biopsia al cervello significa. Ha avuto tempo per pensarci. Sa che House vuole quei nervi per sé. Va alla fonte, e fa sentire House in colpa per fargli fare la “cosa giusta”. E solo un oratore empatico come Wilson sarebbe capace di convincere un testardo come House di qualsiasi “cosa”, figuriamoci la “cosa giusta”. Wilson, quindi, serve come coscienza di House, come suo Superego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Wilson come Watson, Wilson come Wilson&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma simbolismo a parte, Wilson è molto, molto umano. In qualche modo, è più umano di House. Be’, okay, simbolismo non a parte. Dato che Wilson è così umano, è anche la tastiera di House- la palla “Wilson” di House, il “Dr. Watson” di House. House va da Wilson quando ha qualcosa da dire. Gli spiega i casi, gli parla anche della sua vita personale. Wilson è l’unico amico di House al mondo, e in un certo modo, House è il suo. (Ovviamente c’è la Cuddy, ma è più una via di fuga da House/qualcuno che capisce.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se Wilson è innegabilmente intelligente, non è specializzato in Malattie Infettive. Mentre probabilmente conosce le informazioni base sulla professione e forse qualche piccola rarità che ha incontrato avendo a che fare con House, è largamente ignorante in materia. E non è neanche lontanamente perspicace o brillante quanto House. Quindi, Wilson funge da elemento utile alla trama. E’ il ragazzo dal quale House va quando il pubblico ha bisogno di capire qualcosa. Se Wilson lo capisce, così possiamo noi. In questo senso, è il Watson per l’Holmes di House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma potremmo ribattere che Watson non è una sola entità; piuttosto, è composto anche dai ducklings. I ducklings di House -come sono stati affettuosamente soprannominati- non sono assolutamente stupidi, ma certo non sono capaci quanto House (salvo Chase, ma è tutto un altro saggio), e fa rimbalzare le loro idee come farebbe rimbalzare palle da basket…se non fosse zoppo. Anche se il linguaggio è più complesso, il messaggio è lo stesso: House sa la risposta, House usa il suo staff per spiegare la risposta agli spettatori televisivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io tendo a pensare che Wilson sia il Watson di House, più semplicemente perchè è il suo confidente. Ora, non sono un veterano delle storie di Holmes, ma so qualcosa. Una delle prime è che il Dr. James Wilson e il Dr. John Watson condivido le stesse iniziali. Un ovvio, chiaro fatto, ma interessante e notabile in ogni caso. (Non penso neanche sia una coincidenza che “Holmes” suoni come “homes”, che è un sinonimo di “House”, un cognome molto particolare…) La seconda cosa è che Watson è rispettato da Holmes, proprio come Wilson è davvero rispettato da House. Anche se la loro perspicacia non è neanche lontanamente identica, House considera il talento medico di Wilson. House non rispetta in nessun modo i suoi ducklings (eccetto, forse, Foreman, ma anche quello è tutto un altro saggio), e così, non possono essere Watson. Ma in conclusione, House non è amico dei suoi impiegati. E’ amico di Wilson. Migliore amico. Forse unico amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè l’aspetto finale che lega Wilson a Watson è che lui è molto più la palla da pallavolo di Chuck Noland in Castaway. House scarica la sua angoscia su un parzialmente reattivo Wilson, la persona. House non si è mai, mai, mai aperto a nessun altro che Wilson; non si è neanche mai aperto a Stacy (e questo è uno dei loro problemi relazionali). Wilson sa tutto di House, ogni stranezza, virtù e vizio. Il più delle volte, lui guarda solamente, anche quando il suo amico si addentra nelle profondità dell’insanità e depressione. Quasi come se fosse una sorta di oggetto inanimato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Wilson non è un pallone. Wilson è Wilson. Wilson è umano. Wilson è un essere umano che commette errori. E’, in alcuni casi, in torto. E ama House. Ma dubita di sè; non sa neanche se House lo riama a sua volta, e in qualche modo, lui sguazza in questa situazione. Perché House ha bisogno di lui, e lui ha bisogno che gli altri abbiano bisogno di lui, ma non ha necessariamente bisogno di essere amato- quello è solo un bonus aggiunto. House è tutto ciò che Wilson ha. Sicuro, è stato sposato tre volte, ma tutti i suoi matrimoni sono stati catastrofi. La ragione potrebbe essere il suo lavoro, o la sua psiche, ma io credo che la ragione sia più profonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione è House. House lo trattiene dall’avere una relazione significativa. House è la ragione per cui Wilson è un donnaiolo, perché Wilson dedica il suo tempo ad House, se vuole dedicarlo. House è esigente, House è prosciugante, House è una sanguisuga. Ma Wilson lo ama, perché questi personaggi vanno oltre meri simboli letterari; sono molto simili a vere persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’episodio 1.18, “Babies and Bathwater”, il lavoro di House è in pericolo…di nuovo. Questa volta, è quel ricco bullo di Edward Vogler che ha un conto in sospeso con il diagnosta privo di camice. A parte il notabile fatto che Wilson, non House, rivela la diagnosi a una donna incinta con cancro ai polmoni che deve scegliere di sottoporsi a radiazioni e partorire in anticipo, o aspettare una settimana per dare più possibilità al bambino, questo episodio è anche un test della sua lealtà verso House. Il problema è che, come ha sempre fatto ogni volta, House non gli dà niente in cambio. Wilson, che non è solo un dottore noto, ma il capo del dipartimento di Oncologia, perde il suo posto nel Consiglio dell’ospedale per aver votato contro il licenziamento di House. Ma vota contro dopo la mancata partecipazione di House ad un discorso. House ha avuto la possibilità di salvarsi da solo, ma, come sempre, ha lasciato Wilson a pulire i suoi casini. Ma questa volta non ha funzionato. Wilson ha preso il colpa, e questo non ha aiutato affatto House. Wilson si sente ancora una volta inutile. Urla ad House: “Non ho bambini, il mio matrimonio fa schifo; solo due cose nella mia vita funzionano: questo lavoro e questa stupida screwed-up friendship, e nessuno dei due importano abbastanza per te perché tu faccia un dannato discorso!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, io credo che House sia solo un piccolo immaturo Es, e che si curi molto di Wilson. E’ semplicemente socialmente ritardato, e non sa come far capire al suo amico che sì, anche lui gli vuole bene. Non sa esattamente come spiegare il perché vuole che Wilson stia da lui dopo che Wilson lascia sua moglie, ma vuole che Wilson rimanga. Non sa esattamente come spiegare perché gli piaccia spendere il suo tempo (sì, fuori dall’ospedale!) con Wilson, o perché si ritrovano insieme –anche se con riluttanza- a ogni festività. Ma il punto è che Wilson ha bisogno di due cose: 1) Essere necessario, come abbiamo già detto, e 2) House. E’ tutto quel che ha- l’ha detto lui stesso! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, Wilson il ragazzo-carino e il problematico-ma-brillante House sono la coppia perfetta. Robert Sean Leonard, quel gran pezzo di ragazzo che interpreta Wilson nella serie, ha riassunto tutto in poche parole: “Mi piace essere il ragazzo che non è IL ragazzo, ma il ragazzo sul qualche IL ragazzo conta. In più, ho voluto essere Tony Randall per tutta la vita.” Questa, ovviamente, è un’allusione alla Strana Coppia, che è definitivamente un parallelo della relazione di House e Wilson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’avete notato, non ho speso molto tempo su Wilson come entità singola. E’ sempre Wilson-e-House, Wilson-e-House, House-e-Wilson- C’è una ragione. House, M.D. parla di House, M.D. La maggior parte dei personaggi che lo circondano ottengono screentime solo quando hanno qualcosa d’importante con cui contribuire al suo personaggio. Comunque, io credo che ciò che rende Wilson unico è che lui è un personaggio a sé. Ha questi vizi e virtù- il bisogno di essere necessario, l’egoismo, l’altruismo, la lealtà, la compassione, l’affettuosità. Ma poiché è, in conclusione, il compagno di House, non sappiamo molto del suo passato; abbiamo visto solo i suoi effetti sul suo personaggio. Abbiamo fatti. Sappiamo che ha due fratelli, uno dei quali non vede da nove anni. Sappiamo che è ebreo. Sappiamo che è stato sposato tre volte, ed ha avuto una relazione con qualcuno durante il primo o il secondo matrimonio. Sospettiamo che conosca Gregory House da un periodo di tempo considerevole. Sappiamo che esibisce comportamenti che evocano un’infanzia negletta o abusata, probabilmente accompagnata da un divorzio. Il più delle volte questa è roba da fanfiction, ma dipinge Wilson come un personaggio estremamente complesso. Il che, io credo, è lo scopo degli scrittori. Se House, il ferito, acuto, danneggiato, pungente, avventato, immaturo medico molto 3D può avere un eguale, dovrebbe essere un personaggio egualmente 3D. Dovrebbe essere Wilson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House e Wilson sono entrambi sanguisughe. Entrambi banchettano l’uno dell’altro, entrambi ottengono piacere l’uno dall’altro in modi strani, perversi; entrambi sono parassiti succhia-sangue. Ma sono anche entrambi innegabilmente umani. Loro sono feriti, e si feriscono a vicenda. Sono entrambi dottori, sì, ma sono entrambi pazienti del loro stesso ospedale. Solo Wilson può guarire House. Ma solo House può guarire Wilson, e questo viene troppo spesso ignorato.&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sat, 31 Mar 2007 15:27:30 GMT</pubDate>
  <title>I turbamenti di Steve [anamatics]</title>
  <link>http://h-w-translators.livejournal.com/7914.html</link>
  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: In Which Steve is Disturbed (I turbamenti di Steve)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_anamatics&apos; lj:user=&apos;anamatics&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://anamatics.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://anamatics.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;anamatics&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (tradotta da &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto&lt;/b&gt;: Steve si accorge che qualcosa sta accadendo tra il suo umano e il compagno del suo umano, e non è sicuro che la cosa gli piaccia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: R&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mercedesblack&apos; lj:user=&apos;sarabakanashimi&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;sarabakanashimi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://anamatics.livejournal.com/28716.html&quot;&gt;Originale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;Steve McQueen si considerava un topo perfettamente normale da tutti i punti di vista; era sano, la sua coda era sempre pulita, e stava attento a non lasciare escrementi in giro nella gabbietta. Aveva un nido, che si era fatto con un coprizampa umano lasciato per errore troppo vicino alla sua gabbietta, e una scodellina di cibo che era sempre piena di bocconcini prelibati messi da Faccia Pelosa dentro la gabbia. Nel complesso, la vita da topi era una bellezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Steve piaceva il suo umano domestico; specialmente da quando quello aveva preso l’abitudine di nutrirlo con cibi piuttosto interessanti ed esotici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, allo stesso tempo, a Steve mancava la libertà dei grandi spazi alla sommità della casa della Femmina Puzza-di-Fumo, quella dove viveva prima. Stava invecchiando. Quando aveva incontrato Faccia Pelosa per la prima volta era piuttosto giovane – e amava correre. Lo shock improvviso di ritrovarsi confinato in una gabbia, per quanto confortevole, si era ormai tramutato in un’abitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, Steve era contento di dormire per la maggior parte del giorno, arrotolato in una pallina stretta stretta, limitandosi a grattarsi se aveva prurito con un semplice scatto della zampa posteriore. A volte Faccia Pelosa lo tirava fuori dalla gabbia e lo teneva con attenzione tra le mani che odoravano di pulizia e buon cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Steve piaceva un mondo leccare quelle mani, che avevano l’esatto sapore che ci si aspettava da un umano – leggermente salate, ma con un accenno di qualcos’altro a cui Steve doveva ancora dare un nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mordeva mai l’umano Faccia Pelosa, fatta eccezione per qualche morsetto giocoso che Steve considerava parte della normale aggressività tra due maschi. A parte le specie, il territorio e i limiti dovevano ancora essere definiti, dopotutto. Il suo umano domestico non aveva mai tentato davvero di contendersi con Steve i rispettivi limiti, ma si era decisamente infastidito quando Steve aveva rubato il suo coprizampa.&lt;br /&gt;Steve non aveva ricevuto bocconcini per qualche giorno dopo quell’episodio, ma aveva un bel nido caldo e la regolare scorta di cibo, quindi la cosa non l’aveva disturbato poi tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il suo umano domestico fosse stato una femmina, Steve era sicurissimo che avrebbe ottenuto leccornie semplicemente per il fatto di essere così carino come sapeva di essere. Le femmine lo adoravano, l’accarezzavano e giocavano con la sua coda in quella maniera che Steve trovava &lt;i&gt;meravigliosa&lt;/i&gt;. Anche Faccia Pelosa lo faceva, ma non altrettanto spesso; e sì, Steve sentiva la mancanza di una femmina nella tana dell’umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l’altro, era strano vivere senza una femmina intorno, per quanto Faccia Pelosa non sembrasse farsene troppo un problema – il che infastidiva Steve. Anche se Steve era felicissimo di vivere con Faccia Pelosa, aveva fatto incontri con giovani topi femmine nel passato, ed era piuttosto scosso dall’effetto che avevano avuto su di lui. Steve non riusciva a trovare una ragione per cui qualcuno, perfino qualcuno così rude e fastidioso in ogni suo atteggiamento come Faccia Pelosa, dovesse rinunciare a una cosa del genere. Steve sperava a volte che il suo umano domestico si trovasse una compagna. Così non sarebbe stato tanto triste per tutto il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve era bravissimo a cogliere gli umori degli umani, anche se non riusciva a comprenderne il linguaggio. L’umano Faccia Pelosa era sempre d’umore malinconico, il che sembrava confermato dalla specie di rumore che produceva col grande coso-che-faceva-rumore, un aggeggio nero nell’angolo della stanza. Steve pensava che se il suo umano domestico voleva una compagna, non avrebbe dovuto picchiare così tanto su quel dannato coso-che-faceva-rumore. A Steve non piaceva; gli facevano male le orecchie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa strana in tutta la situazione, comunque, era che Faccia Pelosa sembrava avere una compagna, anche se l’umana in questione non dormiva nella tana di Faccia Pelosa. Steve non era certo del perché l’altra umana non passasse tutto il suo tempo facendo le normali cose da compagna insieme a Faccia Pelosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto l’opposto, in realtà. L’umana in questione era un po’ più piccola di Faccia Pelosa, con un corpo ben sviluppato che Steve avrebbe definito perfetto per avere cuccioli, non fosse stato per il fatto che la compagna di Faccia Pelosa letteralmente &lt;i&gt;trasudava&lt;/i&gt; odori maschili. Steve non capiva come facesse Faccia Pelosa a passare tutto il suo tempo con un altro maschio (che non sembrava avere nessuna parte dell’equipaggiamento necessario a rendere felice la vita dell’altro), quando sarebbe potuto uscire a fare cuccioli con una femmina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un po’, comunque, Steve aveva iniziato a capire che forse i cuccioli non erano la cosa migliore per Faccia Pelosa. Aveva tre umani più giovani che venivano a visitarlo di tanto in tanto nella sua tana, e tutti loro guardavano a Faccia Pelosa con la stessa venerazione che Steve e i suoi fratelli avevano avuto nei riguardi del loro padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve si chiedeva se questi tre giovani umani fossero i cuccioli di Faccia Pelosa. Non gli assomigliavano per niente, e non avevano un odore simile al suo. Per Steve tutto questo era semplicemente privo di senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccia Pelosa e il suo compagno sedevano sulla comoda piattaforma sulla quale sedevano quando accendevano la scatola luminosa nell’angolo. Era strano, Steve pensava, vedere due maschi con limiti ben definiti tra loro sedere in quello che chiaramente era il territorio del compagno di Faccia Pelosa. Emanava il suo odore, e a Steve non piaceva starvi dentro. Diventava nervoso quando sentiva l’odore di un altro maschio in un luogo che precedentemente aveva considerato territorio neutrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di ciò, comunque, c’erano un sacco di chicche appetitose seppellite nella comoda piattaforma che perfino il rispetto di Steve verso il compagno di Faccia Pelosa non poteva nascondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che le stesse proprio &lt;i&gt;mangiando&lt;/i&gt;, comunque. Faccia Pelosa e il suo compagno lasciavano sempre cadere del cibo nelle profondità della loro piattaforma per lasciare che Steve le trovasse più tardi, dopo che il compagno di Faccia Pelosa era andato a casa. Steve amava il cibo strano che riusciva a trovare dentro la piattaforma, e il modo in cui il compagno di Faccia Pelosa non sembrava mai accorgersi che il suo deposito segreto di cibo era stato svuotato perché Steve non riusciva a trattenersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve si appallottolò nella sua gabbietta, guardando gli umani dentro la scatola luminosa mentre Faccia Pelosa e il suo compagno chiacchieravano nel loro dialetto incomprensibile. Steve non capiva mai il linguaggio umano; c’erano troppi scatti e stridii perché Steve fosse in grado perfino di iniziare a decifrare quello che dicevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che gliene importava? Gli davano cibo e non poteva davvero chiedere niente di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccia Pelosa e il suo compagno stavano praticando di nuovo quel fastidioso rituale d’accoppiamento umano. Quello in cui sembrava che Faccia Pelosa stesse mangiando la faccia dell’altro. Steve non pensava che una cosa così raccapricciante potesse risultare piacevole per una qualunque delle parti coinvolte, ma a loro non sembrava dispiacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve mosse la coda da un lato. Umani. Chi li capiva, comunque?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il compagno di Faccia Pelosa stava tentando di sfilare all’altro il suo copritorace, e apparentemente trovava qualche problema con qualsiasi cosa lo tenesse appiccicato al corpo dell’altro. Il compagno di Faccia Pelosa stava producendo tutta quella serie di rumori che perfino Steve riconosceva come segni di fastidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve guardò con più attenzione. Non aveva mai visto due umani maschi accoppiarsi. E dubitava che sarebbe riuscito a vedere l’intera cosa adesso, visto che Faccia Pelosa camminava in maniera strana per la maggior parte del tempo, e sembrava che qualcosa non andasse in una delle sue zampe posteriori. Steve non riusciva mai a dire quale, comunque, perché a volte Faccia Pelosa camminava normalmente, e altre volte non riusciva a camminare per niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se &lt;i&gt;Steve&lt;/i&gt; fosse stato ferito non avrebbe voluto accoppiarsi affatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apparentemente per gli umani era diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il compagno di Faccia Pelosa si era spostato dalla piattaforma giù sul pavimento. Steve non capiva bene la meccanica di quanto stava accadendo, sembrava che il compagno di Faccia Pelosa stesse tentando di mangiare il pene dell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve squittì il più forte possibile. Non poteva farlo! Non voleva che Faccia Pelosa perdesse tutto quello che lo distingueva come &lt;i&gt;maschio&lt;/i&gt;, e sembrava davvero che le parti maschili di Faccia Pelosa fossero in pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due umani interruppero quello che stavano facendo e Steve sentì che stava iniziando a calmarsi di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, all’improvviso, una delle giacche di Faccia Pelosa fu tirata sopra la gabbia e lui non riuscì a vedere più niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;-&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;House, il tuo topo mi fissa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascialo fissare, non gli capita spesso uno spettacolo del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House, penso davvero che ci sia qualcosa che non va in lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio, ma cos’ha il tuo cervello, deficit d’attenzione? Non riesci a concentrarti sul lavoro in corso per più di due secondi? Steve sta bene – e io non starò bene a meno che tu non ti occupi di questa cosa adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onestamente penso che potrebbe reagire male a quello che vede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa vuoi che faccia, che metta un lenzuolo sulla gabbia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non voglio che lo soffochi per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo so; lancia la giacca sopra la gabbia o qualcosa del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco fatto. Ora possiamo per favore tornare a quello che stavamo facendo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì.&lt;/i&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 26 Mar 2007 18:32:50 GMT</pubDate>
  <title>Decameron 7/10 [Nakanna Lee]</title>
  <link>http://h-w-translators.livejournal.com/7655.html</link>
  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Decameron&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_nakannalee&apos; lj:user=&apos;nakannalee&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://nakannalee.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://nakannalee.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;nakannalee&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (tradotto da &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt;: 7/10&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: R&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mercedesblack&apos; lj:user=&apos;sarabakanashimi&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;sarabakanashimi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, la migliore sulla piazza (prezzi modici)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avviso&lt;/b&gt;: Si torna al POV di Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;SETTIMO GIORNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai osservato House con attenzione in questi ultimi due giorni. Non avevi quella collana – l’elitropia, quello che sia – così l’hai osservato senza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dolore è tornato, vincendo la ketamina – te ne sei resa conto – e lui si ostina assolutamente a negarlo. Ha la cura di accertarsi che nessuno lo stia guardando, ma sempre più spesso cerca il supporto del muro per camminare. Maschera ogni smorfia nella corrugata concentrazione riservata all’ultimo caso. Non ti ascolta quando gli chiedi se va tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il flacone di Vicodin è di nuovo vuoto, e immediatamente una vampata di struggimento ti infiamma il petto. Non solo House è confuso e perso per la sua situazione con Wilson, ora è di nuovo tornato ai narcotici per calmare il dolore. Ha bisogno di aiuto; ha bisogno di sapere che a qualcuno importa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A te importa. Importa tanto, tantissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’elitropia è misteriosamente ricomparsa nel cassetto della tua scrivania, una specie di miracolo. Non sei dell’umore per porti domande, troppo felice che sia semplicemente tornata. Qualcuno avrebbe potuto impossessarsene nel frattempo, distruggendo la tua chance di aiutare House. Ma dal momento che a quanto pare è ricomparsa, hai il vago dubbio che il ladro non abbia scoperto il suo potere. Dovrai fare più attenzione, questa volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso mezzogiorno la conversazione di House con te, Chase e Foreman si è ridotta a brevi cenni sgarbati e grugniti, un segno ben riconoscibile del fatto che il dolore è quasi insopportabile. Lui se ne va a pranzo poco dopo. Inventi una rapida scusa e sgattaioli fuori dopo qualche minuto, progettando di raggiungerlo in mensa e farlo sembrare casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece intravedi la sua figura scomparire tra le porte scorrevoli dell’ascensore, e immediatamente sai dov’è diretto. Ti lasci scivolare la collana addosso in una vicina sala esami e lo segui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti ho già detto di no, House.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma non te lo sto chiedendo, stavolta. Ti sto &lt;i&gt;dicendo&lt;/i&gt; di farmi la ricetta.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House e Wilson sono già nel mezzo di una lite frattanto che tu li raggiungi, leggermente senza fiato per aver fatto le scale di corsa sui tacchi. Le caviglie ti urlano contro per la tua fretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House deve essersi precitato nell’ufficio di Wilson, perché la porta è ancora spalancata dalla sua irruzione. Wilson sta raccogliendo le sue carte, scuotendo la testa mentre lascia cadere la penna nera nel cassetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No. Ti sei affaticato troppo, è per questo che ti fa male. Prendi una borsa di ghiaccio in ambulatorio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tono insensibile ti fa spalancare la bocca e scattare in alto le sopracciglia. Con che coraggio viene a dire a House quanto dolore stia o non stia provando!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è così semplice” insiste House, leggermente senza fiato. Deglutisce e distoglie lo sguardo, e assistere a questo gesto ti uccide, semplicemente. Il tuo stomaco si rivolta come una matassa di serpenti mentre Wilson si gloria del suo potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È incredibilmente semplice” replica. “Non intendo lasciare che ti tu faccia di nuovo del male. È solo uno strappo. Starai benissimo. Prenditi un Tylenol se devi, ma non ti aiuterò a infilarti del Vicodin in gola.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì che lo farai.” House si aggrappa al bordo anteriore della scrivania di Wilson, sporgendosi per fissarlo come se stesse contemplando un pozzo dei desideri. Le rughe profonde scolpite ai lati degli occhi e della bocca sembrano quasi rigidamente gotiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson, freddo e senza pietà, non esita un istante. “Torna dal tuo paziente, House.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cazzo, Wilson” sussurra House con voce roca. “&lt;i&gt;Dammi&lt;/i&gt; quelle pillole.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa un gesto verso il foglio della ricetta che giace a portata di mano sulla scrivania, ma l’oncologo lo tira via, praticamente strappandoglielo dalla mano tremante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti amo” mormora – &lt;i&gt;col cavolo che lo ama!&lt;/i&gt; – prima di incontrare di nuovo gli occhi di House. “Ora sopporta il dolore.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha molto senso osservare da dietro le quinte, invisibile, e non fare nient’altro. Hai aspettato abbastanza a lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“House…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui incespica ancora per qualche passo nel corridoio prima di voltarsi. Il suo viso è contratto, talmente scarno e indifeso che ti fa desiderare di avvicinarti e abbracciarlo. Tendi una mano. Lui la guarda come se fosse un uccellino morto che un cane ha trascinato fino alla sua soglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È così bisognoso d’amore. Wilson è solo lussuria e piacere, e tu sai che entrambi opprimono la mente di House fino a corroderla come un metallo arrugginito, fino a renderlo completamente incapace di affetto spontaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai Vicodin?” ti chiede calmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu sbatti le palpebre e farfugli, quasi sorpresa che lui non ti abbia sputato contro un ordine secco e infastidito. “N-no.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora vattene.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“House, lasciami…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui si irrigidisce quando gli stringi dolcemente il braccio. “Cameron, mollami.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vieni.” Il tuo tocco è gentile, persuasivo, esattamente quello di cui lui ha bisogno al momento. Con attenzione, passi il pollice in un movimento circolare sul dorso della sua mano rigida. “Stai male. Forse c’è qualcos’altro che puoi fare. Il Vicodin ti ha causato così tanti problemi prima…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai un’idea migliore?” replica House, ma apprezzi la sua volontà di continuare la conversazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Potremmo cercare un diverso piano di terapia. Davvero, sarebbe facile. E io ti aiuterò se ne avrai bisogno…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui tira indietro la mano. Sussulti leggermente; vorresti che sapesse quanto la sua azione incide su di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra qualche ora, pensi sulla difensiva mentre lui zoppica via lungo la hall, sarà lui a sapere quanto le &lt;i&gt;tue&lt;/i&gt; azioni incidono su di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson doveva sbrigare uno degli ultimi turni in ambulatorio, e, caso ancora più fortunato, House ha deciso di andarsene presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lotta un po’ con la gamba sulla veranda, il che lascia la porta di casa aperta abbastanza a lungo perché tu entri senza problemi. L’elitropia pende con eleganza dal tuo collo sottile, e tu ti senti una specie di Giovanna d’Arco che avanza sul campo di battaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti guardi intorno nell’appartamento, riabituandoti. È stranamente ordinato – devono essere gli effetti collaterali di Wilson – e ti chiedi se House riesca a trovare qualcosa. Libri e giornali sono posti in ordine alfabetico sugli scaffali, il tappeto odora di aspirapolvere, e le bottiglie di birra sono poche e sparse. Non ci sono neppure segni circolari sul tavolo del caffè; è stato tutto pulito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. Ma di certo non significa che House sia felice. In effetti, l’aspetto maniaco della pulizia di Wilson probabilmente alla fine sarà un elemento di disturbo. Tutto a suo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tuo sguardo viene attirato da una pila di roba usata recentemente, o forse abbandonata, sotto una lampada nell’angolo. È l’unica parte della stanza dall’aspetto vagamente disordinato. Avvicinandoti silenziosamente, passi oltre il malandato &lt;i&gt;Fondamenti e Meccanismi Molecolari della Mutagenesi&lt;/i&gt; e rivolgi la tua attenzione al bastone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passi le dita sulla maniglia di metallo sorprendentemente freddo e accarezzi le fibre dell’asta di mogano. Può darsi che House non lo usi, ma sta qui pronto tra le ombre mutevoli, in minacciosa attesa, infestando la stanza. Evidentemente non ha ignorato del tutto il dolore se tiene ancora il bastone sotto i propri occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libretto cattura la tua attenzione dietro la rivista medica e il bastone. Dai una sbirciata e aspetti finché House non si dirige al bagno, poi lo recuperi con curiosità. È un saggio, scopri, del Museo d’Arte di Filadelfia. &lt;i&gt;Anteprima delle Mostre d’Apertura del 2007&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sfogli, prendendo nota della mostra di Arte Latinoamericana e di quella di Gioielleria Medievale Europea. Segnando una pagina interessante col pollice e l’indice per riguardarla in seguito, ti muovi verso la cucina. Hai solo un po’ di tempo prima che House finisca di farsi la doccia. Acqua calda, immagini, per calmare il dolore alla gamba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non più. Scavi nella tua borsetta e recuperi il Vicodin, sistemando tre flaconi pieni tutti in fila di fronte al posto di House al tavolo. L’uomo dall’altra parte del bancone non ti ha neppure rivolto una seconda occhiata quando hai chiesto le pillole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Wilson non vuole procurargliele, lo farai tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, ovviamente, devi solo sperare che Wilson arrivi a casa abbastanza presto da trovare House con le medicine. Che da un semplice caso di fraintendimento si trasformi in un – incroci le dita – solco crescente tra di loro. House, logicamente, all’inizio penserà che Wilson abbia cambiato idea e che comprensivo gli abbia procurato il Vicodin; Wilson invece accuserà House di essere strisciato dietro le sue spalle per rubare le medicine. Entrambi appariranno come colti in flagrante, accusandosi a vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una lite che aspetta solo di scatenarsi, comunque. Stai solo accelerando il processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrosciare dell’acqua nel bagno cessa bruscamente, e riesci a sentire il rumore smorzato di piedi bagnati contro il pavimento. Velocemente certi di riportare l’opuscolo di arte nella sua posizione originaria. Se qualcos’altro si rivela fuori posto, House potrebbe perfino iniziare a pensare che un poltergeist gli abbia messo a soqquadro l’appartamento. Come minimo si insospettirebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma inavvertitamente urti il bastone, e quello cade sul pavimento con un tonfo secco proprio mentre House esce dal bagno. Istintivamente lasci cadere l’opuscolo sul pavimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi capelli sottili sono zuppi e di un intenso marrone-grigio. Il panico ti stringe per un mezzo secondo mentre il suo sguardo penetrante passa in rassegna la stanza, ma lui guarda dalla tua parte solo una volta. Finisce di asciugarsi e vestirsi, e allora corruga la fronte alla vista del bastone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non nota neppure le pillole. È Wilson il primo a vederle, quando entra in casa diversi minuti dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lite inizia come avresti immaginato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Pillole?&lt;/i&gt; Queste &lt;i&gt;pillole? Pensavo che&lt;/i&gt; tu &lt;i&gt;le avessi prese per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ti aiuterò, ti ho detto. E queste tornano da dove sono venute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è giusto – sono un regalo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di chi? Sei tu che te le sei procurate da solo quando pensavi che non me ne sarei accorto. Lieto di sapere che i turni in ambulatorio hanno qualche lato positivo – almeno è una buona forma di distrazione, così puoi mentire alla gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ti ho mai mentito.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson inizia a ridere ironicamente mentre allunga una mano verso i flaconi, nello stesso modo in cui oggi pomeriggio ha strappato le ricette di mano a House. Questa volta House è altrettanto veloce. Due cadono sul pavimento, aprendosi per la forza con cui sono stati spinti. House e Wilson afferrano insieme il flacone rimasto, stringendolo insieme nel pugno serrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House fa un piccolo sorriso, che Wilson ricambia. La falsità fa capolino all’angolo della sua bocca. Ride, brevemente, gli occhi che vagano sulla faccia di House e di nuovo tornano al flacone delle pillole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminano goffamente attraverso la stanza, la mano stretta intorno al Vicodin stretto in un’altra mano. È quasi come un valzer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lascialo, House. Adesso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh-oh. Scordatelo. È mio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si stringe nelle spalle e inclina la testa, condiscendente. “Quanti anni hai?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Abbastanza da prendere quante pillole mi pare.” House dà uno strattone più forte e Wilson incespica verso di lui, la faccia d’improvviso contorta in una smorfia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si stanno comportando come bambini di quattro anni che si contendono una palla da baseball. È quasi divertente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;House&lt;/i&gt;, non sto scherzando!” ribatte Wilson. Tira con violenza, le nocche sbiancate, e tu sei quasi sbalordita della presa d’acciaio che entrambi dimostrano di avere quando lo vogliono davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Wilson…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impulsivamente, fai un passo avanti per intervenire in qualche modo. Forse non è stata una grande idea. Nessuno dei due ha più l’aria di scherzare. Il sorriso è scomparso dai loro volti. House lo guarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno è l’inizio di qualcosa di buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Te lo giuro, House” mormora Wilson quietamente. Torna a fissarlo, respirando rapidamente, teso. Riesci quasi a vedere i tendini vibrare nelle loro braccia, mentre nessuno dei due si decide a lasciare la presa sul medicinale. Ti chiedi quanto a lungo resisterà il contenitore di plastica; tra tutti e due potrebbero tranquillamente spaccarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa sta per rompersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa, Wilson? Cosa stai per fare?” lo provoca House. La sua voce è leggera, beffarda. Sogghigna. “Colpire un invalido?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Furiosamente Wilson lo sbatte con la schiena contro il muro, mandando le tue spalle con un salto fino alle orecchie per il sussulto. Per poco non ti lasci scappare un grido. Quest’aggressione improvvisa ti stordisce e ti confonde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sporge verso House, guance ruvide e pelle rasata che si strofinano in un visibile contrasto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu” sibila Wilson, le labbra a toccare l’orecchio di House, “&lt;i&gt;non&lt;/i&gt; sei un &lt;i&gt;invalido&lt;/i&gt;.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riesci a muoverti, come una persona che ha appena avuto un incidente stradale ed è rimasta protetta tra le lamiere contorte. Neppure House si è spostato, ma non vedi la sua espressione perché Wilson blocca la tua visuale, fermo di fronte a lui. Insieme sono come avviluppati in un abbraccio ardente, col respiro mozzo, una mano stretta tra i loro corpi ad afferrare forte le medicine. L’altra mano stringe la spalla dell’altro. Non è esattamente affetto e neppure difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono congelati sull’orlo di un pugno che sancisca il perdono o di un bacio arrabbiato, non riesci a capire, non sai dirlo. Il sangue ha liberato una scarica di adrenalina attraverso il tuo corpo; la tua testa pulsa mentre li fissi entrambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lascialo&lt;/i&gt;, preghi silenziosamente, immaginando le pillole schizzare via sul pavimento come satelliti male indirizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lascialo&lt;/i&gt;, ordini, le parole pronte a saltare fuori dalla tua lingua mentre Wilson resta fermo senza retrocedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, con altrettanta rapidità, improvvisamente è finita. Non sai dire chi abbia deciso. Wilson affonda lieve il volto nell’incavo del collo di House e le dita di House scivolano lentamente via dalle pillole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sai cosa fare. Nessuno dei due sta parlando, ma c’è un inespresso senso di fine del litigio. Wilson ha cominciato a raccogliere le pillole sparse sul pavimento, e House vaga per il salotto e sta chiedendo a voce alta che partita danno in onda su ESPN stasera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu resti lì, impotente, gli occhi confusi che vagano avanti e indietro tra loro. Non può essere. Non possono quasi arrivare alle mani e poi lasciar perdere come se non fosse mai successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Succederà più tardi, sei sicura, come una gobba nel tappeto che ignori e in cui alla fine inciampi. Sarà un peso, sarà opprimente. House non perdona con facilità. E il dolore sarà lì a ricordarglielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cestino dell’immondizia si scuote crudelmente mentre Wilson butta via le medicine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passano frammenti di conversazione tra loro, ma ti stai alterando troppo per capirci qualcosa. Non hai combinato tutto questo casino perché il tuo piano non funzionasse – e non solo &lt;i&gt;non funzionasse&lt;/i&gt;, ma andasse completamente &lt;i&gt;a rotoli&lt;/i&gt; in un quarto del tempo necessario a metterlo in atto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“… museo d’arte?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tua testa dolorante torna lentamente a rivolgersi alla scena di fronte a te. House si è rigidamente piegato in avanti per riporre il bastone contro il muro nell’angolo della stanza. Ora tiene in mano l’opuscolo di Filadelfia in cui ti sei imbattuta poco fa e che non hai più rimesso al suo posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson fa capolino dalla cucina. “Cosa? Vuoi andare a un museo d’arte?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, ho trovato questo” replica House, sollevandolo per mostrarlo all’altro. Per la seconda volta in questa serata, cadi praticamente a terra per lo shock. L’opuscolo si è aperto su una pagina a caso, e in evidenza nell’angolo c’è una fotografia dell’elitropia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non può essere la stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sfoglia l’opuscolo con fare casuale, e la pagina è persa di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sapevi che fossi stato a Filadelfia” dice House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non ci sono stato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E allora dove hai preso questo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è mio.” Wilson inarca le sopracciglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sembra perplesso. “Non è neanche mio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tuo sguardo vaga tra di loro. Uno strano silenzio punteggia l’aria, sospeso nell’assenza di una confessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E d’improvviso sei certa, &lt;i&gt;certa&lt;/i&gt; che qualcuno stia mentendo.&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:46:47 GMT</pubDate>
  <title>Sun Kissed [finding-jay]</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Sun Kissed (ovvero come i Beatles si riferiscano al Dr.James Wilson)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; finding_jay &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; PG13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Summary&lt;/b&gt; Ci sono cose che a Greg piacciono, ci sono cose che James ama. A Greg piace la piscina e a James piace essere toccato.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avvertenze&lt;/b&gt; calura estiva; Pepsi diluita; splat!; peli sul petto, o loro mancanza; homecoming queen; affettuosità; John Lennon; innuendo&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://community.livejournal.com/housefic/306251.html&apos;&gt;http://community.livejournal.com/housefic/306251.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sun Kissed&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’afa si stava accanendo su di loro, mentre il sole di mezzogiorno era immobile e alto nel cielo. Greg se ne stava steso in un paio di pantaloncini sulla sedia a bordo vasca, il bastone poggiato a terra, mentre James restava aggrappato al bordo della piscina, bagnato ma allo stesso tempo bollente. Reggeva un bicchiere tra le mani: i cubetti di ghiaccio si erano sciolti da tempo, ma lui continuava a sorseggiare la bibita di tanto in tanto senza farci caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Odio l’estate.’  Finì per annunciare Greg sovrastando la melodia che proveniva dalla radio a batterie abbandonata a terra vicino alla staccionata. Da dove se ne stava a galleggiare nell’acqua, James poteva vedere l’amico assumere un cipiglio annoiato da sopra il bordo degli occhiali da sole. ‘Fa caldo, è irritante, e non si riesce a fare nessuna attività anche solo lontanamente divertente.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Pensavo,’ gli rispose James mentre sorseggiava la Pepsi diluita, ‘che fossi un sostenitore dell’estate e non dell’inverno.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greg piegò il capo e fece un movimento che rassomigliava ad un’alzata di spalle. ‘Ora come ora, l’inverno sembra un’alternativa molto più piacevole.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzandosi in piedi lasciò scivolare gli occhiali da sole lungo il naso e si sfregò la faccia. Poi li posò sulla sedia, fece qualche passo (lasciandosi scappare un’imprecazione quando i piedi vennero a contatto con il pavimento bollente) e zoppicò fino al bordo della piscina. James si spostò a destra mentre Greg si rannicchiava, il peso tutto sulla gamba sinistra, e lentamente immergeva le gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Non capisco perché non sei venuto subito qui,’ mormorò James nel bicchiere, bevendo un altro sorso. Lentamente Greg si lasciò scivolare dentro del tutto, l’acqua che si agitava pigramente intorno alla sua vita. ‘Devono esserci almeno quaranta gradi oggi.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appoggiando un braccio sul bordo della piscina, Greg portò via il bicchiere dalle dita di James e bevve un sorso, finendo per prosciugarne il contenuto.&lt;br /&gt;‘Quarantacinque.’ Appoggiato il bicchiere sul pavimento, si voltò e accomodò la schiena contro la parete della piscina, chiudendo gli occhi per ripararsi dalla violenta luce del sole. Rimasero lì tranquilli, il motore della piscina che pompava borbottando a distanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James s’immerse completamente e Greg aprì un occhio per osservarlo mentre riemergeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Non riesco a credere che tu abbia addosso una maglietta,’ disse alla fine. James diede un’occhiata in basso ed arrossì. La sua voce era bassa quando parlò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Non mi piace bruciarmi.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Certo.’ Il sarcasmo stillava da ogni sillaba mentre Greg s’immergeva un po’ più a fondo nell’acqua, cercando di raggiungere il cornicione che correva lungo tutto il perimetro interno della piscina. Si aggrappò ad esso con le dita e lentamente vi si sedette sopra, l’acqua che gli andava a lambire il mento. James lo stava osservando e intanto l’acqua gli scorreva in rivoletti lungo la faccia e il collo. I capelli erano completamente arruffati, tranne la frangia che gli aderiva completamente alla fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&apos;Sei solo imbarazzato perché hai il fisico di un dodicenne.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greg non poté evitare di sorridere sotto i baffi mentre il rossore che aveva già raggiunto il viso di James si faceva via via più intenso. ‘Non.. non è affatto vero!’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Sì invece,’ replicò Greg con fin troppa facilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James diventava sempre più cremisi. ‘E tu come faresti a saperlo?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso di Greg si trasformò in un sogghigno. ‘Bè, a parte la volta in cui Julie mi ha informato che non hai nemmeno un pelo sul petto in uno dei suoi frequenti momenti di ubriachezza,’ (James abbassò la testa in quella che Greg immaginò essere vergogna), ‘Ti ho visto. E non c’è nulla di cui vergognarsi. Ricordo che mio zio Geoffrey...’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Non è in carcere per pornografia infantile?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta toccò a Greg tirarsi un po’ su nella sua versione di gesto d’imbarazzo. ‘No.. è in carcere per essersi spogliato ubriaco di fronte a un gruppo di quindicenni.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘E per questo è rimasto in carcere per un anno?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Bé...’ Greg scosse la testa, e si raddrizzò un poco. ‘Non parliamo della pagliuzza dalla parte di mia madre, parliamo del tuo problema di peli sul petto, o meglio della loro mancanza.’ Si spostò verso James, allungò una mano e strattonò il tessuto bagnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ‘Greeeg…’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Jimmyyy.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James roteò gli occhi e si lasciò tirare attraverso l’acqua verso Greg. Strattonando ancora un po’ la maglietta, Greg la sollevò intorno alla vita di James. I pollici incontrarono la pelle dello stomaco sfiorandola, lungo l’ombelico e intorno ai fianchi, il che provocò un sospiro da parte di James. La cosa sorprese Greg, che sollevò lo sguardo dallo stomaco di James al suo viso. Strattonò la maglietta ancora più in alto e James sollevò le braccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Far passare la maglietta sopra la testa si rivelò un passaggio complicato a causa del tessuto bagnato e il risultato fu che la maglietta rimase impigliata nel naso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Ow!’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Piantala di agitarti,’ sibilò Greg e riuscì a liberarlo. Lanciando la maglietta oltre la testa, quest’ultima atterrò sui mattoni con un sonoro”splat!”. Voltandosi di nuovo verso James, Greg gli appoggiò una mano sul petto. ‘Te l’ho detto- nemmeno un pelo. Hai trenta sette-‘&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Trenta sei.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Come ti pare, e non ti è spuntato nemmeno un misero pelo.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James lo fissò vagamente assente e si schiarì la gola. “Stiamo parlando del mio petto o delle parti più in basso? Perché posso assicurarti-‘&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Ti ringrazio!’ urlò Greg, voltandosi. L’acqua schizzò intorno a lui, piccole onde che s’infrangevano sul bordo della piscina. Una canzone dei Monkees giunse dalla radio, la solare introduzione del pianoforte che s’intensificava mentre Greg tornava ad appoggiarsi al cornicione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;‘Cheer up sleepy Jean/Oh, what can it mean?/To a daydream believer, and a,’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Homecoming queen…’ James si unì a Greg, che si stava esibendo in un pessimo accento inglese. Greg continuò a canticchiare mentre James s’interruppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘But how much, baby -’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Hey…?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermatosi, Greg strizzò gli occhi fissandoli su James, il sole lo stava colpendo proprio in faccia. ‘Sì?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James aprì la bocca ma si bloccò, decise invece di prendere la mano di Greg, che stava appoggiata al bordo della piscina, e portarsela alla vita. Greg rimase a fissare le loro mani per un momento, gli occhi che si spostavano lentamente verso il viso di James.&lt;br /&gt;Senza parlare, James lasciò che la sua mano abbandonasse quella di Greg, ma quest’ultima rimase lì dov’era. &lt;br /&gt;Gli occhi di James si chiusero con un accenno di sorriso sulle labbra. Strofinando la pelle con dolcezza, il pollice percorse il pallido sentiero di peluria che scompariva da qualche parte all’interno del costume. Un altro sospiro, simile al precedente, scappò dalle labbra di James, la testa che si piegava leggermente all’indietro lasciando esposta la gola. Greg sollevò l’altra mano dall’acqua per appoggiarla all’altro capo della vita, l’acqua che scorreva lungo la pelle. Carezzò la superficie morbida con le dita, la destra che saliva lungo la schiena mentre la sinistra continuava il suo lieve massaggio attorno all’ombelico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Julie non l’ha più fatto da secoli..’ mormorò James, facendosi più vicino. Greg scelse di non rispondere, e portò la mano sulla curva della schiena di James, attirandolo ancora di più verso di sé. Sollevando la testa, appoggiò le labbra appena sotto l’ombelico dove prima stava il suo pollice. Un debole gemito provenne dall’alto, le mani di James che si sollevavano dall’acqua per posarsi sulla sua nuca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Ti prego non smettere.’ La voce era lievemente affannata e aumentò quando la guancia di Greg sfregò contro il suo stomaco, ‘Dio, ti prego,non..’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Non Dio,’ mormorò contro la sua pelle, la lingua che gli lambiva l’ombelico.&lt;br /&gt;Sapore di cloro e sale, un sapore che gli rimase sulla lingua ancora a lungo. ‘Non mi fermerei comunque.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greg fece risalire le mani lungo il petto, le dita che ne percorrevano l’intera superficie. Avvantaggiandosi della sua posizione, lo fece abbassare, le labbra che lo sfioravano lungo lo stomaco, su fino al petto. Le dita raggiunsero la clavicola e poi la gola, per fermarsi intorno al collo. Un altro lento rilascio di aria. Le labbra di Greg continuavano la risalita mentre James si abbassava immergendosi nell’acqua, le labbra infine premute in mezzo alle clavicole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ‘Greg…’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Mm?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le mani intorno al suo collo, James si sedette lentamente sulla gamba sinistra di Greg. ‘E’ bello, ecco tutto.’&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;‘Mm-hmm.’ Le labbra si muovevano al di sotto del mento di James, su, e ancora oltre la mascella. James continuò a sospirare, emettendo in aggiunta deboli ansiti. Voltando la testa, gli cercò le labbra ad occhi chiusi, catturandole con le proprie. Le mani di Greg si mossero giù lungo la sua schiena, i pollici che premevano sui fianchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bacio era lento, la punta della lingua di Greg contro quella di James. Greg si ritrovò ad attirarlo ancora più vicino, i corpi che s’incontravano e scivolavano l’uno sull’altro. &lt;br /&gt;La mano di James rimase sulla nuca di Greg, le dita che si aggrappavano ai suoi capelli. Afferrando il labbro inferiore di Greg tra i denti, si tirò lentamente indietro, la fronte che andava appoggiandosi alla sua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Grazie,’ Mormorò James contro le sue labbra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘E per cosa?’ replicò Greg, altrettanto quietamente. James si lasciò andare contro di lui, il peso ancora precariamente in equilibrio su di una gamba sola. Le braccia gli ricaddero sulle sue spalle; le mani di Greg stavano ancora andando su e giù lungo la sua schiena, rinfrescando la pelle bollente con l’acqua fresca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Julie non ha.. nessuno..é solo..’ Frammenti di frasi lasciate a metà che James non riusciva a portare a termine. Greg si accigliò, la testa appoggiata su quella di James che aveva nascosto il viso nella piega del suo collo, bolle di acqua che scoppiavano mentre respirava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Tu vuoi piacere,’ disse Greg per lui. “Tu ami essere amato.’ Greg gli baciò la somma del capo. ‘E lei non lo sta facendo.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio si prolungò. La stazione alla radio stava trasmettendo un’altra canzone che Greg riconobbe immediatamente come una dei Beatles. Battendo leggermente il tempo, canticchiò la melodia seguendone le parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ‘Nothing you can do but you can learn how to be in time/It&apos;s easy/All you need is love…’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James rise contro la sua gola. ‘Sarebbe diretta a me?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Bé, a meno che tu non abbia incontrato John e Paul mentre eri nell’utero..’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I loro occhi s’incontrarono, la faccia di James semi sommersa, le labbra ancora appoggiate contro la sua gola. Greg si passò la lingua sulle labbra mentre si ritrovava a stringere più forte le braccia intorno al suo migliore amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Julie ti ucciderebbe, lo sai. Se ti trovasse qui tra le braccia di un altro uomo.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Non stiamo facendo nulla di male.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Avremmo potuto.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James sbatté lentamente le palpebre, sollevò la testa , e premette le labbra contro l’angolo di quelle di Greg. ‘Voglio piacere,’ mormorò, copiando le parole di Greg, ‘e amo essere amato. Non sono certo a proposito dell’ultima parte, ma tu mi ritieni il tuo migliore amico e questo significa che dimostri un certo affetto nei miei confronti.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spostando la testa indietro, Greg piegò il capo mentre James continuava a parlare. ‘Julie un tempo mi toccava come hai fatto tu adesso.’ Lo sguardo di James si abbassò, la lingua che per un momento faceva capolino tra le labbra. ‘E perdonami se dico che mi è piaciuto.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Ti stai bruciando.’ Disse Greg all’improvviso, indicando la pelle che si faceva più rosata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James sbuffò e si diede un’occhiata. ‘Mia madre chiamava le lentiggini “baci di sole” o qualcosa di altrettanto ridicolo.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greg fece una pausa, fissando la pelle bruciata di James. Il silenzio si prolungò tra di loro, entrambi sempre più accaldati ma senza tentare una sola mossa per spostarsi e rinfrescarsi nell’acqua. Il sudore gocciolava lungo la pelle arrossata di James. Piegandosi in avanti, Greg poggiò le labbra su di una lentiggine sul suo petto.&lt;br /&gt;‘Al posto di un “bacio di sole”, eccoti un “bacio di Greg”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Tu non vuoi piacere alla gente, vero?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrollando le spalle Greg si prese un attimo prima di rispondere. “Mi piace.. essere notato. Domande, enigmi. Amo, però, la buona compagnia. E tu,’ continuò, baciando un’altra lentiggine, ‘sei davvero un’ottima compagnia.’ &lt;br /&gt;Sollevandosi diede a James un casto bacio. ‘Questo,’ aggiunse, afferrandolo e voltandosi, spingendo James contro la parete, ‘e mi piace essere dominante.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Piuttosto ovvio,’ fece James, leccandogli il labbro inferiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Cosa, e tu non hai qualcosa di simile, qualcosa che ti piace?’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrollando le spalle, Greg lo osservò mentre il rossore cominciava a ricoprirgli il petto e il collo per fermarsi alle guance. ‘Potrei.’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfiorando con le dita la gola, Greg gli diede un bacio sul collo. ‘Allora immagino che dovrò scoprirlo. Ma nel frattempo..’ Allontanandosi all’indietro, Greg gli passò le dita sul petto. ‘Non hai nemmeno un pelo sul petto!’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James rispose immergendosi sott’acqua, afferrando i bordi del costume di House e tirandoglielo giù.</description>
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  <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:38:26 GMT</pubDate>
  <title>Side Effects [Isagel]</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Side Effects&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Isagel&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; NC17&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Summary&lt;/b&gt; Tutte le droghe hanno effetti collaterali&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/2/sideeffects.html&apos; rel=&apos;nofollow&apos;&gt;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/2/sideeffects.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Side Effects&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire il vero era solo la seconda volta che House lo scopava, ma Wilson stava rapidamente acquisendo una nuova comprensione del termine dipendenza. Un corso accelerato, ma quando mai Greg aveva insegnato qualcosa di diverso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era Martedì quando Julie aveva deciso di sbatterlo fuori. Non uno sviluppo inaspettato- lo aveva previsto da tempo, e non aveva fatto poi molto per prevenirlo. Entrambi avevano compiuto un errore fin dall’inizio, e lui  aveva raggiunto uno stadio in cui poteva tranquillamente riconoscerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì era finito per crollare sul divano del salotto di House, e nemmeno quello era stato così sorprendente. Dopo tutto, a cosa servivano i migliori amici, se non ad accoglierti nell’ora del bisogno e fare a pezzi tutte le più importanti decisioni della tua vita con crudele sarcasmo fino a che tu non riuscivi a sentirti di nuovo te stesso? Dopo anni di frequentazione con House, dannazione a lui se lo sapeva più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe forse dovuto sorprendersi quando Giovedì la notte era giunta per ritrovarlo non a rigirarsi sul nodoso divano, ma completamente disteso con la schiena sul letto, le gambe spalancate e le mani aggrappate alla testiera, ma era troppo impegnato a non perdere i sensi per il piacere per  preoccuparsi delle false apparenze. I migliori amici erano una buona cosa per più di un motivo, a quanto pareva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, neppure una settimana dopo aver mandato a monte un matrimonio per la terza volta, stava passando il suo sabato pomeriggio a faccia in giù sul letto di House, con il suo peso sopra di sé, le sue labbra sul retro del collo, il suo calore tutto intorno a lui, e il solitario pensiero nella sua mente che non sarebbe mai più stato in grado di vivere senza tutto quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E neppure quella era una sorpresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapeva da anni che una volta intrapresa quella strada tra loro, non ci sarebbe stata possibilità di arrestare la progressione. Il fuoco lo avrebbe avvolto ed egli sarebbe bruciato come paglia, e non ci sarebbe stato altro a parte il bisogno nel suo cuore, nel suo corpo. Greg consumava le persone, ed era un dato di fatto, semplicemente essendo quello che era. Lasciarsi trasportare fino a quell’ultima frazione... Wilson se n’era ritratto così tante volte, temendone le conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà di tutto ciò in quell’istante era come venir bruciati vivi, e non riusciva a immaginare perché avesse pensato che evitarlo fosse una buona idea. Era sempre stato quello che voleva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il respiro di Greg nel suo orecchio era rapido e secco, mischiato a lingua e morsi e parole consumate che lo facevano contorcere al di sotto delle spinte costanti che lo inchiodavano al materasso. Il lento, inesorabile ritmo del sesso di House dentro di lui, la prontamente familiare angolazione a sinistra di ogni movimento che rifletteva la diseguale distribuzione di forza nel corpo del suo amico, un indicatore costante su chi lo stesse rivendicando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto di lui, la propria erezione tesa tra lo stomaco e il materasso, la frizione un provocante piacere alimentato dalla dirompente beatitudine di ogni nuova sollecitazione alla sua prostata.&lt;br /&gt;Si sentiva sospeso al di fuori dello spazio e del tempo, perso in un mondo fatto di lenzuola di cotone stropicciate sotto il suo petto, del sudore di Greg che gli scivolava sulla schiena, dei gemiti soffocati emessi dalle sue labbra ancora e ancora e ancora. Non aveva idea di quanto tempo fosse trascorso, ma sentiva che sarebbe potuto rimanere così per sempre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi il respiro di Greg fu interrotto da una fremente inalazione, e il suo misurato controllo saltò come un osso spezzato. Gli affondi diventarono affrettati e pressanti, irrompendo nel corpo di James con la disperazione di un uomo sull’orlo di un orgasmo, l’improvviso aumento di velocità che faceva gridare ogni nervo di Wilson perché gli fosse concesso sollievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti prego,” riuscì a far uscire le parole, appena un sussurro affannato semi soffocato dal cuscino. “House, per favore...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che ci fosse nulla che House potesse fare in quella posizione che non stesse già facendo: con la gamba malandata aveva bisogno di entrambe le mani come supporto per compiere quel lavoro. Ma ugualmente.. Disteso in quel modo, portato al limite di quanto poteva sopportare senza capitolare, l’unica cosa che James sapeva fare era supplicare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì,” disse House nel suo orecchio, e se c’era del compiacimento nella sua voce, c’era anche un accenno di venerazione che lo fece tremare fino al midollo. “Fallo adesso. Toccati.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sorprese quasi il fatto di non essere venuto lì sul momento solo per quelle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stretta delle sue stesse dita intorno alla propria erezione era come il tocco della corrente elettrica, una scossa che gli causò spasmi e convulsioni. Non ci volle molto- due colpi, tre- poi il collo gli s’inarcò e stava venendo, spingendosi più a fondo sul sesso di Greg, il crudo suono che gli squarciò la gola mescolato ai gemiti di risposta dal suo amico. Completo, devastante appagamento, e in qualche modo l’improvviso rilassamento delle sue membra gli permise di allargare maggiormente le gambe, facilitando le spinte costanti di House, offrendo la stessa soddisfazione in cambio. Poteva percepire la tensione nel corpo sopra il suo, il tremito teso dell’imminente rilascio, l’agognato irrompere dell’orgasmo del suo amante così vicino che poteva quasi assaporarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccetto che l’orgasmo non giunse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il momento si protrasse e si espanse, diventando minuti scanditi dal disconnesso battere delle anche di House contro il suo bacino, e sebbene la sensazione fosse ancora incredibile- migliore, persino, ora che la fame immediata non era lì per distrarlo- stava raggiungendo il limite di quello che il suo corpo fuori allenamento poteva sopportare. Era- Dio- almeno da due mogli che non aveva fatto una cosa del genere, e non era che ci avesse mai fatto l’abitudine. Il calore si stava trasformando in dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi era finita, un vuoto pungente sopraggiunse mentre House si tirava fuori del tutto. Ci volle qualche secondo prima che comprendesse che Greg si stava effettivamente allontanando accompagnato dal rumore frusciante delle lenzuola e da un secco inalare di dolore che significava che si stava appoggiando alla gamba senza preoccuparsi di fare attenzione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&quot;House?&quot;&lt;br /&gt;Doveva essere stato più forte di quanto pensasse prima perché la voce non si sollevò al di sopra di un crepitante sussurro. Deglutì forzosamente e tentò ancora, voltandosi per guardare.&lt;br /&gt;“House, cosa...?” Greg era sul bordo del letto, e si stava alzando in piedi dandosi una mano con la colonnina ai piedi del letto. Gli rivolgeva la schiena, e non guardò nella sua direzione. “Stai bene?”&lt;br /&gt;Non appena quelle parole furono fuori dalla sua bocca, seppe di aver detto la cosa peggiore possibile. Poteva sentire House scivolargli dalle dita, sottrarsi all’aperta sollecitudine come se fosse acido gocciolante sulla sua pelle.&lt;br /&gt;“Splendidamente. Non alzarti.”&lt;br /&gt;Un cenno di rifiuto con la mano mentre percorreva zoppicando la breve distanza verso il bagno, la voce aggressivamente spogliata di ogni emozione. Wilson avrebbe voluto fermarlo, trattenerlo, ma le gambe gli erano rimaste impigliate nelle lenzuola, e prima che riuscisse a liberarsi, Greg aveva chiuso la porta tra loro ed egli era rimasto solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un idiota&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere a che fare con House significava pensare più velocemente, muoversi più rapidamente, l’immediatezza delle tue reazioni la sola cosa che potesse equilibrare l’affilatura mentale con cui Greg infilzava il resto del mondo. Il fatto che loro due fossero rimasti amici così a lungo aveva molto a che fare con l’abilità di Wilson di mantenere la propria prontezza di spirito, per tenere dietro agli imprevedibili cambi e alterazioni di comportamento di House e rimanere imperturbabile ad ogni follia in cui s’imbatteva. Se avesse lasciato che il sesso interferisse con tutto quello, questa nuova svolta nella loro relazione sarebbe stata destinata a sancirne la morte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal bagno, udì il clamore metallico del coperchio del cestino che veniva richiuso, seguito alcuni secondi dopo dal suono dell’acqua corrente. La doccia. Desiderò ardentemente sapere cosa diamine dovesse supporre da tutto ciò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, c’era solo un modo per scoprirlo. House lo conosceva bene praticamente come conosceva se stesso- se avesse davvero voluto tenerlo fuori, avrebbe chiuso a chiave la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pulendosi con gesto automatico lo sperma dal petto con un lembo del lenzuolo, Wilson scivolò fuori dal letto e si diresse verso il bagno. Nel momento in cui la sua mano si richiudeva intorno al pomello della porta, si chiese brevemente se stesse compiendo un’altra mossa sbagliata. Ma no.. Sebbene la maggior parte del tempo fosse necessario lasciare ad House il suo spazio, c’erano occasioni in cui dovevi spingerti oltre per infrangere tutti quegli strati di stronzate difensive. Se giunto a quel punto non poteva fidarsi di se stesso per conoscere la differenza, poteva direttamente tornare da sua moglie e pregarla di riprenderselo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aprì la porta ed entrò dentro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House stava in piedi vicino alla cabina della doccia, apparentemente in attesa che la temperatura dell’acqua si regolasse. Le mani erano appoggiate alla struttura metallica su entrambi i lati della porta aperta, le braccia distese a supportare il suo peso, la testa piegata nel mezzo in una postura che era.. non abbattuta, ma come gravata, curvata da una qualche pressione interna appena trattenuta.&lt;br /&gt;Quando Wilson entrò, non sollevò lo sguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vuoi dirmi cosa sta succedendo, o saltiamo la luna di miele e passiamo direttamente alla fase in cui tua moglie non ti capisce più?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli lanciò un breve sguardo, un pallido lampo come un fuoco di magnesio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non volevo che sentissi nostalgia di casa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole che pungevano come frustate, ma di certo l’intenzione era quella. Wilson si trattenne dal ritrarsi si fece più vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E se provassi il desiderio di lasciarti? Non posso immaginare come potrebbe mai succedere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tono di voce era in egual parte ironico e seccato; tagliente ma nemmeno lontanamente vicino al sarcasmo che  House usava quando ribatteva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Commovente. Deve amarmi sul serio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, avrebbe voluto dire, è così. Ma non dichiaravi amore imperituro per Gregory House più di quanto gli mostravi la tua sollecitudine. Non te lo avrebbe permesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Parlami.” Fu quello che disse invece, la voce attentamente controllata, nonostante la stranezza della situazione.&lt;br /&gt;House era lì in piedi, nudo davanti a lui, la fine patina di sudore che andava asciugandosi sulla sua pelle rifletteva la pallida luce del bagno, e sebbene privo del preservativo che aveva indosso prima, il suo pene era ancora eretto, pareva ancora esattamente duro come era stato dentro di lui solo pochi minuti prima. Era abbastanza vicino da potersi allungare e toccarlo, abbastanza vicino perché riuscisse a percepire l’aura di calore sprigionata dal suo corpo accaldato, il secco contrasto con il gelo che si sollevava dal getto di acqua fredda dalla doccia. Dovette trattenersi dall’annullare la distanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi tutti i pezzi finirono al loro posto, ed egli vide le cose per quelle che erano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì mattina, spinto contro il muro di una delle salette esami della clinica, la mano di House dentro i pantaloni. Il corpo ancora sfinito dalla prima volta, dalla cruda, incredibile, infinita scopata della notte prima, le nuove sensazioni che si mescolavano al ricordo delle precedenti fino a che i limiti della realtà perdevano definizione e James stava venendo, mordendosi la lingua per non fare rumore mentre House sussurrava nel suo orecchio cose che gli facevano tremare le ginocchia. Sapendo che il suo prossimo paziente sarebbe arrivato di lì a breve, ma non preoccupandosene, si era mosso per lasciarsi cadere sulle ginocchia, desideroso di ricambiare. House si era allontanato, scuotendo il capo. “Insomma, dottor Wilson. Che cosa direbbe il suo paziente? E pensare che le persone ti hanno etichettato come quello responsabile.”  Il familiare, esasperante commento graffiante, accompagnato da un sorriso canzonatorio che gli aveva fatto roteare gli occhi. Ma c’era stato qualcos’altro sul viso di House prima che la maschera rassicurante fosse tornata al suo posto, qualcosa che si era permesso di accantonare nell’impeto del bacio di commiato, nel brivido di promesse sussurrate a metà, la prospettiva di un’appropriata ritorsione nel momento in cui avessero oltrepassato la soglia dell’appartamento di House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frustrazione. Concitazione. Paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le stesse cose che stava scorgendo adesso, e forse avrebbe dovuto provare della compassione, ma era la rabbia che stava montando dentro di lui, le mani che automaticamente si spostavano sui fianchi.&lt;br /&gt;“Sono le pillole, non è così?”&lt;br /&gt;House mise una mano sotto il getto, il palmo sollevato per testarne la temperatura. Un movimento teatrale, per fingere noncuranza.&lt;br /&gt;“Tutte le droghe hanno effetti collaterali,” disse, lo sguardo che si posava e si distoglieva dalla direzione in cui si trovava Wilson.&lt;br /&gt;“E tutti i tossici sono degli idioti sconsiderati. Stupido io ad essermene dimenticato.” Il sarcasmo nella sua voce era ghiaccio gelido ora, affinato con rabbia e sofferenza. Abbastanza tagliente da far voltare Greg verso di lui, la bocca aperta per dire qualcosa. Ma non voleva sentire nulla, non voleva stare ad ascoltare la prevedibile, arguta difesa. “Puoi anche evitare ogni discussione difficile, se è quello che vuoi,” disse invece, “Dio sa se  ci sono abituato. Ma non mi pianterai nel letto come una qualche marchetta da cinque dollari che hai raccolto in un angolo della strada. Non ti nasconderai da tutto questo.”&lt;br /&gt;“Altrimenti cosa fari? Te ne andrai? So che non sei il tipo che resta, ma due rotture in una settimana sarebbero un record personale persino per te.”&lt;br /&gt;Sarebbe stato così facile, non è così? Voltare semplicemente la schiena e piantarla lì e non avere mai più a che fare con tutte quelle cazzate. Ma farlo avrebbe significato lasciare House alla sua dipendenza e ai suoi stramaledetti effetti collaterali, e sebbene lo avesse fatto prima, pieno di frustrazione e impotenza, il sesso aveva cambiato le cose, rendendo il tutto intimo e personale in un modo completamente nuovo e imprevedibile. Non avrebbe ammesso la sconfitta, non avrebbe lasciato che le droghe lo cacciassero dal letto di Greg. Aveva ottenuto qualcosa negli ultimi giorni, qualcosa che non aveva mai avuto prima, e avrebbe lottato per tenerselo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza interrompere il contatto visivo con House si chinò verso la doccia, l’amaro gelo del getto come pioggia di aghi sulla pelle del suo braccio mentre si allungava per raggiungere il miscelatore e cambiare la temperatura da fredda a bollente.&lt;br /&gt;“Entra dentro,” disse.&lt;br /&gt;House sollevò un sopracciglio scettico, ma l’espressione di disperazione si stava trasformando in curiosità. Non ci sarebbe stato un modo migliore di colpirlo che compiere l’inaspettato.&lt;br /&gt;“Ti stai offrendo per una spugnatura? Hai preso ispirazione da una delle tue sollecite infermiere?”&lt;br /&gt;Wilson non distolse lo sguardo per rivolgerlo al soffitto. Non fece alcun movimento, ma sapeva che se si fosse voltato per incontrare il proprio sguardo riflesso allo specchio, l’oscura determinazione in esso lo avrebbe fatto indietreggiare.&lt;br /&gt;“Se commenti come questo sono intesi a farmi desistere, stai seriamente sottovalutando il livello di tolleranza derivante da un’esposizione di lungo periodo. Ora entra dentro.”&lt;br /&gt;House piegò il capo da un lato e lo studiò con lo sguardo speculativo che avrebbe potuto riservare ad una radiografia particolarmente affascinante. Era uno sguardo che spesso lo faceva arrossire o ritrarre, perché sembrava possedere l’abilità di sezionarlo fino a raggiungere ciò che maggiormente desiderava nascondere, ma era troppo concentrato ora per battere anche solo le palpebre sotto di esso. Non sapeva e non gli importava quello che House poteva leggervi, ma dovette essere abbastanza da risvegliare il suo interesse, perché con un cenno quasi impercettibile, fece quello che gli era stato chiesto. Wilson entrò dopo di lui, richiudendo la porta a vetri dietro di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acqua calda sul suo viso e sul suo petto, sulla pelle di House sotto le sue mani mentre lo afferrava per le spalle e lo spingeva contro la parete. Il rumore di un corpo umido sbattuto contro le piastrelle lo ammoniva di stare più attento, ma toccare House non aveva nulla a che fare con l’autocontrollo, e le sue mani erano brutali sui capelli bagnati mentre attirava la testa di Greg per un bacio.&lt;br /&gt;Non era sicuro su cosa si aspettasse, ma House non lo respinse. Invece le sue labbra si dischiusero all’istante, un gemito vibrante tra loro, mentre Wilson affondava più in profondità, spingendosi più vicino. Una fame, un desiderio, nella lingua che si arrendeva alla sua, nel corpo premuto contro il suo, e fece scivolare la mano lungo il torso di House, sentendo il bisogno trattenuto come un brivido sotto le sue dita. La dura superficie del petto cosparso di peluria che gli solleticava il palmo, seguito dalla forma affilata dell’osso dove la cassa toracica terminava. Scendendo più in basso, attraverso la più soffice distesa dello stomaco, ed entrambi ansimarono quando il retro del suo pollice sfiorò l’erezione di Greg, il proprio pene esausto che si contraeva in risposta. Ancora così nuovo, tutto questo, la realtà non ancora completamente compresa. Deliberatamente, lasciò che la mano ripetesse il movimento&lt;br /&gt;Poi una stretta di ferro intorno al suo polso, la mano di Greg che gli impediva di muoversi. Il bacio interrotto, e lui stava guardando negli occhi di Greg, leggendovi la passione, il dolore, insieme a qualcosa che avrebbe potuto essere vergogna.&lt;br /&gt;“A volte,” disse House, la voce mescolata al mormorio dell’acqua, “semplicemente non funziona.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non aspettarsi troppo. Non caricare troppo le aspettative per poi venire deluso. Non...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E a volte,” replicò James, liberando il braccio con una calma contraddetta dalle pulsazioni nel suo collo, “devi solo fidarti di me. Ora fa silenzio.”&lt;br /&gt;“Chiedi le cose più difficili,” disse House, l’accenno di un sorriso ironico che gli tirava un angolo della bocca, ma chiuse gli occhi e lasciò che la testa gli ricadesse contro la parete. “E’ una fortuna per te che io trovi le sfide eccitanti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ed è una fortuna per te,” disse Wilson, piegandosi in avanti fino a che soltanto il più sottile strato di aria separò le sue labbra dall’orecchio di House, “che io sia la persona più testarda che tu possa mai incontrare.” La punta della sua lingua tracciò il contorno del lobo di Greg sottolineando le sue parole, rendendole una promessa che non aveva alcuna intenzione di ritrattare. Poteva sentire il respiro del suo amico accelerare in risposta. “Non muoverti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allontanatosi di un passo, regolò il getto d’acqua, angolandolo così che il flusso di acqua calda cadesse sul corpo di House mentre il viso rimaneva all’asciutto. Poi afferrò il gel da doccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Temo che tu sia privo dell’equipaggiamento adatto per delle spugnature,” disse, riempiendosi  una mano col sapone liquido, la sostanza ambrata fresca in contrasto con il vapore che iniziava a sprigionarsi intorno a loro. “Dovremo farlo nella maniera primitiva.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House socchiuse gli occhi, osservandolo mentre riponeva il contenitore sulla mensola e lavorava affinché il sapone diventasse schiuma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In qualche modo” disse, la voce non del tutto presente, lo sguardo incollato al movimento delle mani di Wilson “credo che te la caverai.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Davvero rassicurante.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvicinandosi di nuovo, il proprio corpo che faceva scudo all’acqua allontanandola dallo stretto spazio tra loro mentre sollevava le mani sulle spalle di House e iniziava a spargere il sapone sulla sua pelle. Con cautela, gentilmente, i palmi che scivolavano lungo l’umida superficie del torso di Greg; dal collo allo sterno alle ossa del bacino, senza indugiare lungo il percorso; dalle nocche ai gomiti alle clavicole, e di nuovo indietro al punto iniziale. Solo quando ogni parte raggiungibile fu scivolosa sotto il suo tocco mise più forza nelle sue carezze, massaggiando i punti di tensione nei muscoli di Greg, allentandone la stretta. Alle sue dita esploratrici era chiaro come mai  lo era stato prima per i suoi occhi di come la menomazione stesse cambiando il paesaggio dell’anatomia del suo amico, la parte superiore destra del corpo più forte adesso, più dura di quella sinistra, sollecitata dal quotidiano sforzo di sostenere il suo peso sul bastone. Sapeva che c’era un prezzo da pagare, certo, ma sentirlo sotto le sue mani era un’altra questione, il fatto palpabile gli fece contrarre il cuore. Era grato del fatto che Greg avesse gli occhi chiusi e non potesse vedere il suo viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lui poteva guardare Greg; consumarsi nella sua vista, nei suoni che emetteva, il calore e la consistenza della sua pelle. Aveva sempre amato il corpo di House, dalla prima volta che si erano incontrati.&lt;br /&gt;La lunga, snella estensione delle sue gambe sotto il tessuto dei jeans; la forte, elegante forma delle sue mani, semi nascoste, semi rivelate dalle maniche sbottonate di una camicia borgogna; l’incurante facilità con cui prendeva possesso del suo spazio- la stanza e tutto il resto, chiunque al suo interno si curvava intorno alla sua presenza, l’innata grazia dei suoi movimenti altrettanto ammaliatori quanto la disturbante perizia dei suoi pensieri. James aveva visto e aveva desiderato, ed era tornato a casa dalla sua seconda moglie fingendo che non fosse così. Determinato a mantenere la distanza. Era sempre stato abile a fingere; la faccenda della distanza lo aveva provato fino in fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi era successo, ed egli aveva visto il corpo di Greg cadere a pezzi. La grazia senza sforzo trasformata in una lotta continua, le ampie falcate perse per sempre nella melma di dolore che rendeva ogni piccolo passo avanti una battaglia persa tanto spesso quanto vinta. Era stata una sofferenza assistere, e non aveva saputo come distogliere lo sguardo. Fino a che un giorno stava camminando con il suo amico lungo i corridoi dell’ospedale- di ritorno al suo ufficio dove non ci sarebbe stato né lavoro, né pazienti, nulla eccetto il vuoto che in quei giorni sembrava echeggiare intorno a lui- e, guardandolo, aveva visto un ritmo, un flusso nei suoi passi che gli aveva arrestato il respiro. Un nuovo tipo di grazia; formata e contenuta dalle limitazioni della gamba rovinata, ma comunque grazia, a suo modo evidente come lo era stata prima. Quello era stato il giorno in cui aveva iniziato a tenere d’occhio malattie che non potevano essere spiegate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora era qui, dopo tutti quegli anni di ammirazione e preoccupazione, con quel corpo a sua disposizione, da toccare e compiacere. Era lì per House, pronto a dare tutto. E ancora- nonostante la vicinanza, l’intimità che condividevano- era costretto a lottare per non essere tagliato fuori quando importava davvero. L’ingiustizia di tutto quello solleticava qualcosa di selvaggio nel suo profondo, una creatura dotata di zanne che voleva uscire fuori e punire. Lo colpì il fatto che se si fosse trattato di una delle sue mogli chiusa in quel piccolo spazio con lui, avrebbe avuto paura anche solo di toccarla con un dito. Ma questo era House, che pur con tutte le sue debolezze era forte tanto quanto James sarebbe mai potuto essere, e invece di temere la perdita di controllo si sentiva concentrato, in grado di indirizzare l’inferno dentro di lui in tutte le giuste azioni. Aveva sempre confidato in House per la sua rabbia, e il desiderio di possesso che colorava il tutto ora non cambiava le cose. Le sue mani sul corpo di Greg erano assolutamente ferme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lentamente, i bordi affilati della tensione cedettero sotto il suo tocco, lavati via insieme al sapone quando si scostò per lasciare che l’acqua risciacquasse il corpo di Greg. House se ne stava sorprendentemente immobile, la testa appoggiata all’indietro contro le piastrelle, lasciando che Wilson conducesse lo spettacolo. Abbandonato alle sensazioni che gli venivano offerte, forse consapevole che parlare, toccare sarebbe stato tentare la sorte. Intanto i decisi movimenti delle mani di Wilson si erano fatti più leggeri, più sensuali, il rumore battente dell’acqua non riusciva più a mascherare il respiro stentato di Greg, i gemiti che gli sfuggivano dalle labbra. Le braccia giacevano abbandonate lungo i fianchi, i palmi aperti premuti contro il muro per supporto, ma quando James fece passare i pollici sulle punte dei capezzoli induriti, le dita si piegarono, le unghie che graffiavano la liscia superficie sotto di lui. L’alzarsi e l’abbassarsi del suo pomo d’Adamo mentre deglutiva travolto dall’ondata di piacere infiammò come un fuoco il fondo dello stomaco di Wilson, ed egli piegò il capo verso l’arco perfetto del collo del suo amico, facendo scorrere le labbra lungo l’incerta linea di demarcazione dove la barba ispida terminava, saggiando peluria pungente e pelle vellutata con un unico movimento della lingua, graffiandolo con i denti. Nel momento in cui morse la pelle tenera sopra la curva della clavicola di Greg, era di nuovo duro, senza fiato per il desiderio. L’oscura consapevolezza che il segno che lasciava sarebbe stato lì per giorni gli fece vibrare il corpo fino alle ossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si lasciò cadere in ginocchio incapace di aspettare oltre, sperando di aver atteso abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mattonelle dure sotto di lui, bagnate. Rumore e la sensazione e il calore dell’acqua tutto intorno, come venire colti da una tempesta tropicale. Si scostò i capelli bagnati dalla faccia prima di percorrere con le mani le cosce di Greg, toccando muscoli solidi e tesi sotto il palmo destro, solo pelle su tessuto morto sotto il sinistro, L’istinto era quello di soffermarsi, alleviare ed esplorare, ma di certo House non avrebbe voluto. Le sue mani non smisero di muoversi sino a che non afferrarono i fianchi di Greg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gocce scintillanti serpeggiavano lungo l’addome di Greg, rivoletti gli scendevano lungo le gambe verso il pavimento o scomparendo nel fitto dei peli pubici. Quando Wilson premette le labbra sulla piatta superficie del suo stomaco, l’acqua gli gocciolò nella bocca, calda e dal vago sapore ferroso, insaporita da una traccia salina dai pori di House- il sapore di questo momento, impresso nel suo cervello, una traccia nella memoria dei sensi che lo avrebbe sempre riportato indietro a quell’istante, in questa consapevolezza e fermento di emozioni. I fieri baci con cui marcava la pelle del suo amico venivano lavati via dal flusso rapido, uno per uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi fu lì, la guancia che sfiorava appena la lunghezza del membro di Greg, e le sue dita si serrarono crudelmente sulle ossa del bacino mentre voltava la testa per lasciar scorrere la lingua lungo di esso, dalla radice alla punta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello fu il momento in cui l’equilibrio di Greg cedette allo sforzo di reggersi in piedi, l’istintivo sollevarsi dei fianchi intaccò lo stretto controllo della mente su ciò che lo aveva sostenuto fino a quel momento, e le sue gambe iniziarono a piegarsi. Ma Wilson era lì, pronto questa volta, preparato ad afferrare House prima che la sua frustrazione verso il proprio corpo traditore diventasse una scusa per respingerlo, prima che le difese avessero l’opportunità di venire erette. Prendendogli le mani se le posizionò sulle spalle. Quando chiuse le labbra intorno alla punta dell’erezione di House, ogni protesta che avrebbe potuto uscire fuori si perse in un gemito di piacere. Il peso del suo amico si accomodò su di lui senza commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo si muoveva e girava, poi collassò su se stesso fino a che tutto ciò che esisteva fu il membro rigido nella sua bocca, l’acqua che carezzava il suo corpo e il quasi- dolore dove le dita di House scavavano nella sua pelle, la presa che si faceva più serrata ad ogni movimento circolare della lingua di Wilson intorno al suo sesso. Si era aspettato di provare dell’imbarazzo, del disagio, ma l’impetuosità del proprio sangue rese tutto semplice, il membro solido che scivolava liscio giù per la sua gola quando si spingeva avanti, assumendo quanto più poteva della carne di Greg.  Le labbra distese, il peso sul suo palato, tutto era di una contorta perfezione, e sebbene non ci fosse spazio perché i suoni che emetteva uscissero dalla sua bocca, poteva sentire mormorii entusiasti provenire dal fondo della propria gola e vibrare lungo l’erezione che lo riempiva. Con le mani si tenne aggrappato ai fianchi di House, tenendolo fermo mentre si muoveva sul suo sesso, succhiando, consumando, fino a che con un ultima sollecitazione della sua lingua ottenne quello che voleva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House affondò disperatamente nella sua bocca, esalando il suo nome in un’invocazione tremante che echeggiò tra le pareti, s’infranse sui vetri appannati, gli fece sussultare il cuore e dolere le ossa quando le unghie gli affondarono nelle spalle e il seme si riversò nella sua gola. Non poteva respirare, non poteva pensare, poteva soltanto aggrapparsi alla forma scossa dalla convulsioni di House e trarre a sé ogni ultimo brivido, cavalcando l’onda dell’orgasmo fino a che, lentamente, tutto tornò all’immobilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi la calma lo avvolse lì sul pavimento, ma non durò a lungo. Appena qualche battito prima di tirarsi indietro, pochi momenti in cui tentare di riprendere fiato, di sentire House fare lo stesso, e poi le dita di Greg furono nei suoi capelli, tirandogli la testa all’indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accenno di sollievo e calore negli occhi blu che incontrarono i suoi non li rendeva meno perforanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tirati su. Adesso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voce arrochita che arrivò direttamente al suo inguine, e si stava rimettendo in piedi, risucchiato nello stesso modo in cui quell’uomo riusciva sempre a risucchiarlo. Poi la bocca di House discese sulla sua, mani forti che lo trascinavano vicino, e il bisogno che aveva acceso continuava a bruciare come un incendio nella ferocia del bacio. Non seppe com’era successo, ma improvvisamente era lui ad avere la schiena contro la parete, House addossato a lui, lunghe dita avvolte intorno al suo sesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta presente, pensò. Rimani focalizzato mentre il mondo ruota intorno, è tutto quello che devi fare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una vecchia, familiare strategia con così tante diverse applicazioni da fargli girare la testa, ma poteva farlo ancora, non importava quanto le cose fossero cambiate. Lo aveva fatto oggi, lo stava facendo proprio in quel momento, se reggersi contro la parete e lasciarsi maneggiare da Greg poteva essere qualificata come azione. Sembrava che non stesse perdendo, dopo tutto, che potesse fidarsi di se stesso per mantenere il tutto insieme nonostante le crescenti complessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mano di House si fece più veloce, più urgente, movimenti avidi che lo spingevano verso il limite, le loro bocche separate solo quel tanto da permettere a Greg di pronunciare parole spezzate contro le sue labbra, frasi punteggiate da baci famelici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho sempre saputo che questo.. mi avrebbe ucciso... Non puoi mai lasciare che le cose restino semplici, non è così? Non puoi soltanto lasciare che… siano?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’ironia di quell’affermazione, la perfetta fottuta simmetria di tutto, fu troppo, l’assoluta follia dell’intera scombinata relazione lampeggiò davanti ai suoi occhi, e Wilson si ritrovò a ridere, l’assurdità della sua vita improvvisamente si fece chiara ed eruppe, la rabbia e il dolore, l’impotenza e l’autocommiserazione, tutto quello fuoriuscì da lui in un’irrazionale, gioiosa risata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo guardò come se avesse perso la ragione, ma poi i loro sguardi si incontrarono e la comprensione passò tra di loro, come alla fine succedeva sempre. Quando l’orgasmo lo sommerse, stavano già ridendo insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’oscurità era calata all’esterno nel tempo in cui erano stati impegnati nel bagno, e mentre Wilson s’infilava nei suoi jeans, lo sguardo gli cadde sul proprio riflesso sulla finestra della stanza. Appena sopra le sue clavicole si stavano formando delle ecchimosi scure, della forma e dimensione di un pollice da uomo. Con fare assente mise la mano su una di esse, le dita che ne tracciavano i contorni come se ci fosse stato qualcosa da sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ una fortuna che tu sia sempre vestito come si deve,” disse House dietro di lui, seduto sul letto con le gambe distese. “Se qualcuno le vedesse penserebbe che tu sia reduce dall’attacco di un imitatore particolarmente inetto dello Strangolatore di Boston.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si voltò, poggiandosi contro la cassettiera sotto la finestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo Strangolatore di Boston utilizzava delle cravatte, non le sue mani. Ma sospetto che quella particolare tecnica sarebbe troppo per te.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ forse un modo di dirmi che sei per l’asfissia erotica? Ora scoprirò che il motivo per cui le tue mogli ti hanno lasciato è per le tue disturbanti perversioni?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra frecciata rivolta ai suoi matrimoni, ma il tono era diverso ora—il solito mescolarsi di scherno e gelosia, senza alcuna intenzione di ferire. C’era un sorriso che piegava un angolo della bocca di Wilson, persino mentre rivolgeva gli occhi al soffitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fantasticare su di te potrebbe considerarsi come un andare oltre il lecito, ma dubito possa qualificarsi come perverso. Perciò, no. E’ il mio modo per dirti che la prossima volta che mi offrirò come appoggio umano, dovrai ricordarmi che sei dieci volte più alto e pesante di quanto io pensi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House piegò il capo pensieroso, sfiorando il corpo di Wilson con sguardo valutativo. Per quanto fosse appagato, riuscì ancora a mandargli dei brividi lungo la spina dorsale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sarebbe un problema se le tue mogli si fossero preoccupate di nutrirti e tu fossi più che  pelle e ossa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Suppongo che ora mi cucinerai un pasto a tre portate?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No. Ma se ricordi dove hai lasciato il telefono, sarò lieto di ordinarti una pizza.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ah,” disse Wilson, “Capisco come in questo modo tu possa ottenere lo stesso risultato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovò il telefono sul pianoforte, semi nascosto da una pila di spartiti. Stava ancora sorridendo per il rassicurante flusso delle loro canzonature, ed era quasi semplice pretendere di essere troppo distante per udire il tintinnare delle pillole. Per un momento rimase paralizzato, le dita strette con troppa forza intorno al fascio di fogli nella sua mano, ma poi scosse la testa e lasciò che la tensione si rilasciasse dai suoi muscoli. Quel suono sarebbe stato di nuovo lì a fargli stringere i denti al mattino. Aveva combattuto abbastanza per una giornata.</description>
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  <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:29:11 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Five Days A Week &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; PG 13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 5/5&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&apos;&gt;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cinque&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Till Death Do Us Snark)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché era venerdì (il loro ultimo paziente si stava riprendendo ed era ad un passo dall’essere dimesso) e dal momento che quella mattina il traffico era stato insolitamente intenso, Cameron non diede un gran significato all’assenza di House. Magari era in ritardo, oppure era lì e stava  semplicemente evitando il proprio ufficio per una ragione qualsiasi e girovagando per i corridoi dell’ospedale infastidendo lo staff  e gli occasionali pazienti; i mesi passati da quando Foreman si era aggiunto alla squadra, tra Vogler e Stacy e tutto il resto, lo avevano cambiato, ma non abbastanza da renderlo un fanatico del lavoro. &lt;br /&gt;Il fatto che ci fosse qualcosa di stonato non le era proprio venuto in mente fino a quando la dottoressa Cuddy non fece la sua comparsa ad una certa ora durante la mattinata, con un’espressione molto seccata e curiosamente disturbata. Un’espressione che Cameron era in realtà abituata a intravedere sul viso della Cuddy ogni qualvolta House era coinvolto, ma stavolta pareva essere addirittura più intensa del solito, soprattutto per essere così presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Buongiorno,” disse rivolgendosi a tutti loro, e Chase, il cui sguardo si era posato sulla sua scollatura proprio nell’istante in cui la donna aveva fatto il suo ingresso nella saletta conferenze, riportò colpevolmente la sua attenzione sul viso. La dottoressa Cuddy reagì con appena il minimo sollevarsi degli occhi, evocativo di un più compiuto roteare dello sguardo pur senza esserlo del tutto; Cameron trattenne un sorriso, e colse Foreman fare lo stesso dalla sua postazione vicino alla macchinetta del caffè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dov’è il dottor House?” domandò Foreman rivolto alla Cuddy, e il quasi- sorriso che stava affiorando mentre osservava lo scambio, svanì per fare posto all’espressione precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In verità, è quello di cui sono venuta a parlarvi,” cominciò, esitando poi un momento prima di proseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron le lanciò una rapida occhiata per capire quanto la situazione fosse seria. Vestito da lavoro grigio e viola, nessuno indizio, il porta documenti che portava sotto il braccio non era etichettato, e l’unica cosa che aveva imparato sui gusti della dottoressa Cuddy per quanto riguardava i gioielli era la sua preferenza verso gli oggetti luccicanti. Le sue scarpe, dall’altro lato, raccontavano una storia diversa: nere, estremità abbastanza appuntita da poter perforare degli oggetti, tacchi talmente alti da far sospettare Cameron che la donna non sarebbe mai riuscita a farci un passo, non importava quanto alla Cuddy riuscisse bene, e una singola, sottile stringa che le circondava la caviglia e che era più una decorazione che un aiuto all’equilibro. Quelle non erano scarpe da tutti i giorni; quelle erano per appuntamenti galanti, importanti serate, o ‘la mia vita mi ha scaricato addosso una situazione talmente intensa che ho bisogno di un paio di scarpe da baciatemi-i piedi ’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh Dio, cosa aveva fatto House questa volta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il dottor House..” cominciò per poi fermarsi un’altra volta e attraversare la sala, mentre Chase si chinava lentamente in avanti con espressione preoccupata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è malato, o qualcosa del genere?” domandò, e il tono di Chase era genuinamente preoccupato per l’eventualità. Cameron aveva lasciato da parte ogni speranza di capire davvero quella relazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No,” sospirò la dottoressa Cuddy. “Quella sarebbe una situazione probabilmente più facile da gestire. Anche se a pensarci bene, considerato il soggetto, forse no. Almeno al momento non si trova qui. Ma quando tornerà...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se n’è andato?” Foreman sembrava sorpreso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non ha detto nulla l’altra sera,” aggiunse Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, ha detto di essere stanco. Si è preso una vacanza?” suggerì Chase.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In un certo senso,” disse la Cuddy. Sospirò ancora una volta e poi senza mezzi termini, “Si tratta di una fuga romantica.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un momento di assoluto silenzio durante il quale Cameron cercò di decidere se avesse sentito giusto o meno. Non pensava ci fosse niente che non andasse nel suo udito, ma.. di sicuro non poteva, non aveva.. senza dire nemmeno una parola...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lui cosa?” fece Chase.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fuggito,” ripeté la Cuddy, scandendo bene la parola. “Una fuga per andare a sposarsi. Mi ha ricattato per farsi dare le ferie prima che potessi anche solo chiedere per cosa fossero—e non chiedetemi come ha fatto. Sto tentando di cancellare dalla mia mente l’intera situazione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dannazione,” disse Foreman. “Non sapevo nemmeno che stesse frequentando qualcuno.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nemmeno io,” disse Cameron, più debolmente, fissando inespressiva la lavagna vuota appena dietro le spalle della Cuddy. Lei... Bè, d’accordo, quello che era esistito tra loro non la qualificava del tutto come persona a cui rendere noto se House avesse iniziato a vedersi con qualcuno, ma pensava che lui avrebbe comunque... glielo avrebbe accennato, per lo meno di sfuggita. E di certo se si trattava di qualcosa di così serio da finire nel matrimonio, sentiva che avrebbe dovuto saperlo. Se ne sarebbe dovuta accorgere, ma nulla era sembrato diverso dalla solita routine—non era come se avesse iniziato a disertare le ore in ufficio, o fosse arrivato con segni di rossetto sul colletto, o altro. Era una sorpresa totale, e come tale, nonostante l’ammontare di cambiamenti che l’avevano vista protagonista nei mesi passati da quando lei e House avevano avuto il loro momento, non era ancora del tutto sicura di come dovesse sentirsi, lasciando perdere come si sentiva al momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che non ci fossero alcune cose di cui era consapevole e che avrebbe preferito non provare. Tradimento? Sì. Gelosia? Un po’. E... qualcosa che somigliava al sollievo? D’accordo, poteva ammettere ci fosse anche un po’ di quello. Perché.. stranamente, in qualche modo, si sentiva come liberata da un amo. E a lei piaceva House, se con ‘piacere’ si poteva intendere il miscuglio complesso e talvolta crescente di irritazione, attrazione, affetto e comprensione che lui sembrava ispirarle. Ma una delle cose che l’avevano fatta allontanare lentamente dalla loro.. potenziale relazione, se poteva addirittura essere chiamata in quella maniera, era stata la constatazione a cui era giunta durante l’intera faccenda di Stacy: House non aveva bisogno di una fidanzata, o persino di una moglie; aveva bisogno di un custode. Possibilmente uno attrezzato di padella per colpirlo sulla testa di tanto in tanto. Lei non possedeva nemmeno le risorse per assumersi quel compito con lui; per quanto avesse desiderato guarirlo, era stata in qualche modo una sobria consapevolezza a farla giungere alla conclusione che non ci sarebbe riuscita, non aveva alcuna reale possibilità di riuscire a sopportarlo nel lungo periodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Lui.. voglio dire.. lui.. wow,” disse Chase, con espressione attonita. E pareva essere quasi confuso quanto lei dalla rivelazione. “Chi.. lei chi è?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domanda che portò ad un pensiero completamente nuovo, e brevemente la preoccupazione dominò il miscuglio di emozioni che Cameron stava cercando di districare – considerato che lei non si era sentita all’altezza: e se chiunque House avesse scelto fosse stato anche peggiore di lei, ma senza avere il buon senso di rendersene conto? E se... Questo non poteva nemmeno pensarlo, non poteva; e se si fosse sposato con la persona sbagliata? L’ultima cosa di cui aveva bisogno era di passare attraverso un divorzio disastroso; poteva ancora ricordare perfettamente come si erano messe male le cose all’epoca del divorzio di Wilson, e in quel caso si era trattato di semplice vicinanza. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Potrebbe essere una cosa buona,” disse Foreman con un sorriso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cuddy aprì la bocca per replicare, poi la richiuse insieme agli occhi per un istante. “Lo odio,” disse, rivolta a nessuno in particolare, e in un tono stranamente colloquiale. “Lo odio e giuro su Dio che mi vendicherò per questo, un giorno, in qualunque modo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’intuizione proveniente dalla mancanza di segni che House fosse effettivamente coinvolto in una nuova relazione congiunto all’improvvisa reazione della Cuddy portò Cameron all’istantaneo pensiero, Oh no. Non può davvero aver—&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sta per sposarsi col Dottor Wilson,” pronunciò alla fine la Cuddy, gli occhi ancora chiusi, con voce stranamente secca e acuta, come se fosse sul punto di mettersi ad urlare da un momento all’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh mio Dio, pensò Cameron. L’ha fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman, si rese conto all’improvviso, si stava strozzando; aveva commesso l’errore di bere un sorso di caffè nel momento sbagliato e così aveva finito per inalarlo. Chase aveva un’aria praticamente inespressiva, come se non riuscisse a digerire quello che aveva appena sentito. E Cameron... cominciò a ridacchiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma non è nemmeno legale,” belò Chase, e Cameron ridacchiò ancora più forte, premendosi le mani sulla bocca. O si trattava d’isteria oppure la situazione aveva delle potenzialità comiche, di cui non era certa, ma che le impedivano di trattenersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Ecco perché sono finiti a Toronto invece che a Las Vegas,” replicò la Cuddy, e poi lanciò a Cameron uno sguardo leggermente preoccupato. Cameron si arrischiò a rilasciare un mano abbastanza a lungo da farle un cenno da ‘Sto bene, sul serio’, che la Cuddy sospettò essere una bugia ma che la spinse a continuare, “Non sarà legalmente vincolante qui, il che porterà un sacco di tirate di House sui diritti coniugali di cui avrei fatto volentieri a meno, ma il Dottor  Wilson ha insistito che fosse solo perché House segretamente desidera essere una casalinga, che è in effetti un’altra delle cose che avrei voluto dimenticare. Ma capisco che House abbia pianificato di spaventare le persone con le loro fedi nuziali.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman diede alla sua tazza un’occhiata profondamente sospettosa, come se avesse iniziato a domandarsi se qualcuno ne avesse corretto il contenuto, e Cameron, che era appena riuscita a tenersi sotto controllo, esplose di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi hanno lasciato,” continuò la Cuddy, con voce priva d’anima, “a vedermela con l’apoplessia collettiva dei membri del Consiglio che verrà scatenata non appena verranno a sapere di questa cosa. Per lo meno Wilson ha avuto la buona grazia di mostrarsi dispiaciuto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Verrà licenziato?” domandò Chase tornando all’espressione preoccupata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non possono,” precisò Cameron, tra una risatina e l’altra; la risata si stava trasformando in singhiozzo ormai. Decisamente era in parte isteria. “Si tratterebbe di discriminazione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma possono comunque urlare fino all’esaurimento e rendere la mia vita un vero inferno,” disse la Cuddy con un altro sospiro. “Sapete una cosa? Fatemi un favore. Quando la mia testa esploderà per lo sforzo, farete indossare ad House giacca e cravatta per il mio funerale? Se devo morire per lui, dovrebbe almeno essere obbligato a fare l’adulto fino a che non sarò al sicuro sotto terra.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman sembrava aver ripreso finalmente abbastanza controllo di sé da poter parlare, anche se dovette appoggiare la tazza continuando a lanciarle occhiate dubbiose. “Wilson. James Wilson. Primario di Oncologia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cuddy gli lanciò uno sguardo esasperato. “Quanti Wilson pensi che lavorino qui dentro? Oh, no,” aggiunse bruscamente, guardando brevemente verso il soffitto, “ora, questo sì che è un pensiero orribile. E se si riproducessero?” L’ultima parola era stata prolungata di proposito.&lt;br /&gt;Il viso di Chase raggiunse nuovi livelli di terrore. “Sono piuttosto sicuro sia anatomicamente impossibile.” , disse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh Dio, ecco un’immagine mentale che mi perseguiterà in eterno,” mormorò Cameron, e chiuse brevemente gli occhi, riaprendoli di scatto quando la visione di un House col pancione minacciò d’invaderle il campo visivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colse quindi la Cuddy che roteava vistosamente gli occhi. “Non l’uno con l’altro, ovviamente, ma attraverso l’adozione o una madre surrogato. Il pensiero di House che alleva un figlio mi riempie di terrore per il futuro dell’umanità.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un silenzio.. non gravido (non voleva pensare a nulla che si avvicinasse all’idea ora), ma di certo denso di aspettative mentre ognuno ponderava sulla questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Credo sia meglio non pensarci.” Disse alla fine Chase.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E scoraggiatelo se mai lo menzionasse.” Aggiunse Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso che il Dottor Wilson sia abbastanza intelligente da riuscire a gestire la questione da solo,” disse Cameron con fermezza, e la Cuddy le lanciò un altro sguardo speculativo. Ma ora che lo shock iniziale, e sì, l’iniziale punta di delusione, stavano svanendo, Cameron pensava  che anche se non poteva dire di apprezzare l’idea, questa tuttavia era .. stranamente praticabile. In verità si sentiva un po’ in collera con sé stessa, dato che nonostante tutti i riferimenti scherzosi verso l’aspetto di Chase non gli era mai venuto in mente che House non potesse essere nient’altro che un uomo perfettamente eterosessuale che si divertiva a dire le cose peggiori. Ma tutte quelle cose significavano anche che non era poi del tutto sorprendente vedere come non fosse del tutto etero ora, e di certo non la sorprendeva affatto che si trattasse di Wilson. Aveva sempre invidiato Wilson, almeno un po’, per quanto House lo lasciava passare attraverso le sue difese – le stesse contro cui lei stessa si era ritrovata a sbattere la testa ancora e ancora, senza alcun successo. E anche se il Dottor Wilson non era il tipo da colpire le persone in testa con le padelle, il fatto che non assalisse frontalmente i muri di House, e invece li minasse dall’interno, non rendeva le sue tattiche meno efficaci. Considerato che si trattava di House, era in realtà totalmente possibile che quello fosse l’unico modo per ottenere una vittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per essere onesti, nonostante non fosse del tutto apprezzabile da parte sua, Cameron era.. decisamente sollevata del fatto che non si trattasse di un’altra donna o di qualcuno che lei non aveva mai incontrato. Quella punta di gelosia che non riusciva comunque ad ignorare sarebbe stata probabilmente molto più intensa se fosse stato così; a qualche bizzarro livello pensava che Wilson potesse comunque vantare un diritto di precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In più.. a livello superficiale, erano piuttosto carini insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ad ogni modo, ho pensato di dovervi dare la notizia subito, prima che veniste a saperlo dalle chiacchiere dell’ospedale, che presumo avranno una grande giornata con questo,” disse la Cuddy, guardando brevemente verso il cielo.&lt;br /&gt;“E, dottoressa Cameron, House ha voluto che ti dessi questa,” aggiunse, aprendo il contenitore e passandole un foglio di carta piegato a metà. Il nome di Cameron era scribacchiato su un lato nella particolare scrittura da dottore di House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron lo accettò con le sopracciglia sollevate, e lo aprì senza troppa fretta per il modo in cui Foreman e Chase si erano entrambi piegati per tentare di leggere al di sopra della sua spalla. Non che House non fosse del tutto capace di dirle qualcosa di terribilmente imbarazzante; era solo che, per il suo occasionale disappunto, non era mai successo nulla di cui dovesse davvero imbarazzarsi. La nota all’interno era breve al punto da essere diretta. Non che si fosse davvero aspettata qualcosa di diverso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cameron,&lt;br /&gt;Ho pensato di parlartene con questa nota o con una telefonata, ma ho capito che sarebbe stato molto più divertente lasciare alla Cuddy il compito. Perdonami per il mancato avviso. Se mai dovessimo rinnovare i nostri voti, potrai essere Damigella d’Onore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greg House&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Dì a Chase che non sono mai stato davvero serio. Foreman è molto più attraente di lui, a meno che uno non sia amante dei cuccioli.&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase, notò con la coda dell’occhio, aveva un’aria vagamente offesa, e Foreman pareva diviso tra il compiacimento e l’orrore. Cameron sì sentì di nuovo sull’orlo delle risate e ripiegò con attenzione il foglio. “Capisco,” disse, controllando la voce meglio che poté. &lt;br /&gt;La Cuddy le diede un’occhiata come se sapesse esattamente cosa intendesse dire, e abbozzò il  breve fantasma di un sorriso, come se avesse già condiviso prima il pensiero di Cameron, e Cameron si ritrovò a domandarsi se non fosse vero; dopo tutto, c’erano tutte quelle battute e le voci a proposito di lei ed House – c’era mai stato un fondo di verità in quelle? Anche la dottoressa Cuddy stava sperimentando quel surreale miscuglio di sollievo e rimpianto e possibilmente inappropriato compiacimento? Cameron non poteva fare domande adesso, ma mostrò all’altra donna un sorriso di rimando, e si prese un appunto mentale di parlarle faccia a faccia una volta o l’altra nell’immediato futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre supponendo che occuparsi del Consiglio non avesse davvero come risultato la sua morte. Anche se per quanto la storia potesse andare avanti, Cameron non pensava che l’avrebbero uccisa sul serio; era più preoccupata che la Cuddy, presagendo tutte le future ripercussioni, non tentasse di usarli per causare la propria morte.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Forse alla fine sarà una buona cosa,” suggerì ad alta voce. Chase e Foreman le lanciarono entrambi lo stesso sguardo scettico senza però proferire parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cuddy d’altro canto, dopo un sospiro, parlò. “Sarei molto più felice se qualcuno gli mettesse finalmente un guinzaglio se non sospettassi che finiranno per fare sesso nelle salette esami ogni volta che avrò la schiena voltata.” Chase assunse una sfumatura verdastra al pensiero, ma Foreman rise, e Cameron dovette trattener un’impropria urgenza di puntualizzare il fatto che probabilmente lo stessero già facendo. “Anche se questo mi dà l’idea per uno spaventoso regalo di nozze.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un collare a strozzo?” suggerì Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non funzionerebbe su una persona”, puntualizzò la Cuddy, in un tono che Cameron trovò fin troppo deciso, considerato l’argomento di discussione. “Pensavo ad un collare a spuntoni, un guinzaglio e un libro sull’addestramento dei cani. Uno di quelli che enfatizzano sul potere della disciplina e del controllo, non uno dei nuovi tutti ricompense e coccole,” concluse, con un’espressione molto più allegra sul viso di quella che aveva avuto per tutta la mattina. Foreman rise ancora, ma la bocca di Chase rimase risolutamente aperta, e Cameron non era certa di quale fosse con esattezza la propria espressione; stava tentando di gestire l’immagine mentale di House tenuto al guinzaglio da Wilson, il che lo rese la seconda immagine bizzarra di cui non aveva bisogno e che invece era comparsa quella mattina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, decise, richiedeva un po’ di crudeli prese in giro quando House fosse tornato. Lei e Foreman potevano lavorare insieme come una squadra. Magari potevano unire le forze con la dottoressa Cuddy. Avrebbe invitato anche Chase ad unirsi, ma dall’espressione pareva più facilmente pronto ad unirsi all’apoplessia generale dei membri del Consiglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Urgh, ew, non avevo bisogno di quell’immagine delle loro senza dubbio bizzarre e perverse pratiche sessuali,” disse, premendosi le mani sugli occhi. Cameron lo guardò a bocca aperta e Foreman fece un verso come di un gatto strozzato da una palla di pelo. La Cuddy si prese un attimo per assimilare il tutto, gli occhi spalancati in un’espressione che poteva essere incredula o attonita o molte altre cose, e poi proruppe in un lungo sogghigno prima di voltarsi, le mani premute sulla faccia. Cameron decise che poteva essere sul punto di combattere istinti omicidi, lacrime, o la stessa isteria che Cameron aveva sperimentato in precedenza, ma in ogni caso dovette essere un sollievo per Chase, dato che avevano smesso di fissare lui per fissare lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si voltò di nuovo, dopo un tempo molto più breve di quello che sarebbe servito a Cameron con ognuna di quelle possibilità, i suoi occhi erano sospettosamente lucidi e non sembrava in grado di trattenere gli angoli della bocca dal sollevarsi. “Sapete, ero piuttosto scocciata con House per avermi costretto a dirvelo, ma a pensarci adesso..” Scosse leggermente la testa, ma non prolungò il pensiero. Il quasi- sorriso scomparve, e la sua solita espressione professionale riprese il proprio posto, mentre proseguiva, “Vi do libero il resto della giornata. Apprezzerei se ve ne andaste immediatamente e non vi faceste vedere fino a lunedì, quando il peggio sarà passato. La vostra presenza aggiungerebbe solo benzina sul fuoco. Andate... ubriacatevi o comprate i vostri inappropriati regali o quello che volete.” Li guardò per un minuto, gli angoli della bocca che tornavano a sollevarsi, prima di scuotere di nuovo il capo e uscire a grandi passi dalla stanza. Appena prima che uscisse dalla porta, Cameron pensò di averla udita mormorare, “Oh, quanto mi divertirò a tormentarlo per questo...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un altro non- gravido silenzio mentre si guardavano l’un l’altro, e poi distoglievano lo sguardo dirigendolo verso il pavimento, il mobilio o le finestre, e poi di nuovo si guardavano a vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bar?” disse alla fine Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &quot;Oh, sì, senza dubbio bar,&quot; Chase replicò fervidamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Riusciremo a trovarne uno che serva alcolici a quest’ora?” chiese Cameron, lanciando un occhiata al suo orologio. “Non è nemmeno mezzogiorno.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Resterai sorpresa,” le rispose Foreman, “ma anche se non ce ne fosse stato nessuno, scommetto che saremmo riusciti a scroccare degli alcolici da qualcuno. Spiegando che il nostro capo sta per sposarsi e che vogliamo fare un appropriato brindisi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E renderci talmente sbronzi da dimenticarcelo?” chiese Chase, speranzoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh andiamo, non è poi così male,” disse Cameron, combattendo l’impulso di roteare gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Wilson,” ripeté Chase. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso sia una cosa dolce,” insistette lei, e ignorò gli sguardi da “Non la capisco” che i due uomini si lanciarono sopra la sua testa. “E comunque è possibile che lui ritorni di buon umore.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non prenderla male,” disse Foreman, “ma House di buon umore mi spaventa. Non penso che sarebbe meno bastardo, penso che finirebbe per farlo solo per divertimento.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un’altra pausa mentre tutti contemplavano il pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Okay, assolutamente bar.” Disse Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sapevo che ci saresti arrivata,” disse Chase, mettendosi in piedi. Foreman pareva sollevato, e gettò via il suo caffè, cosa che fece quasi tornare le risatine a Cameron mentre si alzava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avresti dovuto vedere la tua faccia,” gli disse Cameron, mentre raccoglievano le loro cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La mia faccia? Avresti dovuto vedere la tua.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso avessimo tutti una faccia piuttosto sconvolta,” disse Chase, indossando la giacca di pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron scambiò un’occhiata con Foreman e gli lesse in faccia lo stesso pensiero a proposito dell’espressione di Chase, e sospettò che avrebbero trascorso il resto della giornata a scovare momenti particolarmente inappropriati per esclamare “Sesso perverso!” verso di lui, solo per vederne la reazione. “Sapete,” proseguì Chase, “scommetto che adesso la Cuddy se ne sta da qualche parte a ridere di noi. Quanto volete scommetterci?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa volta passo.” disse Foreman con una risata, dirigendosi alla porta e tenendola aperta per loro. “Mi sorprende un po’ che House non abbia pianificato di essere qui per vedere la nostra reazione alla notizia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pare quasi una mancanza di lungimiranza da parte sua, non è così?” chiese Chase mentre usciva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì, bè, magari in un altro universo,” disse Cameron, seguendoli nel corridoio, e Foreman lasciò che la porta si chiudesse dietro di lei.</description>
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  <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:25:36 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Five Days A Week &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; PG 13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 4/5&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&apos;&gt;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quattro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Di Pubblico Dominio)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovedì di norma non sarebbe dovuto essere così pesante – infatti Chase solitamente lo apprezzava. Veniva prima del venerdì, giorno che amava ancora di più, ma la cosa bella dei giovedì era il modo in cui le persone li utilizzavano per pianificare i giorni successivi. In breve, era il momento migliore per trovare un appuntamento, o per lo meno qualcosa di divertente e interessante da fare nel fine settimana, e Chase aveva fatto dei piani per passare in rassegna lo staff infermieristico per il resto della giornata, cominciando con ogni probabilità da Radiologia. Le infermiere di quel reparto non erano le più attraenti né le più argute o persino le più divertenti, ma per qualche ragione sapevano sempre tutto quello che stava accadendo in giro per l’ospedale. A dimostrazione di ciò, era stata proprio una delle ragazze di Radiologia che aveva confermato il sospetto di Chase sul fatto che ci fosse molto di più tra House e il dottor Wilson che semplici consulti, e questo già nei giorni prima che si fosse giunti al punto in cui entrambi stavano facendo di tutto a parte attaccare cartelli al neon. No, forse Radiologia non era il dipartimento più ovvio per il gossip, ma probabilmente era proprio quella la ragione per cui le infermiere erano così brave—dopotutto, chiunque sapeva di Accettazione, per cui le persone erano molto più attente a ciò che dicevano quando si trovavano nei loro paraggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma prima che Chase potesse raggiungere Radiologia –aveva sperato di farcela prima di pranzo, perché se si lasciava passare troppo tempo, le persone o gli eventi davvero interessanti sarebbero già stati occupati o al completo—dovette sopravvivere ai suoi colleghi e all’ultimo round della Ruota delle Diagnosi. Non sarebbe dovuto durare molto. Tutto stava andando per il meglio tanto per cambiare—nessun miliardario a interferire, o ex fiamme portatrici di dramma, o incombenti divorzi; persino dal lato del paziente le cose stavano procedendo lisce per il momento.  I segni vitali di Sally Anne Miller erano stabili, le risposte all’ultimo trattamento positive, e il marito era stato finalmente ridotto al silenzio, un’impresa nella quale Chase, Foreman, Cameron, e House avevano fallito spettacolarmente prima che il Dr. Wilson prendesse da parte l’uomo per cinque minuti, sorridendo per tutto il tempo: in qualche modo Wilson aveva fatto sì che il signor Miller si ritraesse ogni qual volta uno di loro appariva contrariato. Aver operato quel particolare trucco gli aveva fatto guadagnare uno sguardo sorpreso da parte di Cameron e Foreman, un breve sorriso da House, e una repentina rivalutazione mentale da parte di Chase. Certo, l’uomo aveva trascorso chissà quanti anni a destreggiarsi con House; avere a che fare con personalità difficoltose era diventata con ogni probabilità un’arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’arte, ma non una scienza, e comunque non perfetta in entrambi i casi, perché House, dopo aver menzionato l’ora ragionevole signor Miller, si era appena lanciato in un commento spettacolarmente allusivo sugli ulteriori talenti ed usi con i quali Wilson poteva mettere a frutto la sua bocca, e il dottor Wilson aveva appena assunto un colorito rosato piuttosto evidente che si adattava bene alla sua cravatta verde e al suo sguardo colpevole. Cameron e Foreman lo stavano entrambi fissando con occhi che lentamente andavano spalancandosi, e Wilson lanciò loro un’occhiata nervosa e deglutì prima di rivolgere lo sguardo in basso verso la cartella che aveva tra le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Huh,” disse pensieroso House, dopo un momento durante il quale il silenzio si era prolungato. “Non pensavo che saresti arrossito sul serio.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase aveva la netta sensazione che ci sarebbe voluto più tempo di quello che aveva pensato. Probabilmente anche più di quanto stesse pensando al momento, a giudicare dal lento sguardo di attonita comprensione che stava facendo capolino sulle facce dei suoi colleghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron si stava lentamente appoggiando alla sedia, mentre House si stava addossando al bordo del tavolo con espressione divertita mentre sorseggiava il caffè, e Wilson si mordeva le labbra tentando di evitare lo sguardo di chiunque. “Per favore ditemi,” disse Cameron con voce stranamente piatta, “che voi due non state...non...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dormendo assieme,” le venne in soccorso Chase, perché ascoltarla era semplicemente troppo doloroso. Si domandò se sarebbe sembrato eccessivamente sgarbato o insensibile cercare di allontanare la propria sedia dalla sua; non aveva mai davvero capito quale fosse stato l’accordo tra lei ed House, e ancora non sapeva come si fosse per lo più risolto. C’era la  possibilità che lei potesse esplodere spontaneamente per tutta la stanza, e Chase detestava pensare di dover rimediare al disastro. D’altro canto, c’era anche la possibilità che Cameron  volesse trascorrere la nottata ad ubriacarsi e a piangere, mangiando gelato direttamente dal barattolo, e Chase pensava di potersela cavare con quello. Avevano gusti compatibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Potrei dirlo..” cominciò House,  guardando verso il soffitto, e Wilson chiuse gli occhi e sospirò brevemente in quella che sembrava rassegnazione, richiudendo la cartella mentre House completava la frase, “…però sarebbe una bugia, e mentire è sbagliato, non è così?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron spalancò visibilmente la bocca, e Wilson aprì gli occhi e lanciò ad House uno sguardo vagamente disgustato. Foreman si limitava a osservare—in modo apertamente incredulo ad essere sinceri. “E’ uno scherzo vero?” chiese, sporgendosi in avanti, i gomiti sulle ginocchia. “Voglio dire, voi non...” Wilson  e House si scambiarono uno sguardo, e Chase non aveva bisogno di nessuna speciale abilità per interpretare quello di Wilson come una silenziosa promessa di vendetta da perpetrare in seguito. “Gesù,” disse Foreman, raddrizzatosi, “lo state facendo seriamente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come se fosse una novità.” Disse Chase, innalzando gli occhi al soffitto, e pentendosi  subito dopo di aver parlato, mentre tutti si voltavano per guardarlo.“Tu lo sapevi?” domandò Foreman, dopo un minuto. House inarcò le sopracciglia e si riappoggiò al tavolo in quello che Chase riconobbe come una posa da ‘Questa è una buona domanda, perché non rispondi?’. Grandioso, era appena stato gettato in pasto agli squali.“Certo che lo sapevo,” disse, battendo la penna sul blocco note di fronte a lui. “Non posso credere che per voi non sia così.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu lo sapevi e non ce lo hai detto?” sbottò Cameron, gettando piccoli sguardi feriti tra lui ed House. House gli rivolse soltanto la tipica risposta con le sopracciglia inarcate, e Wilson pareva tentare di confondersi con la lavagna. Il camice poteva funzionare, ma con quel rossore al momento persistente Wilson risaltava ancora troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensavo fosse ovvio!” puntualizzò, poi lasciò cadere la penna e fece un gesto ampio con la mano, “Di cosa avete bisogno, di vederli pomiciare sul tavolo della saletta conferenze?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron e Foreman lanciarono entrambi uno sguardo al tavolo e allontanarono le sedie in perfetta combinazione, il che risultò in un triplice ruotare gli occhi. Qualunque cosa avesse influito sul dottor Wilson in precedenza, sembrava essere scomparsa; scoccò ad House uno sguardo che chiaramente diceva, “E’ tutta colpa tua,” e lasciò cadere la cartella sul tavolo dietro a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh andiamo,” disse House, ignorando Wilson per continuare a guardare disgustato il resto della sua squadra. “Noi non abbiamo..’pomiciato’,” disse pronunciando la parola con una specie di sprezzante sdegno per il termine infantile, il che era tutto dire per uno che ignorava regolarmente i pazienti per giocare col suo Game Boy, “sul tavolo della saletta conferenze.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Probabilmente però non potreste fare la stessa supposizione per quanto riguarda gli altri tavoli,” mormorò Wilson, guardando il pavimento, con un tono che, sebbene basso, si sentì anche troppo bene nell’improvviso silenzio della stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viso di Cameron assunse un’espressione ancora più allibita, e boccheggiò davanti ai fogli sparsi di fronte a lei sul tavolo. “Io ci devo lavorare su quel tavolo!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase roteò di nuovo gli occhi e si appoggiò alla sua sedia. “Oh andiamo, si tratta solo di un bacio, non è sesso,” puntualizzò fissandola. Con la coda dell’occhio colse l’espressione di Foreman come se non avesse nemmeno pensato all’eventualità e non avesse davvero voluto farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron si voltò per lanciargli uno dei suoi sguardi disgustati, ma Chase si ritrovò improvvisamente distratto da un’altra serie di occhiate; House e il dottor Wilson si stavano comportando come se entrambi fossero in imbarazzo, fissavano il tappeto con l’eccezione di alcune furtive occhiate l’uno all’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voi..” cominciò Chase, onestamente sorpreso per la prima volta dall’inizio della conversazione. “Sui tavoli?” Foreman lasciò ricadere la testa tra le mani. “Cristo, ma cosa avete? Sedici anni?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ successo solo una volta,” disse House un po’ sulla difensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci sono due tavoli,” puntualizzò Chase. “Non può essere successo una volta sola.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, tecnicamente—“ cominciò House, e le spalle di Foreman s’irrigidirono un attimo prima che la voce di Cameron lo interrompesse con un “Se finisci quella frase giuro su Dio che ti ucciderò con la mia penna.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un momentaneo silenzio, la voce di Foreman vagamente smorzata disse, “Grazie, dottoressa Cameron.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottor Wilson, si rese conto Chase, stava ridendo o forse erano lacrime. Aveva una mano che gli copriva il viso, con l’altra si stava tenendo il petto e le spalle si stavano scuotendo. House gli lanciò un breve sguardo vagamente preoccupato, e Wilson tolse la mano ed appoggiò la guancia sul pugno chiuso. “No, andate avanti, è divertente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le spalle di Foreman ebbero un guizzo, e l’espressione di Cameron passò da allibita ad esausta. Chase roteò di nuovo gli occhi. “Non capisco dove sia il grosso problema. Voglio dire, okay, è assolutamente disgustoso che voi due non siate nemmeno in grado di non fare sesso nei nostri uffici—“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“—In questo ospedale? Persino la lavanderia è costantemente prenotata,” lanciò lì House, quasi sottovoce, il che gli fece ottenere uno sguardo da parte di Wilson che Chase non riuscì a leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“—ma non è che chiunque non lo sapesse già. Non capisco come voi due siate riusciti a ignorarlo così a lungo,” aggiunse, rivolto a Foreman e Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cuddy non lo sa,” disse House, socchiudendo gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì che lo sa,” replico Chase. “Semplicemente preferisce fingere di non saperlo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson e House si scambiarono uno sguardo. “...il Consiglio?” fece Wilson incerto, dopo un momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fingono di non saperlo,” ripeté Chase, annuendo. Foreman aveva finalmente risollevato la testa e stava assistendo allo scambio come uno spettatore ad una partita di tennis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’espressione di House si fece molto strana. “Lo staff della caffetteria?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensi che chiedano a tutti se sono separati o insieme?” rispose Chase, cercando di fare del suo meglio per sembrare scettico come riusciva naturalmente ad House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“... il Dipartimento di Oncologia?” chiese Wilson con una voce che andava facendosi sempre più fioca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci scherzano su quando sei in ritardo per le riunioni, ma ti difendono perché se House sta con te, allora è più gentile col tuo dipartimento.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io sono più gentile col suo dipartimento,” disse House con tono acido, “perché lo dirige in modo che è l’unico qua intorno ad avere dei dottori che pensano invece che seguire semplicemente la corrente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase non riuscì ad evitare del tutto un sogghigno. “Certo, è così.” Lo sguardo di House raggiunse pericolosamente quel livello che suggeriva come stesse per trasformarsi in fatalmente sarcastico, ma prima che potesse parlare, Wilson s’intromise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso che dovremmo fermarci qui prima di dover tirare a sorte su chi debba uccidere Chase,” disse, seppellendo le mani nella tasche del camice e sorridendo. House gli lanciò un’occhiata, lo sguardo che andava dal sorriso di Wilson alle tasche e di nuovo indietro, poi tirò fuori uno dei suoi sorrisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa?” domandò Chase, vagamente insultato. “Io non ho fatto niente!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sei l’unica persona che conosco,” gli disse Foreman, “che riesce a stare seduta lì dopo tutto questo, dire quello che hai detto e crederci.” Cameron emise un breve suono di approvazione, e cominciò a raccogliere i propri fogli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Noi saremo..” cominciò Wilson, poi si fermò e scambiò una breve occhiata con House. “saremo nel mio ufficio, se qualcosa salta fuori,” concluse, poi si diresse alla porta con un passo solo leggermente più veloce del solito, tenendola aperta perché House uscisse prima di lui. Per una sorta di muto accordo, tutti li guardarono andarsene in silenzio, nessuno parlò fino a che non furono scomparsi lungo il corridoio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dobbiamo anche chiederci cosa volesse dire?” disse alla fine Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase fece spallucce. “Probabilmente sono andati a fare un po’ di quel sesso che voi due siete riusciti a non cogliere fino ad adesso—cosa che possono fare nell’ufficio di Wilson senza aver bisogno di chiudere tutte le veneziane e così praticamente annunciare a tutti cosa stanno facendo.” Osservò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron gli lanciò un altro di quegli sguardi allibiti con la bocca aperta, ma Foreman si limitò a roteare gli occhi e ad alzarsi. “Primo, era una domanda retorica. Secondo la parte sul sesso ha sorpreso anche te. E terzo grazie per l’immagine. Andrò a vedere di trovare qualche piaga purulenta  da qualche parte nell’ospedale per tentare di distogliere l’attenzione,” aggiunse, dirigendosi anch’egli fuori dalla porta. Il che lasciava...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vuoi che vada a prendere del gelato così possiamo mangiarlo insieme mentre tu ti lamenti delle perdute opportunità?” chiese a Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh ma cresci,” le rispose quest’ultima, alzandosi e richiudendo i propri file, poi uscì con rabbia dalla sala in un modo che fece provare a Chase un moto di simpatia verso chiunque fosse stato così sfortunato da incrociare il suo cammino prima che sbollisse l’irritazione. Non era stata poi una grande idea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, bè. No era ancora ora di pranzo, e rimanevano sempre le infermiere di Radiologia per aiutarlo a salvare la giornata.</description>
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  <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:22:29 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Five Days A Week &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; PG 13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 3/5&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&apos;&gt;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tre&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Le Persone negli Uffici di Vetro non Dovrebbero Pomiciare con gli Oncologi)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che lui e Wilson stessero litigando in quei giorni non li distingueva poi molto l’uno dall’altro; non distingueva nemmeno questo mercoledì da ogni altro, sebbene House sospettasse che se qualcuno si fosse preso la briga di tracciare uno schema dei loro litigi avrebbe  riscontrato un leggero picco il Martedì, per nessuna ragione apparente. Stava cominciando ad assumere l’aspetto di un tema frequente tra loro, e di un tipo strano; dopo tutti quegli anni di amicizia, House non trovava spiegazioni al perché improvvisamente adesso avessero preso a litigare ogni settimana, considerato che nulla di altrettanto stressante stava capitando nelle loro vite tanto per cambiare. Certo, Wilson era sempre stato... non esattamente antagonista, quello valeva per la Cuddy o Foreman. Ma Wilson era sempre stato pronto, quasi alla stregua degli altri due, a fargli presente quando pensava stesse commettendo un errore; lo aveva sempre fatto in quel suo modo unico e personale, che era molto più gentile e decisamente meno irritante di come lo facessero Foreman o la Cuddy, e ora che House ci rifletteva, probabilmente riusciva a risultare molto più efficace. Ma ultimamente, quell’atteggiamento pacato lo stava diventando sempre meno, e se Wilson non era ancora lontanamente brusco come gli altri due, il fatto che lo conoscesse meglio—e avesse un’idea migliore di dove andare a colpire—serviva solo a spiegarne il motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a ben pensarci forse tutto questo era inevitabile; forse una persona poteva sopportare solo un limitato numero di anni di esposizione ad House prima di raggiungere un limite e non poterlo più fare. Forse la pazienza di Wilson, che era di per sé stupefacente, semplicemente si era esaurita, e i metodi più sottili che in precedenza era solito tentare e che facevano la differenza avevano smesso di essere strumenti adeguati per contenere la sua frustrazione; forse la fine del suo matrimonio aveva finalmente esaurito l’ultima goccia della sua tolleranza. Forse... All’inferno, tutto quello che House sapeva per davvero era che ultimamente, tutte quelle piccole perplessità etiche e ambiguità morali che lo seguivano come pulcini sperduti avevano finito per provocare reazioni sempre più tese dal suo, precedentemente imperturbabile, migliore amico. Sicuro, non che quello supportasse la teoria del ‘questo era inevitabile ’ in modo del tutto convincente, dato che House era certo che se si fosse trattato di perdere la pazienza per qualcosa, sarebbe stato per la sua personalità, non per la sua professionalità, o meglio per la sua mancanza. Qualunque fosse la causa, quel giorno avevano cominciato a discutere della decisione di House di trattare il suo ultimo paziente per vasculite quando Wilson era sicuro che la causa fosse relativa al suo dipartimento, ed era finita.. da un’altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è un errore,” ripeté House, per enfatizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, certo che no,” disse Wilson. Le mani piantate saldamente sui fianchi e persino senza il camice, quello era un cattivo segno. “Non tu. Il grande, infallibile Dottor Gregory House, colui che ha sempre ragione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non ho mai detto di avere sempre ragione.” Ad un certo punto—probabilmente dal momento in cui si era discostato dall’essere un caso specifico per volgere ad un discorso generale—si era alzato da dietro la sua scrivania, ed era zoppicato fino a trovarsi faccia a faccia con Wilson di fronte alle sedie, il che implicava che poté godere della vista dell’espressione esasperata che attraversò il viso dell’altro a quell’affermazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, tu semplicemente ti comporti come se lo fossi. E mi ignori ogni volta che tento di farti notare che potresti sbagliarti.” Era tardi, il sole era tramontato, il cielo si oscurava, e il suo team era impegnato.. a fare qualsiasi cosa facessero di solito nella sala conferenze quando aspettavano i risultati di un trattamento cercando di ignorarlo. Non si aspettava di venire disturbato per niente di meno che un arresto cardiaco—non quando un’occhiata attraverso le porte avrebbe mostrato l’espressione di Wilson, la posa delle sue spalle, e la tensione nella sua mascella. House non poteva vedere la propria faccia, ma non era difficile immaginare che non fosse a sua volta più allegra; gli sembrava che le linee sulla sua fronte stessero cercando di trasformarsi in solchi permanenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E oh, pensi sia perché, non so, uno di noi ha una nomea di essere nel giusto più spesso che il contrario?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era qualcosa di somigliante alla brace negli occhi di Wilson, un’espressione che House aveva visto solo raramente in precedenza, ma a cui ultimamente aveva fatto l’abitudine—e la cosa ironica era la possibilità che chiunque altro non si sarebbe reso conto di quanto Wilson fosse davvero furibondo. S’infuriava allo stesso modo in cui faceva le altre cose—in silenzio, ma con un pericoloso accumularsi di sentimenti celati dietro la pacata corazza esteriore. “Ho ragione esattamente spesso quanto te, House—solo che io non sento l’esigenza di essere sempre così dannatamente compiaciuto e trionfante delle mie vittorie.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh davvero,” disse House, più asciutto che poteva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io non ti sono inferiore, e ne sto avendo abbastanza della tua abitudine a ignorare i miei consigli e le mie preoccupazioni.” House rivolse gli occhi al soffitto e fece per andarsene, ma Wilson si allungò e lo afferrò per il braccio. Fissò la mano che gli circondava il bicipite per un lungo momento prima di sollevare lo sguardo e rivolgerlo fisso a Wilson. Quest’ultimo arrossì un poco e lasciò cadere la mano, stringendola a pugno lungo il fianco, ma non distolse lo sguardo, e quel rossore non lo fece sembrare meno quietamente furioso di prima. “Sai una cosa?” chiese, quasi brutalmente. “Scommetto che posso batterti. Almeno 2 round su 4 e la quinta ce la giochiamo, scegli tu il gioco. Avanti.” House non riuscì ad evitare uno sguardo condiscendente, che non fece altro che peggiorare il rossore di Wilson prima che aggiungesse, “Sono serio, House. Qui e ora. Qualunque cosa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh davvero,” ripeté, molto più quietamente e con fare assorto questa volta. Wilson ancora non cedeva di un pollice, se ne stava lì con le mani serrate e gli occhi fiammeggianti. Il bagliore lasciò il posto ad un lieve spalancarsi degli occhi quando House fece deliberatamente un passo avanti, verso di lui, e perse ancora più terreno quando lasciò andare il suo bastone; il suono che produsse andando a sbattere contro la sedia sembrò innaturalmente forte, persino alle sue orecchie. Probabilmente una mossa stupida, di certo eccessivamente drammatica, ma quando fece il suo successivo e stentato passo in avanti, Wilson indietreggiò. Non aveva importanza a quel punto, perché muoversi senza il bastone somigliava più ad una caduta controllata, il che lo portò al suo passo successivo, e così facendo House ottenne quel momento per controbilanciare sul fianco la perdita di equilibrio, e spingere le mani in avanti per piantarle sulle spalle di Wilson e sbatterlo contro il muro fu la cosa più semplice di tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson spalancò gli occhi quando colpì la parete, e le sue labbra si dischiusero; anche se House non avesse pianificato quello che fece in seguito, l’invito inconscio era troppo forte per venire ignorato. House chiuse gli occhi per non vedere l’espressione preoccupata e quasi impaurita che attraversò il viso di Wilson, e fece collidere le loro bocche insieme con una forza tale quasi da lasciare il segno, con il peso di tutti gli anni si amicizia e di quattro mesi di crescenti litigi dietro ad esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corpo di Wilson s’irrigidì, e le labbra si dischiusero maggiormente in quello che House sospettò essere più che probabilmente stupore, ma scoprì che non gl’importava poi molto; qualsiasi fosse la ragione, rappresentava una perfetta opportunità per forzare la lingua nella bocca di Wilson, passarla in modo provocante sui denti prima di spingersi più in là nell’ultimo mezzo passo e modellare i loro corpi insieme. Wilson emise un lieve suono simile ad un ansito e si rilassò repentinamente, e quando House si arrischiò ad aprire brevemente gli occhi vide che aveva chiuso i suoi a sua volta, la testa lasciata ricadere contro il muro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciò che gli occhi si chiudessero di nuovo e si concentrò per il momento soltanto sulle percezioni, tentando di memorizzare l’esatta sensazione delle labbra di Wilson e del suo corpo contro il proprio, perché di certo entro pochi secondi uno di loro si sarebbe reso conto di quanto fosse un’idea stupida e vi avrebbe posto fine. Ma per il momento, la bocca di Wilson si aprì a lui, calda e umida e il contendere di una lingua contro l’altra, i capelli di Wilson che gli solleticavano la mano che aveva fatto strisciare fino a posargliela sul collo, Wilson scostò le gambe per far accomodare la coscia che House era miracolosamente riuscito a intromettere senza perdere l’equilibrio...Questo dava al tutto un senso perfetto, ogni discussione, ogni sguardo ferito, ogni pollice di quella frattura crescente che aveva percepito crearsi tra loro. Più di quello, richiudeva quella rottura, gettando un ponte tra gli spazi tra loro e House si chiese come diavolo, con questa cosa sommersa nell’inconsapevolezza tra loro, fossero riusciti ad andare così lontano; la loro amicizia era sempre stata  un equilibrio di per sé abbastanza delicato senza avere qualcosa come quello celato sotto la superficie, ad aggiungere turbolenza ad acque di per sé pericolose. E House era piuttosto sicuro che non sarebbe andata a finire bene, persino con le mani di Wilson che salivano per appoggiarsi sui suoi fianchi, ma per il momento.. non gli importava. Infatti, al momento, tutto quello che gli sembrava particolarmente importante era capire come interrompere il loro bacio abbastanza a lungo per riprendere fiato, fatto di assoluta importanza, ma non abbastanza da sembrare come se avessero smesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi le mani di Wilson lasciarono i suoi fianchi e salirono fino al petto, e solo per un momento, prima di avvertire il ritorno di quella rigidità nei muscoli di Wilson, House fu molto curioso su dove le cose sarebbero andate a parare; percependo quella tensione concluse che il buon senso aveva fatto ritorno. Aprì gli occhi non appena le mani di Wilson, a palmi aperti,  lo scostarono gentilmente, e non fu propriamente sorpreso di trovare un’espressione sbigottita corredata di un vivo rossore sul volto di Wilson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O.. per lo meno, non completamente sorpreso, perché la causa di quell’espressione non era House, stava.. al di là delle sue spalle. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In direzione della saletta conferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House chiuse gli occhi e fece un profondo respiro, riflettendo per la prima volta sul fatto che probabilmente era stato l’istinto di auto- conservazione e non di negazione che lo aveva trattenuto dal fare quello che aveva appena fatto; forse il suo subconscio aveva compiuto gli straordinari per proteggerlo ed evitargli di finire coinvolto con un uomo che poteva condurlo a uno stato tale da fargli dimenticare il fatto di vitale importanza che il suo ufficio fosse composto per un buon cinquanta per cento di finestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quale di loro?” chiese, riaprendo gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sguardo di Wilson tornò di nuovo a posarsi su di lui, confuso e imbarazzato e del tutto scompigliato in modo assolutamente attraente, ma anche in qualche modo divertito. “Tutti quanti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, all’inferno. House rischiò l’equilibrio spostandosi quel tanto per sporgersi indietro e guardare da sopra la spalla, e lì se ne stava il suo team, tutti e tre i suoi membri a formare un gruppo sulla porta nella saletta conferenze a fissare con un’identica espressione sbalordita. O almeno era così per Cameron e Chase. In effetti le loro espressioni erano talmente identiche da risultare quasi comico, a partire dagli occhi spalancati, le labbra leggermente dischiuse, e una mano appoggiata contro i lati della porta. Cameron, notò House, indossava gli occhiali. Si chiese se ciò significasse che stesse lavorando su un po’ di scartoffie prima che uno spettacolo molto più interessante avesse distolto la sua attenzione. Foreman stava in piedi nel mezzo, la tazza ancora in mano, ma anche mentre House lo stava studiando l’espressione di sorpresa stava scomparendo, un sorriso che gli sollevava gli angoli della bocca e un sopracciglio abbassato mentre l’altro rimaneva sollevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pssh,” disse Foreman, sollevando la tazza e bevendo un sorso. “Lo sapevo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una contemporaneità vagamente spaventosa, Cameron e Chase si voltarono a fissarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa, come se voi non ve lo foste mai chiesto?” disse e poi scosse il capo e tornò nella saletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House distolse l’attenzione da tutto quello appena in tempo per schivare il ritorno degli sguardi allibiti dei membri meno imperturbabili del suo team e incontrare invece lo sguardo di Wilson, che era.. possibilmente ugualmente imbarazzante, in verità. Wilson conservava ancora una specie di stupore e il fattore scompigliato non sarebbe scomparso di sua iniziativa, ma lo sguardo allibito si stava spegnendo e qualcosa di molto più preoccupantemente speculativo stava cominciando a prenderne il posto. Le loro gambe erano ancora abbastanza vicine da sfiorarsi, e House poteva sentire il calore proveniente dalla coscia destra di Wilson penetrare in porzioni della sua anatomia che decisamente non avevano bisogno di quello stimolo proprio adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Uno di noi,” disse, tentando di assumere un tono casuale e riuscendoci in qualche modo con sua sorpresa, “probabilmente dovrebbe dire qualcosa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson annuì con una lentezza causata dallo stordimento. Qualcuno dietro di lui stava emettendo un lieve suono, e House decise di non voltarsi e tentò di immaginare di chi si trattasse. “Sicuro. Tu per primo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, tutto quello era ingiusto. L’unica volta in cui non aveva idea di cosa dire, Wilson voleva che fosse lui a parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voi...”disse Cameron, e giacché continuare a fissare Wilson con espressione assente lo stava snervando, House si guardò di nuovo dietro la spalla. “Voi... voi..” Gli occhi non le erano tornati normali, ma le sue sopracciglia si erano abbassate, e le nocche erano sbiancate dove si stava afferrando allo stipite; le spalle si stavano alzando e abbassando a ritmo con i respiri affannosi che stava emettendo. Chase la stava guardando con quel tipo di sguardo che un uomo potrebbe rivolgere a una granata innescata che gli fosse appena capitata vicino. “Voi..”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrava che ci sarebbe voluto del tempo prima che la situazione si sbloccasse. “E’ stato lui a cominciare,” fece House indicando Wilson con un cenno della testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io... Io cosa? Non è vero!” disse Wilson quasi soffocando, e House rivolse di nuovo la sua attenzione su lui. Due brillanti chiazze di colore gli stavano colorando le guance, e House non riusciva a capire se fossero per la rabbia o.. qualcos’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bè, non che la situazione non potesse andare peggio di così. “Sì che lo hai fatto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sei stato tu a baciare me,” fece Wilson indignato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, sì. Dopo che tu praticamente mi hai sfidato a farlo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron produsse un piccolo suono acuto, riportando l’attenzione di House su di lei. Chase, notò, aveva cominciato ad allontanarsi con circospezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman tornò sulla soglia con una nuova  tazza di caffè e guardò Cameron con uno sguardo quasi divertito. “Se voi due avete intenzione di continuare a fare quello,” osservò, indicando House e Wilson con un cenno del mento, ed era un indicatore della situazione  e di quanto stranamente House si trovasse a suo agio il fatto che dovette fare caso alla posizione in cui lui e Wilson continuavano a rimanere prima di rendersi conto a quale ‘quello’ Foreman si stesse riferendo, “c’è un ripostiglio proprio in fondo al corridoio che non consiste in una solida massa di finestre. Sapete, giusto in caso non vogliate farlo diventare l’argomento principale delle chiacchiere d’ospedale per la prossima settimana e che la dottoressa Cuddy continui a ricevere lettere al proposito per mesi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma pensa al fattore divertimento,” disse, debolmente, e improvvisamente si rese conto che forse Wilson e Cameron non erano gli unici ad essere sotto shock lì dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O forse si trattava solo di lui e Cameron, perché improvvisamente il viso di Wilson passò dall’attonito alla compostezza, e spinse House indietro di quel poco che gli serviva per ricomporsi, poi afferrò il bastone di House e glielo porse. House lo prese con espressione quasi assente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Noi due dobbiamo parlare,” gli disse Wilson, lanciando uno sguardo verso il quadro vivente alle sue spalle. “Senza un pubblico.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il ripostiglio?” suggerì House. Forse Wilson stava cominciando a pensare con chiarezza, ma lui si sentiva ancora confuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stavo pensando al mio ufficio in verità.” Replicò Wilson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bene, quello risolverebbe comunque il problema finestre,” disse House, mentre Wilson cominciò a dirigersi alla porta, portandosi dietro House tirandolo per la giacca. House andò con lui in uno stato di vago stupore, cercando di capire quando diavolo avesse perso del tutto il controllo della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua affermazione gli fece ottenere un roteare degli occhi da parte di Wilson. “Potrete riaverlo indietro tra un’ora,” disse al team, e poi dopo uno sguardo di sbieco aggiunse, “O probabilmente due.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman sbuffò nella sua tazza, e le sopracciglia di Chase s’inarcarono. Cameron confermò la sua improvvisa affinità con House, assumendo il suo stesso sguardo assente rivolto a Wilson. “Ma... io... Ma è...” disse la ragazza debolmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strano come House fosse d’accordo con lei su quel punto. Tranne che Wilson lo stava trascinando fuori nel corridoio, e House non ebbe l’opportunità di dirle quello che stava pensando, che sarebbe stato qualcosa di simile a, “Non intendevo che tutto questo succedesse davvero.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un passante nel corridoio lanciò loro un’occhiata perplessa, ma non disse nulla; il capannello di persone che House temeva si fosse formato alla fine non sembrava essere lì. Wilson gli lasciò andare la giacca mentre la porta finiva di chiudersi, e gli sorrise. “Te l’ho detto di poterti battere”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non poteva funzionare. House sapeva che non poteva funzionare. Lui, e Wilson, e... questo, non quando entrambi erano del tutto inadatti a gestire delle relazioni ognuno a suo modo—doveva essere una storia condannata, giusto? Tranne che invece di pensare quello, gran parte di lui stava in realtà pensando, Huh, perché non ci ho pensato anni fa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo a pensare a tutti i soldi che potevano venire risparmiati dall’ultimo matrimonio e divorzio di Wilson, per esempio. Per non menzionare il fatto che Wilson aveva avuto ragione su un punto, prima. House non gli aveva prestato molto ascolto negli ultimi tempi. Forse si era trattato di un effetto collaterale—cercare così fortemente di negare questa cosa crescente tra di loro lo aveva portato a negare anche altre cose a proposito di Wilson, come il fatto che lo rispettasse e lo avesse sempre rispettato. Come un suo pari. Uno che ora si era appena fermato di fronte agli ascensori, fissandolo con le sopracciglia sollevate e uno sguardo di crescente preoccupazione, e improvvisamente House si rese conto che c’era stata una pausa molto lunga tra quello che Wilson aveva appena detto e adesso; per un attimo dovette anche andare a ripescare quale era stata l’affermazione. Giusto, batterlo. “Sì. Sì l’hai fatto. E avevi ragione.”&lt;br /&gt;Si fermò per un secondo. “Faremo degli altri test alla signora.. Forse-non è- Vasculite.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché ti ho baciato?” fece Wilson, qualcosa che House non riusciva a leggergli negli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché avevi ragione su un punto. Il bacio è stato solo un piacevole bonus.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso di Wilson in risposta fu come il sole che faceva la sua comparsa. “Allora.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora,” rispose House, premendo il pulsante dell’ascensore. “Intendevi ‘parlare’, o intendevi... ‘parlare’?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rivolse nuovamente gli occhi al soffitto. Spostandosi un po’, e House si rese conto con un certo divertimento che quanto più si scuoteva dal suo stordimento tanto più Wilson stava diventando nervoso, come se fossero attaccati a delle pulegge l’uno a fare da contrappeso all’altro. “La prima. Questo è.. voglio dire, è.. noi.. non che non sia stato bello, ma è...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sorrise. “Giusto. Perciò tu e io in una stanza senza inconvenienti finestre o persone che possano interrompere, e tu ti aspetti—“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“House.” Riconosceva quel tono, esasperazione e irritazione ma non vera rabbia, e improvvisamente si rese conto di quanto gli era mancato. Cosa che doveva venir fuori anche dal suo sorriso, addolcendolo, a giudicare dalla reazione di Wilson. Le porte dell’ascensore si aprirono ed entrambi rimasero lì per un lungo momento ignorandole, fissandosi l’un l’altro con una specie di stupido, goffo sorriso che—se qualcuno fosse stato sull’ascensore in quel momento e li avesse visti—probabilmente avrebbe completamente negato la fortuna di venire solamente beccati nel suo ufficio da persone che poteva terrorizzare fino a costringerle al silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ripensarci, forse si era sbagliato ad essersi preoccupato che qualcuno potesse beccarli; tutto considerato, non potevano sperare che la cosa non si risapesse nel giro di una settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“D’accordo,” disse House alla fine, allungando il bastone e impedendo alle porte di richiudersi, poi zoppicò dentro l’ascensore con una sensazione stranamente positiva su come sarebbe andato il resto della giornata. “Bene, vieni e provami di nuovo che sono in errore. Penso che fintanto che tu sia coinvolto potrebbe cominciare a piacermi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson continuò a sorridere e lo seguì.</description>
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  <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:15:03 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Five Days A Week &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; PG 13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 2/5&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&apos;&gt;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Due&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Trivial Pursuits: Extended Edition)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un martedì pomeriggio, il tempo era sereno, e l’ultima paziente di House stava rispondendo bene agli steroidi che le venivano somministrati. Wilson cercò di non prenderlo come il segno che lei si trovasse in una corsa ancora più accelerata verso una morte a breve termine, ma per qualche ragione gli era difficile—possibilmente era legato al fatto che si fosse abituato ai peculiari percorsi degli strani casi di House. Ma almeno per il momento, il sole stava splendendo, Sarah Cambridge non sembrava avere un cancro, Chase e Cameron avevano un’espressione sollevata, Foreman un’espressione quasi impaziente, e House sembrava... annoiato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che rendeva Wilson inevitabilmente nervoso. Di nuovo, era probabilmente legato al fatto di avere accumulato abbastanza esperienza con l’uomo in questione da conoscerne gli abituali percorsi, e la noia e House rappresentavano una combinazione potenzialmente pericolosa. In effetti, Wilson non era ancora del tutto sicuro che un House in preda alla noia avesse meno a che fare con l’inizio della loro relazione rispetto alll’avere ottenuto il divorzio da Julie. Quando veniva incalzato su quel punto, dopo tutto, House tendeva a evaderlo dando le sue ragioni; solitamente sosteneva una scusa, come che la Cuddy lo avesse rovinato per sempre per tutte le altre donne, o che gli era sembrato che il modo più semplice per dire a Cameron di lasciarlo in pace fosse dire di essere impegnato. E dato che lui non mentiva mai, ciò aveva richiesto che fosse&lt;i&gt;realmente&lt;/i&gt; impegnato. Ma c’era da considerare che House gli aveva assicurato che Cameron non sapeva nulla di loro e a parte quello, quei due si erano risolti a riportare la loro relazione a qualcosa di più simile agli inizi prima ancora che Wilson dichiarasse definitivamente la resa nel suo matrimonio. Perciò la noia non era una ragione poi così implausibile, tutto considerato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Blah blah blah”, esclamò alla fine House, tagliando corto l’elenco dello stato della paziente recitato da Cameron. Se ne stava appollaiato sul bordo del tavolo, mentre Wilson era appoggiato contro il muro vicino all’entrata e tentava di combattere un senso d’imminente rovina. “Sta migliorando, fine della storia. Felicità e calore ovunque. Qualcuno ha da proporre qualcosa di più interessante di questo o abbiamo finito?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A meno che &lt;i&gt;tu&lt;/i&gt; non abbia nulla d’importante da aggiungere,” ribatté Foreman, con voce scettica. Lui e gli altri membri del team di House erano seduti al tavolo, Foreman nel lato più lontano dalle porte, la sua sedia girata per fronteggiare House, Cameron in quello più vicino con un foglio e una cartella davanti a lei, e Chase vicino al lavandino. Foreman stava tentando di distendersi sulla sedia e sembrava annoiato. Cameron aveva lanciato uno sguardo irritato verso House quando questi l’aveva interrotta, ma poi se n’era tornata ai suoi fogli, cosa piuttosto normale per lei in quei giorni. Chase nel frattempo, stava fissando il soffitto, dondolandosi sulle gambe posteriori della sedia—cosa normale anche per lui di quei giorni, a pensarci bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lanciò a Foreman uno sguardo dal bordo della sua cartella che difficilmente non avrebbe potuto classificarsi altro che ‘maligno’, e Wilson si preparò per l’impatto. Non venne deluso. “Bene,” cominciò, il tono stranamente casuale, “i Mets stanno perdendo, le polizze d’assicurazione aumentano, i tassi d’interesse calano, il mercato finanziario si mantiene stabile, e oh sì, Wilson e io dormiamo insieme ora.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sedia di Chase tornò di schianto a riposarsi sul pavimento con un tonfo ben udibile. Foreman, che aveva appena iniziato a sorseggiare il caffè, evitò per un soffio di sputarlo. E Wilson si coprì brevemente il viso con le mani mentre prendeva in considerazione varie possibilità di vendetta, alcune delle quali avrebbero anche potuto rivelarsi divertenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando rimosse le mani, Foreman lo stava fissando, cosa che lo fece arrossire, House stava sogghignando, Chase fissava House con occhi enormi e un’espressione vagamente tradita, e Cameron finalmente sollevò lo sguardo dai suoi fogli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vuoi dire che non lo facevate già?” chiese, gli occhi che si allargavano leggermente increduli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso di House si fece più accentuato, e si rivolse a Wilson, “Te lo avevo detto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, sta zitto,” mormorò Wilson, incrociando le braccia in gesto difensivo sul petto. Aveva appena perso cinquanta dollari per aver scommesso che sarebbe stato Chase a prenderla bene.. se lo avessero mai scoperto, cosa che Wilson aveva perfettamente chiarito ad House come fosse del tutto non necessaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh sì, si sarebbe vendicato eccome. Una lunga, protratta vendetta. Possibilmente con il coinvolgimento di stringhe di pelle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase continuò a boccheggiare, e Cameron sollevò brevemente le sopracciglia, osservandoli tutti, prima di emettere un breve suono divertito e tornare al suo lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talvolta si domandava seriamente se non le piacesse di più quando era fissata con House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo stava ancora guardando, col sorriso che lentamente assumeva una sfumatura che Wilson stava pensando di rimproverargli per averla usata davanti ai bambini. Foreman passò lo sguardo dall’uno all’altro per un paio di volte, e poi sbottò verso Wilson, “Come può essere gay? Si è sposato tre volte!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bè, una disturbante mancanza di tatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto ebbe l’effetto di distrarre House dal fissare Wilson; distolse lo sguardo e scoccò a Foreman un’occhiata disgustata. “Bè, Eric,” cominciò, e Wilson si domandò se Foreman si sarebbe reso conto che House stava usando il suo nome come rimprovero per essere andato troppo sul personale, “esiste una parola per quello. La troverai sul dizionario sotto la lettera, ‘b’.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sopracciglia di Foreman s’inarcarono un po’ di più, e fece una breve esalazione a metà strada tra uno sbuffo e un sospiro, ma fu Chase a parlare, il tono sorprendentemente confuso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bigamia?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’espressione di ‘Buon Dio, non posso concepire una tale idiozia ’ sul viso di House probabilmente meritava di venire fotografata e appesa al muro da qualche parte. Ciò che era davvero strano era quanto vicino ci fosse andata quella di Foreman per un minuto. “No, Chase, bisessuale.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh,” disse Chase, gli occhi ancora enormi e vagamente nel panico. Cameron emise quello che suonava come una breve risata soffocata, guadagnandosi un’occhiata incuriosita da Foreman, e fece un appunto sul foglio davanti a se. Wilson cominciò a sospettare che lei fosse segretamente molto più maligna di quanto apparisse. Cosa che aveva creduto di lei ad un certo punto, ma non ultimamente. Supponeva fosse tornata ad esserlo non appena passata la cotta per House, o altrimenti doveva davvero averlo saputo prima—sebbene Wilson non pensava che House lo avesse davvero fatto, per un certo numero di ragioni. Non ultima quella che Wilson si sarebbe sentito seriamente in obbligo di vendicarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A meno che non fosse stato un incentivo, nel qual caso.. la testa cominciava a dolergli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La ruota sta girando, ma il criceto è spirato,” mormorò House, distogliendo lo sguardo dall’insieme del suo team e dirigendolo di nuovo verso Wilson, l’espressione in chiara ricerca di simpatia per gli idioti con cui doveva lavorare. Date le circostanze, Wilson strinse di più le braccia al petto e lo fissò a sua volta con riprovazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho appena subito un forte shock!” protestò Chase, il che fu abbastanza da distrarre Wilson dall’incipiente battaglia all’ultimo sangue del suo sguardo contro quello da cucciolo indifeso di House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sei un intensivista, sei addestrato a reagire agli shock,” osservò, cominciando seriamente a domandarsi cosa ci fosse che non andava in Chase. Foreman, giudicando dalla sua espressione, si stava domandando la stessa cosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, sì,” protestò ancora Chase, deglutendo e facendo una specie di vago cenno, “quelli delle altre persone però.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Proprio come in questo caso,” puntualizzò House, “dato che la cosa non ti coinvolge affatto.” Fece una pausa, poi assunse nuovamente un aria malevola, “O non è così?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman strinse gli occhi, e per un secondo sembrò sul punto di sogghignare, ma poi diede una veloce occhiata in giro e si trattenne. Dall’altro lato, Cameron aveva un sorriso davvero malizioso sul viso, nonostante stesse guardando Chase solo con la coda dell’occhio. In effetti, Wilson pensava di conoscere quello sguardo—House ne stava mostrando una versione attenuata proprio in quel momento. Il che significava che Cameron sapesse qualcosa o stesse pianificando qualcosa, il che gli fece domandare, e non per la prima volta, se fosse davvero una buona idea avere qualcuno come House a fare da modello come lui lo era per la sua squadra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voglio dire, certo che no,” disse Chase, nel breve silenzio che si era creato. House si raddrizzò e cominciò a parlare, poi finalmente sembrò rendersi conto del sorrisetto di Cameron. Richiuse la bocca, ritornando nella posizione di prima, lanciando uno sguardo pensieroso da Chase a Cameron.. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron sollevò lo sguardo gusto in tempo per lanciare a Chase e a Foreman, seguendo il percorso dello sguardo di House, un’occhiata perfettamente innocente, tutta occhi spalancati ed espressione neutra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bè, [i]quella[/i] non l’aveva imparata da House—Wilson quasi ci credette e dire che la sapeva più lunga. Non credeva mai davvero ad House quando tentava di passare per innocente. Non si adattava a lui. Dall’altro lato, House che tentava di incolparsi di un crimine molto meno grave poteva funzionare in modo disturbante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House distolse le attenzioni di tutti da lei—e da Chase, sebbene il gesto assumesse quasi la connotazione di una uccisione caritatevole a quel punto—riportando la sua attenzione su Foreman. “Noto che non hai nulla da dire sul mio di orientamento,” osservò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman diede a Cameron un ultimo sguardo sospettoso, che lei incontrò con occhi leggermente spalancati, prima di tornare a rivolgersi ad House e osservare, in tono sorprendentemente casuale, “Hey, a questo punto, potresti dormire con un lama e io non ne sarei sorpreso.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House.. sembrò pensieroso per un preoccupante istante, e furono le sopracciglia di Wilson ad inarcarsi questa volta. “L’animale o il tipo di religioso?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu non l’hai fatto,” boccheggiò Wilson, senza nemmeno pensarci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ghigno malevolo, il sorriso aspetta- solo-fino- a- quando- saremo- a- letto tornò per un breve secondo, e Wilson si dimenticò d’inalare per un momento. Poi era scomparso e House diede un’incurante alzata di spalle e disse, “Hey, alcune persone stanno bene in color zafferano.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentalmente, Wilson aumentò il grado della vendetta che stava preparando di diversi livelli. Fortunatamente, questo cambio di discorso aveva preso alla sprovvista anche Cameron distogliendola dal suo atteggiamento impassibile— tutti stavano fissando apertamente House adesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bene, penso che questa digressione abbia concluso degnamente la giornata, non credete?” disse House bruscamente, con voce alta e tono falsamente allegro. Si scostò dal tavolo ed eseguì una specie di stretta piroetta su se stesso in un modo possibile solo per una persona con un bastone, con un ultima osservazione diretta sottovoce a Foreman “Abbastanza interessante per te?” &lt;br /&gt;Foreman roteò gli occhi, l’effetto del gesto andato perso dato che House si stava già muovendo verso il suo ufficio. “A meno che la paziente non cominci di nuovo a morire, sarò nel mio ufficio.” raggiunse la porta e, mentre l’apriva, aggiunse da sopra la spalla, in tono chiaramente allusivo, “Col Dr Wilson. A.. divertirci.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre paia di occhi si voltarono simultaneamente verso Wilson mentre House svaniva dietro lo spazio relativamente sicuro dei vetri della porta. Wilson ricambiò gli sguardi per un secondo, cercando di trovare qualcosa da dire che non avrebbe scavato più a fondo nel pozzo che House aveva generato, poi alla fine si risolse a scrollare le spalle, emettere un lungo sospiro sofferente, e le parole, “La pazzia è trasmissibile.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottenne una risata da Foreman, comunque, anche se Chase e Cameron gli lanciarono soltanto uno sguardo un po’ dubbioso prima che si voltasse e seguisse House nel suo ufficio. La porta aveva appena iniziato a chiudersi quando Foreman e Cameron cominciarono quello che Wilson non poteva non definire come ‘l’uccisione’—il che significava che era ancora in grado di sentirli, e possibilmente poteva farlo anche House, giudicando dal sopracciglio sollevato che l’altro uomo gli rivolse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora perché eri così scioccato?” domandò Foreman, e poi dopo un secondo, continuò in quella che era un’imitazione riuscita di un tredicenne dispettoso, “Avevi una cotta per lui?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No!” protestò Chase. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Aww, avevi una cotta per lui.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è vero!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Meglio domandare,” giunse la voce di Cameron, suonando paradossalmente leggera e acutamente divertita, “quale lui?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nessuno dei due!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La porta finì di chiudersi,e Wilson ne fu francamente grato. House lo fissò con noncuranza dalla sedia dietro scrivania. “Penso siano carini.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La pagherai per questo,” replicò Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso di House era di pura felicità malevola. “Non vedo l’ora.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai detto a Cameron di noi due?” chiese, giusto per esserne certo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House spalancò gli occhi. “Potrei mai averlo fatto?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Solo perché sta prendendo lezioni di malvagità da te non significa che tu abbia dominato la sua abilità di sembrare innocente,” gli disse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House fece una breve risata e si appoggiò allo schienale, il sorriso maligno che faceva ritorno. “No, non gliel’ho detto. Molto più divertente che tutti lo scoprissero nello stesso momento. In più, non avresti mai pagato la tua parte di scommessa. Ora se vogliamo discutere se l’abbia immaginato, devo ammettere che decidere che la ragione per cui un uomo che stai cercando di sedurre ti rifiuti sia perché è gay, ha una certa onorata tradizione dietro di se. Spiegherebbe anche perché non ci abbia mai provato con te.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Lo sai,” disse Wilson, mantenendo la voce tranquilla e andando a fronteggiare House con le mani sui fianchi, “esistono modi migliori per rendermi inventivo a letto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma quanti di questi sono così divertenti?” chiese House, tutto occhi luminosi di entusiasmo e fascino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Posso pensarne ad un paio...” disse Wilson, la voce che calava di qualche livello nel registro, e si avvicinò ad House più di quanto fosse remotamente sicuro, considerato il fatto che l’ufficio era praticamente un acquario e le veneziane erano completamente aperte. Ma il modo in cui il respiro di House accelerò ne valse la pena, anche se Wilson si fece qualche rapido calcolo sulla probabilità che il trio diffondesse questa succosa informazione di gossip all’interno dell’impianto di chiacchiere dell’ospedale, sulle possibilità che lo staff pensasse già da anni che fossero coinvolti, e sul colore che la Cuddy avrebbe assunto una volta giuntagli la notizia, e poi fece una mentale alzata di spalle prima di piegarsi, afferrare House per la maglietta, e baciarlo nel modo più lento e accurato possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House stava inalando molto più velocemente quando ebbe finito, e aveva l’aspetto un po’meno sicuro di se, il che significava che non era stato del tutto uno svantaggio anche se si fosse formata una piccola folla di persone a guardarli attraverso le porte. Cosa che una veloce occhiata assicurò Wilson non si era verificata; sembrava avessero avuto fortuna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ora,” disse, raddrizzandosi, “Stavo pensando che potrei avere da lavorare fino a tardi per tutto il resto della settimana..” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House strinse le palpebre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E che forse dovrei semplicemente andare a casa, da solo, così da non perdere troppo sonno,” continuò Wilson in tono innocente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, quella vecchia versione di vendetta,” disse House, in un tono di vago rimprovero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa non è vendetta,” lo corresse Wilson, e allo sguardo inquisitore di House continuò, “Quella arriva..dopo.”E poi tentò uno dei suoi sorrisi aspetta- solo- che- ti- abbia- in- un- letto, ottenendo un’attenta e gratificante reazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora questo cosa sarebbe?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, sarei tentato di chiamarlo giustizia, ma se devo essere onesto, si tratta di broncio.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non avrei mai dovuto dirti che tu eri la ragazza,” borbottò House, osservando brevemente il soffitto. Wilson gli sorrise. “Allora... dovrei scusarmi adesso?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tanto per cominciare. E poi puoi comprarmi qualcosa di carino,” replicò Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House restrinse le palpebre, e poi un sorriso si fece lentamente strada sul suo viso. “Di carino, huh?” chiese, e poi aggiunse, “Andata,” e il modo in cui lo disse preoccupò improvvisamente Wilson della sua definizione di ‘carino’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh bè. Non si era mai aspettato che fosse una relazione normale dopo tutto. E per lo meno non era mai noiosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora, quanto pensi potremo divertirci con la storia di Chase e della sua ‘cotta’?” aggiunse House, a mò di conversazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Okay, a volte noioso pareva un’alternativa seducente dopo tutto.</description>
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  <pubDate>Fri, 02 Feb 2007 21:30:40 GMT</pubDate>
  <title>(senza titolo) [ninefics]</title>
  <link>http://h-w-translators.livejournal.com/5521.html</link>
  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: (nessuno)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_ninefics&apos; lj:user=&apos;9&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://9.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://9.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;9&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (tradotta da me medesima)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole&lt;/b&gt;: 230&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi&lt;/b&gt;: Wilson, House, Cuddy, un&apos;infermiera, e un paziente&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta&lt;/b&gt;: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mercedesblack&apos; lj:user=&apos;sarabakanashimi&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;sarabakanashimi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt;: &lt;a href=&apos;http://ninefics.livejournal.com/19013.html&apos;&gt;http://ninefics.livejournal.com/19013.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;“Wilson, è tutto a posto?” chiese Cuddy, dall’altra parte dell’atrio dell’ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si fermò e distolse lo sguardo dalla posta che aveva in mano. “Sì? Almeno così pensavo finché non me l’hai chiesto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei gli si avvicinò, corrugando la fronte mentre lo studiava con aria critica. “Cammina fino alla porta e torna indietro.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson obbedì. “Che c’è che non va nel modo in cui cammino?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, fallo di nuovo. Come faresti normalmente. Come se non sapessi che ti sto guardando.” Incrociò le braccia al petto e si concentrò sul sedere di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson attraversò di nuovo la sala a grandi passi, guardandosi indietro da sopra la spalla. “Sarebbe più facile se tu non mi stessi guardando davvero.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cuddy si voltò verso la ragazza seduta al banco della reception. “Lo vedi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza si sporse oltre il banco e guardò Wilson passeggiare avanti e indietro. “È come se… zoppicasse.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io… voi… state semplicemente… vi &lt;i&gt;immaginate&lt;/i&gt; le cose!” Wilson scosse la testa e uscì dall’atrio. Fece particolare attenzione per essere sicuro di non zoppicare e si unì a House nel corridoio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come mai tanto casino?” chiese House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cuddy pensa che io zoppichi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si coordinò alla camminata di House, ogni passo in sincronia perfetta mentre si dirigevano verso l’ascensore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House guardò altrove e scrollò le spalle. “Io non l’ho mai notato.”&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sat, 13 Jan 2007 14:58:39 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Decameron&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;: Nakanna Lee (tradotto da &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt;: 6/10&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt;: Mercedes (come sempre)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avviso&lt;/b&gt;: Cambiato di nuovo il POV.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://nakannalee.livejournal.com/11147.html&quot;&gt;http://nakannalee.livejournal.com/11147.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come dottore, hai visto molti casi bizzarri. Certo, niente che non potesse essere spiegato entro un certo limite, e anche l’inesplicabile deve aver avuto qualche base nella logica scientifica. Alcuni sostengono questa posizione un po’ più fermamente di altri: che tutto ciò che accade segua uno standard, delle regole concrete, e che i pezzi del puzzle si incastrino sempre, che tu abbia in mano quelli giusti o meno. O perfino che il puzzle che hai di fronte sia quello giusto o meno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra cosa strana sono stati i rimedi a cui la gente si rivolge. Hanno appena il tempo di arrivare da te – all’ospedale, se è per questo – e i loro casi già scivolano nell’ombra della morte. Rimane poco tempo per le procedure e le risonanze e le due ore di test di laboratorio e i consulti. Deve esserci una diagnosi e un piano terapeutico. Condizioni, è la parola. Ogni dottore lo sa. Il problema è la rapidità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, a fronte di un altro essere umano che porta una laurea in medicina, guanti di latex e probabilmente cattive notizie, i pazienti cercano qualche soluzione eccentrica. Nessuna ha un gran valore medico, ma conforta i loro nervi esaltati e ridà loro una parvenza di controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una donna, in cura da te, che versava una goccia di acquasanta nel suo caffè ogni mattina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una ventenne con l’emofilia e le carte dei tarocchi, un ex-marine schizofrenico con le medaglie del padre, un bambino pieno di infezioni col suo libro da colorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una donna ustionata con un’elitropia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei – la privacy dei pazienti non ti permette di divulgare nomi – lavorava come custode nel Museo d’Arte di Filadelfia. La pietra era stata comprata attraverso un venditore da qualche parte all’estero, non ricordi il Paese d’origine. Lei l’aveva solo ritirata all’aeroporto, dove era stata avvolta in strati di imballaggio e impacchettata con cura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In piedi in un angolino dell’atrio, aveva aperto il pacchetto per accertarsi che non ci fossero stati danni durante i passaggi del viaggio. Aveva appena posato la pietra sul palmo della mano quando un uomo le era arrivato addosso, versandole addosso il suo caffè caldo appena fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più tardi, l’uomo aveva dichiarato di non averla mai vista ferma in quel punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ustioni di secondo grado erano brutte, ma erano state pulite e curate senza problemi. L’unica ragione per cui tu ti eri soffermato sulla scena è che avevi un altro paziente dall’altra parte dell’atrio, e non avevi potuto evitare di notare che questa donna sembrava particolarmente in difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sapeva cosa avessero fatto della pietra, si era agitata lei quanto tu avevi iniziato a farle domande. Non ti aveva detto &lt;i&gt;quale&lt;/i&gt; fosse il potere della pietra, solo che era di grandissimo valore. Il museo avrebbe letteralmente avuto la sua testa, se lei l’avesse persa. Nessuno degli altri dottori l’aveva ascoltata abbastanza a lungo da fare qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le avevi chiesto se l’aveva lasciata all’aeroporto, ma aveva detto di no. L’aveva portata con sé nella scatola mentre la portavano di corsa all’ospedale, ma le ustioni le ricoprivano il collo e il petto, ed era stato necessario toglierle i vestiti e tutti gli altri effetti personali. Quando una delle infermiere finalmente aveva recuperato la scatola per lei il giorno dopo, non c’era dentro nient’altro che polistirolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo l’aveva convinta che la pietra fosse caduta in qualche momento tra l’aeroporto, l’ambulanza e il Princeton-Plainsboro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le avevi suggerito di fare in modo che l’aeroporto e l’ospedale controllassero i nastri della sicurezza. Forse avevano colto qualcuno intento a sgraffignare quel che c’era di valore e sgattaiolare via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei aveva detto che era impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché?” le avevi chiesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Be’, se avessero la pietra, le telecamere non potrebbero vederli” aveva replicato lei, infastidendosi rapidamente per la conversazione inutile. Non era sembrata neppure preoccuparsi di aver detto troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei piuttosto bravo a cavare la verità alle persone – quantomeno alla fine. È perfino più facile quando il paziente è troppo agitato per formulare una bugia decente, cosicché si limita a vuotare direttamente il sacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pietra, hai scoperto dopo, era in un angolo dell’ambulanza, incastrata al sicuro tra i tubi e un lettino. L’hai avvolta in un pezzo di polistirolo e riposata nella scatola. Intrigato, per quanto scettico, gliel’avevi restituita personalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei ti aveva fissato dal letto, il torso avvolto nelle bende. Dopo un momento o due con lo sguardo fisso sulla scatola nella tua mano stesa, aveva commentato beffarda che se avessero avuto un’esposizione di mummie lei sarebbe stata l’attrazione principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il museo, aveva continuato, senza distogliere gli occhi dalla pietra, non avrebbe aperto l’esposizione di Arte Medievale fino alla fine del mese dopo. Non avevano ancora ricevuto gli arrivi di libri d’età precedente alla stampa, e neppure un carico di mobili e minerali preziosi e gioielleria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva detto che tu avevi ritrovato la pietra; dovevi avere la possibilità di tenerla per qualche giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stato un gesto strano – era stata così agitata all’idea di ritrovarla, e ora era quasi altrettanto ansiosa di liberarsene. Avevi furtivamente lanciato uno sguardo al livello di morfina. Potevi benissimo essere il destinatario non della sua buona volontà, ma del suo sollievo per la diminuzione del dolore. La morfina e tutti i suoi gloriosi piccoli effetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevi spostato la scatola da una mano all’altra, ricordando la pietra rossa e verde che vi giaceva all’interno. Era completamente inutile, per te. Sarebbe rimasta sulla tua scrivania a raccogliere polvere in attesa che venisse il momento di restituirla. Il misticismo della sua leggenda era interessante, ma largamente infondato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le avevi detto così – che era un prestito senza senso e che avresti preferito semplicemente restituirgliela. D’altra parte, avevi un certo sospetto che il museo potesse tentare di addebitarti ogni danno subito dalla pietra. Avevi firmato abbastanza assegni. Un paio di migliaia di dollari per un pezzo d’arte che non era neppure tuo non suonavano esattamente allettanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei aveva insistito che la pietra faceva quello che lei aveva detto che faceva – quello che gli autori antichi avevano detto che faceva: garantiva l’invisibilità e non chiedeva niente in cambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un sospiro accondiscendente, avevi scartato l’elitropia, poi l’avevi stretta contro il petto e avevi aspettato che non succedesse nulla. Avresti provato rapidamente la tua ragione. Era assurdo – interessante, ma comunque assurdo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevi quasi fatto cadere la pietra, quando il tuo corpo si era improvvisamente irrigidito. Avevi fissato con una specie di orrore le tue membra tremare come onde radio, e in pochi secondi scomparire come rada foschia nel nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sia così sorpreso” ti aveva detto lei, ghignando di fronte alla tua bocca spalancata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un’illusione ottica di qualche genere. Eri invisibile a te stesso, ma lei ovviamente – vittoriosamente – poteva vedere lo shock attraversarti la faccia attonita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello era l’altro trucco, aveva aggiunto con calma, come a divulgare il più grande segreto dell’elitropia. Il donatore della pietra può sempre vedere chi l’ha ricevuta. Sono i vantaggi del rinunciare all’invisibilità: la possibilità di osservare quello che le altre persone fanno col potere dell’elitropia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è quello che desidera, a volte?” aveva chiesto. “Un diverso punto di vista? Una prospettiva mutata?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No” avevi replicato, e lo intendevi sul serio. “Ma ci sono volte in cui vorrei che altre persone potessero cambiare le loro.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Va bene.” Aveva fermamente rifiutato di riprendersi la pietra. “Ha dieci giorni.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella tua idea, il tempo concesso doveva andare a Cameron. Il fatto che l’avesse dimenticata in giro non ti aveva lasciato altra scelta che permettere anche a Chase di divertirsi con la pietra, altrimenti avrebbe iniziato a fare domande. Era stato molto più facile semplicemente assecondarlo e lasciargli pensare che stava ottenendo la metà migliore del patto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno gli avevi preparato uno spettacolino quando era passato all’appartamento. Sogghigni, ora, ricordando la disperazione bramosa che gli stringeva i lineamenti con tanta evidenza. Era venuto più rumorosamente di voi due messi assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da ieri, stai meditando se sia il caso di passare la pietra a tutti e tre i collaboratori, ma il possesso di Chase è stato accidentale, e non riesci a trovare un punto che tu debba provare a Foreman. Dubiti che gli passerebbe perfino per la testa l’idea di spiare voi due come hanno fatto Cameron o Chase. Foreman potrebbe trovare qualche maniera interessante di cavarne qualche altro vantaggio, forse prendersi un giorno di malattia, ma certamente non lo sprecherebbe per qualcuno che vede ogni giorno a lavoro e non gli piace particolarmente. Che ammira, forse. Ma non abbastanza da spiarlo dopo la fine dell’orario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron, d’altra parte, è stata interrotta e ha ancora del lavoro da finire. Non credi che sia possibile per lei diventare più acida di così. È indecisa in maniera frustrante, dà sui nervi. Se avesse voluto vedere qualcosa tra voi due, pensi, non sarebbe dovuta scappare come una ladra quella prima sera. La prossima volta appenderai dei manifesti &lt;i&gt;Benvenuta Cameron&lt;/i&gt; sulla porta d’ingresso dell’appartamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanciare bottiglie di birra contro gli specchi certamente non ha risolto niente, anche se devi riconoscerle dei punti per la creatività nella gelosia. Due giorni fa, i suoi tentativi di confrontarsi con voi due tramite segnali confusi e le sue aspirazioni di onestà a livello professionale e personale sono stati insopportabilmente presuntuosi. Devi chiederti come tu faccia a volte a trovarla attraente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, è ingenua ed egocentrica, ma non sei del tutto sicuro se quelle qualità dipendano dalla sua ignoranza codarda o da un’assoluta onestà. Forse la religione le farebbe bene, consideri con ironia. La faccenda della moralità le causa più problemi di quanti ne valga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase però, sfortunatamente, si è preso due giorni fuori programma. Sei sicuro che ti eviterà il più possibile per risparmiarsi ripercussioni per via del ritardo nella restituzione della collana, ma ti rimane una lieve ostilità nei suoi confronti. È giovane, soggetto al capriccio. Anche se forse gli piace attribuirsi esperienza e astuzia, non sta facendo altro che prendere la vita più facile e veloce per salvare se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo perdonerai, per questa sola volta. Dopotutto, solo tu sai che lui vi stava guardando ieri mattina. Tra qualche settimana, potrai sempre lasciar cadere qualche commento ambiguo che alluda all’episodio, magari giusto per vedere se suscita qualche reazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ad allora, è Cameron che vuoi indossi la pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È tardi, e sembra che solo tu e un numero sempre minore di inservienti siate rimasti a vagare per l’ospedale immerso nella penombra. Silenziosamente posi l’elitropia sulla sua scrivania, lasciando il cassetto aperto, cosicché è certo che lei la vedrà domani mattina.&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 02 Jan 2007 21:30:12 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Equilibri (Balances) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson (non necessariamente in quest&apos;ordine) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; NC-17 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 2/2&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/2/balances.html&apos; rel=&apos;nofollow&apos;&gt;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/2/balances.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;La camera da letto, che teoricamente sarebbe dovuta essere solo la camera da letto di House. Aveva sempre avuto il sospetto che sarebbe toccato a lui prendersi cura di Wilson quando le cose si fossero rovinate del tutto con Julie, ma il suo piano originario era stato di cedergli la stanza degli ospiti. Wilson teneva ancora alcune delle sue cose lì dentro, sebbene la maggior parte di quelle fosse migrata attraverso il corridoio nella stanza di House, ma non aveva mai dormito in quel letto; anche nelle notti in cui non facevano sesso, Wilson sembrava bramare il contatto del corpo di qualcuno per poter dormire, quasi con la stessa intensità con cui House aveva bisogno della sua dose serale di Vicodin, e forse per le stesse ragioni. House non aveva fatto domande, per ora, su quale sofferenza Wilson stesse esattamente allontanando, ma essere venuto a conoscenza di quel lato del suo comportamento aveva spiegato molte cose sulla quasi costante sfilza di amanti, fidanzate e mogli nel corso degli anni, persino se tutto quello causava nel profondo di House un’irrequietezza al pensiero di essere solo un altro anello di quella catena. Soprattutto tentava di non pensarci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rivendicava il fatto che comunque la stanza di House gli piacesse di più, cosa che House poteva francamente comprendere; la stanza degli ospiti era affollata da un eclettico assembramento di oggetti in cui si era imbattuto in negozi e mercatini delle pulci e a cui non era riuscito ad opporre resistenza. Era abbastanza certo del fatto che, un giorno o l’altro, l’enorme statua in metallo di una rana che reggeva un vassoio e che attualmente serviva da comodino, avrebbe fornito un perfetto regalo per qualcuno. Stava pensando che Foreman sarebbe potuto essere un candidato. Ma per il momento, non poteva onestamente rimproverare Wilson per non volersi svegliare con quella cosa davanti agli occhi ogni mattina. Il gusto di House per gli oggetti bizzarri non era giunto fino a mettere a repentaglio la propria stanza, la quale era elegantemente arredata di blu e verde cupo, mobili in legno scuro e un enorme letto che gli aveva guadagnato una breve, speculativa occhiata da parte di Wilson la prima volta che l’aveva visto. Non erano stati ancora abbastanza intimi allora, perciò House non aveva domandato; ora che si stavano velocemente avvicinando quanto più possibile senza sconfinare in improbabili eventi psichici o voti nuziali, non aveva ancora trovato la giusta occasione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento sembrava che avrebbe ottenuto una risposta proprio quella notte; essendosi attardato, Wilson aveva già attraversato la stanza e stava facendo scorrere una mano, leggera e carezzevole in modo quasi disturbante, lungo gli intarsi di una delle colonnine ai piedi del letto. Era un’immagine abbastanza fallica e tanto suggestiva da bloccare completamente House sulla soglia per un momento, costringendolo a mantenere il respiro sotto controllo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo sai che ho pensato di fare questa cosa per anni?” disse Wilson, lanciandogli un’altra occhiata da sotto le palpebre abbassate, la testa leggermente piegata in avanti così che i capelli erano scesi a schermargli il viso. Riusciva comunque a scorgerlo distintamente pur nella fioca luce del sole del tardo pomeriggio che filtrava dalle tende dischiuse, e House trattenne il respiro solo per quello sguardo prima di poter rispondere &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Qualunque cosa sia,” disse, percorrendo il pavimento per sostare anch’egli vicino al letto, cercando d’ignorare la mano di Wilson poggiata mollemente intorno alla colonna, “Spero non sia nulla di troppo eccentrico. Il lubrificante è così difficile da togliere dal legno senza che rimangano macchie.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Al momento sto pensando d’imbavagliarti,” disse Wilson, in un tono che era colloquiale in modo disturbante e che fece sprofondare lo stomaco di House, nonostante la sua erezione avesse un’ evidente e distinta contrazione, come se stesse annuendo entusiasta alla proposta. Dal sorrisino sul viso di Wilson, capì che se n’era accorto, e quando si girò per un momento House scoccò un’occhiataccia a quell’appendice ribelle del suo corpo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercò di pretendere di non averlo fatto quando Wilson si voltò, ma il sorriso che indugiava sul suo viso suggerì ad House che non stava ingannando nessuno. Wilson lasciò andare la colonna—e House era su un terreno pericoloso se ciò era abbastanza per farlo sentire vagamente deluso- e allungò entrambe le mani per afferrare i lembi della cravatta che pendeva dimenticata dal collo di House, tirandolo verso di sé per un altro bacio. Non che House avesse bisogno di venire eccessivamente strattonato; non appena si assicurò di avere abbastanza equilibrio da non ripetere la scena del salotto, lasciò andare il bastone e lo udì colpire il pavimento con un tonfo, supponendo fosse finito vicino al letto, e se più tardi fosse riuscito a convincere Wilson a raccoglierlo avrebbe potuto avere un’altra occasione di dare un’occhiata al suo sedere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo sai, non mi sei mai piaciuto con questo giallo,” osservò House, quando finalmente si divisero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Davvero? Allora fa al caso nostro,” disse Wilson, sempre in tono stranamente colloquiale. Poi si piegò vicino al suo orecchio e gli mordicchiò il collo per un momento, il respiro pesante e bollente prima che mormorasse, con voce bassa e gutturale, “Sto per buttarti sul letto e legarti a una delle colonne.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House inalò un altro secco respiro e quasi si sollevò prima di tornare giù; esalò lentamente e con un respiro tremolante, e poi, con gli occhi socchiusi per l’immagine evocata, acconsentì con un “Mi.. piace questo piano.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si ritrasse dal suo collo, sollevò la testa e gli sorrise di nuovo, gli occhi che scintillavano in modo insolitamente intenso, prima di togliergli la cravatta lentamente e in modo provocante tirandola per un capo, la consistenza setosa che gli scivolava sul retro del collo. La lasciò cadere sul letto quando ebbe finito, il giallo che contrastava in modo acceso contro la superficie blu e verde cupo delle lenzuola; bello. &lt;br /&gt;Sebbene quello portasse con se la domanda se Wilson si fosse o meno vestito con in mente quel piano, e quello.. non era un pensiero che aiutasse la sua risoluzione sul ‘non venire sul momento ’. Cercò di distrarsi pensando ad altro, come ad un mondo senza General Hospital, o al lavoro in clinica, o a quel farmacista che lo odiava, ma non riusciva a mantenersi concentrato, non con le mani di Wilson che si erano nuovamente insinuate sotto la sua maglietta, sfiorando ogni costola come se le stesse contando, o stesse eseguendo un esame disgustosamente sexy. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Qualche rigonfiamento insolito o molle?” non riuscì ad evitare di chiedergli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nulla di molle,no” disse Wilson, gli occhi che non abbandonarono per un attimo quelli di House, e allargò le mani sui suoi fianchi dandogli un forte strattone in avanti, così che i reciproci bacini entrassero in contatto e House dovette risucchiare un altro respiro. “Ma rigonfiamenti..” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vedo. Dovresti dargli un’occhiata,” gli suggerì House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, stavo pensando a una cosa del genere, solo a posizioni invertite,” mormorò Wilson, riprendendo il movimento ascendente delle mani, la maglietta di House che veniva sollevata per inerzia. Emise un sibilo quando i pollici entrarono in contatto con i suoi capezzoli, e tentò di non sembrare deluso quando Wilson proseguì, fino a che la maglietta gli arrivò sotto le braccia e si fermò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I dottori sanno essere pessimi pazienti. Pensavo lo sapessi,” osservò, come se stesse confidando un grande segreto, poi si tolse la maglietta, lasciando che cadesse sopra il bastone sul pavimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non scherzavo sul fatto d’imbavagliarti, sai,” disse Wilson, con un accenno sardonico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House ebbe un lieve tremito, di cui Wilson naturalmente si accorse, e deglutì, ma con James così vicino non poteva pretendere che non fosse null’altro che un pensiero felice. Wilson sorrise compiaciuto, e fece scorrere le mani fino alle sue spalle, poi lo spinse sul letto, cosa che House fu ben più che felice di fare, senza mai interrompere il contatto visivo— cosa che nel frattempo era diventata sexy quanto il resto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Non ti sembra che il livello di vestiti sia sproporzionato?” chiese House con tono leggero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bavaglio,” lo ammonì Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Permaloso oggi.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, tu ancora non vuoi lasciarmi guidare la Porsche, perciò ho dovuto trovare un altro asso nella manica,” disse Wilson, con un sorriso malizioso, avvantaggiandosi della sua posizione eretta per un altro di quei baci dall’alto. House poteva ancora distinguere un vago sapore di scotch, ma più di tutto quello, ciò che assaporava al momento era l’eccitazione, e probabilmente la sua era maggiore se non si fosse spogliato presto dei suoi jeans rischiava d’incorrere seriamente in condizioni mediche imbarazzanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson ebbe pietà di lui, e si puntellò con un ginocchio sul letto per avere l’equilibrio per chinarsi in avanti senza interrompere il bacio e sbottonargli i jeans. Una piccola parte di House che si stava trastullando con il pensiero di Wilson che faceva la stessa cosa ma usando la bocca e i denti rimase parzialmente delusa, ma la maggioranza era francamente sollevata, e si sospinse senza vergogna verso il suo tocco, quando Wilson gli liberò l’erezione dalla prigione dei vestiti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Oh dio sì,”mormorò contro la bocca di Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson fece una breve risata e affondò la lingua nella bocca di House a tempo con il movimento della sua mano, e House produsse un suono soffocato dal fondo della gola che assomigliava in modo imbarazzante ad un mugolio. “Suppongo,” disse, discostandosi di un poco da House, “che se dicessi che le cose buone capitano a quelli che sanno aspettare...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti morderei, sì.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mordere, adesso. Stiamo seriamente imparando tutte le fantasie di Gregory House oggi,” disse Wilson, e House ringhiò e si tirò all’indietro sul letto, portando Wilson, ridente, con sé. Eccetto che non andò esattamente come aveva pianificato, dato che Wilson sembrava averla presa come una specie di sfida, e un sacco di baci, e dimenii e sfregamenti più tardi, House era rimasto con indosso solo le calze, mentre un James Wilson completamente vestito gli stava a cavalcioni sui fianchi e aveva imprigionato i suoi polsi sopra la testa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questo è veramente ingiusto,” disse House, dondolando pigramente la propria erezione contro la coscia di Wilson e provando un certo gretto piacere per la macchia umida che stava causando in quel punto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E da quanto t’importa di cosa è giusto?” chiese Wilson, oscillando leggermente, e uno sguardo verso il suo basso ventre suggerì ad House che stesse giungendo anche per lui il livello di necessità di levarsi i pantaloni. Non poté evitare un sorrisino compiaciuto, e Wilson lo guardò esasperato e disse, “Vorresti tirarti un po’su?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ci volle un attimo per analizzare l’informazione, e quando lo fece, House poté sentire il sorriso abbandonargli il viso. “Parlavi sul serio.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sul fatto d’imbavagliarti? Ancora non ho deciso. Sul legarti?” Gli occhi di Wilson si scurirono di nuovo, e si piegò in avanti tanto vicino che le loro labbra quasi vennero in contatto, il sorriso ancora una volta presente. “Mortalmente serio,” mormorò, il respiro caldo che giocherellava con le sue labbra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House non poté fermare la contrazione dei fianchi o non deglutire a causa di quello sguardo e di quelle parole. Il sorriso di Wilson si ampliò mentre tornava su e disse, “Ora, se ti lascio andare le mani e acconsento a togliermi i vestiti...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”E’ una vera ingiustizia chiedermi di partecipare alla mia stessa degradazione.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson iniziò a replicare qualcosa, poi ci ripensò e lanciò ad House un altro sorriso enigmatico. “E se ti prometto che ti piacerà?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, di certo rende la prospettiva più allettante. D’accordo, tu spogliati, io mi sposto. Ma voglio guardare.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Affare fatto, ma se quelle mani se ne vanno altrove da sopra la tua testa, andrò a tirare fuori il ghiaccio dal freezer.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hey, non ho dato il mio assenso alla tortura lenta.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Ne sei sicuro?” disse Wilson, con un largo sorriso malizioso. House fece del suo meglio per fissarlo minacciosamente, mentre Wilson scendeva da lui. “Ad ogni modo,” Wilson aggiunse, guardando deliberatamente verso l’erezione di House, “Ti ho detto di avere dei piani per quello.” &lt;br /&gt;Sorprendentemente, il modo in cui aveva detto ‘piani’ ebbe ancora l’effetto di provocare una scarica di desiderio dritta attraverso House. Cosa di cui Wilson sembrò ben consapevole; sempre sorridendo cominciò a strattonarsi lentamente la camicia dai pantaloni, offrendo brevi scorci di pelle mentre lo faceva. House si spostò prontamente verso l’alto, appoggiandosi ai cuscini e intrecciando le dita dietro alla testa. Tecnicamente stava adempiendo ai suoi doveri contrattuali, ma lo stesso House ottenne un lungo sguardo prima che Wilson smettesse di tirare fuori la camicia e passasse a sbottonare i polsini con una sorta di attenta, deliberata precisione che non poteva essere altro che intenzionata a causare il massimo tormento. Da lì procedette con i bottoni davanti, di nuovo uno alla volta, prendendosi sempre una breve pausa tra uno e l’altro, e nel momento in cui raggiunse l’ultimo, erano soltanto le dita intrecciate di House ad impedirgli di toccarsi, i denti stretti e le anche che si contraevano verso l’alto involontariamente, l’erezione che bramava un contatto, qualsiasi contatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson gli scoccò un’occhiata da sotto le ciglia abbassate, e House attraversò un altro di quei momenti di lotta per ‘non venire sul posto ’. “Potrei andare avanti così, lo sai,” disse Wilson, “Cominciare dalle calze, poi togliere la camicia il più lentamente possibile, poi vedere quanto mi ci vuole per sbottonare i pantaloni e lasciarli cadere senza fretta...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio, l’immagine che si stava delineando nella sua testa era quasi seducente, anche se avesse finito con l’ucciderlo. “Farebbe impazzire anche te,” gli fece presente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson fece un sorriso stranamente obliquo. “Sì, ma tu ci impazziresti molto più in fretta, e penso che potrebbe valerne la pena.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House fece un profondo respiro e lo lasciò uscire fuori, prima di dire con voce contratta e pericolosa. “Wilson, se non ti levi quei cazzo di vestiti e vieni qui adesso, giuro che cercherò soddisfazione nella mia mano destra e nel massacrare un po’ di cattivi sulla Playstation.” Wilson si limitò a sollevare le sopracciglia, come se sapesse che non c’era nemmeno la più remota possibilità che House facesse quanto minacciato, e il respiro successivo di House uscì fuori come un sospiro e le parole che seguirono vennero fuori quasi disperate. “Per favore?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello ebbe l’effetto di ottenere un vero, genuino e ampio sorriso e House si ripromise di cercare di usare quella parola più spesso, se riusciva a causare quell’espressione sul viso di Wilson. La camicia venne tolta velocemente e facilmente, e House si prese un momento per godere della vista del suo petto—si teneva in forma e si vedeva—prima di lasciare che i suoi occhi scendessero a seguire la striscia di peluria scura che cominciava sul ventre, mentre Wilson si sbottonava i pantaloni e se li toglieva insieme con la biancheria. Wilson poteva anche non mostrare la propria disperazione nelle sue azioni o sul suo viso, ma quello non era il pene di un uomo disinteressato o solo vagamente coinvolto, e House era felice di vederlo, almeno per il tempo che riuscì a osservare prima che Wilson finisse di esaudire la sua richiesta e si issasse sul letto e sopra di lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Era ora, cazzo,” borbottò House appena prima che Wilson gli coprisse la bocca con le sue labbra, e allo stesso tempo coprendo il corpo di House con il suo, e strusciando le loro erezioni insieme in quel delizioso scivolare di pelle contro pelle. House gemette debolmente, contro la sua bocca, e percepì il sorriso sulle labbra dell’altro sulle proprie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Impaziente?” domandò Wilson dolcemente, scendendo con la bocca lungo la mascella e il collo di House, senza mai interrompere il lento, quasi provocante movimento ondeggiante del suo corpo contro quello di House. “E le mani, House,” aggiunse, tagliente, sollevando lo sguardo quando le mani di House si stavano istintivamente abbassando per far passare le dita tra i capelli di Wilson. Il tono era abbastanza per sorprenderlo quasi all’istante e fargli cadere le braccia, i polsi e i palmi rivolti verso il soffitto, appoggiate di nuovo sui cuscini ai lati della sua testa. Wilson fece un breve sorriso soddisfatto e tornò alla propria esplorazione del collo e delle clavicole di House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, avevo l’impressione che tu avessi dei piani,” cominciò House, poi s’interruppe per un momento per ansimare quando la bocca di Wilson raggiunse un punto particolarmente sensibile e si fermò per lavorarci su con la lingua e i denti. “ Se vai avanti così,” gli fece presente, oscillando per premersi contro il suo corpo, “la cosa finirà prima di quanto tu probabilmente voglia, e poi dovremmo davvero dedicarci al gelato e al TiVo mentre aspettiamo per una nuova partita. Non ho più diciannove anni..” Purtroppo, aggiunse silenziosamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che convinse Wilson ad abbandonare quel punto sul suo collo, in favore di un altro di quei baci quasi troppo intensi, che gli rubarono il respiro e gli lasciarono il cuore battere con forza nelle orecchie. “Se vieni per primo, la prossima volta faremo a modo tuo,” mormorò Wilson con ferocia contro le sue labbra, cosa che non sarebbe dovuta sembrare affatto una minaccia—eccetto che chiaramente lo era. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E se riesco a trattenermi?” riuscì a dire nonostante avesse l’impressione di soffrire di un’improvvisa mancanza di ossigeno. Forse era per il modo con cui Wilson continuava a strusciare contro di lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello lo fece interrompere, per alzarsi e mettersi in ginocchio, sorridendo verso House con una punta di scherno nello sguardo. “La virtù non basta a se stessa?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci sono molti modi in cui potresti descrivere quello che stiamo facendo al momento,” disse House, facendo scivolare di nuovo le mani sopra la testa, gli occhi di Wilson seguirono il movimento e il respiro accelerò, “ma non sono certo che ‘virtù’ si adatti al contesto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che causò un altro tipo di sorriso da parte di Wilson. “Vero. Ma scommetto che al momento tu sei troppo eccitato per uscirtene fuori con qualcosa che vorresti come ricompensa al posto di quello che ho intenzione di darti io, in ogni caso..” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House non disse nulla in risposta, e il sorriso di Wilson assunse un’aria da ‘Lo sapevo ’, cosa che gli fece stringere gli occhi e tirare fuori la lingua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sarebbe un invito?” chiese Wilson, quasi reticente, guardandolo da sotto le cigli abbassate e i capelli arruffati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ne hai bisogno a questo punto?” chiese House, aprendo del tutto gli occhi e dando una specie di scrollata con tutto il corpo per sottolineare il fatto che lui era nudo, Wilson era nudo, entrambi erano eccitati, e Wilson era il benvenuto a proseguire in ogni momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa cambiò e passò per un attimo negli occhi di Wilson, ma prima che House riuscisse ad identificarla o persino ad accertarsi di averla vista, Wilson stava di nuovo sorridendo, “Vero,” e si allungò per afferrare la cravatta che giaceva dimenticata sul letto. Il respiro di House si bloccò per riprendere accelerato, il battito cardiaco di nuovo nelle orecchie, e il sorriso di Wilson assunse un’aria sardonica per un istante, osservandolo. “Muoviti un po’,” disse Wilson, spostandosi da sopra di lui. “L’angolazione non è giusta al momento.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ebbe nemmeno abbastanza fiducia in se stesso per rispondere, per quanto disperatamente lo volesse, per calmare o cancellare l’improvvisa tensione nel petto, perciò non gli restò che spostarsi, sollevando le braccia un po’ più in alto sopra la testa seguendo le mute istruzioni di Wilson. Il viso di Wilson era arrossato, e lo stesso lo erano il collo e il petto, ma l’espressione era stranamente intenta mentre avvolgeva la cravatta intorno ai polsi e alle mani di House, assicurandolo alla testiera con una velocità e un’efficienza che era in realtà un po’ allarmante se House si fosse fermato a pensarci, perché non pensava che la maggioranza delle persone fossero per nulla così abili nella fine arte di legare i propri amanti al letto usando solo una cravatta e un po’ di creatività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu lo hai già fatto prima,” osservò House, la voce leggermente secca, e si rese conto con una certa sorpresa che ciò che stava provando era gelosia. Di nuovo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson gli scoccò una breve occhiata di sbieco, ma non si fermò in quello che stava facendo. “No..non esattamente.” House sollevò un sopracciglio. “Ti ricordi di Jessica?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jessica, Jessica... la bionda. Tre prima di Julie. Piccola. Grandi occhi blu, portava un sacco di rosa. House non aveva mai capito cosa ci trovasse Wilson in lei—non poteva essere solo per la bellezza, perché era quasi normale per le fidanzate di Wilson. “Sì.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era affascinante, il modo con cui poteva distinguere su James la vampata d’imbarazzo da quella dell’eccitazione—qualcosa a proposito delle orecchie—o che sotto alcune circostanze riuscisse ancora a sentirsi in imbarazzo di fronte ad House. “Aveva un a certa passione per... Comunque, non l’ho mai fatto a nessuno, no.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che lasciava solo..”Oh, cazzo,” annaspò House, chiudendo gli occhi e pensando disperatamente alle ore alla clinica e ai farmacisti furiosi e a una vita senza General Hospital o il Vicodin, perché l’idea di James legato al letto con la sua cravatta e Jessica sopra di lui era... Non gli era mai piaciuta quella donna, ma come qualcuno perfettamente a suo agio con la propria bisessualità, quell’immagine non causava un bell’effetto, o meglio lo faceva anche troppo. Fletté le mani contro il tessuto della cravatta, sentendola cedere quel tanto per non essere scomodo, e risucchiò l’aria attraverso i denti stretti con così tanta forza da farsi quasi del male, il pulsare di ogni battito perfettamente distinto e quasi doloroso nella sua erezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Colpiscimi la gamba,” disse a denti stretti, senza aprire gli occhi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa?” Wilson suonava quasi.. scandalizzato. House poteva percepire il suo calore lungo il fianco sinistro, e stava cercando di non pensare nemmeno a quello, al momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sei tu quello che ha dei piani,” gli disse House, i denti ancora serrati, gli occhi ancora chiusi. Riusciva a sentirsi ansimare. “Non è colpa mia se sei riuscito quasi a ...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“House,” mormorò Wilson, vicino alla sua bocca, “stai zitto un minuto.” Cosa che gli sembrava ingiusta, dato che negava ad House una qualsiasi forma di concessione, ma dopo un momento di ulteriore silenzio a denti stretti, il respiro di Wilson che gli lambiva il collo, si rese conto di poter sentire un movimento proveniente da lui, e dopo un altro momento capì cos’era. Nonostante tutto, sentì un lato della sua bocca piegarsi in un sorriso, e aprì gli occhi per fissare un attimo il soffitto prima di osservare asciutto, “Stai cercando di raggiungermi?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson non lo degnò di una risposta, cosa che portò House alla decisione tatticamente avventata di lanciargli un’occhiata; la vista di Wilson con lo sguardo immobile fissato su di lui mentre la sua mano lavorava lentamente su e giù lungo il proprio sesso era abbastanza da costringerlo a serrare di nuovo gli occhi, e tentare quell’esercizio di respirazione un’altra volta. Pensare a qualcos’altro, giusto, alberi, uccelli, cielo, la sua bisnonna nuda, quel farmacista nudo, okay, ugh, quello poteva funzionare sul serio. L’intero staff della clinica nudo—no, un attimo, quello era troppo. La sua intenzione era di calmare un po’ l’eccitazione, non di ucciderla completamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un momento, Wilson rise piano, e si strofinò contro la sua spalla. “Dio, tu fai male al mio controllo. La tentazione di continuare...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fallo,” imprecò con veemenza House, “e ti uccido.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riaprì gli occhi per trovare Wilson che gli sorrideva pigramente. “Tranne per il fatto che sei legato...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sei così crudele.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Forse ho preso delle lezioni,” gli suggerì Wilson, portandosi in ginocchio per rimettersi a cavalcioni di House, sorridendo verso di lui per un secondo prima di trovare un equilibrio più stabile e allungarsi per prendere il lubrificante e un preservativo da dentro il cassetto del comodino. &lt;br /&gt;Aprì il lubrificante e offrì ad House la visione di lui che inseriva lentamente le dita dentro di sé. Il che finalmente spiegava che piani avesse in mente, anche se House non poteva assistere a quel particolare spettacolo, completo degli occhi di Wilson che cominciavano a chiudersi e del labbro inferiore intrappolato fra i denti, per più di pochi secondi prima di dover chiudere gli occhi ancora una volta, poggiarsi al cuscino e riprendere quei pensieri su nudità indesiderate. Forse se avesse esteso il tutto al personale della caffetteria, avrebbe potuto evitare di venire immediatamente e tagliare corto in modo imbarazzante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Wilson stava srotolando il preservativo sulla sua erezione, e dopo così tanto tempo, il contatto era così intenso da risultare quasi doloroso; House non poté bloccare la secca esalazione di respiro, come non riuscì a identificare il suono che uscì con esso. Guardò in basso per scovare Wilson che lo osservava con sguardo quasi preoccupato dalla regione nei pressi del suo stomaco, e rivolse gli occhi al soffitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stai cercando di tirarla avanti fino a che non mi farai impazzire?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le labbra di Wilson fremettero per un istante, prima che si chinasse per depositargli un bacio sullo stomaco, appena sotto lo sterno. “È quasi un classico per la nostra relazione, non credi?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disperata intensità sottintesa, mascherata da una superficie di casualità canzonatoria—okay, probabilmente Wilson aveva ragione su un punto. Non c’era davvero bisogno che assentisse, o meglio no voleva farlo, non con Wilson che finalmente si sollevava per portarsi sui suoi fianchi, il sesso che scivolava lungo la curva delle sue natiche con un movimento fluido che fece inarcare la testa di House contro i cuscini ed espirare pesantemente. “Procedi pure quando vuoi,” borbottò, dopo un’altra pausa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rise piano di nuovo e si chinò leggermente in avanti, una mano che scendeva ad afferrare la base dell’erezione di House, dandogli una breve stretta. Rilasciò il fiato in un sibilo. “O posso smetterla di dare indicazioni,” suggerì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Potrebbe essere un’idea,” disse Wilson. La voce era stranamente affabile considerato il fatto che House poteva avvertire il peso e la rigidità della sua erezione contro il proprio stomaco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Sei tu ad avere il comando,” osservò, con un leggero agitarsi dei polsi legati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo so,” disse Wilson, “e devo dire che traggo un certo piacere dalla situazione.” E poi, prima che House potesse persino cominciare a registrarlo appieno, Wilson iniziò a calarsi sulla sua erezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calore, e la stretta, e la vibrazione dei muscoli nel ventre di House mentre gli scivolava dentro con lentezza, un’aria di assoluta concentrazione sul volto di Wilson mentre compiva il movimento, i muscoli delle sue cosce tremanti, il sudore che stillava da entrambi i loro corpi. House rimase senza fiato,la bocca spalancata, e udì, “Oh, cazzo, sì,” e rimase vagamente sorpreso dall’accorgersi che era la voce di Wilson e non la sua, quel tono feroce e secco, quasi scioccato, che James usava così raramente. Movimenti leggeri, pressione continua, fino a che non fu completamente dentro di lui, ed entrambi stavano inspirando ed espirando in modo stentato, mentre Wilson aveva poggiato le mani, i palmi aperti, sul petto di House, le dita distese sulle costole e i pollici che puntavano verso i capezzoli. Gli occhi di Wilson erano chiusi, la bocca socchiusa e le spalle si alzavano e si abbassavano ad ogni respiro, e se House non fosse stato bene o male bloccato in quella posizione, si sarebbe sollevato e lo avrebbe baciato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa non era la prima volta che lo facevano a quel modo, e nemmeno la quinta, ma c’era sempre quel momento d’iniziale vulnerabilità da parte di Wilson—che ironicamente era forse parte della ragione per cui aveva sempre funzionato in primo luogo. L’effettiva prima volta, il vago rancore di House verso i limiti impostigli dalla sua gamba era stato in qualche modo annullato dall’ovvio nervosismo di Wilson circa l’intera faccenda; essendo nessuno dei due esattamente esaltato all’idea, si era creata una strana forma di equilibrio. House non sapeva cosa diceva di lui il fatto che non potesse cedere un vantaggio senza la sensazione che l’altra persona stesse facendo lo stesso, e onestamente non gl’importava; funzionava, ed era abbastanza per il momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gesù,” disse House, e gli occhi di Wilson si aprirono per una frazione di secondo, lo sguardo concentrato non sul viso di House ma sulle proprie mani sul suo petto. House poteva avvertire ogni minima vibrazione di movimento all’interno di Wilson, alcune corrispondenti all’ondeggiare del respiro, che era erratico e risuonava disperato. Le mani di Wilson scivolarono sul suo petto, una replica del movimento precedente, tranne per la posizione in cui House si trovava al momento, i muscoli della gabbia toracica distesi, la torsione delle sue braccia sopra la testa, dava alla sensazione una nuova intensità, e House dovette ringoiare un altro ansito, le palpebre che sbattevano freneticamente in un vago tentativo di affrontare il tutto. Lo sguardo di Wilson era fisso sulle proprie mani mentre queste salivano ad aggrapparsi tra il collo e le spalle di House, e lentamente si sollevava sul suo membro, le ginocchia che scavavano nel materasso su entrambi i lati dei fianchi di House, i muscoli delle cosce che si contraevano tremanti mentre manteneva la posizione per un momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La pagherai domani mattina,” osservò House la voce un rauco sibilo. “Nemmeno tu hai più diciannove anni, lo sai.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“House,” sussurrò Wilson, sempre senza guardarlo, gli occhi sempre socchiusi, “per favore sta zitto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House aprì la bocca per replicare e poi la richiuse, deglutendo pesantemente, e poi fece un profondo respiro e semplicemente.. lo fece. Stare zitto non sarebbe dovuto essere poi così difficile, non quando era qualcosa di abbastanza automatico nella situazione in corso, ma si trovava sulla schiena, intrappolato sotto il peso dell’altro, con le mani legate sopra la testa, e l’unica cosa che gli restava era la libertà della sua bocca. Sottomettere anche quello significava cedere del tutto il controllo a Wilson, ed era molto più difficile di quello che aveva creduto possibile. Poi Wilson si spinse nuovamente giù, con forza, portando House in profondità, e improvvisamente valse del tutto la pena di non parlare, se Wilson non obiettava con l’inarticolato grido soffocato che uscì fuori dalla sua bocca al movimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, Dio, sì,” disse Wilson con un tono a metà strada tra un sibilo e un ringhio, e poi si sollevò e discese ancora, fluido e secco, le mani che scavavano nelle spalle di House e lo sguardo fisso ora sul suo viso, gli occhi luccicanti sotto la cascata dei capelli. Su e giù, ogni volta un po’ più veloce, un po’ più duro, le gambe che si aprivano di più come per tentare di far penetrare House ancora più a fondo, e dio, amava Wilson a quel modo, amava il mescolarsi di assoluto controllo e assoluta perdita di esso sul viso di Wilson e nei suoi movimenti, amava la disperazione che leggeva in quel ritmo sempre crescente. House affondò i denti nelle labbra, agognando la possibilità di sollevarsi per incontrare i movimenti di Wilson, sforzando le mani contro il tessuto che le costringeva, completamente impossibilitato a fare null’altro che giacere lì e accettarlo. Una spinta più decisa del corpo di Wilson e fu effettivamente spinto più a fondo, doveva essere, pressione vertiginosa e un piacere e un bisogno che sommergevano House come un’onda, eguagliato solo dall’intensità dei loro sguardi incatenati &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni spinta all’interno gli stava tirando fuori un lamento, ma Wilson continuava ad aggrapparsi a una sorta di determinato silenzio, la gola e la mascella serrate intorno a qualsiasi suono avrebbe potuto emettere, solo brevi respiri affannosi gli fuoriuscivano dai denti stretti. House avrebbe voluto imprecare contro di lui, o forse supplicarlo, ma trattenne le parole, stringendo le dita per combattere l’orgasmo che sentiva crescere dentro di sé, il cuore che pulsava nelle orecchie. Poi gli occhi di Wilson si chiusero e la testa gli cadde all’indietro, e House poté avvertire dall’interno il vibrare instabile di Wilson che perdeva la battaglia contro sé stesso, e fu grato di dar libero sfogo al proprio orgasmo fremente, mentre i muscoli di Wilson si contrassero ed egli venne, il calore che si spandeva sullo stomaco di House, dando finalmente voce ad un basso gemito strozzato. Per un momento, rimasero così, i muscoli di Wilson tremanti contro di lui e la testa di House rovesciata sui cuscini, e poi si afflosciò prima che Wilson lo raggiungesse, adagiandosi sul suo corpo in un ammasso sudato e senza forza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuggevolmente, attraverso un impressionante intorpidimento da endorfine, House si domandò che tipo di segnale fosse il fatto che persino nel collasso successivo all’orgasmo, Wilson fosse comunque in grado di evitare la sua gamba malata. Ancora più di sfuggita, andò a recuperare una di quelle liste mentali di cose che voleva fare con James, e spuntò la voce ‘orgasmo simultaneo ’. Anche se in verità sarebbe valsa la pena di riprovarci ancora qualche volta. Possibilmente molto più di qualche volta. Si parlava del futuro comunque, dato che al momento riusciva a malapena a raccogliere la forza per rendersi conto che la testa di Wilson gli gravava nella piega tra la spalla sinistra e il collo e che i muscoli in quel punto cominciavano a dargli qualche debole fitta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi, Wilson si mosse un poco, districandosi lentamente con quella che House riconobbe come una vaga, e prontamente mascherata smorfia. Soppresse l’urgenza di ribadire a Wilson che glielo aveva detto, e si limitò solo a guardarlo attraverso le palpebre semi chiuse mentre lo alleggeriva del proprio peso, fermandosi solamente abbastanza a lungo per togliergli il preservativo e gettarlo nel cestino prima di dileguarsi nel bagno. House si riadagiò sui cuscini, cercando di sciogliere i muscoli doloranti meglio che poteva e riflettendo che questo fatto del venire legato poteva seriamente cominciare a piacergli- ma si trattenne dal fare anche quel commento, persino quando Wilson ricomparve con un asciugamano umido e lo ripulì senza parlare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto quello, finalmente si ridistese sul letto e lo fissò per un momento prima di sollevare un sopracciglio e poi improvvisamente irrompere in una risata. “Puoi smettere di tacere quando vuoi adesso,” disse, un sorriso che gli lampeggiava sul volto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti ringrazio,” disse House, più seriamente che poteva, e poi lanciò a Wilson uno dei suoi brevi sorrisi, sollevando le mani legate e inarcando le sopracciglia al tempo stesso. “Hai intenzione di lasciarmi così ancora a lungo?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Devo ammettere che sono tentato...” rispose Wilson, lentamente. House non lo degnò nemmeno di una risposta, si limitò a rivolgere gli occhi al soffitto. Era un cuoco decisamente migliore di lui, e immaginò che sarebbe stato comunque liberato alla fine quando Wilson fosse stato abbastanza affamato. Wilson rise ancora, e si allungò per slegarlo, colpendogli di tanto in tanto un braccio quando tentava di aiutarlo divincolandosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Farei più in fretta,” lo ammonì, “se tu stessi fer -ah , eccoci,” terminò, sciogliendo la cravatta. House abbassò le braccia e fletté le mani—non che fosse stato esattamente scomodo fino a quel momento, ma era comunque lieto di tornare a muoverle—e poi si sollevò puntellandosi sui gomiti e lo osservò con espressione interessata, mentre Wilson ripiegava deliberatamente la cravatta e la riponeva nel cassetto del comodino, lanciando ad House quel tipo di sguardo che lo sfidava solo a fare qualsiasi commento. House decise di non farlo, dimenandosi un po’ per mettersi sotto le coperte, e senza dire una parola allungare un braccio per invitare Wilson a raggiungerlo. Dopo un secondo Wilson lo fece, poggiandogli la testa sulla spalla, entrambi impegnati a fissare lo sguardo al soffitto, la luce che filtrava dalle tende del colore del tramonto ormai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dovremo mangiare prima o poi,” fece presente Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fa silenzio e goditi il momento,” replicò House, il che gli fece ottenere un suono che era quasi un brontolio, prima che Wilson si sistemasse. Era.. bello. Confortevole. Pericoloso, avrebbe voluto dire una parte di House, ma conosceva quella voce e sapeva che anche se aveva delle buone ragioni per dire le cose che diceva, non aveva sempre necessariamente ragione su quelle. E in ogni caso, aveva altri motivi per volersi prendere un momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi, fece un profondo respiro, e risolutamente cercò soltanto di sentire per un secondo, non i resti evanescenti del suo post- coito o le sensazioni provocate dalla presenza di Wilson, ma quell’incerta fitta costante e tagliente di dolore che lui faceva sempre del suo meglio per ignorare. Gli giunse immediata e pesante, e peggiore di quanto si aspettasse—probabilmente per la caduta di prima, dato che già altre volte erano stati molto più atletici di così a letto e con minori effetti, o forse era l’intera giornata a presentargli il conto. Lo stomaco ebbe un guizzo, il respiro lo incalzò nonostante i suoi propositi, e mentalmente riprogrammò gli orari del Vicodin; non era ancora arrivato il momento, ma se avesse aspettato aveva una brutta sensazione su come sarebbe potuta andare la serata. Avvertì il movimento accennato di Wilson di fianco a lui, probabilmente allertato dal cambio di ritmo nella sua respirazione, e dopo un momento la sua voce venne fuori esitante, “House...?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sto bene,” disse, e Wilson non replicò a quello—ma aveva scoperto che la maggioranza delle persone non lo faceva. Due parole che la gente avrebbe quasi sempre accettato per quanto fossero del tutto evidentemente una bugia. Si tirò su a sedere—il movimento una benedetta distrazione per aiutarlo a focalizzarsi su altro che non fosse il dolore—e afferrò la bottiglietta di Vicodin dal comodino, facendosi cadere una pillola sul palmo. Dopo un momento, ne tirò fuori un’altra metà. Devi pagare per quello che hai fatto, dopo tutto. Persino le persone sane lo facevano; il cartellino del prezzo era solo un po’ più elevato per persone come lui. E tu paghi per quello che hai fatto per aiutarti a pagare per ciò che hai fatto, e un giorno o l’altro avrebbe dovuto pagare anche per quello, ma tutto ciò non era necessariamente diverso da quello che passavano le persone normali, tranne che per il conto. La morte pagava per tutti prima o poi, in ogni caso—e mentre aveva sempre posticipato il momento, House realisticamente aveva compreso, nell’attimo in cui si era realmente reso conto di quello che stava succedendo alla sua gamba, che il suo ‘dopo’ si era considerevolmente avvicinato, e avrebbe dovuto lottare per la qualità di quel tempo che gli era rimasto. Un difficile equilibrio: quanto tempo valeva la pena sacrificare per essere in grado di godere del tempo che gli era rimasto ora? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poteva avvertire gli occhi di Wilson seguirlo nella luce fioca, ma Wilson non disse nulla, lo osservò soltanto ingoiare le pillole, e House aveva deciso tempo addietro che non erano ancora pronti per quel particolare conflitto, quella particolare questione. Wilson doveva essersi trovato d’accordo, perché non disse nulla quando House si riaccomodò nel letto, si limitò soltanto a riaggrapparsi a lui, il viso nascosto in una spalla, il respiro lento e regolare mentre House restava ad ascoltarlo, fissando il soffitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Così male?” chiese House dopo un po’, e Wilson rilasciò un lungo, lento respiro. House sapeva che non avrebbe chiesto a cosa si stesse riferendo, e aveva ragione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lei...” Una lunga pausa, e House mantenne lo sguardo al soffitto. “Lei aveva un bell’aspetto. Un nuovo taglio di capelli, nuovi vestiti, penso abbia fatto qualcosa di diverso al trucco. Sembrava..” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come se stesse andando avanti.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson emise un altro lungo respiro, questa volta esitante. “Già.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cerca di vedere il lato positivo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quale?” il tono di Wilson era incredulo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, guarda te stesso,” gli fece presente, piegando un po’ il capo. “Stesso taglio di capelli, stessi vestiti.. una nuova stravagante vita sessuale.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un’altra pausa, e poi Wilson disse, “Oh,” poi rilasciò quella che poteva essere una debole risata, o forse un&apos;altra tremula esalazione. “Potresti aver ragione.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Certo che ce l’ho,” disse House, con un po’ di presunzione, e poté praticamente sentire Wilson roteare gli occhi. “Ho quasi sempre ragione. Ma poi, anche tu.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Huh.” Un’altra lunga pausa, e House cominciò a pensare cosa ci fosse di disponibile, e di non troppo complicato, per cena. “È diverso, sai,” disse alla fine Wilson, quasi bruscamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa?” La sua mente era ancora concentrata sulla dispensa e non pensava che fosse lo stesso per Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questo. Noi. Io non.. non avrei potuto farlo con nessun altro.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House inarcò le sopracciglia, ruotando il capo per guardare verso di lui. “Bè, anatomicamente parlando...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson gli lanciò uno sguardo esasperato. “Non è questo che volevo dire, lo sai.” Ci fu un’altra pausa, e House si ritrovò stranamente incapace di distogliere lo sguardo dall’intensità di quello dell’altro. Poi Wilson deglutì e disse con voce irregolare, “Perciò se sei preoccupato di.. diventare solo un altro ex...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House chiuse gli occhi e tornò a rivolgersi al soffitto. “Non lo preclude,” disse, cercando di mantenere la voce il più ragionevole e asciutta possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma nemmeno lo prospetta,” insistette Wilson, sollevandosi su un gomito per entrare di nuovo nel suo campo visivo, sebbene periferico. “Se i sintomi non sussistono, non importa cosa dice la storia clinica del paziente. Dovresti saperlo meglio di chiunque altro.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ah, ma se i sintomi si presentano solo dopo un certo periodo..” disse House, continuando con la sua migliore voce clinica. Solo un altro problema diagnostico, un altro rompicapo medico, nulla che importasse davvero, nulla che gli contraesse lo stomaco in un nodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È...” Wilson chiuse gli occhi e si leccò le labbra prima di continuare. “Le persone cambiano, House. Persino se le malattie non lo fanno, le persone lo fanno. Possono.” Una pausa, e i suoi occhi si aprirono, fissandosi su House con la stessa concentrazione. “Devono.” House distolse lo sguardo, vagando per la stanza, e cercò solo di ascoltare senza giudicare. “Smetti di cercare qualcosa che non esiste, prima che qualcosa che stai ignorando mentre ti focalizzi su ciò che non c’è diventi un vero problema.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riportò lo sguardo sul viso di Wilson. “Stai suggerendo che io tratto la nostra relazione come.. come un paziente?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché no?” la voce di Wilson era di sfida. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sollevò di nuovo le sopracciglia, distogliendo di poco lo sguardo. “Bé, per cominciare, io evito i pazienti.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sorrise. “E hai fatto lo stesso con la nostra relazione per quanto? Caspita, come ho potuto tracciare un parallelo,” disse, con leggerezza, e poi gli sorrise come se si aspettasse che condividesse la battuta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tranne che fu il momento di House di fissarlo attentamente, mentre il sorriso lo abbandonava lentamente. “E una volta che ho preso un paziente,” disse House con lentezza e deliberatamente, “Non lo lascio andare.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson deglutì, ma non distolse lo sguardo. “...Lo so. È questo il punto.” Deglutì ancora, e abbassò momentaneamente gli occhi, prima di fissarli di nuovo su di lui e dire, “Non voglio dirti che non ti ferirò. Non sono più così.. ingenuo. E mi aspetto che tu mi ferisca, e ci saranno brutti momenti e infelicità e..” Guardò di nuovo altrove e inalò un profondo respiro. “Lo sai, a volte sento come se non avessero mai.. nessuna di loro ha mai davvero sposato me. Quella che sposavano era l’immagine di James Wilson, senza i difetti o i problemi, e quando quella si dimostrava non come l’intera verità..” Il suo sguardo, quando tornò a fissarsi su House, era diretto in modo disturbante. Aperto. House pensò ai vestiti senza pieghe e ai camici e alle cravatte, l’armadietto colmo di trofei e il suo statuto di ragazzo prodigio, la sua appartenenza al consiglio di amministrazione, e a come nulla di tutto quello fosse mai importato per lui; era stato tutto il resto che lo aveva condotto verso Wilson, tutte le cose che giacevano nascoste dietro l’elegante facciata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti amo.” Le parole vennero fuori completamente involontarie, probabilmente l’unico modo con cui avrebbe potuto dirle; persino in quelle circostanze, gli fecero affondare spiacevolmente lo stomaco non appena si rese conto di cosa avesse appena detto. Gli occhi di Wilson si spalancarono, e sussultò all’indietro, come se fosse stato colpito, poi abbassò la testa fino a che la fronte non gli si poggiò contro il petto di House. House poteva percepire il debole tremore dei muscoli di Wilson contro il proprio fianco, e sollevò una mano, esitante, per posarla sulla sua spalla destra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole vennero sussurrate contro la sua pelle, come se neppure Wilson sopportasse di udirle. “Ho paura di quelle parole, adesso.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambi avevano le loro ferite. Quelle di House erano evidenti, sia quelle fisiche che emotive, entrambe per necessità e per scelta. Non potevi ignorarle. Ma questo non rendeva necessariamente quelle di Wilson intangibili o meno reali, o meno dolorose—in qualche modo le rendeva pericolose, per il fatto che le mascherava così bene che potevi colpire il tessuto debole senza neppure renderti conto che fosse lì. Tra tutti e due, con le loro ferite malamente guarite, House ancora non sapeva se sarebbe mai potuta funzionare.. sapeva solo che in qualche modo, ad un certo punto, Wilson lo aveva reso determinato a tentare. A non mollare, per quanto valesse.. e a sapere quando lasciar andare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apparentemente si era sbagliato sulla vena polmonare, dopo tutto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Andiamo a mangiare,” disse House bruscamente. “Sandwich di tacchino?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I muscoli di Wilson si rilassarono, e fece un profondo respiro prima di sollevare la testa e mostrargli un sorriso. “Non cheesburger con il bacon?” chiese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Devo stare attento alla linea. Se atterriamo sul sofà a quel modo troppo spesso, finiremo per romperlo. Il che mi ricorda che devo ancora controllare se il telefono è sopravvissuto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sopracciglia di Wilson s’inarcarono. “Stai dicendo che hai intenzione di metterci in condizione di rifarlo ancora?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House non poté trattenere un sogghigno. “Diciamo solo..” le sopracciglia di Wilson s’inarcarono ancora di più. “Compra altre cravatte.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson spalancò gli occhi, e il sorriso eguagliò quello di House. “Ora potrebbe valerne la pena.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si stirò. “Lo penso anch’io,” disse, e poi lasciò scorrere lo sguardo su Wilson. “Hmmm.. Mi faresti un favore?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson gli lanciò un’occhiata guardinga. “Cosa?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi prenderesti il bastone?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché, non puoi farlo da solo?” chiese Wilson scettico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, potrei...” disse House, meditabondo, prima di continuare, “Ma poi perderei l’occasione di guardarti il sedere.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson lo colpì con un cuscino, ma poi gli raccolse lo stesso il bastone, e House decise che forse tutto sarebbe andato a finire bene, dopo tutto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 02 Jan 2007 21:26:05 GMT</pubDate>
  <title>Equilibri [Milkshake Butterfly]</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Equilibri (Balances) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson (non necessariamente in quest&apos;ordine) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; NC-17 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 1/2&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/2/balances.html&apos; rel=&apos;nofollow&apos;&gt;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/2/balances.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;House sapeva che il divano del suo salotto non era né comodo né invitante come sarebbe dovuto essere; per l’inferno, dopo tutto quello era stato uno dei motivi principali dell’acquisto all’epoca. A lui piaceva, ma la maggioranza degli ospiti non sembrava pensarla allo stesso modo. C’era qualcosa nel modo in cui la pelle scivolava, o nel fatto che i cuscini si spostavano e talvolta si aprivano in un modo che suggeriva potessero essere carnivori. O forse il problema era la dimensione quasi imbarazzante e il suo posizionamento, di modo che, a meno che uno ci si sedesse di sbieco come lui faceva solitamente e stava facendo al momento, lasciava uno spazio vagamente minaccioso dietro la schiena. In ogni caso, non ispirava le persone ad indugiarvi, il che per lui andava bene; House non era esattamente il tipo da incoraggiare gli ospiti. Le rare eccezioni a quella politica del ‘lasciatemi in pace ’ onestamente non parevano farci caso, come Wilson, o altrimenti erano talmente abituati a sopportare le sue bizzarrie che quelle del suo arredamento erano considerate parte del pacchetto. D’altro canto, la stanza dei divertimenti, nonostante le sue cinquemila piattaforme di gioco, era molto più confortevole di quella, ed era riservata alle persone che davvero gli piacevano. L’unica ragione per cui qualcuno sarebbe dovuto restare in quella stanza era per il pianoforte, e il numero di persone per cui suonava era ancora più esiguo del numero di persone che accoglieva nella sua casa in primo luogo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson a volte lo prendeva in giro per quello, o almeno lo faceva prima. Con tutto quello che stava capitando al momento, House immaginava che Wilson fosse grato per quella bolla di spazio che House aveva creato intorno a sé, e per il fatto che girandogli intorno finisse per includere sé stesso nella sfera protettiva quasi automaticamente. House schermava tutte le sue chiamate e ignorava la maggioranza dei colpi alla sua porta, e al lavoro aveva educato quasi chiunque ad evitarlo se possibile; maggiore il tempo che Wilson passava insieme ad House, minore quello passato a sopportare l’educata commiserazione di chi aveva sentito, o la pietà o le occhiate indagatrici. Dopo la prima volta che House aveva richiamato qualcuno per quelle occhiate—era un divorzio dopo tutto, non un funerale— queste erano svanite in sua presenza, la maggioranza rimpiazzate da occhiatacce rivolte a lui e a lui soltanto, ma poteva sopportarle senza problemi. Ci era abituato. La sua squadra, con una piacevole sorpresa, si era dimostrata in grado di intuire almeno in parte ciò che stava succedendo, il che era stato a dir poco conveniente; con Chase il pettegolo, Cameron la ragazza compassionevole, e Foreman, quello rispettabile che accennava tranquillamente a come Wilson stesse trascorrendo più tempo insieme ad House per poter evitare chiunque altro mentre il suo ultimo matrimonio andava in pezzi, nessuno se ne sarebbe uscito fuori con ulteriori motivazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che House fosse del tutto sicuro che l’avrebbero fatto, a quel punto; i pettegolezzi sulla sua presunta relazione con Wilson si erano spenti anni prima, quando ancora erano davvero solo amici. Stava iniziando a chiedersi se qualcuno avrebbe sul serio creduto che andassero a letto insieme ora, se la voce fosse venuta fuori—o se avrebbero semplicemente detto “Oh, questa è vecchia. Non era vera allora e probabilmente non lo è adesso.” E sarebbero andati avanti a speculare, chissà, magari su Wilson e Foreman? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti si trattava di un’immagine francamente disturbante, perciò sradicò forzatamente il pensiero prima che lo facesse perdere al livello a cui stava giocando. In circostanze diverse, non si sarebbe nemmeno accampato fuori nel salotto come stava facendo al momento—tra il suo nuovo paziente, la famiglia del nuovo paziente, e l’ira della Cuddy per le lamentele della famiglia del nuovo paziente circa il modo di comportarsi di House verso il nuovo paziente, sentiva di essere del tutto giustificato ad impegnarsi in uno dei giochi ultraviolenti sullo schermo gigante del suo televisore, piuttosto che perder tempo con le scimmie spaziali sulla console portatile. E qualsiasi cosa le persone potessero dire del modo in cui si vestiva al lavoro, era dannatamente conveniente essere in grado di spogliarsi di pochi strati per restare semplicemente in t-shirt e jeans. Aveva pensato di cominciare a preparare la cena, ma gli era parso un po’ troppo lavoro per il momento, e in ogni caso, Wilson aveva lasciato il lavoro prima per un altro incontro con Julie e i loro combattivi avvocati divorzisti, e House era piuttosto speranzoso sul fatto che restando in salotto, avrebbe avuto l’opportunità di sorprendere Wilson e osservare il suo aspetto prima che James mettesse su la sua espressione da “Sono a posto, sto bene, non chiedermi niente,”. Cosa che House sapeva di certo non essere vera, ed era particolarmente frustrante perché non poteva neppure trovare un bersaglio appropriato su cui indirizzare la sua rabbia. Julie si stava comportando nel modo più ragionevole possibile, tutto considerato, e lei e Wilson sembravano essersi accordati per una sorta di forzata cortesia in tutti i loro contatti sin dalla notte in cui Wilson aveva lasciato la loro casa ed era comparso alla porta di House col bagaglio assortito dei suoi tre matrimoni falliti, quattro cambi di vestiti, un’infanzia dalle aspettative troppo elevate, e cinque anni di desideri non corrisposti. O amore, se si voleva credere alla versione di Wilson, per quanto non avesse mai usato la parola. House... non era sicuro di sapere di cosa si trattasse come lo era un tempo, e aveva momentaneamente accantonato il dibattito, in attesa di nuove prove. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarebbe davvero importato, comunque, se Wilson e Julie stessero comunicando solo attraverso haiku altamente stilizzati a quel punto—e c’era un’altra immagine che gli fece quasi perdere la partita: la frase “il nostro matrimonio non funziona più” aveva undici o dodici sillabe?—perché qualunque fosse la causa, per quanto la decisione fosse stata comune, per quanto Julie stesse cercando di essere ragionevole e per quanto Wilson si stesse forzando di essere comprensivo, si trattava lo stesso.. di qualcosa che stava morendo. E non c’era dignità nella morte, fosse quella di una persona o una relazione. O, pensò, guardando verso la sua gamba destra,quella di un gruppo di muscoli nella tua coscia. Il matrimonio di Wilson era stato una parte di lui, e ora stava esalando l’ultimo respiro, e House non era nemmeno lontanamente ingenuo o egoista abbastanza da pensare che la sua presenza nella vita di Wilson avrebbe reso le cose migliori. Forse solo un po’, se era fortunato, ma non c’era nulla in realtà che potesse cancellare tutto il dolore, nulla che potesse accorciare il processo di lutto in atto e far sì che tutto andasse bene. E lo stesso modo che aveva Wilson di gestire le cose era così tanto parte di ciò che lui era, e quella lealtà per quanto mal riposta o stupida potesse sembrare a volte, era probabilmente una delle ragioni principali per cui House aveva creduto abbastanza in Wilson da lasciarlo entrare—nella sua vita, nella sua casa, e ultimamente.. se non nel suo cuore, allora per lo meno nell’aorta. O forse, se si voleva essere ottimisti, in una delle vene polmonari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Udì il rumore delle chiavi girare nelle serratura—e doveva trattarsi di Wilson, dato che l’unica altra persona in possesso delle chiavi del suo appartamento era sua madre, attualmente residente a Guam—e deliberatamente non mise giù il gioco, né sollevò lo sguardo; il suo trovarsi lì era già abbastanza per far capire a Wilson la sua preoccupazione, e non c’era motivo di fornirgli ulteriori indicazioni. Ci fu una lunga pausa dopo che la porta venne aperta, e House lanciò una breve occhiata per scorgere Wilson in piedi, il cappotto ancora addosso, la borsa in una mano e le chiavi appese nell’altra, che silenziosamente lo osservava con un’espressione impenetrabile sul viso. &lt;br /&gt;House inarcò le sopracciglia come per sfidarlo a fare commenti, e poi intenzionalmente e con noncuranza rivolse di nuovo la propria attenzione alle scimmie spaziali. Dopo un altro momento, udì la porta chiudersi, e quando arrivò alla fine del livello mise il gioco in pausa, e se lo appoggiò in grembo, sia il cappotto che la giacca di Wilson erano stati messi via e la sua borsa era stata abbandonata sulla sedia, ed egli se ne stava lì in piedi quasi in imbarazzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se avessi saputo,” disse Wilson, con una sorta di leggerezza sforzata nella sua voce, “che eri così preoccupato per me da aspettarmi, ti avrei chiesto di incontrarmi alla porta con un cocktail in mano e un bacio.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fa molto casalinga anni cinquanta,” replicò House, ed era quasi sicuro che la leggerezza nel proprio tono fosse stata molto più naturale del tentativo di Wilson. La sua mente catalogò automaticamente i sintomi, come se si trattasse di un altro dei problemi che avesse incontrato. Quelli ovvi erano: la rigidità intorno agli occhi, i muscoli che ancora non avevano smesso di contrarsi lungo la mascella, e la tensione nelle sue spalle che era solo più evidente per la mancanza della giacca o del camice. Tutto quello suggeriva come fosse andata male, ma i segnali più sottili, e quello che poteva ricavarne, lo preoccuparono ancora di più: la cravatta gialla lievemente allentata, non tanto da farlo sembrare meno ordinato nei suoi pantaloni scuri e camicia bianca, ma abbastanza da suggerire come si fosse sentito rinchiudere, soffocare quasi, il fatto che non riuscisse a incontrare il suo sguardo, quasi avesse timore di quello che House avrebbe potuto leggervi dentro, o forse era vero il contrario, e il modo in cui le sue mani continuavano a flettersi inconsciamente, come se le avesse tenute serrate sul volante per tutta la strada fino a casa, e stesse ancora cercando di far tornare il sangue a circolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho sempre avuto un debole per Lucy, suppongo,” aggiunse House, cercando di mantenere la conversazione leggera mentre tentava di presagire il passo successivo in quel particolare problema diagnostico domestico. Venne brevemente distratto quando tentò di figurarsi in un vestito e un grembiule, e non riuscì a farlo, perciò tentò di fare la stessa cosa con Wilson. Per qualche motivo, lungo la strada il vestito era andato perso, e come risultato si stava immaginando Wilson con indosso solo un grembiule, il che era piacevole, anche se non era esattamente certo di dove sarebbe andato a parare con tutto quello. “Ah, gioco di ruolo,” disse ad alta voce, in un tono meditabondo. “Potrebbe essere divertente. Ti dirò una cosa: io farò la parte della casalinga anni cinquanta se tu in cambio farai la cameriera francese.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello avrebbe dovuto ottenere una reazione da parte di Wilson—dio, sapeva l’effetto che stava facendo ad House, sebbene il misto di divertimento ed eccitazione che quell’immagine stava causando fosse leggermente strano—ma tutto ciò che Wilson fece fu scoccargli un’occhiata che House sospettava dovesse essere irritata o di rimprovero, ma che venne fuori come semplicemente esausta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così male, dunque. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora,” chiese, deliberatamente casuale, “stai ancora divorziando?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sguardo di Wilson si fece ancora più teso, il corpo s’irrigidì, ed egli lanciò un’occhiataccia ad House prima di superare a grandi passi il divano e raggiungere la credenza, versandosi una generosa quantità di qualcosa appartenente alla riserva solitamente razionata di alcolici di House, evitando intenzionalmente di guardarlo mentre lo faceva. “Tu che pensi?” chiese, la voce dura e secca, prima di svuotare il contenuto del bicchiere in un solo sorso e sbattere il bicchiere sul tavolo con un tonfo tintinnante, sempre fissando il pavimento o forse immerso in una visione interiore delle fiammeggianti macerie del suo matrimonio. Magari di tutti e tre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sollevò le sopracciglia, soprattutto per mascherare un sussulto. “Penso non ci sia ragione per sfogarti sullo scotch,” disse con moderatezza, “Se vuoi maltrattare qualcosa, posso procurarti della vodka. Alla vodka piace essere trattata rudemente.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rise e gli lanciò una breve occhiata, ma era un suono senza gioia, e quella rigidità era ancora intorno ai suoi occhi. Tornò a fissare il pavimento e disse, “Si terrà la casa.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non pensavo la volessi.” In effetti, dal modo con cui Wilson aveva iniziato a trattare l’appartamento di House come fosse suo, House sospettava che Wilson si stesse avvantaggiando della temporanea convivenza causata dal divorzio prima di trovare una sistemazione permanente. Probabilmente quello era l’unico modo con cui avrebbe potuto farlo; dopo Stacy, la parola ‘convivenza” riscopriva un numero di ferite che House non era ancora stato in grado di rimarginare. Ma con Wilson già lì, il problema non si poneva. Si trattava dopo tutto di una progressione perfettamente logica di eventi, e non doveva implicare nulla. Se non che poteva giustificare l’acquisto di uno spolverino per Wilson così che potesse dare una mano a pulire, dato che avrebbe contribuito al disordine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È così,” disse Wilson, con un livello di veemenza che pressappoco parlava degli strati di ricordi di cui la casa era avvolta per lui. “Io.. è troppo grande per me,” aggiunse, in imbarazzo—e se nessuno dei due ci credeva seriamente, House ne sapeva abbastanza di Wilson per non rimarcarlo. “Ma se lei la tiene..” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Rimarrà qui in giro,” Terminò House per lui, poi piegò leggermente la testa e fissò il vuoto, pensandoci su. “Frustrante ma non davvero inaspettato.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per un po’ di tempo, ha parlato di trasferirsi in Oregon. Lei.. ha una sorella da quelle parti, qualche amico.” Wilson non aveva ancora sollevato lo sguardo, e House tentò di capire se il ‘parlarne’ fosse una reale intenzione o se Wilson glielo avesse solo sentito menzionare e gli avesse attribuito una serietà sproporzionata per un disperato bisogno di sperare—perché per quanto tentasse di sembrare a posto, House sapeva dannatamente bene come la prospettiva d’imbattersi in Julie nel mezzo di un negozio o in una stazione di servizio lo facesse sentire. Perciò era difficile dire quale fosse l’esatta causa in quella situazione, soprattutto senza parlarne con Julie, e c’erano una serie di ragioni lunghe quanto il suo braccio sul perché farlo sarebbe stato una terribile idea. Significativamente il fatto che andasse a letto con quello che tecnicamente era ancora suo marito non era neppure tra i primi posti della lista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mentre qui ha solo, vediamo, il suo lavoro, tutti gli altri amici, l’altra sorella...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non ho bisogno che tu mi ricordi che mi stavo solo illudendo, grazie,” disse Wilson tirato, appoggiandosi con una mano alla credenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Scusa,” disse House, ed era sincero. Esisteva un certo sgradevole piacere nello sfregare sale sulle altrui ferite, persino se eri intelligente abbastanza da riconoscerlo come il segno di una distorta salute mentale, ma Wilson era in quella lista molto breve di persone di cui gli importava abbastanza da compatirne il dolore. E mentre House era del tutto capace di provare una gioia perversa nello spargere sale sulle proprie ferite, stuzzicare Wilson era divertente solo quando poteva far male solo un po’, non.. come adesso. E se avesse dovuto davvero ferire James, House pensò che avrebbe dovuto essere per qualcosa di molto più importante di Julie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, Wilson era perfettamente in grado di rigirarsi il coltello nella piaga da solo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il silenzio minacciava di prolungarsi, House decise che chiaramente c’era bisogno di misure un po’ drastiche, e lo interruppe. “Bene, suppongo che questo necessiti di un responso appropriato di supporto,” disse pensieroso. “Ti porterei fuori a cena, se non fosse che tu hai l’aria di uno che non apprezzerebbe lo stare in mezzo agli altri più di quanto lo farei io tanto per cambiare, e se tentassi di tenerti la mano mentre piangi sarebbe solo imbarazzante e in ogni caso tu probabilmente mi colpiresti.” Lo sguardo che gli lanciò Wilson era impenetrabile. “I veri uomini commiserano sulle loro sventure con birra e sport, solo che preferirei non scivolare nell’incoscienza prima di quanto io debba questa notte, e comunque, ci sono solo repliche di partite da guardare e tu sei pessimo a biliardo e con le freccette.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma sono bravo a golf e a Pictionary,” gli fece notare, scostandosi dalla credenza e arrivando fino a metà della stanza, a pochi passi dal divano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pictionary non è uno sport,” obiettò House, tirando giù le gambe dal divano e mettendosi in una posizione più appropriata, poggiando il videogioco sul tavolo. I cuscini tentarono di spostarsi come facevano con tutti, ma aveva anni di esperienza alle spalle e compensò automaticamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dipende da come ci giochi.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Touché. Ma penso che dovremmo scartare l’approccio ‘veri uomini ’“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“- che è un bene,” Wilson lo interruppe, scoccandogli un’altra occhiata impenetrabile, “dato che la maggior parte dei ‘veri uomini ’ non conclude la serata -“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si fermò per un minuto per lanciargli un’occhiata che voleva essere di rimprovero e distaccata, ma che probabilmente venne fuori più come da ‘vecchio bastardo sporcaccione che insidia il giovane virgulto ’, il che non era del tutto sbagliato. Wilson gli offrì un piccolo sorriso di rimando. “Trova qualcos’altro,” terminò. &lt;br /&gt;“Potremmo andare di là, e guardare soap opera sul TiVo tutti e due sul divano, e mangiare gelato direttamente dal barattolo,” suggerì, afferrando il bastone e mettendosi in piedi. “Ho preso qualcosa da Friendly dove la farcitura probabilmente supera il gelato.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho altre idee,” ammise Wilson, scrutandolo da sotto le ciglia abbassate. House non poté evitare un sogghigno in risposta, che si trasformò in un’espressione inquisitoria quando Wilson lo bloccò premendogli una mano calda in mezzo al petto, solo dopo pochi passi dal divano. C’era un sorriso anche sulle sue labbra, ma non sembrava soddisfatto quanto pericoloso, se considerato insieme a quella scintilla che si stava accendendo nei suoi occhi. House sentì i propri occhi spalancarsi quando Wilson fece un passo avanti, sfiorando i loro corpi uno contro l’altro, e circondando brevemente con la mano sinistra la destra di House, prima di sfilargli con destrezza il bastone dalla presa e lasciarlo cadere sul divano con un debole tonfo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cuore di House prese a battere più forte quasi all’istante. Non che non potesse stare senza bastone per alcuni lassi di tempo, specialmente in casa, ma c’era qualcosa circa la deliberata rimozione di Wilson che gli seccò immediatamente la bocca. Qualcosa che, combinata con lo sguardo nei suoi occhi, nella posa delle sue spalle, mandò dei brividi caldi lungo la spina dorsale di House, lo colpì al basso ventre e cominciò a bruciare con particolare intensità in quel punto. Si era scaldato durante tutta la conversazione, bene o male, ma questa era tutta un’altra magnitudine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dita di Wilson sfiorarono le pulsazioni del suo polso per un momento, e poi il sorriso si allargò, e House non poté fare a meno di deglutire e prese a respirare più velocemente. Il sorriso di Wilson si fece un po’ più pericoloso, e quello sguardo negli occhi divenne più intenso, prima di far scivolare le braccia intorno ad House e fare un altro passo avanti. Era un passo lungo, con non molto spazio tra loro per cominciare, e come diretto risultato House si ritrovò sbilanciato, oscillò all’indietro e fu costretto ad appoggiare il proprio peso sulle braccia di Wilson, acutamente consapevole della precarietà della posizione in cui si trovava, respirando velocemente e diventando immediatamente duro prima ancora che Wilson completasse il movimento e facesse incontrare le loro bocche con un intensità quasi brutale. Era già in preda alle vertigini, già follemente eccitato da una vulnerabilità che normalmente lo avrebbe fatto sentire a disagio; non aveva davvero bisogno della lingua di Wilson che lo obbligava ad aprire le labbra e poi lottava con la sua per sottometterla senza un reale sforzo, o della sensazione dei muscoli nella sua schiena che si tendevano e si rilassavano sotto le sue mani, con la conseguente realizzazione che le proprie braccia lo avevano circondato e si stava aggrappando, con forza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era mai stato un fan della perdita di controllo, e avrebbe dovuto odiare l’intera situazione, e invece il flusso di sangue nelle sue regioni inferiori lo aveva lasciato incapace di formulare più di un vago, “Um,” quando finalmente Wilson si scostò per riprendere fiato. Che si trasformò in un, “Oh,” quando percepì la tensione nei muscoli di Wilson cedere, e divenne una risata quando finirono per cadere all’indietro e crollare insieme sul divano, e Wilson mancò la sua gamba lesa più per pura fortuna che per calcolo. Il bastone venne sbattuto via e finì per colpire il pavimento con un gran fracasso, diversi cuscini volarono via, e in qualche modo il telefono fu sbalzato dal tavolino e cadde con uno schianto, la cornetta fuggì lungo il pavimento fino all’altra stanza, prima che tutto tornasse tranquillo e si ebbe un lungo momento di silenzio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson aveva la faccia premuta contro il collo di House, le braccia erano ancora incastrate sotto la sua schiena, e una coscia era finita in mezzo alle sue gambe, premendo contro la sua erezione in un modo piacevolmente persistente, ma la cosa più incredibile era che, nonostante i dolori e le ferite e il respiro che era venuto a mancare per la caduta, attualmente non era poi così scomodo; la sua gamba, a parte una, fortunatamente breve, stilettata di dolore all’impatto, non stava poi così male come avrebbe potuto. La seconda cosa più sorprendente era il fatto che Wilson stesse ridendo, silenziosamente, il respiro che solleticava la pelle di House, e con tutto quello che stava capitando, House decise che quella risata ne valeva la pena anche se il telefono fosse stato ormai ridotto senza speranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo svantaggio di avere un amante più alto di te,” mormorò Wilson contro il suo collo, riprendendo il controllo di sé stesso, “sei difficile da tenere.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti ringrazio di aver detto ‘più alto ’. Odierei che tu pensassi che sto diventando grasso.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sbuffò e iniziò a cercare di liberare le mani. House lo aiutò per quanto poteva, ma l’angolo con cui erano atterrati sul divano non gli dava molto spazio di manovra, e nonostante avesse in circolo abbastanza Vicodin perché la sua gamba non gli facesse patire le pene d’inferno per la caduta, lo stesso non ne era rimasta del tutto entusiasta. “Sei tu quello che continua a comprare tutti quei gelati con i fiocchi di caramello e le caramelle e le nocciole e-“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stai obiettando solo perché è più difficile leccartelo via di dosso rispetto a del semplice cioccolato,” gli fece presente House, e quell’immagine non fece nulla per aiutare la sua eccitazione, sebbene considerato il modo con cui Wilson si stava dimenando contro di lui, si trattava comunque di una causa persa. Dopo tutto se quella spettacolare caduta e il tranquillo pulsare della sua gamba non erano abbastanza per farlo, respingere cattivi pensieri probabilmente non avrebbe fatto nessuna differenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ecco fatto,” disse Wilson, dopo essere riuscito finalmente a liberare le mani abbastanza da sollevarsi un po’ e guardarlo. La pelle di Wilson aveva acquisito un po’ di rossore, le labbra erano leggermente gonfie, i capelli scompigliati, la cravatta pendeva come una conveniente impugnatura, e la sua camicia era stropicciata, e House desiderò di tenerlo così per sempre, perché era l’immagine di un aperto invito al sesso—sesso ora, o per lo meno il più presto possibile. Per un momento, House pensò che si sarebbero tirati su, controllato i danni al telefono, per tornare alla normalità , o almeno normale per i loro parametri, ma poi Wilson sorrise pericolosamente gli occhi che si stringevano e si scurivano. Molto deliberatamente, si spostò così che la sua anca si strofinasse pesantemente contro l’erezione di House. Il respiro gli si bloccò in gola e le pulsazioni aumentarono un’altra volta, e la sua libido riuscì a concordare con il suo sistema nervoso in un modo che avrebbe voluto succedesse più spesso, e il dolore improvvisamente cedette il passo ad un’ondata di desiderio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché, Dottor House,” fece con voce roca Wilson, e il modo con cui pronunciò il suo nome era abbastanza da far aumentare il livello di eccitazione di ulteriori gradi, “ho l’impressione che ti piaccia avermi sopra.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva il suo orgoglio. “Non se continuerà a procurarmi danni all’arredamento,” riuscì a replicare, la voce che gli usciva più sforzata che regolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Mmm. Com’è possibile? Le tue labbra dicono ‘no’,” disse Wilson, spostando il peso su una mano sola e percorrendo con quella libera lo stomaco di House, per finire a premere contro la sua erezione attraverso il tessuto dei jeans. “ma questo dice ‘sì ‘.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva il suo orgoglio, era solo che Wilson sapeva farlo finire sulla schiena con le zampe all’aria come un cucciolo particolarmente svergognato. “Il sesso maschile è davvero inaffidabile,” lo informò House, con vaga disperazione. “Direbbe di sì praticamente a tutto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson abbassò un po’ la testa, abbastanza perché i capelli gli ricadessero in avanti, e si leccò le labbra, la mano che compiva piccoli circoli contro il denim. House dovette lottare contro qualcosa che somigliava pericolosamente a un mugolio. “Qualsiasi cosa?” chiese Wilson, gli occhi intenti e la voce particolarmente bassa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House tremò e ricordò a se stesso che sarebbe stata un’idea molto cattiva venire lì sul momento. “Quasi,” disse, la voce raschiante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sorrise un po’ di più, e poi si abbassò e lo baciò di nuovo, aggressivo esattamente come lo era stato prima, solo che adesso si era aggiunto un nuovo e interessante sfregamento. A quel punto, non c’era più solo la sua dignità a rotolarsi ai piedi di Wilson; per la promessa di un prossimo contato di pelle sul suo pene, House avrebbe volentieri supplicato egli stesso. Si dimenò un po’ per riuscire a trovare un modo per avere un supporto ed essere in grado di spingersi contro la pressione della mano di Wilson, ma non avrebbe funzionato del tutto nemmeno se avesse avuto l’uso di entrambe le gambe; Wilson ridacchiò un po’ dal fondo della gola, e gli mordicchiò gentilmente il labbro inferiore. La bocca di Wilson sapeva di scotch rubato, e House decise sul momento che quello sarebbe stato il suo nuovo modo preferito di gustarsi un drink, insaporito di sensualità e risate e un James aggressivo. Non avrebbe neppure interagito troppo col Vicodin. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che spiegava perché non riuscisse a trattenere un mugugno di disappunto quando Wilson si scostò nuovamente—non solo la sua bocca ma anche la mano…e House aveva fatto dei piani per quella mano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hey.” Obiettò, e poi di nuovo, “Hey!” mentre Wilson si rialzava dal divano. “Qua sotto sta ancora dicendo di sì, ed è maleducato fare una domanda e poi andarsene in questo modo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson inarcò le sopracciglia e poi gli sorrise dall’alto, ma quell’intensità era ancora nei suoi occhi. “Fare una domanda? E’ così che lo chiamano adesso?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè è una metafora migliore di molte altre,” gli fece presente House, rimuginandoci. “Voglio dire, tu hai le tue dolci domande comprensive, i tuoi pericolosi interrogatori, il tuo poliziotto buono/ poliziotto cattivo...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questo sarebbe il tuo modo per tentare di dirmi che dovremmo investire in un paio di manette?” chiese Wilson, e non aveva del tutto l’aria di chi stesse scherzando. In situazioni normali, House si sarebbe figurato Wilson con quelle manette, ma oggi era Wilson ad usare quelle manette su di lui, e quel pensiero era abbastanza intenso da bloccarlo con la bocca leggermente dischiusa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi di Wilson si spalancarono, e il sorriso che irruppe sul suo volto era di puro crudele divertimento. “Davvero. Manette, costumi da Cameriera Francese, io che ti sto sopra.. altre perversioni che ti piacerebbe confessarmi? Sesso pubblico? Bondage orientale? Fruste e catene?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta che si trovava nei pressi di Wilson, liste del genere avevano iniziato ad assumere l’aspetto di programmi—ma poi, così era stato per molte cose. Gli Stati, ad esempio; pensava seriamente che avrebbero dovuto provare a fare sesso in ogni stato dell’unione. E magari anche nei territori. Potevano visitare il Canada e farsi le province mentre c’erano. “Al momento confesserei che mi piace ogni cosa. Ricordi cosa ho detto prima?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La parte su te che stai ingrassando, o il fatto che sei facile?” House aprì la bocca per protestare, e Wilson scosse la testa, sempre sorridendo, allungando una mano. “Vieni. In camera da letto ho dei piani per te e il tuo pene che dice indiscriminatamente di sì.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ah questo sì che è un memorabile cambio di discorso,” rimarcò House, ma si lasciò aiutare ad alzarsi, e recuperò il bastone con qualcosa di somigliante alla dignità quando Wilson si chinò, lo raccolse e glielo porse. O almeno il più vicino alla dignità possibile per un uomo con un erezione che gli tendeva i jeans. “Cos’hai in mente? Posso sempre prendere il gelato.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E il TiVo? No, ricordo l’ultima volta che mi hai convinto a mischiare il sesso con le soap. E per quanto sia stato piacevole, te l’ho detto, ho dei piani.” Il suo sorriso fece pensare ad House nuovamente allo scotch e ai baci, e intensificò la tensione nel suo inguine. O forse era a causa del modo in cui la mano di Wilson aveva percorso la sua schiena per fermarsi possessivamente per un momento sul suo sedere. “Ora muoviti.” Aggiunse, colpendolo sulle natiche come per rimarcare l’intenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualunque cosa avesse detto sarebbe uscita fuori come un imbarazzante crepitio a causa della secchezza nella sua gola, perciò House lo fissò solo per un minuto, riuscì a contrarre le labbra in quello che poteva probabilmente passare per un sorriso, e cominciò a zoppicare verso la camera da letto alla migliore velocità possibile, che tra la sua gamba e l’erezione era più veloce di una lumaca pigra ma un po’ più lenta di una particolarmente determinata. A metà strada nella sala, si rese conto che Wilson non lo stava seguendo, e si fermò per dire da sopra la spalla, “Non mi hai ancora detto cos’hai in mente.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson stava finendo di allentare e togliersi la cravatta quando lo sorprese, una vista che non aveva mai smesso di far vibrare qualcosa nel profondo di House, qualcosa che non era ancora riuscito ad identificare, dato che non poteva attribuirlo al desiderio o all’affetto o a qualcosa che potesse gestire. Come diagnostico, aveva il sospetto che derivasse da qualche luogo nelle prossimità di un metaforico ventricolo. Tutti i loro anni di amicizia, e fino a quella notte in cui Wilson aveva dissipato con un bacio tutte le sue obiezioni e razionalizzazioni e negazioni, House avrebbe potuto contare le volte in cui aveva visto Wilson senza una cravatta addosso; non aveva quasi bisogno di usare le dita di una seconda mano. C’era una parte di lui che non poteva fare a meno di festeggiare ogni volta che lo vedeva adesso, e la gelosia includeva ogni donna che lo aveva visto prima, che aveva colto quello scorcio di Wilson con le difese abbassate e i limiti allentati, quando si sentiva abbastanza sicuro da spogliarsi di parte della sua armatura. Tranne che, inesplicabilmente, lo avevano lasciato andare, o più esattamente lo avevano respinto, perciò apparteneva solo a lui ormai, per quanto sarebbe durata. House non credeva nel concetto di per sempre, non lo aveva creduto neppure prima di Stacy, ma era lo stesso intenzionato a far durare il tempo che avevano il più a lungo possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confidava di aver sempre tenuto quella vibrazione interiore lontana dal viso, o almeno se non lo aveva fatto Wilson non aveva mai detto nulla in proposito; questa volta House lo nascose dietro un altro sorrisetto e un sopracciglio sollevato. Le palpebre di Wilson si abbassarono in risposta, e poi improvvisamente stava facendo indietreggiare House contro il muro, agganciandogli la cravatta intorno al collo, e baciandolo ancora con durezza. Lasciò andare le estremità della cravatta dopo un momento e fece scivolare le mani al di sotto della maglietta di House, su lungo le costole, la pressione della sua erezione che sfregava insistentemente sulla sua anca. House si lasciò piegare al movimento, godendosi un altro assaggio di scotch dalla sua bocca prima che scomparisse, e sospirò solo brevemente quando Wilson si tirò indietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se stai facendo quella domanda,” gli disse Wilson, “Penso tu abbia ancora troppo sangue al cervello.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quale domanda?” fece House, e lo seguì lungo il corridoio verso la camera da letto, Wilson rise piano e scosse la testa lungo la strada, la cravatta pendeva ancora liberamente intorno al collo di House.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 02 Jan 2007 21:16:06 GMT</pubDate>
  <title>Five Days A Week [Milkshake Butterfly]</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Five Days A Week &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; PG 13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 1/5&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indirizzo originale&lt;/b&gt; &lt;a href=&apos;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&apos;&gt;http://m-butterfly.livejournal.com/66981.html?style=mine&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Uno:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Più di quanto tu possa masticare)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era Lunedì, e la saletta conferenze della sezione Medicina Diagnostica non aveva ancora perso parte del suo aroma mattutino di prodotti detergenti, sebbene il fatto che qualcuno avesse aperto la porta e azionato la macchina del caffè prima che Foreman arrivasse, avesse mitigato un po’ la situazione. La verità era che si sorprendeva ancora del fatto che persino dopo tutto quel tempo, il personale addetto alle pulizie fosse abbastanza coraggioso da affrontare l’ufficio di House. C’era da considerare che sembrava venisse fatto lo stretto necessario, e che  gl’inservienti si fossero risolti a utilizzare prodotti chimici in mancanza di una soluzione letale, e nel frattempo ne approfittavano per mettere fuori posto tutte le cose di House per ragioni che riuscivano a sembrare allo stesso tempo perfettamente plausibili e totalmente false. House stranamente non ne faceva parola, ma c’era sempre un breve sorriso e un luccichio nel suo occhio quando qualcuno gli comunicava che uno dei suoi pazienti stava facendo qualcosa di particolarmente sporco, come vomitare sangue ad esempio. Non che lo fermasse dall’assalirti se pensava fossi tu la causa del problema, e non durava mai a lungo in ogni caso, ma se lo avessi cercato, era lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avevano nessun paziente in carico al momento, ma per una volta Foreman non se ne preoccupava. L’ultima settimana era stata una specie di circo a tre piste di diagnosi, mentre House tentava di destreggiarsi tra il curare due pazienti tra loro collegati, uno non imparentato, e le sue ore alla clinica, con il risultato di tre vite salvate, un nuovo grosso dono all’ospedale, e Foreman perdente di cinquanta dollari per una scommessa, questa volta con Chase sulla possibilità o meno che House sarebbe riuscito a mantenere in aria tutte quelle palle senza lasciarne cadere una. Perciò almeno per una volta Foreman stava pensando che un po’ dell’atteggiamento svogliato di House nei confronti del lavoro potesse essere una buona cosa, almeno per un paio di giorni; persino passato il weekend non si sentiva pronto ad affrontare nulla di più complesso di un banale caso di ipertensione in clinica almeno fino a Mercoledì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase e Cameron sembravano pensarla esattamente come lui. Chase aveva davanti a sé una tazza di caffè, un piatto con alcune briciole, ed un intero libro di parole crociate sul tavolo, Cameron era al computer ma una breve occhiata sopra la sua spalla mentre si versava il caffè la mostrò a Foreman come impegnata in una partita a solitario piuttosto che con la posta di House. Entrambi sollevarono lo sguardo al suo ingresso, ma non fecero commenti. Lo stesso House sembrava non aver ancora fatto la sua comparsa, nonostante lo stesso Foreman fosse in ritardo di cinque minuti, ma non era poi così sorprendente considerato che l’uomo non se n’era ancora tornato a casa quando Foreman se n’era andato, ben oltre il tramonto di Venerdì; se ne stava chiuso nel suo ufficio quando Foreman aveva controllato, impegnato in una conversazione con l’onnipresente Dr. Wilson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apparentemente qualcuno aveva pensato di portare delle ciambelle; se ne stavano composte in una linda e attraente pila su di un piatto in cima al microonde. Foreman ci pensò per un lungo momento, rimuginando sull’improbabile possibilità che il personale di pulizia le avesse lasciate lì, corrette all’arsenico, nella speranza di vendicarsi di House, ma poi decise che le ciambelle erano probabilmente sicure. Dopo tutto, lo staff sarebbe stato costretto a pulire le conseguenze di qualunque cosa avessero fatto, per cui era più probabile stessero studiando e mettendo a punto una morte il più possibile pulita, o idealmente qualcosa che non dovesse capitare nemmeno all’interno dell’ospedale. Ne afferrò una al ripieno di marmellata d’uva insieme col giornale, sistemandosi all’altro lato del tavolo rispetto a Chase, che non si preoccupò di sollevare lo sguardo mentre domandava, “Sette lettere, comincia con ‘c’, ‘Cancellare o sopprimere ’”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cassare,” Foreman e Cameron gli risposero all’unisono, cosa che fece sollevare brevemente gli occhi a Chase mentre indirizzava loro un sorriso e scribacchiava la risposta. Foreman lanciò uno sguardo a Cameron sorridendo a sua volta, ma era già tornata al suo gioco. E stava perdendo a giudicare dalla posa delle sue spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrollò le spalle e aprì il giornale alla sezione di economia prima di addentare la ciambella, la quale prontamente riversò marmellata su tutta la pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Interessante,” disse House, da dietro di lui. “Soprattutto perché solleva la questione se tu ti aspettassi o meno quello che sarebbe successo, perché se così fosse, la direbbe lunga sia sulla tua opinione circa la sezione economica sia sulla tua abilità di pianificazione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno avrebbe capito come un uomo che camminava zoppicando con un bastone fosse in grado di sorprenderlo alle spalle in quel modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chase e Cameron avevano entrambi distolto l’attenzione dai loro diversivi, divertiti, e House, mentre zoppicava all’interno della stanza, aveva la stessa espressione, che era addirittura molto più allegra di quanto Foreman si aspettasse per un Lunedì mattina. Era quasi ragionevolmente sbarbato, e se i vestiti che indossava erano del tutto irriverenti alla House per lo meno erano lavati e stirati. Aveva addirittura l’aspetto di una persona che dovesse trattenersi dal sorridere, cosa che.. non era esattamente quello che Foreman era abituato ad aspettarsi dall’uomo in questione, per dire il meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanciò un’occhiata a Chase per vedere cosa ne pensasse, ma quest’ultimo stava fissando House con la testa leggermente piegata, l’accenno di un cipiglio tra le sopracciglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E com’è che tutti sono così eccitati e la mattina è così disgustosamente luminosa?” domandò House, indicando fuori dalla finestra con il bricco del caffè prima di versarsene una tazza. “Non abbiamo nessun nuovo e interessante paziente moribondo in coda?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta Foreman scambiò uno sguardo con Cameron, che gli stava prestando attenzione ed era chiaramente sconvolta quanto lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dopo la scorsa settimana?” chiese con un po’ d’esitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensavo ti saresti goduto un po’ di riposo,” aggiunse Foreman, spalleggiandola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E io che pensavo fossimo qui per quella faccenda del salvare un po’ di vite,” replicò House, e per un breve istante Foreman contemplò l’idea di accertarsi se fosse entrato nell’esatta saletta conferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, sì, ma—“ tentennò Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bene! Portatemi dei malati. La Cuddy si lamenta comunque sempre dei miei conti, non è così?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O forse non si era svegliato per niente quella mattina, e tutto quello era solo un sogno. Cameron stava fissando il portamatite come se pensasse di trovare la ragione di tutto quello mischiata insieme alle matite, e Foreman stava seriamente considerando l’idea di alzarsi e controllare che House non fosse stato rimpiazzato da un sosia, quando improvvisamente Chase scoppiò a ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo fissò con espressione inquisitoria, che dopo un secondo venne assunta anche da un Foreman riluttante. Chase stava sorridendo, la penna che dava lievi colpetti sui suoi denti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C’è qualcosa di divertente a proposito della mia mancanza di fatturato, Chase?” domandò House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, tu sembri pensarlo di solito, ma non è questo il punto. Qualcuno,” disse Chase, con una veloce occhiata di sbieco a Foreman e poi un immediato rivolgersi dello sguardo di nuovo verso House, o meglio diretto al collo di House, “ha avuto fortuna l’altra notte.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bè, Cristo&lt;/i&gt;, pensò Foreman, dopo aver individuato quello che Chase aveva visto,&lt;i&gt; è proprio così.&lt;/i&gt; House divenne per un gratificante attimo senza espressione, e Foreman sentì di stare per assumere uno dei suoi sorrisetti compiaciuti mentre esclamava, “Bel succhiotto.” House guardò in basso, gesto del tutto inutile dal momento che si trovava nascosto all’ombra della mascella, e poi risollevò lo sguardo, il viso che si riassestava in un’espressione meno sorpresa e più calibratamente neutra. Con la coda dell’occhio, Foreman poteva vedere che Cameron si era raddrizzata di un po’ sulla sedia, e non poté trattenersi dal domandare. “Allora, chi te lo ha fatto?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’espressione di House si fece esasperata. “Non che siano affari tuoi, &lt;i&gt;Eric&lt;/i&gt;—“ cominciò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sono stato io,” disse il Dr. Wilson, facendo il suo ingresso dalla porta aperta alle spalle di Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un secondo, tutti s’immobilizzarono, mentre House lanciava uno sguardo a Wilson, sollevando le sopracciglia e con un’espressione che poteva essere divertita o sorpresa, o forse entrambe. Foreman non poteva vedersi in faccia, ma poteva vedere quella di Cameron, e non solo i suoi occhi erano enormi, sembrava che le sopracciglia stessero correndo il serio rischio di mischiarsi con la linea dei capelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Chase ruppe il silenzio con una breve risata incredula, e quando Foreman lo guardò, stava lanciando ad House uno sguardo di puro scetticismo. “Sì, &lt;i&gt; certo&lt;/i&gt;.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman lasciò andare il fiato che non si era nemmeno accorto di trattenere, e udì Cameron fare lo stesso. Si scambiarono uno sguardo sollevato mentre Wilson, sorridendo leggermente, si dirigeva verso la macchinetta del caffè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bene d’accordo,” disse Foreman, ripiegando la sezione di economia macchiata e tirando fuori la prima pagina, “non dircelo, allora.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron tornò al suo solitario. Chase alle sue parole crociate. E poiché nessuno di loro dava in faccia al lavandino e al microonde, entrambi si persero lo scambio che Foreman colse dal bordo del giornale, quando Wilson guardò verso House e fece una specie di alzata di spalle con le sopracciglia e House, prima di sorseggiare il caffè, lo ricambiò con un breve sorriso e un’alzata di spalle di rimando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foreman decise di non pensarci. Dopo tutto, non era in grado di affrontare nulla di più stressante di un caso di ipertensione per lo meno fino a Mercoledì.&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 26 Dec 2006 10:34:44 GMT</pubDate>
  <title>Chiacchiere d&apos;ufficio [Katling73]</title>
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  <description>Eccomi qua con un&apos;altra traduzione. Io ho trovato questa fanfiction molto dolce e consolatoria in questo periodo in cui gli spoiler sembrano alquanto minacciosi. Spero piaccia anche a voi. Buona lettura!^___^&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Chiacchiere d&apos;ufficio&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autrice:&lt;/b&gt; Katling73 (Tradotta da &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating: &lt;/b&gt;Uhm, almeno PG-13, ma più R&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; House ascolta casualmente Cameron e viene a sapere del discorso che Wilson le ha fatto a proposito del “qualcuno” speciale che lo ha fatto sentire divertente e a proposito della frase “saresti sorpresa nello scoprire con che cosa puoi convivere”. Trattandosi di House, ovviamente, deve arrivare alla base del mistero. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disclaimer:&lt;/b&gt; Sfortunatamente non sono miei. Ma pagherei oro per averli.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link: &lt;/b&gt;&lt;a href=&apos;http://swordkat.livejournal.com/46326.html&apos;&gt;http://swordkat.livejournal.com/46326.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House era stravaccato sulla poltrona del suo ufficio, con gli occhi chiusi e le cuffie dell’iPod nelle orecchie, apparentemente con la mente miglia e miglia lontana dall’ospedale. In realtà la musica non stava suonando e lui stava ascoltando attentamente la conversazione che si stava svolgendo nella sala conferenze. La porta tra il suo ufficio e la sala era stata lasciata aperta per qualche motivo e House ne stava approfittando. Adesso poteva ascoltare con sua grande soddisfazione i discorsi del suo team, senza che i suoi componenti si rendessero conto che lo stava facendo. Proprio ora stavano parlando dei loro attuali pazienti - un marito, una moglie e i rispettivi amanti; l’amante della moglie si era preso una brutta malattia, l’aveva passata alla moglie che l’aveva poi passata al marito che l’aveva passata alla sua amante. Così quelle che sembravano due persone collegate e due persone non collegate che mostravano tutte gli stessi sintomi si erano rivelate quattro persone legate molto intimamente. House aveva trovato molto divertente il momento in cui tutti avevano smesso di dire bugie e di intralciare il processo diagnostico. E dall’attuale argomento di conversazione del suo team sembrava che stesse per scoprire cosa ne pensavano Chase, Cameron e Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stai prendendo le parti di lei?”, chiese Foreman, il cinismo che traboccava dalla sua voce. “Per quale motivo? Hanno entrambi torto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa vuoi dire?” chiese Cameron sulla difensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avevano entrambi una relazione,” rispose Foreman. “Non capisco come tu possa provare simpatia per uno di loro. Tutti e due sapevano cosa stavano facendo e qual era la situazione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma lei non sapeva che il suo amante aveva quella malattia,” obiettò Cameron. “Lui non le aveva detto che non si sentiva bene.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì, ma se non avesse avuto una relazione con lui, lei non sarebbe stata contagiata, in primo luogo,” sottolineò Chase con un tono di voce vagamente supponente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu non approvi,” disse Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sono cattolico,” rispose Chase seccamente. “O almeno lo ero. In un certo senso siamo portati a disapprovare questo genere di cose.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Però il dottor Wilson ti piace,” disse Cameron aspramente. “E lui ha avuto più di una relazione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho detto che noi cattolici non approviamo, non che non ci piacciono le persone che fanno questo genere di cose,” rispose Chase con calma. “Ciò che fa il dottor Wilson sono affari suoi. Inoltre penso che due divorzi ed un terzo in programma, se i pettegolezzi hanno ragione, siano una punizione sufficiente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi chiedo perchè...” La voce di Cameron si interruppe pensierosamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti chiedi perchè &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt;?” chiese Foreman, mostrandosi interessato all’argomento a dispetto di se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il dottor Wilson ed io una volta abbiamo parlato,” disse Cameron con aria assente. “Io...Io ho quasi avuto una relazione quando mio marito stava morendo. Glielo stavo raccontando e lui ha detto che aveva incontrato qualcuno che lo aveva fatto sentire divertente, che lo aveva fatto stare bene e che lui non aveva voluto lasciare andare questo sentimento. Mi ha detto anche che è sorprendente ciò con cui puoi convivere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ragionamento interessante,” osservò Foreman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi chiedo quando sia successo,” borbottò Cameron. “Non sembra una cosa recente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sembra più recente di quello che pensi,” disse Chase soprappensiero. “Sembra quasi che sia ancora in corso. ‘Lui non ha voluto lasciar andare questo sentimento.’ ‘E’ sorprendente ciò con cui puoi convivere.’ Non mi sembra una cosa passata.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sussultò leggermente mentre continuava ad origliare. Non riusciva a ricordarsi di Wilson che stava bene durante una delle sue relazioni. Di sicuro apprezzava il sesso, ma di solito si sentiva in colpa subito dopo. Diavolo, perfino durante e prima, la maggior parte delle volte. E per quanto ne sapeva House, nessuna di quelle storie aveva mai fatto sentire Wilson divertente, nessuna lo aveva fatto stare bene, nè erano mai durate più di una notte. Eppure era incline a concordare con Chase; se Cameron aveva riportato correttamente le parole di Wilson, allora la faccenda sembrava davvero a lungo termine, forse ancora in corso in quel momento. Il che era curioso da dire dal momento che lui sarebbe stato pronto a scommettere dei soldi sul fatto che Wilson non stava vedendo nessuno in quel momento. Apparentemente una scommessa squallida dal momento che Wilson era nel bel mezzo del terzo divorzio e dal momento che in quei giorni stava dormendo sul suo divano. Quando si trattava dei divorzi di Wilson, i pettegolezzi non erano sufficientemente sostenuti dai fatti, ma non ne erano nemmeno così lontani. &lt;br /&gt;House si allungò leggermente sulla poltrona mentre qualcosa molto simile alla gelosia gli si accendeva nel petto. Odiava sentirsi così. Odiava il fatto che in un momento imprecisato tra l’infarto, la rottura con Stacy e la vicinanza di Wilson, si fosse innamorato del suo migliore amico. House non ne aveva mai avuto l’intenzione, non lo aveva mai voluto. L’amore ti rende vulnerabile al tradimento, ti fa fare cose stupide, ti spinge a fidarti delle persone. House aveva provato a confinare quel sentimento nello stesso posto in cui confinava la maggior parte delle sue emozioni, ma l’amore per Wilson si era rifiutato di farsi mettere da parte. Aveva continuato a riemergere, di solito nei momenti meno opportuni. Perfino la sua recente notte con Stacy non lo aveva liberato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House non aveva mai avuto problemi con le mogli o con le amanti di Wilson, dal momento che presto o tardi quelle storie finivano. Ma questo... questo suonava più... permanente. Più significativo. La gelosia si fece strada nel suo petto e House si accigliò. Non aveva motivo di sentirsi minacciato da questa donna… ammesso che esistesse. Certamente non sembrava che si fosse intromessa tra lui e Wilson in precedenza. Ciò che aveva fatto accendere la gelosia era il fatto che questa donna aveva ciò che lui desiderava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House aggrottò le sopracciglia, si tolse le cuffie dell’iPod e scaraventò tutto quanto attraverso la stanza.&lt;br /&gt;Osservò  i tre dottori sbattere gli occhi al rumore e non fu completamente sorpreso quando vide Cameron alzarsi e affacciarsi cautamente nella stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutto okay?”, chiese timorosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì,” sbottò House. “Non avete del lavoro da fare invece di spettegolare come una combriccola di vecchie comari?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron sbatté le palpebre e fissò House a lungo prima di voltarsi e di tornare nella sala conferenze. Con la coda dell’occhio House la vide chinarsi in avanti e sussurrare qualcosa ai due uomini, poi tutti e tre uscirono in fretta dalla stanza. House sogghignò guardando le loro schiene che si allontanavano, poi si accasciò di nuovo sulla sua poltrona come un bambino imbronciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maledizione a  Cameron per aver tirato fuori Wilson e questa donna misteriosa! E maledizione a Foreman e a Chase per essere stati interessati e per averla incoraggiata a parlarne!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La porta dalla parte del corridoio si aprì e l’uomo in questione entrò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ehi, House, ho visto il tuo team correre via. Cosa gli hai fatto stavolta?” Chiese Wilson  con un sorrisetto divertito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che te ne importa?” ringhiò House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson guardò House con sorpresa, poi si fece avanti e chiuse la porta che immetteva nella sala conferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Va bene,” disse lentamente. “Cosa hanno fatto per metterti di questo umore?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi dice che è colpa loro?” chiese House con un ghigno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si poggiò contro la scrivania. “Bè, eri davvero di buon umore questa mattina quando siamo usciti di casa, quindi è colpa del tuo team oppure dei tuoi pazienti. Ma da quello che ho sentito l’ultima volta sembra che i tuoi pazienti in realtà ti divertano ora che hanno smesso di mentire e questo rende il tuo team l’unica successiva logica scelta.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutto ciò è incredibilmente pedante da parte tua,” disse House con asprezza. “Hai mai pensato che potresti essere tu?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sembrava piuttosto sorpreso. “Bè, sono bravo, non c’è che dire. Non devo nemmeno essere nella tua stessa stanza per irritarti. Cos’è che avrei fatto adesso?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli rivolse un’occhiata penetrante. “Hai parlato di nuovo con Cameron, a quanto pare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson incrociò le braccia sul petto e si chinò un po’ in avanti. “Parlo con  Cameron abbastanza spesso. Dovrai essere un pò più preciso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si accigliò a queste parole, poi afferrò il bastone e si tirò in piedi. Zoppicò verso l’altro lato della stanza e Wilson si voltò per fronteggiarlo, aspettando con pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora, chi è lei?” Sbottò House, percependo la gelosia pungergli il petto e prendervi una residenza permanente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con grande sorpresa di House, Wilson sbatté gli occhi e assunse un’aria decisamente confusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi?” esclamò l’uomo più giovane, con voce perplessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House esitò per un attimo - quello stupore sembrava davvero genuino - e poi assunse un’espressione beffarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bella mossa,” sbottò. “Chi è lei? La persona che ti fa sentire divertente e che ti fa stare bene?” L’ultima parte fu pronunciata con ironico disprezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mascella di Wilson si spalancò, e il medico fissò l’amico  per un lungo momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sbuffò. “La prossima volta ti consiglio di non parlare con Cameron. Non riesce a tenere il becco chiuso. E che gran rivelazione è stata questa!” Il sarcasmo cominciò ad impregnare le sue parole. “Che questa tua misteriosa ‘Lei’ ti fa sentire divertente e ti fa stare bene e a quanto pare tu non hai voluto rinunciare a questo. Che tu hai potuto convivere con questo. Avevi intenzione di dirmi di chi si tratta prima o poi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sospirò e si passò una mano sul viso. Poi la fece scivolare sulla nuca e prese un’improvvisa decisione. Si allontanò dalla scrivania, camminando per chiudere le due  porte e le tende. Dopo averlo fatto si voltò e si mise di fronte ad House, facendo scivolare entrambe le mani nelle tasche del suo camice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non ho mai detto la parola ‘lei’ a Cameron,” disse con calma, chiedendosi quanto ci sarebbe voluto perché la frase colpisse nel segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sussultò e fissò Wilson. Poi i suoi occhi si spalancarono lentamente, la confusione che cresceva in essi. “Cosa?” sbottò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le labbra di Wilson si piegarono in un sorrisetto. “Non ho mai davvero pronunciato la parola ‘lei’ mentre parlavo con  Cameron,” ripeté. “Ma sì, ho incontrato... &lt;i&gt;qualcuno &lt;/i&gt;che mi ha fatto... &lt;i&gt;mi fa &lt;/i&gt;sentire... divertente e che mi fa stare… bene. Non volevo lasciar andare quel sentimento e non l’ho fatto.” Si fermò e sorrise con tristezza. “Ed è &lt;i&gt;molto &lt;/i&gt;sorprendente quello con cui puoi convivere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rimase in silenzio, certo che ciò sarebbe stato più che sufficiente ad House per mettere insieme i pezzi del puzzle. Aveva aspettato per molto tempo qualche indizio sui veri sentimenti di House e quel giorno il notevole e stranamente incoraggiante sfoggio di quella che supponeva… &lt;i&gt;sperava&lt;/i&gt;... fosse gelosia, da parte dell’uomo era tutto ciò di cui aveva bisogno per ammettere la verità che aveva… evitato con Cameron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House rimase a fissare Wilson mentre digeriva le informazioni e lentamente giunse ad una conclusione che lo rallegrò e lo terrorizzò nello stesso tempo. Un conto era fantasticare su ciò che desiderava, un conto era ottenerlo davvero... la qual cosa era praticamente sicuro che gli venisse offerta proprio in quel momento. Anche mettendo da parte la questione etichettata come ‘Greg e Stacy’, lui era incredibilmente negato per le relazioni. Faceva davvero pena da quel punto di vista. Era polemico, testardo, arrogante, supponente e un bastardo di circa sedici varietà diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo... Wilson lo sapeva già. E a quanto pareva non gli importava. E House sapeva esattamente quali erano i difetti di Wilson. E a parte la faccenda dell’infedeltà, nemmeno a &lt;i&gt;lui &lt;/i&gt;importavano. Non c’era pericolo che uno dei due andasse incontro a questo... se c’era davvero un “questo”, con occhiali dalle lenti rosa. Così forse avrebbe funzionato. Perchè House voleva che funzionasse, non solo per quello che provava, ma anche per il fatto che era troppo negato nelle relazioni, al punto che quando finivano male - e finivano &lt;i&gt;sempre &lt;/i&gt;male, non sbollivano nè finivano in maniera amichevole –non era mai riuscito a rimanere amico delle sue ex.  E se non poteva avere Wilson come amico, allora non c’era motivo di tentare qualcos’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine House si rese conto che l’espressione sul viso di Wilson gli stava dicendo che lui doveva &lt;i&gt;davvero &lt;/i&gt;rispondere qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io?” chiese, con un tono più perplesso di quanto avrebbe voluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sospirò e gli rivolse un affettuoso ed esasperato sorriso. “Sì, idiota.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sbatté le palpebre a quella conferma. “Io ti faccio sentire divertente?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson arrossì leggermente e rivolse lo sguardo verso le sue scarpe. “Sì,” rispose piano. “Perchè tu non ridi a meno che quello che ti viene detto non sia davvero divertente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sopracciglia di House si sollevarono a queste parole e l’uomo si chiese quante persone avevano fatto finta di ridere con Wilson per fargli comprendere così bene la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io ti faccio stare... bene?” Chiese House con curiosità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson arrossì ancora di più. “Sì,” rispose senza pensarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo fissò a lungo, ma James non lo guardò e non continuò a parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I miei assistenti pensano che tu abbia una relazione che dura da molto tempo con… bè, &lt;i&gt;con me &lt;/i&gt;a quanto pare,” proseguì House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si scosse e raschiò il tappeto con una scarpa. “Io... io credo che abbiano ragione se consideri la questione da un certo punto di vista.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vorrei averlo saputo,” borbottò House, ancora con la sensazione di trovarsi in una situazione surreale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel commento fece sollevare gli occhi a Wilson. “Cosa?” chiese con sguardo attento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora era il turno di House di fissare il pavimento. “Vorrei averlo saputo,” ripetè dopo un pò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sei... arrabbiato?” chiese Wilson con un chiaro indizio di speranza nella voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si fece avanti fino a premere la schiena di Wilson contro la scrivania e facendo scivolare la gamba sinistra tra quelle dell’amico. Poggiò il bastone contro il tavolo e mise deliberatamente una mano sul fianco di Wilson, mentre con l’altra gli afferrava la cravatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti sembro arrabbiato?” chiese prima di strattonare la cravatta di Wilson, attirandolo in un bacio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio il bacio fu esitante ed incerto, fino a quando entrambi gli uomini si resero conto che era reale e lo trasformarono in qualcosa di più intenso e appassionato. La mano che prima si trovava sul fianco di Wilson si strinse intorno al suo polso, mentre quella che era intorno alla cravatta risalì e affondò tra i capelli del medico più giovane. A sua volta Wilson afferrò la maglietta di House in una stretta convulsa e cercò di attirarlo ancora più vicino. Questo movimento mise in contatto le loro rapidamente crescenti erezioni ed entrambi gli uomini gemettero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson mise fine al bacio e ansimò, “Non qui.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perchè no?” Disse House mentre rivolgeva la sua attenzione al collo di Wilson,  scoprendo che l’uomo più giovane aveva un sapore buono proprio quanto il suo aspetto faceva pensare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson gemette mentre House si faceva strada lungo il suo collo leccando e mordicchiando, poi prese un lungo respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’... pieno giorno,” rispose, cercando di far funzionare almeno una parte del suo cervello. “Hai dei pazienti. E &lt;i&gt;anche io&lt;/i&gt;.” Wilson ansimò mentre House gli mordeva dolcemente il punto di congiunzione tra il collo e la spalla. “E poi... non voglio farlo in fretta.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si fermò improvvisamente e Wilson trattenne il fiato vedendo l’espressione bramosa e piena di desiderio sul suo viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E come vuoi farlo?” chiese House seriamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si leccò le labbra, notando con piacere la scintilla di desiderio che corse attraverso gli occhi di House a questa azione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Voglio farlo lentamente,” rispose in un sussurro. “Ti voglio nudo e sdraiato sul tuo letto. Voglio scoprire ogni parte del tuo corpo e capire cosa ti fa gemere. Poi voglio che tu faccia la stessa cosa con me. E infine voglio che mi scopi, voglio che tu lo faccia lentamente, che tu lo faccia durare a lungo. Che tu lo faccia in modo da farmi ricordare esattamente cosa è successo anche nei giorni successivi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House emise un suono inarticolato e chinò la testa in modo da poggiarla sulla spalla di Wilson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E tu ti aspetti che io &lt;i&gt;ora &lt;/i&gt;torni al lavoro?” chiese con una risata affannata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson ridacchiò e passò gentilmente una mano tra i capelli di House. “Siamo sulla stessa barca. Ma ho voluto questo per troppo tempo per accontentarmi di una sveltina nel tuo ufficio, Greg. Voglio farlo nel modo giusto...” Esitò per un momento. “E non voglio che questa sia... una cosa a breve termine.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sollevò la testa rapidamente a queste parole, la sua espressione improvvisamente incerta. “Io... io sono davvero &lt;i&gt;pessimo &lt;/i&gt;nelle relazioni a lungo termine.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sorrise e passò gentilmente le dita sulla guancia ruvida di House. “Siamo stati... insieme, se vuoi... per più di dieci anni. Ed è andato tutto bene fino ad ora.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si lasciò andare alla carezza. “Non è la stessa cosa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo so,” rispose Wilson. “Ma noi ci conosciamo. Conosciamo il meglio... e il peggio l’uno dell’altro. Penso che possiamo far funzionare questa cosa.” Sembrava nervoso. “Tu lo vuoi, vero?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sì!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola uscì dalla bocca di House prima che avesse il tempo di pensarci davvero, ed immediatamente l’uomo si accigliò. Wilson ridacchiò e gli diede un bacio veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bene,” disse con soddisfazione.&lt;br /&gt;Poi si sciolse delicatamente dall’abbraccio, sorreggendo House fino a quando recuperò il suo bastone e glielo porse. Poi si allontanò un po’ e House si girò in modo da poggiarsi alla scrivania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dobbiamo tornare tutti e due al lavoro,” disse Wilson, notando nel frattempo che si era calmato abbastanza da camminare normalmente fuori dall’ufficio senza imbarazzo. “Stanotte riprenderemo il discorso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sorriso pieno di calore apparve sul viso di  House e il medico più vecchio picchiettò il pavimento col bastone. “Ricordami di essere gentile con i miei assistenti domani mattina.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Greg, non essere meschino adesso,” disse Wilson con un sorriso, dirigendosi verso la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ehi, andiamo! Quante volte ho l’occasione di prendere in giro, ringraziare e confondere nello stesso tempo?”, fu l’energica risposta di House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;FINE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_iosonosara&apos; lj:user=&apos;danssslemetro&apos; style=&apos;white-space:nowrap;text-decoration:line-through&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://danssslemetro.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://danssslemetro.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;danssslemetro&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; per avermi fatto da beta! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Fri, 08 Dec 2006 16:13:10 GMT</pubDate>
  <title>Il Test [Gena]</title>
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  <description>Titolo: Il Test&lt;br /&gt;Autore: Gena (tradotta da Eowyn)&lt;br /&gt;Beta: &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_iosonosara&apos; lj:user=&apos;danssslemetro&apos; style=&apos;white-space:nowrap;text-decoration:line-through&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://danssslemetro.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://danssslemetro.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;danssslemetro&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; e &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_morgana82&apos; lj:user=&apos;morgana82&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://morgana82.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://morgana82.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;morgana82&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pairing: House/Wilson &lt;br /&gt;Rating: PG &lt;br /&gt;Riassunto: Wilson scopre alcune verità a proposito di sè stesso grazie ad House, a Cameron e ad un test su una rivista.&lt;br /&gt;Link: &lt;a href=&apos;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/9/thegay.html&apos; rel=&apos;nofollow&apos;&gt;http://www.squidge.org/housefanfiction/archive/9/thegay.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il Test&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gena &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come per la maggior parte delle cose destabilizzanti della sua vita, anche questa volta la colpa era tutta di House. James E. Wilson  aveva continuato ad andare avanti inconsciamente, inconsapevole di qualsiasi pericolo incombente e all’improvviso tutto ciò che aveva sempre saputo o pensato di sè era stato messo sottosopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stata una mattinata come tutte le altre, cominciando dal momento in cui si era svegliato sul divano di House fino ad arrivare all’appuntamento per pranzo nella mensa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra queste due cose c’era stata la solita follia dell’avere a che fare con House quando aveva la luna storta e finiva per prendersela con spettatori innocenti. Wilson aveva consolato, consigliato, costretto ad obbedire e coccolato Cameron, Chase, Foreman e House in quest’ordine e le cose si erano stabilizzate nel precario equilibrio a cui lui era solito pensare come al ‘Mondo di House’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi Cameron aveva fatto l’errore di seguirli all’ora di pranzo. Si era avvicinata al &lt;i&gt;sancta sanctorum&lt;/i&gt;, terzo tavolo sulla destra, dietro la pianta di felce e più vicina al tavolo per riscaldare le vivande e aveva mandato in tilt il mondo così come Wilson lo conosceva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo perché in quel momento lei si sentiva insicura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripensandoci Wilson si rendeva conto che probabilmente la sua opera consolatoria era  stata il catalizzatore della catastrofe. Lui semplicemente non riusciva a sopportare di vedere una donna, qualsiasi donna, con quell’aria abbattuta sul viso, quell’aria che House poteva lasciare lungo la sua scia senza nemmeno versare una goccia di sudore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era stata la solita scena nella sala conferenze, Wilson ne era stato testimone dall’angolo del balcone dal quale aveva scoperto di poter vedere senza essere visto. Non avrebbe saputo dire quali erano state le parole esatte, ma le espressioni che piombavano su Cameron erano passate dalla rabbia, al risentimento, all’abbattimento, mentre l’aspetto di House oscillava tra simpatia derisoria e disprezzo offensivo prima di trasformarsi in esultanza maligna e fermarsi lì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo aveva sempre messo in guardia dalla sua sindrome da Cavaliere in Bianca Armatura, ma Wilson non era in grado di resistere al suo congenito misuratore di vulnerabilità, e pur non avendo il desiderio di infilarsi negli slip di Cameron, tuttavia era scivolato nell’ufficio nel momento stesso in cui House ne era uscito. Non aveva nemmeno dovuto pensare a cosa dire, tutto era venuto fuori dalla sua bocca come miele, e prima che lui se ne rendesse conto Cameron stava drizzando le spalle e gli stava rivolgendo un sorriso pieno di gratitudine, mentre Wilson riordinava già la storia nella sua testa e ci aggiungeva dell&apos;ironia per il divertimento di House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente quella sarebbe stata la fine di tutta la faccenda, Wilson avrebbe sfogato alcune delle sue frustrazioni durante la notte oppure sarebbe finito a dormire sul divano di House e avrebbe dovuto affrontare un’infermiera, una segretaria, una contabile oppure un’assistente contrariata la mattina seguente. Ma non aveva fatto i conti con la risolutezza di Cameron, col suo profondo coinvolgimento nel tentare di risolvere il danno emozionale di House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fosse stato saggio Wilson avrebbe dovuto spiegarle che il danno emozionale di House era la sua difesa naturale. Era come una di quella grandi farfalle notturne con ali che le facevano somigliare ad occhi di gufo, oppure come uno di quei pesci dai denti affilati che parevano una roccia inoffensiva. Se gli toglievi il sarcasmo, la rabbia e la sua disarmante capacità di seccare, saresti rimasto con - okay, House sarebbe sempre rimasto sgradevole per il resto della gente, ma quella era comunque la base di tutta la faccenda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così quando Cameron fece la sua apparizione vicino al loro tavolo con una luce da santa negli occhi, Wilson riuscì materialmente a sentire lo sfregare di un fiammifero mentre House si preparava a bruciarla sul rogo. La cosa con cui non aveva fatto i conti era che Wilson non pensava di far parte della benzina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li avrebbe ignorati volentieri; ad House piaceva cominciare lentamente e giungere ad un finale travolgente e Wilson sapeva che se giocava bene le sue carte avrebbe potuto mangiare un po’ del cibo che aveva comprato prima del gran finale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A metà del suo panino al tacchino farcito “...perché tu non capisci il vero amore, House,&quot; stava dicendo Cameron. Wilson sentì un groppo che gli si fermava in gola, maledetto tacchino! Il medico più giovane lo ingoiò aiutandosi con la soda di House mentre la sua attenzione si focalizzava su Cameron, e poi si pulì la bocca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Non è qualcosa che puoi misurare o che puoi calcolare. Non puoi comprarlo o razionalizzarlo o forzarlo quando non c’è.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Davvero?&quot; chiese House. L’arco drammatico delle sue sopracciglia avrebbe dovuto essere un avvertimento, ma Cameron si limitò a scuotere la testa tristemente. &quot;Allora mi sono rifornito dal servizio di prostitute sbagliato. Sono stato truffato. Avevo chiesto specificatamente cinque ore di vero amore, le avevo comprate,  le avevo pagate e ricevute per posta in una scatola col fiocco.&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non troverai mai ciò di cui hai bisogno, “ Cameron, con gli occhi lucidi e le labbra tremanti, riuscì a fare un sorriso coraggioso. &quot;La donna giusta potrebbe entrare qua dentro proprio ora e tu te la lasceresti sfuggire perché non riesci a dimenticare il passato.&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli lanciò un occhiata e Wilson raggelò. Era uno sguardo che conosceva bene. Era lo sguardo che aveva preceduto una rissa terribile in un bar, due ordini restrittivi e una mattinata orribile in cui si era svegliato sul divano di House con indosso solo un paio di mutandine rosa e stringendo un frullatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James aprì la bocca per lanciare un avvertimento,  mandare via Cameron prima che House potesse fare qualcosa che avrebbe fatto piangere i cuccioli di tutto il mondo, ma  House lo anticipò piantando il suo bastone contro l’apparato riproduttivo di Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distratto dal dolore bruciante, James riuscì comunque a sentire le parole di House al di sopra del rumore bianco nella sua testa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Diciamoglielo,&quot; sogghignò House. &quot;Non è al passato che mi sto aggrappando. Mi sto aggrappando a Wilson. Perchè diavolo pensi che viva con me? Anche con gli alimenti da pagare potrebbe comunque permettersi una stanza al Motel 6. Non essere sciocca,  Cameron, James non dorme sul mio divano.&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come se tutto ciò non fosse abbastanza, House si alzò in piedi e gridò, &quot;Sono gay e il mio cuore appartiene all’ebreo più carino dell’ospedale. Wilson, vuoi sposarmi e avere i miei bambini?&quot; . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solitamente una dichiarazione d’amore avrebbe scaldato il cuore di James, ma stavolta l’uomo preferì aggrapparsi alla parte razionale della sua mente per abbassarsi lentamente e scivolare sotto il tavolo con un gorgoglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio, rotto solo da un altro lieve gorgoglio, scese nella mensa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse ad un certo punto era svenuto e parte della sua vita gli era apparsa davanti agli occhi, ricordandogli stranamente un episodio di Dawson&apos;s Creek, solo con dei capelli migliori, ma alla fine Wilson aprì un occhio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla sua posizione vantaggiosa vicino alla scarpa sinistra di House il medico più giovane riuscì a vedere l’espressione sconvolta sul viso di Cameron prima che lei girasse sui tacchi e uscisse dalla stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Alzati, tesoro,&quot; tubò House, colpendolo amorevolmente nelle costole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson riuscì ad alzarsi in piedi, impacciato dal fatto di avere una mano intorno ai suoi gioielli di famiglia e l’altra sulla bocca, ma nel frattempo House era già riuscito a terrorizzare gli ignari presenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era stato solo più tardi, mentre stava sdraiato sul divano del suo ufficio con un impacco freddo tra le gambe, un desiderio di morte nel cuore e l’ultimo numero di ‘Affari da Uomini’ sulla faccia, che Wilson aveva avuto un’epifania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GAY – LA NUOVA TENDENZA? Come scoprire se hai il talento per giocare nell’altra “squadra”. TESTA IL GAY CHE C’E’ IN TE! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano stati i punti esclamativi che avevano attirato la sua attenzione: attaccati com’erano al suo naso sembravano quasi un bruco che si teneva in equilibrio per strisciargli in una narice, ma dopo che Wilson ebbe recuperato la rivista dalla sua credenza e letto alcune domande, il suo mondo cominciò a sgretolarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfogliando innocentemente le pagine e leggendo l’articolo, alla fine comprese di cosa si trattava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TESTA IL GAY CHE C’E’ IN TE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Ritieni che le relazioni con altri uomini siano le più soddisfacenti? &lt;br /&gt;Soddisfacenti? Bè, doveva ammettere che c’era una sorta di gratificazione nel sapere di avere un amico come House. Era molto più sicuro averlo come amico che come nemico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Hai mai avuto pensieri di natura romantica a proposito di un amico intimo? &lt;br /&gt;Okay, doveva ammettere che a volte aveva immaginato di cenare con House ad un vero tavolo, invece di stare rannicchiato su quello da caffè, ma questa fantasia era svanita quando aveva scoperto che House non aveva un tavolo normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Ti asciughi i capelli? &lt;br /&gt;Cosa? Domanda stupida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Quando hai subito un colpo emozionale a chi ti rivolgi?&lt;br /&gt;Oh, ad House, ovvio. Certo, c’era qualcosa di molto allettante nel venire intrappolato, deriso e costretto ad ammettere di essere l’uomo più stupido sulla terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Sai ballare? &lt;br /&gt;Ehi, erano stati i suoi genitori a costringerlo a prendere lezioni. E lui non aveva potuto evitare di vincere la gara di Swing – e sette anni di seguito non è un record! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Se finissi su un’isola deserta di chi sentiresti maggiormente la mancanza?            &lt;br /&gt;Di Angelina Jolie!  Bè, tranne per il fatto che non la conosceva, che lei ora aveva Brad Pitt e la bambina, e che avrebbe probabilmente passato tutto il suo tempo salvando sempliciotti rifugiati che morivano di fame o roba del genere. Così automaticamente doveva dire che la persona che gli sarebbe mancata di più era House. Non perché House fosse il suo unico amico o cose del genere, solo perché ormai si era abituato a subire i suoi abusi e la cosa gli sarebbe mancata molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Hai mai messo i bisogni di un amico intimo prima di quelli della tua ragazza/moglie? House era più bisognoso di tutte le sue tre mogli messe insieme. Ed essersi sposato e aver divorziato tre volte non significava niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Hai mai baciato un  altro uomo? &lt;br /&gt;Bè, questa era ambigua. Dovevano specificare cosa intendevano per bacio. Un bacio a bocca aperta o solo lo svegliarsi ordinariamente con la lingua di un altro uomo nella tua bocca? C’era una differenza. E quest’ultima cosa era successa solo una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Conosci le parole di più di una canzone di Broadway? &lt;br /&gt;Questo era un colpo basso. Tutti conoscevano le parole di Funny Girl, Okalahoma e Music of the Night. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) Qual è l’unica cosa con cui non potresti vivere? &lt;br /&gt;Oh, certo, adesso si supponeva che lui rispondesse automaticamente House. Lui poteva vivere senza House. Probabilmente. Sarebbe stato noioso e senza significato, e lui non avrebbe mai più trovato qualcuno che lo capisse così completamente, ma avrebbe potuto vivere senza House. Certo, senza House la vita non sarebbe stata più tale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oddio, era gay! E non solo un pò gay! Più gay di Mr. Sulu, Richard Simmons e George Clooney messi insieme. Gay! Ed era innamorato di House. Merda. Ad House sarebbe preso un colpo se lo avesse scoperto. Doveva impedire che succedesse. In fondo aveva il suo passaporto e aveva sempre desiderato visitare la Siberia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson, camminando ancora con qualche difficoltà, raggiunse la sua scrivania e la piccola somma di contanti che teneva per emergenze come colleghi offesi da corrompere e  House da tirare fuori di prigione. Aveva appena fatto scivolare i soldi nel portafogli quando la porta si aprì e House zoppicò dentro con un’aria dannatamente sexy – maledizione, forse avrebbe potuto appendere al chiodo il suo camice e trovare lavoro sulla HGTV. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Hai visto la faccia di Cameron?&quot; chiese House con un sorriso che andava da un orecchio all’altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson soppresse il desiderio di cancellargli quel sorriso dalla faccia usando la sua bocca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;L’ha bevuta.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Sì,” annuì Wilson. &quot;Ah, quanto può essere credulona una persona?&quot;, chiese con una debole risata. &quot;Noi due gay! E’ talmente assurdo!&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si avvicinò di più, poggiandosi contro la scrivania dietro di lui. Un persistente aroma di sigari e aglio mescolati al profumo inconfondibile di House per creare un odore forte che si avvolse tutto intorno a Wilson e non lo lasciò andare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il medico più giovane si ritrovò a sporgersi più vicino ad House, inalando l’odore con gli occhi chiusi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aprì gli occhi e vide l’amico che lo guardava torvamente. &quot;Che diavolo stai facendo?&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Uh, niente.&quot; Wilson desiderava davvero che le sue gambe si muovessero, ma quelle erano già diventate la prima scelta ai draft ed erano entrate a far parte dell’altra squadra.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restò fermo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Hai dell’inchiostro sul naso,&quot; notò House. Si sporse in avanti, i penetranti occhi blu che esaminavano Wilson come un laser. &quot;E c’è qualcosa sulla tua fronte.&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo più anziano si avvicinò ancora. Wilson poteva inalare il fiato che House esalava  e lo fece fino a quando questa azione gli tolse il respiro e delle macchie iniziarono a ballargli davanti agli occhi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;E’ una - parola,&quot; disse House.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Una parola?&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Yag.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cos-&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;C’è scritto ‘Yag’ sulla tua fronte.&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo prese per le spalle e lo voltò in modo che Wilson potesse guardare il suo riflesso nello specchio della credenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì, in sbiadito inchiostro a carattere Arial , come una sorta di Marchio di Liberazione,  c’era la parola GAY. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Uh-oh.&quot; I suoi occhi si mossero dalla dichiarazione dei suoi desideri profondi agli occhi del suo migliore amico,  occhi che potevano apparire solitari e inaccessibili quanto la Siberia senza un sacco di contanti americani, ma che al momento sembravano pieni di calore come una strada asfaltata a metà luglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Io mi sono classificato tra Rupert Everett e Richard Chamberlain quando ho testato il gay che c’era in me,&quot; disse House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E fu così che Wilson scoprì che tutto quello che pensava di sapere a proposito di sé  stesso era sbagliato. Lui ERA il tipo di uomo capace di fare sesso selvaggio sulla sua scrivania col suo migliore amico che guarda caso era un uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, cosa più importante, scoprì di essere innamorato di House e che House provava gli stessi sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così anche che Cuddy imparò a bussare prima di piombare negli uffici altrui e che Cameron imparò che House non mentiva mai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 07 Dec 2006 20:58:24 GMT</pubDate>
  <title>R. Norvegicus 1/1</title>
  <link>http://h-w-translators.livejournal.com/3714.html</link>
  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; R. Norvegicus &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_ninefics&apos; lj:user=&apos;9&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://9.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://9.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;9&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Traduttore&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eryslash&apos; lj:user=&apos;eryslash&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eryslash.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eryslash.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eryslash&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; G&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://ninefics.livejournal.com/9866.html&quot;&gt;http://ninefics.livejournal.com/9866.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suono delle chiavi nella serratura svegliò Steve. Si tirò su a sedere e fiutò l&apos;aria mentre la porta si apriva. Cinquegambe (distinto, familiare odore di legno e di qualcosa di medicinale) entrò rumorosamente in casa, con la sua strana andatura, seguito da Uomo-cibo (profumo di pulito, a volte speziato). Uomo-cibo prese la pelle più esterna che Cinquegambe si era tolto e la poggiò su di un uncino, quindi si avvicinò Steve. Raggiunse la sua gabbia e lo sollevò attentamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emise i suoni che significavano offerta di cibo. &quot;Affamato, Steve?&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve arricciò il naso e rotolò sulla zampa anteriore dell&apos; Uomo-cibo finchè non fu sulla schiena. Uomo-cibo solleticò la pancia di Steve e quindi lo ripose sul suo giaciglio. Uomo-cibo prese la mangiatoia e il beverino e scomparve con quelli nella stanza luminosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinquegambe andò in un&apos;altra stanza e ne uscì con una pelle diversa. Guardò Uomo-cibo rimettere a posto il beverino e la mangiatoia nella gabbia di Steve, quindi prese la zampa anteriore di Uomo-cibo. Steve si arrampicò sulla mangiatoia e iniziò a ispezionare il cibo. Prese ed esaminò ogni cosa, assaggiandola e annusandola per decidere se si trattava di uva passa. Era in assoluto quella che preferiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve guardò Cinquegambe e Uomo-cibo mentre selezionava (scartando quelle cose dure e gialle che si supponeva fossero mais). Cinquegambe fece qualcosa a Uomo-cibo e rimosse una lunga striscia di stoffa dalla sua gola. Si chiese se Cinquegambe avrebbe mai insistito nel tenere anche lui in quel modo. Steve si fermò e si grattò il collo, pensandoci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinquegambe lasciò cadere la stoffa e si sedette sul divano. Uomo-cibo sospirò e raccolse il tessuto. Lo piegò e lo infilò in una tasca nella sua pelle. Quindi si sfilò la superficie esterna della pelle così come aveva fatto Cinquegambe quand&apos;era entrato. Uomo-cibo l&apos;appese immediatamente, senza lasciarla prima cadere a terra. Steve s&apos;interrogò sugli umani e sui loro rituali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uomo-cibo si sedette accanto a Cinquegambe e poggiò la testa sulla sua spalla. Cinquegambe mise la sua zampa anteriore attorno a Uomo-cibo e sospirò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve McQueen si era stancato di guardare gli altri animali e riservò completamente la sua attenzione all&apos;uva passa nella sua mangiatoia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House e Wilson osservarono Steve mentre scavava nella sua ciotola. &quot;Scarta sempre il mais. L&apos;hai notato?&quot; chiese Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Mhm.&quot; House annuì lentamente e fece scorrere le dita su e giù lungo il braccio di Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;E allora perchè metti sempre il mais nel mucchio?&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Solo per vedere se lo prenderà, per una volta. Perchè non lo togli prima di dargli da mangiare?&quot; House esitò un momento, poi adagiò il capo contro quello di Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;Solo per vedere se lo prenderà, per una volta.&quot;</description>
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  <pubDate>Thu, 07 Dec 2006 20:40:10 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt;: Decameron&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;: Nakanna Lee (tradotto da Fiorediloto)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt;: 5/10&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: R piuttosto esplicito&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt;: Mercedes (come sempre)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avviso&lt;/b&gt;: Ancora il POV del capitolo precedente. Vi ricordate chi era?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;QUINTO GIORNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevi quindici anni quando hai realmente iniziato a vedere soldi. Ma da quel momento tuo padre avrebbe potuto semplicemente mandarti la vodka and tonic, per quel che cambiava; avrebbe potuto risparmiare il viaggio a tua madre.&lt;br /&gt;Al tempo il taccheggio era un tuo brillante talento. Giusto qualche saponetta, carta igienica, cibo in scatola che sarebbe durato. Nei giorni in cui non te ne fregava proprio niente riuscivi a ficcarti una stecca di dolciumi e una gomma nelle tasche senza che si vedesse. Ti faceva sentire furbo e astuto e autosufficiente.&lt;br /&gt;Se fossi stato invisibile allora, ti avrebbe reso la vita molto più facile. Non avresti dovuto fingere di sparire. Avresti semplicemente potuto farlo.&lt;br /&gt;Ora, anni dopo, perché non goderti questo vantaggio?&lt;br /&gt;Non restituisci la collana, ma non è davvero come &lt;i&gt;infrangere&lt;/i&gt; una promessa; stai solo estendendo un prestito. Ieri hai commesso l’errore di seguire Cameron quando è uscita di corsa fuori dall’appartamento di House. Era furiosa; potevi vedere la rabbia pizzicare sotto la sua pelle e tagliarle la faccia in angoli acuti come vetro macchiato.&lt;br /&gt;La gelosia ha strani effetti sulle donne. A te piace Cameron, ma non tutto di lei. Sarebbe bella se solo la smettesse di pensare così tanto.&lt;br /&gt;Non ha detto una parola a Wilson o a House quando se n’è andata. Mentre tornava rapidamente alla sua macchina, tu l’hai seguita a poca distanza, riuscendo a seguire le sue mosse senza preoccuparti di venire marchiato come il pervertito che non riesce a distogliere gli occhi dalla scollatura di una donna.&lt;br /&gt;La collana può anche essere brutta, ma a qualcosa è utile.&lt;br /&gt;Cameron era troppo furiosa, per quanto potevi saperne. Wilson si era evidentemente fermato per una notte, o forse per un’altra delle infami partite a poker di House, ma lei che si aspettava? Nessuno dei due ha altri amici, in realtà. Quindi lui stava traslocando lì. Niente di così eccessivo. Probabilmente era solo temporaneo. Problemi con la moglie. O stava divorziando di nuovo?&lt;br /&gt;Qualunque cosa sia. Sei sicuro che lui avesse una spiegazione logica, per quanto Cameron non ne abbia chiesta neanche una prima di marciare furiosa fuori dall’appartamento.&lt;br /&gt;Forse tutti i suoi vecchi ragazzi hanno tradito la promessa di prendersi cura di lei. O di lasciare che lei si prendesse cura di loro, qualunque scusa freudiana lei possa trovare per giustificarsi. I suoi amanti devono aver eretto &lt;i&gt;altari&lt;/i&gt; per lei, pensi, sogghignando fino all’esagerazione; devono aver organizzato ogni cosa intorno alla sua santa esistenza. O forse è perché nessuno di loro è rimasto. Perché lei si &lt;i&gt;aspettava&lt;/i&gt; che lo facessero.&lt;br /&gt;Dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che House è l’ultima persona sulla faccia della terra che possa fare qualcosa di vagamente simile. È già fortunata che lui dia segno di conoscerla.&lt;br /&gt;Consideri le tue possibilità di spuntare convenientemente a casa sua e chiederle di uscire per un drink, ma l’aura negativa che le si irraggia intorno è troppo forte per esaurirsi. Pensi che non ci sia gusto ad essere invisibile se la persona che stai seguendo sta solo andando a rimuginare in silenzio per nulla. &lt;br /&gt;Restare da House e origliare la sua conversazione con Wilson dovrebbe essere più interessante, decidi più tardi. Sai che rivuole indietro la collana, ma se la tieni per un altro giorno non dovrebbe essere un problema.&lt;br /&gt;Non che nel frattempo possa trovarti per riprendersela. Semplicemente resterai invisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando House raccoglie il giornale, questa mattina, tu scivoli attraverso l’uscio senza problemi. Sono circa le otto, e lui è ancora in pantaloni da ginnastica e maglietta scolorita.&lt;br /&gt;Wilson emerge dal bagno, arruffato dopo un’altra notte passata su un divano dall’aspetto orrendo e bitorzoluto. Chiede il giornale, poi si ferma a metà della frase quando vede House asciugare con la prima pagina del succo d’arancia versato sul tavolo.&lt;br /&gt;È un disastro, gamba o meno. Non importa. Forse ha assunto Wilson come cameriera personale. Moglie in rodaggio.&lt;br /&gt;Soffochi una risata che viene fuori come uno sbuffo inudibile.&lt;br /&gt;Mentre House si libera di metà del giornale e Wilson recupera quel che è rimasto, rubi un pezzo di cialda fredda dalla cucina. Assumeresti Wilson per cucinare anche per te. C’è dello sciroppo d’acero sul tavolo che non ti dispiacerebbe metterci sopra appena quei due si allontanano dalla cucina.&lt;br /&gt;Li guardi mentre si muovono in cerchio l’uno intorno all’altro, fermandosi qualche momento per fare commenti su niente in particolare. Continui ad aspettare che l’argomento Cameron salti fuori, ma non è proprio menzionato. Neppure il lavoro.&lt;br /&gt;Di fatto, praticamente ti strozzi con la cialda rubata quando Wilson passa accanto a House e gli posa un bacio sui capelli.&lt;br /&gt;Okay. È uno scherzo. Aspetti la sferzata sarcastica di House, ma non arriva nulla. Semplicemente resta a fissare il vuoto con aria contemplativa. Ti siedi dall’altra parte a titolo di prova, le sopracciglia corrugate, chiedendoti cosa sta pensando, cosa può vedere.&lt;br /&gt;Lui alza lo sguardo e i suoi occhi incontrano i tuoi per un mezzo secondo, ma poi di nuovo si fissano sul muro dietro di te. Puoi sentire un pensiero rimescolarsi nella sua testa, la lingua dondolare avanti e indietro nella bocca mentre medita le parole.&lt;br /&gt;“Wilson.”&lt;br /&gt;“Sì?”&lt;br /&gt;“Vieni qui.”&lt;br /&gt;Il tuo stomaco compie una capriola su se stesso prima che uno dei due si muova. Essere invisibile ha accresciuto i tuoi sensi, e l’aspro sfogo di adrenalina ora riempie i tuoi processi mentali con nient’altro che pura e terrorizzata consapevolezza di te stesso.&lt;br /&gt;House contrae le dita, facendo cenno a Wilson di avvicinarsi e piegarsi all’altezza del suo sguardo. Entrambi ti stanno fissando dall’altro capo del tavolo. Due paia d’occhi, azzurri e ramati, che si ritagliano la strada attraverso la tua espressione paralizzata. Il frigo rompe il silenzio per un momento con uno scatto del congelatore.&lt;br /&gt;Sei in mostra. Santo Dio.&lt;br /&gt;“Lo vedi?”&lt;br /&gt;Wilson guarda House, ed è così vicino a lui che praticamente le sue labbra gli sfiorano la guancia. Che diavolo…?&lt;br /&gt;“Dove?” chiede.&lt;br /&gt;“Lì.” House solleva un dito nodoso e lo punta con aria accusatoria verso il centro della tua fronte, esattamente tra le sopracciglia. “Guarda bene. È proprio piccolo…”&lt;br /&gt;Ti sposti involontariamente.&lt;br /&gt;“… proprio lì. Lo vedi?”&lt;br /&gt;Nessuno ti aveva avvertito che l’effetto della collana stava svanendo! Prima che tu possa scappare, Wilson si è mosso verso di te, la mano stesa come a toccare e rivelare le tracce increspate di un’altra presenza.&lt;br /&gt;Ti tuffi in basso, scivolando mezzo fuori dalla sedia e mezzo sul pavimento.&lt;br /&gt;Wilson passa giusto dietro di te. “Qui?”&lt;br /&gt;Lasciandoti scivolare completamente sul linoleum, sbirci dalla tua posizione tra le gambe del tavolo. Wilson ha la mano appoggiata sul muro e lo ispeziona per un momento prima di tornare da House.&lt;br /&gt;“Sì. Ehi, non ci strofinare sopra le tue mani sporche” brontola House.&lt;br /&gt;“Non c’è nessuna macchia qui. Forse è un po’ irregolare, ma è uno scherzo della luce, penso.”&lt;br /&gt;“Be’, ci sarà un segno ora. Macchie di sciroppo.”&lt;br /&gt;“Mi sono lavato le mani.”&lt;br /&gt;Una pausa sospettosa, e poi, “Buono a sapersi.”&lt;br /&gt;Controlli il respiro mentre torna normale. Quindi non potevano vederti. Porti di nuovo una mano alla faccia per conferma, e non c’è ancora niente, lì. Sei salvo.&lt;br /&gt;Stai pensando di scivolare fuori da sotto l’oscurità del tavolo e della tovaglia quando senti House spingere indietro la sedia. Guardi i suoi piedi, ancora solo coi calzini, muoversi pesantemente verso Wilson, che almeno è riuscito ad accoppiare alla sua maglietta da notte un paio di pantaloni e scarpe da ginnastica.&lt;br /&gt;Puoi vedere solo i loro piedi e le loro gambe dalle ginocchia in giù. Si mischiano strettamente per un secondo, poi un po’ più a lungo; e quando House si tira indietro i piedi di Wilson lo seguono di nuovo, quasi camminando tra quelli di House e tenendoli vicini.&lt;br /&gt;Che diavolo stanno facendo?&lt;br /&gt;Riconosci il familiare suono della pelle che si sfrega contro i vestiti, e immediatamente un brivido ti attraversa le ossa. Stanno scherzando. Non stanno… Be’, certo, tutti hanno detto che &lt;i&gt;potevano &lt;/i&gt;esserlo, ma era molto più facile presupporre che &lt;i&gt;non lo fossero&lt;/i&gt;…&lt;br /&gt;Sai che dovresti seppellirti la testa tra le mani, ma invece scivoli giù per avere una visione più completa da sotto il tavolo. House ha lasciato scivolare una mano sotto la maglietta di Wilson. La bocca indugia sul suo pomo d’Adamo, mentre Wilson è fermo, le spalle contro il muro, e trascina le dita leggermente piegate contro il segno che House diceva di aver visto.&lt;br /&gt;Sei scioccato di scoprire che Wilson è molto più rumoroso di quanto pensassi. Non che tu ci abbia mai pensato. O pensato a House. Nessuno più di Cameron, intendi. E quell’&lt;i&gt;unica volta&lt;/i&gt; è stata semplice curiosità, eri depresso e giovane e – &lt;i&gt;Aspetta&lt;/i&gt;, smettila di affannarti a trovare scuse…&lt;br /&gt;Perché ti stai difendendo? Per chi? Nessuno è qui a vederti. Non lo sapranno mai.&lt;br /&gt;Dopo un secondo di autocritica per stabilire cosa dovresti e cosa non dovresti fare, li segui in salotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sei disgustato, solo preso in contropiede, perché ti piace pensarti come un buon giudice del carattere – o, almeno, dell’istinto umano. Ma non riesci a capire che vantaggio potrebbe offrire Wilson a House, o viceversa, se è per questo; certamente, nessuno dei due si appoggia all’altro per avere protezione sul lavoro, ed entrambi hanno reputazioni troppo infami per rimetterle a posto semplicemente fraternizzando l’uno con l’altro.&lt;br /&gt;O forse è questo. Non c’è niente di sconcertante nel vederli assieme.&lt;br /&gt;Il sangue ti romba selvaggiamente nelle orecchie quando House spinge Wilson con fermezza contro il sofà, e forse la tua curiosità &lt;i&gt;non se n’è&lt;/i&gt; andata; &lt;i&gt;non è stata&lt;/i&gt; rimossa tra le memorie disordinate della tua gioventù a mezzo mondo di distanza. Li guardi, il respiro intrappolato nella gola, mentre House tiene saldamente fermo il corpo di Wilson con le mani sulle sue spalle. Indugia per un momento, gli occhi che perlustrano indagatori il viso remissivo di Wilson, e tu ti contorci e aspetti e detesti questa attesa.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Era due anni più vecchio di te&lt;/i&gt;, riesci a ricordare, vagamente. Pensavi di essere riuscito a dimenticare quella storia.&lt;br /&gt;Dio. Ora House si muove. Mordicchia brevemente le labbra di Wilson, succhiando quello inferiore finché non diventa fucsia e pulsante. Il gemito di Wilson si confonde col suono liberatorio che si leva quando tiri giù la cerniera. Finché non ci pensi, non c’è niente di male.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fumatore accanito a diciotto anni. Bocca dal sapore di posacenere. La migliore televisione e il miglior computer giù nel suo scantinato. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Wilson riesce a raccogliere il viso di House tra le mani, ma House lo spinge via rapidamente, spingendo la sua lingua nella bocca dischiusa del più giovane.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Suo padre era un investitore, gli dava tutto quello che voleva. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;House strattona e sbottona tutti i vestiti che può, ignorando la camicia di Wilson quando quella pende storta dal gomito del più giovane. Wilson non si fermerà per scrollarsela di dosso neanche un secondo; le sue dita sono troppo impegnate a percorrere convulse traiettorie intorno ai capelli di House e lungo la sua nuca. Il capo gli cade indietro con un tonfo smorzato quando House preme i fianchi contro di lui, allo stesso tempo forte e rapido ma anche qualcos’altro che cerchi di focalizzare. &lt;i&gt;Esperto&lt;/i&gt;, forse. È questo. Wilson inarca la schiena contro il sofà mentre cerca di sollevarsi verso House, che gli sta sopra. Il suo gemito pare vivere dentro di te.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L’odore di amido del suo divano ti pervade ancora le narici. Umido da morire, in quello scantinato. Pioveva. La tua stretta sul bracciolo ti lasciò i palmi arrossati mentre perdevi coscienza di dove le sue mani stessero andando. Le lasciasti fare. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La tua vista ormai è offuscata mentre febbricitante cerchi di continuare a muovere la mano in un ritmo in qualche modo sincrono a quello di House, occupato a prendersi cura di loro due. Ma House è volutamente discontinuo, adesso, porta Wilson vicino al limite e poi si ferma, e per un qualche patto non espresso anche tu devi fermarti. La mascella ti fa male per la forza con cui stringi i denti, lottando per trattenere il grido che ti contorce le corde vocali e si sforza di lasciar sfuggire almeno uno dei loro nomi.&lt;br /&gt;“House”, sussurri una volta. Nient’altro.&lt;br /&gt;Wilson sta farfugliando parole senza senso, e i tuoi fianchi si spingono istintivamente verso la tua mano mentre guardi la disperazione ardente nella sua faccia, un grido sfuggire a un’improvvisa stimolazione. Trascina le unghie corte giù fino alla base della schiena di House. Scorticando la pelle, lì, traccia disegni confusi, e quando ti lecchi le labbra che sanno di sale pensi che anche quei segni dovrebbero avere lo stesso sapore. Stai tremando, le gambe aperte e sull’orlo del cedimento, mentre cerchi di guardare e le tue palpebre si fanno pesanti.&lt;br /&gt;Wilson lotta con i pantaloni da ginnastica che House non ha ancora sfilato. House lo lascia brancolare per un attimo, proprio come ti lascia commettere errore dopo errore dopo &lt;i&gt;errore&lt;/i&gt;, provocandoti costantemente, spietato, finché non ne ha avuto abbastanza.&lt;br /&gt;Non ti saresti mai aspettato che House si spostasse più in basso su di lui. Quando lo fa inspiri bruscamente, salvandoti dall’essere scoperto solo perché Wilson si unisce a te in un coro di piacere rotto e intermittente. La stranezza delle loro posizioni ti brucia dentro, aspramente, un’ossessione, il mormorio come alcool che ti assale le vene. Avevi pensato che sarebbe stato Wilson, o in realtà chiunque altro, a stare agli ordini di &lt;i&gt;House&lt;/i&gt;, non il contrario.&lt;br /&gt;Pensieri fugaci che potresti aver avuto – e non ne hai avuti molti, solo quando eri talmente perso nella tua fantasia che davvero non importava più cosa stessi immaginando…&lt;br /&gt;I pensieri fugaci su House erano sempre dominatore-dominato. Tu sul pavimento. Inginocchiato. Un’infinita sequela di clichè. Qualunque cosa volesse. Qualunque cosa per compiacerlo.&lt;br /&gt;Ma essere visto come un oggetto ha i suoi vantaggi. Ora non sei uno sciocco invischiato in complicazioni morali. Semplicemente percepisci, sei percepito, e questo è tutto. L’appagamento è puro e diretto, se solo riesci a dimenticare quanto osceno sarà il tuo ricordo per qualche altro minuto.&lt;br /&gt;Non durerai per molto ancora. Wilson è sprofondato nell’umidità della bocca di House, e tu preghi con fervore che in quest’ultima carezza non ti sentano gridare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo, non sarai in grado di guardarlo in faccia per settimane. Non riesci neppure a immaginare come gli restituirai la collana. Forse puoi semplicemente lasciarla in segreto nel suo ufficio quando lui non c’è.&lt;br /&gt;La tua mente sibila debolmente per un minuto e oltre. Scompigliati, i capelli biondi coprono i lati della tua visuale come paraocchi. Li scuoti da un lato. Sbattendo le palpebre un paio di volte, l’immagine torna ad allinearsi.&lt;br /&gt;Respirano pesantemente, schiacciati l’uno sull’altro, ancora sul divano. Wilson massaggia in piccoli circoli la schiena di House. Dopo qualche momento, sposta il suo tocco sul retro della sua coscia destra. Ti chiedi quando dolore ci sia lì. È un pensiero spiacevole, comunque, quindi non resta a lungo nella tua mente.&lt;br /&gt;L’analisi non è il tuo passatempo preferito, e non vuoi farla adesso. Ma i tuoi lontani ricordi sono affiorati caoticamente alla superficie. Ti chiedi se ti abbiano abitato dentro per tutto questo tempo, restando latenti e aspettando di scuotersi e liberarsi come intonaco sbriciolato. Guardando House e Wilson praticamente avviluppati insieme sul sofà, ti senti come se fossi seduto in mezzo alle loro rovine.&lt;br /&gt;Wilson bacia lentamente la linea non rasata della mascella di House, con una tenerezza che ti fa bruciare d’imbarazzo. Lo lasci da parte mentre ti rimetti goffamente in ordine. I jeans tirati su dalle caviglie, i capelli risistemati.&lt;br /&gt;Dopo pochi minuti, Wilson scivola via verso il bagno e House sembra troppo assonnato per provare a imitarlo.&lt;br /&gt;Ti richiudi silenziosamente la porta d’ingresso alle spalle. Lasci subito la collana sulla sua scrivania quando arrivi in ospedale, senza restare nei paraggi e dover spiegare perché sei in ritardo di un giorno nella restituzione.&lt;br /&gt;Cameron – è ossessionata, davvero – è ancora fumante di rabbia. Non puoi evitare di chiederti se sa quanto furiosa dovrebbe essere.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: R piuttosto esplicito&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt;: Mercedes (come sempre)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avviso&lt;/b&gt;: Ancora il POV del capitolo precedente. Vi ricordate chi era?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUINTO GIORNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevi quindici anni quando hai realmente iniziato a vedere soldi. Ma da quel momento tuo padre avrebbe potuto semplicemente mandarti la vodka and tonic, per quel che cambiava; avrebbe potuto risparmiare il viaggio a tua madre.&lt;br /&gt;Al tempo il taccheggio era un tuo brillante talento. Giusto qualche saponetta, carta igienica, cibo in scatola che sarebbe durato. Nei giorni in cui non te ne fregava proprio niente riuscivi a ficcarti una stecca di dolciumi e una gomma nelle tasche senza che si vedesse. Ti faceva sentire furbo e astuto e autosufficiente.&lt;br /&gt;Se fossi stato invisibile allora, ti avrebbe reso la vita molto più facile. Non avresti dovuto fingere di sparire. Avresti semplicemente potuto farlo.&lt;br /&gt;Ora, anni dopo, perché non goderti questo vantaggio?&lt;br /&gt;Non restituisci la collana, ma non è davvero come &lt;i&gt;infrangere&lt;/i&gt; una promessa; stai solo estendendo un prestito. Ieri hai commesso l’errore di seguire Cameron quando è uscita di corsa fuori dall’appartamento di House. Era furiosa; potevi vedere la rabbia pizzicare sotto la sua pelle e tagliarle la faccia in angoli acuti come vetro macchiato.&lt;br /&gt;La gelosia ha strani effetti sulle donne. A te piace Cameron, ma non tutto di lei. Sarebbe bella se solo la smettesse di pensare così tanto.&lt;br /&gt;Non ha detto una parola a Wilson o a House quando se n’è andata. Mentre tornava rapidamente alla sua macchina, tu l’hai seguita a poca distanza, riuscendo a seguire le sue mosse senza preoccuparti di venire marchiato come il pervertito che non riesce a distogliere gli occhi dalla scollatura di una donna.&lt;br /&gt;La collana può anche essere brutta, ma a qualcosa è utile.&lt;br /&gt;Cameron era troppo furiosa, per quanto potevi saperne. Wilson si era evidentemente fermato per una notte, o forse per un’altra delle infami partite a poker di House, ma lei che si aspettava? Nessuno dei due ha altri amici, in realtà. Quindi lui stava traslocando lì. Niente di così eccessivo. Probabilmente era solo temporaneo. Problemi con la moglie. O stava divorziando di nuovo?&lt;br /&gt;Qualunque cosa sia. Sei sicuro che lui avesse una spiegazione logica, per quanto Cameron non ne abbia chiesta neanche una prima di marciare furiosa fuori dall’appartamento.&lt;br /&gt;Forse tutti i suoi vecchi ragazzi hanno tradito la promessa di prendersi cura di lei. O di lasciare che lei si prendesse cura di loro, qualunque scusa freudiana lei possa trovare per giustificarsi. I suoi amanti devono aver eretto &lt;i&gt;altari&lt;/i&gt; per lei, pensi, sogghignando fino all’esagerazione; devono aver organizzato ogni cosa intorno alla sua santa esistenza. O forse è perché nessuno di loro è rimasto. Perché lei si &lt;i&gt;aspettava&lt;/i&gt; che lo facessero.&lt;br /&gt;Dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che House è l’ultima persona sulla faccia della terra che possa fare qualcosa di vagamente simile. È già fortunata che lui dia segno di conoscerla.&lt;br /&gt;Consideri le tue possibilità di spuntare convenientemente a casa sua e chiederle di uscire per un drink, ma l’aura negativa che le si irraggia intorno è troppo forte per esaurirsi. Pensi che non ci sia gusto ad essere invisibile se la persona che stai seguendo sta solo andando a rimuginare in silenzio per nulla. &lt;br /&gt;Restare da House e origliare la sua conversazione con Wilson dovrebbe essere più interessante, decidi più tardi. Sai che rivuole indietro la collana, ma se la tieni per un altro giorno non dovrebbe essere un problema.&lt;br /&gt;Non che nel frattempo possa trovarti per riprendersela. Semplicemente resterai invisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando House raccoglie il giornale, questa mattina, tu scivoli attraverso l’uscio senza problemi. Sono circa le otto, e lui è ancora in pantaloni da ginnastica e maglietta scolorita.&lt;br /&gt;Wilson emerge dal bagno, arruffato dopo un’altra notte passata su un divano dall’aspetto orrendo e bitorzoluto. Chiede il giornale, poi si ferma a metà della frase quando vede House asciugare con la prima pagina del succo d’arancia versato sul tavolo.&lt;br /&gt;È un disastro, gamba o meno. Non importa. Forse ha assunto Wilson come cameriera personale. Moglie in rodaggio.&lt;br /&gt;Soffochi una risata che viene fuori come uno sbuffo inudibile.&lt;br /&gt;Mentre House si libera di metà del giornale e Wilson recupera quel che è rimasto, rubi un pezzo di cialda fredda dalla cucina. Assumeresti Wilson per cucinare anche per te. C’è dello sciroppo d’acero sul tavolo che non ti dispiacerebbe metterci sopra appena quei due si allontanano dalla cucina.&lt;br /&gt;Li guardi mentre si muovono in cerchio l’uno intorno all’altro, fermandosi qualche momento per fare commenti su niente in particolare. Continui ad aspettare che l’argomento Cameron salti fuori, ma non è proprio menzionato. Neppure il lavoro.&lt;br /&gt;Di fatto, praticamente ti strozzi con la cialda rubata quando Wilson passa accanto a House e gli posa un bacio sui capelli.&lt;br /&gt;Okay. È uno scherzo. Aspetti la sferzata sarcastica di House, ma non arriva nulla. Semplicemente resta a fissare il vuoto con aria contemplativa. Ti siedi dall’altra parte a titolo di prova, le sopracciglia corrugate, chiedendoti cosa sta pensando, cosa può vedere.&lt;br /&gt;Lui alza lo sguardo e i suoi occhi incontrano i tuoi per un mezzo secondo, ma poi di nuovo si fissano sul muro dietro di te. Puoi sentire un pensiero rimescolarsi nella sua testa, la lingua dondolare avanti e indietro nella bocca mentre medita le parole.&lt;br /&gt;“Wilson.”&lt;br /&gt;“Sì?”&lt;br /&gt;“Vieni qui.”&lt;br /&gt;Il tuo stomaco compie una capriola su se stesso prima che uno dei due si muova. Essere invisibile ha accresciuto i tuoi sensi, e l’aspro sfogo di adrenalina ora riempie i tuoi processi mentali con nient’altro che pura e terrorizzata consapevolezza di te stesso.&lt;br /&gt;House contrae le dita, facendo cenno a Wilson di avvicinarsi e piegarsi all’altezza del suo sguardo. Entrambi ti stanno fissando dall’altro capo del tavolo. Due paia d’occhi, azzurri e ramati, che si ritagliano la strada attraverso la tua espressione paralizzata. Il frigo rompe il silenzio per un momento con uno scatto del congelatore.&lt;br /&gt;Sei in mostra. Santo Dio.&lt;br /&gt;“Lo vedi?”&lt;br /&gt;Wilson guarda House, ed è così vicino a lui che praticamente le sue labbra gli sfiorano la guancia. Che diavolo…?&lt;br /&gt;“Dove?” chiede.&lt;br /&gt;“Lì.” House solleva un dito nodoso e lo punta con aria accusatoria verso il centro della tua fronte, esattamente tra le sopracciglia. “Guarda bene. È proprio piccolo…”&lt;br /&gt;Ti sposti involontariamente.&lt;br /&gt;“… proprio lì. Lo vedi?”&lt;br /&gt;Nessuno ti aveva avvertito che l’effetto della collana stava svanendo! Prima che tu possa scappare, Wilson si è mosso verso di te, la mano stesa come a toccare e rivelare le tracce increspate di un’altra presenza.&lt;br /&gt;Ti tuffi in basso, scivolando mezzo fuori dalla sedia e mezzo sul pavimento.&lt;br /&gt;Wilson passa giusto dietro di te. “Qui?”&lt;br /&gt;Lasciandoti scivolare completamente sul linoleum, sbirci dalla tua posizione tra le gambe del tavolo. Wilson ha la mano appoggiata sul muro e lo ispeziona per un momento prima di tornare da House.&lt;br /&gt;“Sì. Ehi, non ci strofinare sopra le tue mani sporche” brontola House.&lt;br /&gt;“Non c’è nessuna macchia qui. Forse è un po’ irregolare, ma è uno scherzo della luce, penso.”&lt;br /&gt;“Be’, ci sarà un segno ora. Macchie di sciroppo.”&lt;br /&gt;“Mi sono lavato le mani.”&lt;br /&gt;Una pausa sospettosa, e poi, “Buono a sapersi.”&lt;br /&gt;Controlli il respiro mentre torna normale. Quindi non potevano vederti. Porti di nuovo una mano alla faccia per conferma, e non c’è ancora niente, lì. Sei salvo.&lt;br /&gt;Stai pensando di scivolare fuori da sotto l’oscurità del tavolo e della tovaglia quando senti House spingere indietro la sedia. Guardi i suoi piedi, ancora solo coi calzini, muoversi pesantemente verso Wilson, che almeno è riuscito ad accoppiare alla sua maglietta da notte un paio di pantaloni e scarpe da ginnastica.&lt;br /&gt;Puoi vedere solo i loro piedi e le loro gambe dalle ginocchia in giù. Si mischiano strettamente per un secondo, poi un po’ più a lungo; e quando House si tira indietro i piedi di Wilson lo seguono di nuovo, quasi camminando tra quelli di House e tenendoli vicini.&lt;br /&gt;Che diavolo stanno facendo?&lt;br /&gt;Riconosci il familiare suono della pelle che si sfrega contro i vestiti, e immediatamente un brivido ti attraversa le ossa. Stanno scherzando. Non stanno… Be’, certo, tutti hanno detto che &lt;i&gt;potevano &lt;/i&gt;esserlo, ma era molto più facile presupporre che &lt;i&gt;non lo fossero&lt;/i&gt;…&lt;br /&gt;Sai che dovresti seppellirti la testa tra le mani, ma invece scivoli giù per avere una visione più completa da sotto il tavolo. House ha lasciato scivolare una mano sotto la maglietta di Wilson. La bocca indugia sul suo pomo d’Adamo, mentre Wilson è fermo, le spalle contro il muro, e trascina le dita leggermente piegate contro il segno che House diceva di aver visto.&lt;br /&gt;Sei scioccato di scoprire che Wilson è molto più rumoroso di quanto pensassi. Non che tu ci abbia mai pensato. O pensato a House. Nessuno più di Cameron, intendi. E quell’&lt;i&gt;unica volta&lt;/i&gt; è stata semplice curiosità, eri depresso e giovane e – &lt;i&gt;Aspetta&lt;/i&gt;, smettila di affannarti a trovare scuse…&lt;br /&gt;Perché ti stai difendendo? Per chi? Nessuno è qui a vederti. Non lo sapranno mai.&lt;br /&gt;Dopo un secondo di autocritica per stabilire cosa dovresti e cosa non dovresti fare, li segui in salotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sei disgustato, solo preso in contropiede, perché ti piace pensarti come un buon giudice del carattere – o, almeno, dell’istinto umano. Ma non riesci a capire che vantaggio potrebbe offrire Wilson a House, o viceversa, se è per questo; certamente, nessuno dei due si appoggia all’altro per avere protezione sul lavoro, ed entrambi hanno reputazioni troppo infami per rimetterle a posto semplicemente fraternizzando l’uno con l’altro.&lt;br /&gt;O forse è questo. Non c’è niente di sconcertante nel vederli assieme.&lt;br /&gt;Il sangue ti romba selvaggiamente nelle orecchie quando House spinge Wilson con fermezza contro il sofà, e forse la tua curiosità &lt;i&gt;non se n’è&lt;/i&gt; andata; &lt;i&gt;non è stata&lt;/i&gt; rimossa tra le memorie disordinate della tua gioventù a mezzo mondo di distanza. Li guardi, il respiro intrappolato nella gola, mentre House tiene saldamente fermo il corpo di Wilson con le mani sulle sue spalle. Indugia per un momento, gli occhi che perlustrano indagatori il viso remissivo di Wilson, e tu ti contorci e aspetti e detesti questa attesa.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Era due anni più vecchio di te&lt;/i&gt;, riesci a ricordare, vagamente. Pensavi di essere riuscito a dimenticare quella storia.&lt;br /&gt;Dio. Ora House si muove. Mordicchia brevemente le labbra di Wilson, succhiando quello inferiore finché non diventa fucsia e pulsante. Il gemito di Wilson si confonde col suono liberatorio che si leva quando tiri giù la cerniera. Finché non ci pensi, non c’è niente di male.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fumatore accanito a diciotto anni. Bocca dal sapore di posacenere. La migliore televisione e il miglior computer giù nel suo scantinato. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Wilson riesce a raccogliere il viso di House tra le mani, ma House lo spinge via rapidamente, spingendo la sua lingua nella bocca dischiusa del più giovane.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Suo padre era un investitore, gli dava tutto quello che voleva. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;House strattona e sbottona tutti i vestiti che può, ignorando la camicia di Wilson quando quella pende storta dal gomito del più giovane. Wilson non si fermerà per scrollarsela di dosso neanche un secondo; le sue dita sono troppo impegnate a percorrere convulse traiettorie intorno ai capelli di House e lungo la sua nuca. Il capo gli cade indietro con un tonfo smorzato quando House preme i fianchi contro di lui, allo stesso tempo forte e rapido ma anche qualcos’altro che cerchi di focalizzare. &lt;i&gt;Esperto&lt;/i&gt;, forse. È questo. Wilson inarca la schiena contro il sofà mentre cerca di sollevarsi verso House, che gli sta sopra. Il suo gemito pare vivere dentro di te.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L’odore di amido del suo divano ti pervade ancora le narici. Umido da morire, in quello scantinato. Pioveva. La tua stretta sul bracciolo ti lasciò i palmi arrossati mentre perdevi coscienza di dove le sue mani stessero andando. Le lasciasti fare. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La tua vista ormai è offuscata mentre febbricitante cerchi di continuare a muovere la mano in un ritmo in qualche modo sincrono a quello di House, occupato a prendersi cura di loro due. Ma House è volutamente discontinuo, adesso, porta Wilson vicino al limite e poi si ferma, e per un qualche patto non espresso anche tu devi fermarti. La mascella ti fa male per la forza con cui stringi i denti, lottando per trattenere il grido che ti contorce le corde vocali e si sforza di lasciar sfuggire almeno uno dei loro nomi.&lt;br /&gt;“House”, sussurri una volta. Nient’altro.&lt;br /&gt;Wilson sta farfugliando parole senza senso, e i tuoi fianchi si spingono istintivamente verso la tua mano mentre guardi la disperazione ardente nella sua faccia, un grido sfuggire a un’improvvisa stimolazione. Trascina le unghie corte giù fino alla base della schiena di House. Scorticando la pelle, lì, traccia disegni confusi, e quando ti lecchi le labbra che sanno di sale pensi che anche quei segni dovrebbero avere lo stesso sapore. Stai tremando, le gambe aperte e sull’orlo del cedimento, mentre cerchi di guardare e le tue palpebre si fanno pesanti.&lt;br /&gt;Wilson lotta con i pantaloni da ginnastica che House non ha ancora sfilato. House lo lascia brancolare per un attimo, proprio come ti lascia commettere errore dopo errore dopo &lt;i&gt;errore&lt;/i&gt;, provocandoti costantemente, spietato, finché non ne ha avuto abbastanza.&lt;br /&gt;Non ti saresti mai aspettato che House si spostasse più in basso su di lui. Quando lo fa inspiri bruscamente, salvandoti dall’essere scoperto solo perché Wilson si unisce a te in un coro di piacere rotto e intermittente. La stranezza delle loro posizioni ti brucia dentro, aspramente, un’ossessione, il mormorio come alcool che ti assale le vene. Avevi pensato che sarebbe stato Wilson, o in realtà chiunque altro, a stare agli ordini di &lt;i&gt;House&lt;/i&gt;, non il contrario.&lt;br /&gt;Pensieri fugaci che potresti aver avuto – e non ne hai avuti molti, solo quando eri talmente perso nella tua fantasia che davvero non importava più cosa stessi immaginando…&lt;br /&gt;I pensieri fugaci su House erano sempre dominatore-dominato. Tu sul pavimento. Inginocchiato. Un’infinita sequela di clichè. Qualunque cosa volesse. Qualunque cosa per compiacerlo.&lt;br /&gt;Ma essere visto come un oggetto ha i suoi vantaggi. Ora non sei uno sciocco invischiato in complicazioni morali. Semplicemente percepisci, sei percepito, e questo è tutto. L’appagamento è puro e diretto, se solo riesci a dimenticare quanto osceno sarà il tuo ricordo per qualche altro minuto.&lt;br /&gt;Non durerai per molto ancora. Wilson è sprofondato nell’umidità della bocca di House, e tu preghi con fervore che in quest’ultima carezza non ti sentano gridare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo, non sarai in grado di guardarlo in faccia per settimane. Non riesci neppure a immaginare come gli restituirai la collana. Forse puoi semplicemente lasciarla in segreto nel suo ufficio quando lui non c’è.&lt;br /&gt;La tua mente sibila debolmente per un minuto e oltre. Scompigliati, i capelli biondi coprono i lati della tua visuale come paraocchi. Li scuoti da un lato. Sbattendo le palpebre un paio di volte, l’immagine torna ad allinearsi.&lt;br /&gt;Respirano pesantemente, schiacciati l’uno sull’altro, ancora sul divano. Wilson massaggia in piccoli circoli la schiena di House. Dopo qualche momento, sposta il suo tocco sul retro della sua coscia destra. Ti chiedi quando dolore ci sia lì. È un pensiero spiacevole, comunque, quindi non resta a lungo nella tua mente.&lt;br /&gt;L’analisi non è il tuo passatempo preferito, e non vuoi farla adesso. Ma i tuoi lontani ricordi sono affiorati caoticamente alla superficie. Ti chiedi se ti abbiano abitato dentro per tutto questo tempo, restando latenti e aspettando di scuotersi e liberarsi come intonaco sbriciolato. Guardando House e Wilson praticamente avviluppati insieme sul sofà, ti senti come se fossi seduto in mezzo alle loro rovine.&lt;br /&gt;Wilson bacia lentamente la linea non rasata della mascella di House, con una tenerezza che ti fa bruciare d’imbarazzo. Lo lasci da parte mentre ti rimetti goffamente in ordine. I jeans tirati su dalle caviglie, i capelli risistemati.&lt;br /&gt;Dopo pochi minuti, Wilson scivola via verso il bagno e House sembra troppo assonnato per provare a imitarlo.&lt;br /&gt;Ti richiudi silenziosamente la porta d’ingresso alle spalle. Lasci subito la collana sulla sua scrivania quando arrivi in ospedale, senza restare nei paraggi e dover spiegare perché sei in ritardo di un giorno nella restituzione.&lt;br /&gt;Cameron – è ossessionata, davvero – è ancora fumante di rabbia. Non puoi evitare di chiederti se sa quanto furiosa dovrebbe essere.&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 07 Dec 2006 20:23:01 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Defensive Strategies &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; R&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 4/4 + Coda&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_ewyn_stark&apos; lj:user=&apos;ewyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://www.livejournal.com/userinfo.bml?user=ewyn_stark&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://www.livejournal.com/userinfo.bml?user=ewyn_stark&apos;&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt; www.squidge.org/housefanfiction/archive/3/defensivestrategies.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Grazie a &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; perché senza di lei non sarei mai riuscita a penetrare i segeti del livejournal!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Vennero seguiti da diverse occhiate uscendo dal ristorante. Wilson evitò d’incontrare lo sguardo di chiunque e pregò che nessuna di quelle persone capitasse mai alla clinica, o peggio ancora, avesse bisogno di un oncologo. Si fece anche un appunto mentale di non tornare più a mangiare in quel posto, il che era un peccato; il cibo in sé, o almeno quello che poteva ricordare nel mezzo della sua massiccia crisi d’identità sessuale, era stato eccellente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio in macchina verso l’appartamento di House non fu il momento più imbarazzante che gli fosse capitato di sopportare, forse non rientrava nemmeno nella top five delle cose più imbarazzanti, ma era stato un tipo strambo alle superiori ed essere stato sposato tre volte significava tre diversi insiemi di parenti, il che probabilmente aveva molto a che fare con quello. Ci furono molti silenzi imbarazzati e occhiate sfuggevoli, ma la cosa buona di quello che era appena successo era che la sua libido fosse tornata sotto controllo almeno un po’, così da non costringerlo a passare l’intero viaggio a pensare che per battezzare effettivamente la corvette avrebbero dovuto farci sesso dentro. Non l’intero viaggio, no—solo alcune parti selezionate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a pensarci bene, House in nero e rosso avrebbe creato un bel contrasto disteso sul cofano... No. Non avrebbe pensato a quello. Non era la sua libido a comandare. Era quella di House, e ovviamente ne aveva un controllo decisamente migliore del proprio. Forse. Almeno sperava. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson non sapeva che significato attribuire, se ne aveva, al fatto che fermandosi davanti alla porta di House gli sembrasse di tornare a casa, o il fatto che entrare lo rilassasse in qualche modo, persino nell’attuale situazione sospesa tra loro. Non era nemmeno sicuro di volerci pensare troppo; ne aveva già abbastanza su cui meditare per il momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un momento di silenzio imbarazzato, entrambi in piedi vicino alla porta senza voler ancora incontrare l’uno lo sguardo dell’altro, prima che House chiedesse bruscamente, “Vuoi una birra?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso sia meglio che io affronti la cosa da sobrio,” ammise Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House emise un suono indistinto che avrebbe potuto essere un assenso e si diresse attraverso la cucina in direzione del salotto, fermandosi sulla soglia abbastanza a lungo da spogliarsi della giacca e lasciarla cadere sul divano, con un vago tintinnare dalla boccetta di pillole. Wilson lo seguì un po’ più lentamente, ma si sentiva stupido a tenere la giacca quando House si era tolto la sua, perciò la lasciò sul divano, grigio scuro contro nero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualche ragione notava il contrasto molto di più quella notte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House finì per sedersi sulla panca al piano, fronteggiandolo, e considerato il momento rappresentava una scelta significativa, trattandosi della sua zona comfort. All’epoca in cui Wilson lo aveva informato del suo imminente divorzio da Julie, House era rimasto seduto lì per tutto il tempo, suonando occasionalmente una nota o due punteggiando la conversazione, e i peli sulle braccia di Wilson si erano quasi rizzati quando era finalmente riuscito a capire perché gli suonasse così familiare: House aveva fatto esattamente la stessa cosa la volta in cui gli aveva detto di stare per chiedere a Julie di sposarlo. Questa volta aveva serrato entrambe le mani intorno al bastone, e Wilson ne era grato; House sapeva suonare magnificamente, ma quell’una o due note di contrappunto alla discussione erano orribili per i suoi nervi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio si prolungò. Wilson se ne stava a disagio nel mezzo della stanza, le mani sprofondate nelle tasche, e guardava verso House, o per meglio dire stava fissando le gambe della panca su cui era seduto. House lo stava osservando, e il fatto che lo stesse seriamente scrutando aveva molto a che fare con la decisione di Wilson di fissare lo sguardo sulla panca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ebbene?” chiese House alla fine, inarcando le sopracciglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io—“ cominciò Wilson, poi s’interruppe e si leccò le labbra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai detto che avresti parlato,” House precisò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson gli lanciò uno sguardo quasi risentito. “Solitamente sai farlo meglio tu.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Di solito non—“ cominciò, poi s’interruppe e per un minuto guardò altrove. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non cosa?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu parli. Delle tue faccende. Questo era il patto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sono sicuro che le nostre faccende si separino poi così nettamente.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu una pausa e poi House si produsse nel fantasma di una risata, sorridendo indistintamente e tornando a guardarlo. “Solitamente non m’importa poi molto. Tu—“ si fermò ancora, poi fece un profondo respiro e terminò, fissando intensamente le sue ginocchia. “Tu importi.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La calda ondata di piacere che venne provocata da quello fu interamente inaspettata, e fu abbastanza perché finalmente Wilson trovasse il coraggio di sedersi su una sedia vicina. House si voltò sulla sua panca per seguire il movimento. Ma persino da seduto, Wilson non era sicuro di come spiegare tutto quello, perché lui stesso non lo capiva fino in fondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Devo cominciare io?” disse alla fine House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io... No. Ho solo bisogno...” si fermò e piegò la testa all’indietro, fissando il soffitto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non dirmi che non sapevi di piacere a tutti,” disse House nel suo tono più ragionevole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma certo che lo so. Io—“ Sospirò ancora e tornò a guardarlo. “Il fatto è che in verità non è così. Chiunque io abbia mai conosciuto e a cui io sia piaciuto era perché... tutto l’insieme. Il fatto che io sia attraente, e gentile, e abbia successo, e ... sia il classico bravo ragazzo.” Tutto ciò a cui riusciva a pensare adesso era il momento in cui aveva detto a Julie che l’avrebbe lasciata, ed ella aveva sputato fuori qualcosa a proposito di come un terzo divorzio lo avrebbe fatto sembrare, e lui aveva finalmente compreso che non gl’importava più. Che non era davvero importante. Era stato allo stesso tempo liberatorio e terrificante. “Non so se ci sia mai stato qualcuno a cui sia piaciuto al di là di questo. O se, una volta spogliato di tutto, sarebbero svaniti tutti.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un altro silenzio, e Wilson si ritrovò a fissare il tappeto. &lt;br /&gt;Finalmente House spezzò il silenzio con “Eccetto me.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Eccetto te,” assentì Wilson, e sentì un’altra oncia di tensione lasciare il suo corpo. “Io...” Deglutì, trasse un profondo respiro, e ammise, “Ti voglio.” Era stato sorprendentemente semplice, tutto considerato. “Ma voglio che tu mi voglia per più di una...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso di House era sardonico. “Non solo un’altra bella faccia?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sembra stupido a dirsi, non è così?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso piano piano si spense mentre gli occhi di House restavano fissi su di lui. “No, non lo è,” disse alla fine, quietamente, prima di sollevarsi e raggiungere il bracciolo della sedia di Wilson. House gli lanciò un altro lungo, sguardo indagatore, e Wilson si ritrovò a chiedersi come avesse fatto a non accorgersi per tanto tempo del modo in cui quegli occhi azzurri aumentassero le sue pulsazioni. Poi House si chinò e lo baciò ancora, con gentilezza e dolcemente; Wilson chiuse gli occhi, ma House indugiò solo per un istante prima di tirarsi indietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è mai stato quello per me,” gli disse, ad appena qualche centimetro di distanza. Wilson tenne gli occhi chiusi e si prese un secondo per godere della sensazione, inalare il suo respiro, la vicinanza e il calore, e come sembrasse in qualche modo più intimo del loro bacio corpo a corpo nei bagni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapeva che non poteva durare, e fu così, perché House tornò a raddrizzarsi, percorrendo la stanza fino a quella che Wilson non poté fare a meno di pensare come alla distanza di sicurezza del divano. “Questa rimane comunque una cattiva idea,” gli disse House lungo la strada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si fosse sollevato e l’avesse seguito, House avrebbe potuto ritrarsi ancora più distante, perciò Wilson si appoggiò semplicemente allo schienale della sedia, serrando le mani in mezzo alle ginocchia e seguendolo con lo sguardo. Attese fino a che non fu seduto per dire “Continuo a dire che ne abbiamo avute di peggio.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’espressione di House era indecifrabile, ed egli studiò il pavimento per un lungo secondo prima di sollevare lo sguardo e chiedere, “Lo sai come andrà a finire?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi dice che debba andare così?” lo sfidò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House assunse un’espressione esasperata prima di distogliere nuovamente lo sguardo. Wilson non poté evitare di notare come le sue braccia fossero incrociate sullo stomaco, mentre il resto della postura stesse cercando di imitare un’aria distesa. “La mia fortuna. La tua storia. Entrambi i nostri insiemi di rispettivi problemi. La mia amarezza. La tua solitudine. Il modo che ho di respingere le persone e tu che non riesci a fare a meno di attirarle. Il—“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fermati,” disse Wilson, atono, chiudendo gli occhi di fronte alla litania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo fece per un minuto, prima di continuare, in un tono quasi gentile. “Il punto è.. non può funzionare.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson aprì gli occhi e incontrò il suo sguardo.”Non puoi saperlo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House proseguì come se non avesse parlato, lo sguardo che si rivolgeva internamente. “E quando tutto andrà in pezzi, nessuno di noi avrà la tempra di andare avanti in modo anche lontanamente civile. Sarà un disastro e uno di noi due dovrà trasferirsi a Detroit.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson non riuscì a trattenere un sorriso, e propose “Penso che potremmo riuscire a cavarcela con Pittsburgh.&quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli rispose con un eguale sorriso, ma con molta più amarezza al suo interno. “No, decisamente sarebbe per lo meno Detroit. E solo se andrà minimamente bene; esistono alcuni scenari che terminano con uno di noi costretto a lasciare il paese.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso tu stia esagerando.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“O forse sei solo tu a volerlo pensare. Finisci sempre per imbarcarti in relazioni dicendo a te stesso che funzionerà, che questa volta sarà quella buona. L’unica differenza è che, questa volta so di non essere la persona giusta, e non ho paura a dirtelo,” House replicò, la voce quasi dolorosamente tranquilla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E aveva centrato un punto, Wilson doveva ammetterlo: in effetti faceva così. Solo che pensava di non starsi comportando alla stessa maniera questa volta, e in ogni caso, c’era ancora una cosa in quello che House aveva detto che valeva la pena di considerare. “Ma tu hai paura. Di questo. Di cosa potrebbe succedere se funzionasse.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu una pausa, e poi House chiese, quietamente, “Tu non lo sei?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed era.. allo stesso tempo la cosa più sbagliata e la più giusta che qualcuno gli avesse mai detto. Perché era così: l’unica cosa più spaventosa della possibilità che non potesse funzionare era la possibilità che succedesse. Che questo davvero potesse essere per tutta la vita, perché non aveva mai pianificato nulla del genere; non era compreso sulla mappa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi, nemmeno lo erano stati i suoi tre divorzi, e guardando bene adesso, molte delle cose per cui Wilson aveva fatto dei piani.. non avevano lo stesso valore di un tempo. Erano le cose normali, le cose che era supposto una persona volesse, e fino a che Wilson non aveva incontrato House non si era mai posto il problema se valesse davvero la pena averle. Eccetto che House non era mai sembrato pensarla allo stesso modo, e aveva fornito una lista di cose del tutto diverse da considerare, per cui lottare. L’onesto, seppure risentito rispetto dei propri simili, piuttosto che il falso rispetto che egli otteneva perché sentivano di doverglielo. La consapevolezza di aver fatto assolutamente il miglior lavoro di cui fosse capace in ogni senso, piuttosto che la pigra formalità di un lavoro ben fatto per poi venirne elogiato ben al di là di ciò che meritava. Il brivido del correre un rischio, osare una possibilità, e vedersene ripagati, piuttosto che rimanere nei sicuri limiti del perfezionismo. Avere amici che ti apprezzavano così a fondo da restare al tuo fianco anche quando avrebbero voluto strozzarti, piuttosto che amici che ti conoscevano a un livello talmente blando da non aver mai affrontato nulla che li avesse fatti sentire per lo meno scoraggiati, men che meno propensi all’omicidio. Vivere, nel presente e nel momento, piuttosto che essere semplicemente buoni per una qualche nebulosa ricompensa futura che avrebbe potuto arrivare o meno. &lt;br /&gt;Perché questo non era un test, nulla di quello era un test, perciò ogni cosa che facevi nel momento aveva importanza; questo momento, questo battito, aveva lo stesso valore di quelli che avresti avuto nei cinquant’anni successivi, e dovevano essere usati e vissuti al massimo del potenziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E messo in quel modo, improvvisamente Wilson non aveva desiderato nulla di più nella sua vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ritrovò a sorridere, che valse la pena solo per il ‘Okay, che diavolo succede?’ che attraversò il viso di House in risposta. “Sono spaventato? Terrorizzato. Ma non rinuncerò all’opportunità per nulla al mondo.” L’espressione di House si fece sempre più ovvia e Wilson aggiunse, “Parlo sul serio.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House rivolse gli occhi al soffitto. “L’hanno drogata quella pasta?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson stava ancora sorridendo quando si sollevò in piedi. “Faresti meglio a sperare di no. Ne hai preso anche tu—in effetti, pensando a come ti sei rubato i miei gamberi, penso tu ne abbia avuta di più.” Attraversò la stanza e si accomodò sul divano vicino ad House, che gli lanciò uno sguardo tra l’impaurito e il desideroso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non sto mentendo a me stesso, House,” gli disse. “Non mi aspetto un tipo di amore da favola e un finale felice. Penso che la maggior parte del tempo sarà orribile, perché francamente tu sei un bastardo e io ho.. i miei problemi. Ma d’altro canto...” Si allungò e afferrò una delle sue mani, allontanandola dal suo corpo; House esitò solo un istante prima di lasciarsi andare, e Wilson gentilmente gli distese le dita, lasciando la mano a palmo aperto prima di posarvi un fugace bacio nel centro. Le dita dell’altra mano ancora intorno al corpo si strinsero, come Wilson notò, ma lo ignorò incontrando lo sguardo dubbioso di House con fermezza. “Vuoi dirmi che non ne varrebbe la pena?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sorrise leggermente, ma aveva ancora quella punta di amarezza. “Non accetterai un no come risposta, non è così.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson esitò per un momento, guardando in basso. “Se tu mi dicessi onestamente di non volerlo.. me ne andrei. E noi potremmo.. tentare di tornare a come erano le cose prima.” Rimase non espresso tra loro come quel tentativo si sarebbe con ogni probabilità rivelato un insuccesso. “Ma...” Incontrò gli occhi di House senza esitazione. “Mi hai sempre detto che tu non menti mai. Allora?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lo guardò per un lungo momento, gli occhi che cominciavano a spalancarsi e a farsi indagatori e poi a restringersi. “Oh, all’inferno.” Disse alla fine, e afferrò Wilson per le spalle, attirandolo a sé per un altro bacio assolutamente desiderato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorridendo, Wilson decise che avrebbe potuto abituarsi di buon grado a familiarizzare più spesso con la lingua di House. In effetti, semi disteso contro di lui com’era al momento, stava considerando esserci più cose a cui poteva attualmente abituarsi. La sua mano era rimasta posata sulla coscia sana di House, ma quando riuscì a spostarsi abbastanza da recuperare un po’ d’equilibrio, gli sembrò una cosa perfettamente ragionevole da fare muovere la mano su e verso l’interno, e fare la conoscenza di una parte completamente nuova dell’anatomia di House, una parte che sembrava del tutto lieta di fare la sua conoscenza. House, con un movimento spasmodico, si scostò dal loro bacio con un ansito che si trasformò presto in un gemito mentre Wilson continuava nella sua esplorazione. E Wilson si ritrovò a sorridere a quell’espressione, annotandosi mentalmente di tentare di ottenerla il più spesso possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, scostandosi leggermente così da poter studiare meglio la situazione, Wilson decise che ci sarebbe stato bisogno di una guida per questo genere di cose, perché, seriamente, doveva esistere una parola per il momento in una rivelazione di sessualità in corso quando si passava dall’essere semplicemente attratto da un altro uomo al desiderare attivamente di compiere qualcosa di fisico e mai prima contemplato col suddetto uomo. Proprio come in quel momento Wilson si trovava a desiderare di lasciarsi cadere in ginocchio, bloccargli i fianchi sul divano con le mani, e scoprire se fare un pompino era facile come alcune ragazze lo facevano sembrare, o difficile come per alcune altre. Nel caso fosse vero l’ultimo, decise di lasciar perdere per il momento; ci sarebbero state altre occasioni, sebbene nutrisse il furtivo sospetto che House potesse offrire un nuovo codice di moda indossando semplicemente quella camicia rossa aperta, una maglietta nera, un’erezione e nient’altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo non necessariamente appropriato per il pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo sai,” fece il punto House, appoggiandosi allo schienale e scoprendo la linea del collo in un modo che Wilson trovò un irresistibile invito, “non abbiamo ancora considerato la questione su chi debba stare sopra...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu devi sempre complicare le cose,” sussurrò Wilson contro la pelle della mandibola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fa parte del mio fascino,” mormorò House, oscillando pigramente i fianchi contro la pressione delle mani di Wilson. “Hey,” aggiunse dopo un pausa, “Pensi di poter ancora provare ad indossare solo quella doppia lavagna?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson smise di fare quello che stava facendo e gli lanciò una lunga occhiata. “Ti rendi conto di essere strano, vero? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli sorrise di traverso “Strano va bene per me.”&lt;/p&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a name=&quot;cutid2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;*** &lt;br /&gt;Coda &lt;br /&gt;*** &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i postumi di quella notte particolare si protrassero teoricamente per anni, ciò che Wilson considerò l’ultimo impatto realmente rilevante derivato da quello, avvenne cinque settimane più tardi, quando svoltando al bancone della clinica si ritrovò a fronteggiare un seno stranamente familiare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando finalmente sollevò la sua attenzione da quel petto, gradevolmente costretto in una camicetta bianca e una giacca scura con una targhetta che riportava la dicitura “Dr. Charmaine Larue”, Wilson si trovò ad incontrare un paio di occhi scuri decisamente familiari e sardonicamente compiaciuti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh Dio,” disse, senza nemmeno pensare, “dimmi che non lavori qui.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo sorriso era affascinante esattamente come lo ricordava persino con meno trucco e quell’aspetto professionale, cosa che lo aveva mandato in confusione in un primo momento; non aveva quasi riconosciuto quel seno d’attacco al di fuori del suo habitat naturale. Si camuffava sorprendentemente bene. “No,” disse la ragazza, quel tono sensuale stranamente assente dalla sua voce che risuonava frizzante e discretamente impersonale. “Sono appena stata chiamata per un consulto e non ho resistito all’impulso di salutarti quando ti ho visto. In più volevo distoglierti dall’idea che potessi avere che io ti stessi perseguitando—Mi è solo capitato di vedervi insieme l’ultima volta che sono stata qui e ho fatto qualche domanda.” Il suo sorriso si fece per un attimo sardonico. “E sono stata assicurata che non ci fosse nulla sotto. Avete una bella copertura—Dio sa come riusciate a mantenerla.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisamente si dimostrava molto più ragionevole una volta separata dal resto del branco. “Um.. grazie, suppongo.” Ella inarcò le sopracciglia per un minuto, e Wilson si ritrovò incapace di non chiedere, “Sei davvero una—“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venne interrotto da due direzioni in una volta sola. L’arrivo di House sapeva vagamente di deja vu, tranne per il fatto che non arrivò a circondargli la vita lì al lavoro; Wilson si scostò comunque da lui per principio. Dall’altra direzione, fece la sua comparsa la Cuddy, e lei ed House passarono lungi secondi a fissarsi l’uno con l’altro con sguardi imperscrutabili, impegnati in una delle loro silenziose conversazioni delle quali persino dormire con House non lo aveva condotto più vicino nel decifrarle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualsiasi cosa si stessero comunicando, la interruppero quasi nello stesso istante, la Cuddy rivolgendosi verso la dottoressa Larue e House verso Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora, hai finito qui?” House gli chiese con tono sottinteso, indicando con un vago cenno del capo e un balenio dello sguardo che la domanda era rivolta all’improvvisa comparsa del seno imponente all’ospedale, piuttosto che ai doveri clinici di Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, con tono più elevato, la Cuddy disse, “Dottoressa Larue, la ringrazio per il suo aiuto. C’è qualcos’altro che possiamo fare per lei prima che se ne vada?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu una breve pausa, durante la quale Wilson incontrò lo sguardo della Dottoressa Larue e vide la stessa espressione vagamente divertita che sospettava dovesse trovarsi anche nei suoi occhi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensandoci bene, forse è andata per il meglio,” gli disse, con un leggero sorriso. “Non so se avrei sopportato tutto questo quotidianamente. Voi due..” il suo sorriso si allargò e gli occhi brillarono per un istante di una luce familiarmente malevola, “divertitevi. Non che dubiti che lo fareste in ogni caso.” Lanciò loro un altro sorriso, e poi si voltò ed uscì dalla clinica seguita dallo sguardo di tutti e tre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ecco che se ne vanno un paio di tette come mai le ho viste,” disse House, guardandola andarsene. La Cuddy si voltò verso di lui con le sopracciglia sollevate e un’espressione incredula, e House gli lanciò uno sguardo falsamente apologetico. “Sì, scusa, incluse le tue.” Si fermò un secondo e occhieggiò la linea della sua blusa. “Sebbene ammetto ci vadano vicino.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rivolse lo sguardo al soffitto e distolse brevemente lo sguardo; non lo aveva mai preso davvero sul serio persino prima che lui e House finissero insieme, e non avrebbe certo cominciato adesso. Avevano già abbastanza problemi senza includere inutili gelosie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lieve sbuffare della Cuddy sembrò dimostrarsi d’accordo con la sua valutazione circa la sincerità di House. “Allora chi di voi due vuole dirmi cosa significava?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson improvvisamente si dimostrò molto interessato a studiare le proprie carte, ma House le lanciò solo un sorriso noncurante. “Ti pare un tipo insistente?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sopracciglia inarcate della Cuddy stavano per un ‘Sì, e?’ che persino Wilson riuscì a leggere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ebbene lo è,” continuò House. “Stava facendo tutta la ragazza-single-a-caccia verso il povero Jimmy qui presente, mentre lui soffriva ancora di debolezza post- divorzio.” Wilson sollevò di nuovo gli occhi al soffitto, ma lo lasciò proseguire. “Perciò abbiamo finto di stare insieme per farla desistere.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi della Cuddy si spalancarono e le sopracciglia tornarono ad inarcarsi; mentalmente, Wilson memorizzò quell’espressione per i giorni tetri. Non era l’espressione più incredula che le avesse visto lanciare ad House, ma probabilmente avrebbe raggiunto la top ten. “E.. ha funzionato?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè.. sì.” Disse House, come se pensasse fosse una cosa del tutto ovvia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi della Cuddy li passarono in rassegna prima di inalare un profondo respiro e aggiungere, “E.. davvero non c’è niente.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutta una recita, lo giuro,” le disse House, lo sguardo del tutto innocente e pieno di entusiasmo, cosa che le fece sollevare gli occhi e rivolgersi verso Wilson, che le indirizzò un piccolo sorriso di disagio e un’alzata di spalle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, ha funzionato,” le disse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei si fermò, lanciò loro un&apos;altra occhiata dubbiosa, e poi andò via, una mano premuta su una tempia e un lieve borbottare “No, non voglio davvero sapere niente,”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambi la osservarono allontanarsi e poi si voltarono per fronteggiarsi per un lungo istante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, era vero all’epoca,” dichiarò House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sorrise, scosse la testa, e si diresse verso la porta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fine&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name=&apos;cutid2-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 07 Dec 2006 20:19:08 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Defensive Strategies &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; R&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 3/4 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt; www.squidge.org/housefanfiction/archive/3/defensivestrategies.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il bagno era piccolo, come solitamente lo sono quelli dei ristoranti-solo due cubicoli, un orinatoio, e un lavandino. House era al lavandino quando Wilson fece il suo ingresso, ma il resto del posto era deserto. Perfetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste un espediente per far sì che la porta resti chiusa. La maggior parte delle persone non lo imparava mai; Wilson aveva perfezionato la sua tecnica prima di aver compiuto ventun anni. Forse si sarebbe dovuto sentire in colpa per quello, o per lo meno preoccupato delle potenziali conseguenze del bloccare il bagno maschile di un ristorante affollato, ma più di tutto quello che sentiva era una disperata eccitazione ed era stanco di aspettare. Incolpò la torta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House, che gli aveva lanciato un fuggevole sguardo interessato dalla specchiera quando era entrato, osservò l’azione di bloccaggio della porta con un’espressione stupita sul volto. Con aria quasi assente si asciugò le mani con un foglio di carta prima di appallottolarlo e lanciarlo con mano esperta verso il cestino. “Lo sai, “ commentò, con una leggerezza che sembrava talmente genuina da colpire Wilson come falsa, “Sapevo che non eri a posto con la situazione.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io non-“ cominciò Wilson, e poi esitò, perché non era del tutto sicuro di come finire la frase, o se per quello, cosa fare dopo. La realtà di trovarsi solo e teoricamente al riparo da interruzioni in un bagno con House non lo aveva esattamente colpito fino a quel momento. Adrenalina, shock, e un sacco di rivelazioni consecutive lo avevano condotto fino a quel punto, e improvvisamente Wilson sentì la marea recedere, lasciandolo a secco in uno strano posto. “E’..” tentò di nuovo, e finì per fissare semplicemente House, deglutendo dopo un momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House piegò il capo e fece quasi privatamente un piccolo,amaro sorriso. &lt;br /&gt;“Bene, sarà divertente. Potremmo provare con delle sciarade. O forse tu potresti scrivere un appunto e passarmelo. Sai, era questa la ragione per cui volevo aspettare di essere arrivati al tuo appartamento...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagini di House nel suo appartamento lo portarono a pensieri di House nel suo letto, il che riportò parte di quell’impellente eccitazione. Wilson si leccò le labbra timidamente, e House distolse lo sguardo per un momento, quel sorrisino amaro che s’intensificava. “Non sono sicuro di farcela a guidare fino a casa,” ammise Wilson, la voce gli era uscita stranamente senza inflessioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovevi conoscere House piuttosto bene per essere in grado di leggere come l’avesse presa: nessuna reazione a parte un lieve spalancarsi degli occhi, e quella quasi totale assenza era la cosa più evidente. Anche gli occhi di Wilson si spalancarono e si ritrovò a compiere una veloce e disperata riconsiderazione, perché non c’era modo che la sua affermazione avesse potuto ottenere una risposta talmente piena di dolore da parte di House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House non aveva ancora incontrato i suoi occhi mentre zoppicava verso la porta. “Bene, possiamo sempre chiamare un taxi,” cominciò, ma non andò più avanti perché finalmente il cervello di Wilson comprese come House fosse riuscito a interpretare tutto nel modo sbagliato, e come fosse rimasto dell’idea che Wilson se la fosse presa per quello che era successo. Che Wilson avesse un serio problema con quello, del tipo ‘Non so più come essere tuo amico ’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era piuttosto certo che afferrare House, spingerlo contro il muro di fianco alla porta, e baciarlo con forza riconferisse per lo meno la giusta prospettiva. Le labbra di House erano morbide come le ricordava, e la lingua esattamente amichevole, una volta che il primo momento di shock fu passato. Ora che non erano più appollaiati su degli sgabelli Wilson poteva appoggiarsi a lui, premendo la schiena di House contro il muro e sé stesso contro House, facendo attenzione a far gravare il suo peso sulla sua gamba sana. House emise un debole suono quando Wilson si spinse contro di lui, la lingua che s’introduceva nella sua bocca, e il braccio sinistro si sollevò per circondargli la schiena. &lt;br /&gt;Wilson rispose con un mugolio felice da parte sua, e si strofinò contro di lui con più forza, godendo della pressione dell’anca e della coscia di House sul suo inguine, e del fatto che per il momento almeno non dovesse distrarsi dalla quarta erezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciò andare la giacca di House e fece scivolare le mani lungo il suo petto, compiaciuto dei mormorii di House in risposta. Sapeva che House si prendeva più cura di se stesso di quello che poteva sembrare a prima vista, ma fu lo stesso quasi sorpreso nel sentire la consistenza dei muscoli sotto i vestiti; Wilson non resistette l’impulso di lasciar scorrere le dita giù verso l’orlo della maglietta, e poi scivolò al di sotto di essa, pelle su pelle e i muscoli dello stomaco di House ebbero un fremito sotto il suo tocco. Con un movimento spasmodico House si sottrasse alla sua bocca con un ansito, e Wilson approfittò del momento per trarre alcuni respiri affannosi a sua volta prima di riprendere nuovamente possesso della sua bocca. Si rese conto, ora che l’iniziale afflusso di sensazioni si era indebolito, di riuscire a percepire il sapore della torta al cioccolato, e trattenne a stento una risata, perché sembrava essere riuscito ad ottenerne un po’ in qualche modo, con il bonus dell’aggiunta del sapore di House. Un House fremente, quasi implorante, un House ‘hai uno stetoscopio in tasca o sei solo felice di vedermi ’, e Wilson si domandò se House fosse in grado di percepire il suo sorriso nello stesso modo in cui lui lo aveva avvertito prima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che stavano facendo era una cosa completamente ridicola, ma allo stesso tempo sembrava avere perfettamente senso, e non trovava nemmeno allarmante il fatto che le sue mani stessero scivolando giù sfiorando le costole per giungere a stuzzicare lungo la cintura dei pantaloni, ottenendo un basso, debole suono proveniente da House che era probabilmente la cosa più sexy che Wilson avesse sperimentato da una settimana, inclusa anche la ragazza e il suo seno. Lo baciò con più decisione, spingendolo con maggior fermezza contro la parete, e lasciando scorrere la mani lungo le ossa del bacino, domandandosi fin dove si sarebbe spinto, e se avesse davvero intenzione di fermarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parte di Wilson era ancora piuttosto convinta che avrebbe dovuto preoccuparsi di tutto quello. Dopo tutto, aveva alle spalle venti e più anni di pratica eterosessuale dietro di lui, e sembrava piuttosto estremo passare da quello a questo improvviso desiderio verso il suo migliore amico. Oltre tutto nel bagno di un ristorante. Ma allo stesso tempo, il tutto non pareva affatto come un nuovo sviluppo; era più qualcosa che era andato avanti e si era costruito negli anni, ed era capitato che lui se ne fosse accorto prima che giungesse al suo climax. Un termine particolarmente inappropriato da usare al momento, date le circostanze, perché quando House spostava l’anca in quel modo premeva contro Wilson in un modo che gli cavò un gemito di desiderio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che capitò proprio nel momento in cui House sciolse il braccio dalla schiena di Wilson, recuperò l’equilibrio, e lo spinse via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ritrovò a incespicare all’indietro per pochi passi a causa della mossa improvvisa e inaspettata, fissando House inespressivo il quale lo stava fissando a sua volta con espressione attentamente controllata appena guastata dal fatto che le sue labbra erano gonfie e il respiro fuoriusciva ancora erratico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Okay, ora Wilson stava pensando che forse ‘Scusa’ sarebbe stata la cosa giusta da dire. Eccetto che non riusciva quasi a ricordare come parlare al momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse anche per House era così, perché aveva distolto lo sguardo, rivolgendolo verso il pavimento, e si stava leccando le labbra. Solo quel piccolo dettaglio era abbastanza perché Wilson dovesse sopprimere un tremito, e oscillò quasi impercettibilmente, perché la sua libido gli stava dicendo che non era ancora finita, ma il suo buon senso era finalmente uscito fuori dal buco in cui era andato a nascondersi e lo stava tenendo al suo posto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soppresse anche un’irrazionale urgenza di controllare l’orologio e scoprire quanto tempo era passato in termini non soggettivi. Era piuttosto sicuro che tutto fosse accaduto più in fretta di quanto fosse sembrato, ma dato che non aveva pensato di controllare l’ora prima di afferrare House, controllare non gli sarebbe servito a nulla al momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Okay,” disse alla fine House, ancora senza guardarlo, e una parte di Wilson decise che avrebbe potuto amare quell’uomo solo per essere stato il primo a rompere il silenzio. “Questo non era quello che mi aspettavo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson fece passare la lingua sulle labbra e fu sorpreso di sentire la propria voce fuoriuscire uniforme. “Te l’ho detto che per me non era un problema.” &lt;br /&gt;Questo fece sì che House sollevasse brevemente lo sguardo, pur senza tirare davvero su la testa mentre lo faceva. “No, invece ce l’hai. Solo non il problema che pensavo tu avessi.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dannazione, Wilson odiava quando House cambiava direzione nel discorso in quel modo. Sapeva di starsi perdendo qualcosa di fondamentale, qualcosa che avrebbe dovuto vedere o intuire, eccetto che non era così, e perciò la situazione era irritante. Come avere una scheggia che non si riusciva a trovare, men che meno rimuovere. “E allora che problema dovrei avere?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io... capisco...” Cominciò House, piuttosto a disagio, lo sguardo fissato su un punto oltre le spalle di Wilson, “che sia passato del tempo, e che tu possa aver letto un certo chiaro interesse negli eventi precedenti e che perciò ti sia sembrato di trovare una facile e sicura soluzione per la tua libido-“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh Dio, non questo,” disse Wilson, coprendosi la faccia con le mani e sopprimendo un gemito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa?” l’espressione di House, quando Wilson abbassò le mani, era genuinamente sorpresa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non posso credere che tu sia così stupido da crederci davvero,” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E io non credo che tu sia così gay da baciarmi nei bagni di un ristornate per qualsiasi altra ragione,” ribatté House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, per lo meno c’era un ovvia risposta a quello. “Questo perché io non sono gay,” disse Wilson con leggerezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Visto?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Solo non sono del tutto etero. Me ne sono reso conto nel bel mezzo della pasta.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sollevò gli occhi al soffitto e si appoggiò al muro. “Ci sono state persone che mi hanno raccontato cose meno plausibili di questa, ma solo perché sono un dottore.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, Wilson dovette ammettere che persino nella sua testa risuonava un po’ strano. Solo che era in effetti del tutto vero. “House..” cominciò, facendo un passo avanti, e poi si fermò e scosse la testa. “Questo non c’entra col sesso.” Si fermò ancora e ci pensò per un secondo. “Bè, d’accordo, non c’entra del tutto col sesso.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli lanciò quella sorta di occhiata scettica che solitamente riservava per pazienti che stessero chiaramente mentendo o fossero ovviamente pazzi, e Wilson sospirò ancora. “Va bene, proviamola in altro modo: abbiamo flirtato per anni.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè-“ House si bloccò, piegò il capo e assunse un’aria pensierosa per un secondo. “Sì. Okay. Ma tu non lo hai mai fatto consapevolmente.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Divertente,” replicò Wilson, inarcando le sopracciglia, “Ho sempre pensato che fossi tu a non farlo consapevolmente.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E se io pensavo che tu non lo facessi apposta,” disse House, “ e tu pensavi che io non lo facessi apposta, e abbiamo continuato a farlo, allora significa che nessuno dei due lo stesse facendo seriamente e che non significasse nulla.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“O che significasse ogni cosa,” disse Wilson tranquillamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House esitò, e fece un profondo respiro prima di dire “Trovo la mia versione la più probabile.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Più probabile o più sicura?” House non aveva ancora voluto incontrare il suo sguardo, e Wilson arrischiò un altro passo avanti, di nuovo dentro la zona del leggermente troppo vicino. “D’accordo, ammetto che molto di quello che sta succedendo qui adesso c’entra col mio desiderio di immobilizzarti su una superficie piana e compiere qualche esplorazione, ma non è tutto qui.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi di House entrarono in diretto contatto con i suoi per un disturbante momento che fece pulsare il sangue con più forza nelle sue orecchie. Poi sospirò, così debolmente che Wilson quasi non se ne accorse, e tornò a focalizzarsi ancora sulla camicia di Wilson. Wilson si ritrovò a compiere un altro passo avanti quasi senza volerlo, e nonostante il modo in cui le labbra di House si piegarono quando lo fece, una fugace, amaramente divertita espressione che gli attraversò il viso. “E questo,” disse House,”sarebbe l’altro problema.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sbatté le palpebre. Due cambi di direzione in una sola conversazione non gli sembrava onesto, sebbene avrebbe potuto considerarla una anticipazione dell’intera relazione e prenderla come un dovuto avvertimento. “E di quale ‘questo’ staremmo trattando adesso?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Meccanica.” House pronunciò la parola con un breve e lascivo sollevarsi delle sopracciglia cosa che avrebbe dovuto suggerire a Wilson di cosa parlasse più di quanto fece. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Meccanica,” ripeté ignaro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi sta sopra, chi sta sotto, chi va per primo, cosa di secondo, cosa c’è nel secondo, e considerato il momento della tua piccola rivelazione con la pasta lo prenderò per certo che tu non l’abbia mai fatto prima con un altro uomo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh. Um,” disse Wilson, battendosi contro un subitaneo rossore e mettendosi a fissare la maglietta di House; probabilmente aveva avuto più fortuna dato che la maglietta di House contemplava delle scritte mentre la sua era soltanto corredata dalla cravatta a righe rosse e blu. “No.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House non disse nulla, rimase soltanto appoggiato lì. Qualcuno tentò di aprire &lt;br /&gt;la porta e imprecò ad alta voce quando la trovò bloccata; entrambi le rivolsero un’occhiata per un secondo, e poi tornarono a fissarsi reciprocamente i vestiti. Di nuovo, Wilson pensò di aver avuto più fortuna; House con quella maglietta nera, la camicia rossa aperta, e la giacca nera era.. Bè, la meccanica non doveva poi essere così difficile da gestire, giusto? “Questo non ha importanza per me,” si udì dire, tracciando mentalmente le curve della muscolatura sotto i vestiti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House assunse di nuovo quel sorriso amaro. “Certo che no. Per te.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson chiuse gli occhi. “House...” Li aprì e catturò il suo sguardo per un secondo. “Tu stai dicendo di non volere questo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sto dicendo---“ gli occhi di House vagarono lontano da lui per un attimo, e poi tornarono a fissarsi. “Questa è una cattiva idea.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ne abbiamo avute di peggio,” puntualizzò Wilson, con una leggerezza che non provava. “Penso che i miei matrimoni ne siano la prova, tanto per cominciare.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo avrebbe causato per lo meno lo spettro di un sorriso da parte di House un tempo, ma questa volta perseguitò soltanto a fissare Wilson con quello sguardo troppo intenso. “Cosa pensi di volere?” chiese, e c’era qualcosa a metà strada tra la gentilezza e il desiderio nella sua voce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson abbassò lo sguardo sul petto di House. “Io.. non lo so. Voglio... Davvero, qualsiasi cosa tu voglia andrebbe bene al momento.” Riusciva a intravedere la punta della clavicola fuoriuscire da sotto la maglietta dove egli l’aveva scostata, e in qualche modo il suo sguardo si era fissato in quel punto come sotto ipnosi. La tentazione era troppo forte; non riuscì a trattenersi dal compiere un altro mezzo passo avanti, poi chinò la testa e prese a far passare la lingua su quel punto, lentamente, allontanando per quanto potesse il tessuto con la bocca per continuare a seguirne la linea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh ti prego non farlo,” disse House, ma c’era un’inflessione nella sua voce che gli fece capire come intendesse la metà di quello che stava dicendo, e anche quella metà stava cedendo in fretta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché no?” mormorò contro la sua pelle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché,” cominciò House, e Wilson poté udire lo sforzo sottostante; le parole successive uscirono fuori precipitosamente. “Perché tutto il sangue sta defluendo verso l’estremità senza un cervello e non posso pensare con chiarezza e ricordare perché questa è una cattiva idea e che dovrei fermarti.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson non riuscì a trattenere un sorriso. “Perciò tu mi vuoi.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House sospirò, e con quello una tensione, di cui Wilson non si era reso conto, si rilasciò dal suo corpo. “Che razza di domanda idiota è questa? Certo che ti voglio.” House fece una pausa. “Tutti quanti ti vogliono. Infermiere, contabili, altri dottori-di entrambi i sessi. Sei un sogno erotico che parla e cammina e per di più sei così dannatamente gentile. È come una fantasia tramutata in realtà. Tutti ti vogliono. Ed è questa la ragione che ci ha portati in questo casino in primo luogo, ricordi?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu come l’attivarsi di un interruttore; improvvisamente gli fu difficile respirare per tutte le ragioni sbagliate, e Wilson si tirò indietro e si allontanò da House, semi girandosi verso il lavandino ma senza completare il movimento perché non riusciva a guardarsi in faccia dallo specchio più di quanto potesse sopportare di guardare House. Fissò gli occhi sul cestino della spazzatura, inspirò ed espirò lentamente, e tentò d’ignorare House, che rimaneva appoggiato alla parete e lo fissava. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E questo ti avrebbe fatto recedere?” la voce di House era incredula, ma quando Wilson arrischiò un’occhiata, la sorpresa svanì velocemente dal suo viso e fu presto rimpiazzata da un’espressione che Wilson conosceva fin troppo bene. Era quello sguardo intenso, quello da ‘capiamo le cose come stanno’, e improvvisamente, Wilson non volle nulla di meno al mondo che essere diagnosticato nel bagno di un ristorante da Gregory House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avevi ragione, è un cattiva idea,” gli disse Wilson e si diresse verso la porta. House lo bloccò col semplice espediente di sollevare il bastone così da piazzarlo di traverso sul petto di Wilson; non con forza, e Wilson avrebbe potuto scostarlo con facilità se avesse davvero voluto, ma una piccola parte traditrice dentro di sé non volle. Perciò si fermò, si leccò le labbra e fissò la porta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se tu fossi un paziente,” gli disse House, la voce stranamente impersonale, “questa sarebbe la parte in cui ti direi cosa c’è che non va in te.” Wilson chiuse gli occhi. “Ma tu non sei un paziente,” continuò House, e Wilson trasse un respiro improvviso, ma tenne gli occhi chiusi. “E questo non è un ospedale. E per.. per quanto sarebbe facile lasciarti uscire da quella dannata porta...” Wilson aprì gli occhi, ancora incapace di guardarlo, ma anche senza essere in grado di vedere la sua espressione, era in grado di percepire parte della tensione nella sua voce. “Parlami.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sarebbe un ordine?” chiese, quasi con rabbia, non del tutto ma quasi; capiva che anche se lo aveva detto avrebbe voluto essere più arrabbiato di quanto fosse in realtà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Preferiresti che te lo chiedessi gentilmente, usassi il tuo nome, dicessi ‘per favore ’?” il tono di House era quasi gentile, e Wilson chiuse di nuovo gli occhi e deglutì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io... House...” Non sapeva come farlo, o dirlo, nel bel mezzo di un bagno dove le persone avrebbero tentato di entrare da un momento all’altro. Strano, non gli era importato cinque minuti prima. “E’..” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa?” ancora quella voce stranamente dolce, e Wilson trovò finalmente il coraggio di raddrizzarsi e voltarsi a guardarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non qui. Ti parlerò, ma non qui.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Va bene.” House sembrava avere ancora qualcosa da dire, invece abbassò lo sguardo brevemente sul pavimento e poi abbassò il bastone e si raddrizzò scostandosi dalla parete. Quando parlò di nuovo, parte della precedente leggerezza aveva fatto ritorno nella sua voce. “Il mio appartamento o il tuo?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole causarono un piccolo brivido lungo la spina dorsale di Wilson nonostante tutto. Chiuse gli occhi per un secondo e considerò l’urgenza di ritirarsi nella relativa sicurezza del proprio appartamento. Eccetto che se fosse capitato il peggio sarebbe stato più facile andarsene dalla casa di qualcuno piuttosto che buttare fuori qualcuno dalla propria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il tuo,” disse Wilson, e aprì gli occhi giusto in tempo per cogliere la breve espressione sorpresa che attraversò il viso di House prima che la sostituisse con la maschera del controllo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Okay,” rispose, e sbloccò la porta.&lt;/p&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 07 Dec 2006 20:17:34 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Defensive Strategies &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; House/Wilson&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; R&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 2/4 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt; www.squidge.org/housefanfiction/archive/3/defensivestrategies.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Esisteva con ogni probabilità un qualche universo parallelo dove la faccenda era finita lì, soltanto un altro evento lievemente bizzarro in un’amicizia molto più che lievemente bizzarra, e Wilson sarebbe riuscito a sorpassare il suo ultimo divorzio e tornare ad avere appuntamenti e probabilmente a finire con l’ennesima moglie, House sarebbe tornato anche lui alla sua solita vita, e loro sarebbero rimasti semplicemente amici. Con ogni probabilità quello sarebbe stato anche l’universo più semplice, se non necessariamente il migliore, pensava talvolta Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo universo, che era quello di cui importava a Wilson in ogni caso, non andò a quel modo, e non finì lì, perché due settimane più tardi, in un bar diverso, s’imbatterono un&apos;altra volta nella ragazza con il seno d’assalto. &lt;br /&gt;Per circa cinque giorni House aveva perseguito con il suo piano, cosa che Wilson aveva sopportato con dignitoso silenzio e un sacco di occhiatacce. House aveva insistito su come fosse un nobile sacrificio da parte sua, ma Wilson non lo aveva trovato del tutto plausibile; House stava traendo un po’ troppo divertimento da cose come fargli scivolare un piede lungo la gamba sotto il tavolo. Azione che risultava sempre in un calcio e un ammonimento da parte sua. Avevano smesso il quarto giorno non perché non stesse funzionando-Wilson continuava ad essere importunato, ma mai da qualcuno che li avesse visti insieme, cosa che in effetti aveva avuto l’effetto di farne diminuire il volume-ma perché stava funzionando fin troppo bene; dopo tutto era passato troppo tempo dall’ultima volta che aveva fatto sesso, e il suo corpo stava cominciando a minacciare una reazione causata dal puro stimolo, per quanto inappropriato fosse. Aveva detto ad House che l’imbroglio aveva funzionato abbastanza e aveva posto un freno alla faccenda prima che le cose gli sfuggissero di mano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò tutto era tornato nella norma, o per lo meno normale per i loro standard, che persino Wilson doveva ammettere erano sempre stati piuttosto strambi. Avevano continuato a cambiare ristorante ogni sera che non erano costretti a passare in ospedale, avevano salvato un altro po’ di vite, House aveva fatto altri suggestivi commenti a proposito della Cuddy, e la vita era continuata sui soliti binari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lo meno fino a quel venerdì sera quando finirono al Terry&apos;s Bar, seduti al bancone ad ordinare l’aperitivo, principalmente perché non esistevano altre opzioni-il posto si era riempito in fretta-ed era meglio che rimanere in piedi ad aspettare che si liberasse un tavolo. Sei anni prima, House non avrebbe avuto alcun problema con gli sgabelli al bancone, ora guardava il pavimento con l’occhio esperto di un uomo che sapeva di dover scendere ad un certo punto, e che probabilmente non si sarebbe divertito per allora. Non era l’altezza, Wilson lo sapeva; era la mancanza di appoggio, per cui nel momento in cui avessero finito, la sua schiena gli avrebbe dato seri problemi. Uno non trascorreva tutto quel tempo appoggiato ad un bastone senza pagarne il prezzo in un modo o nell’altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe voluto suggerire di andare altrove, ma House aveva assunto quello sguardo tra il determinato e l’ostinato, e Wilson sapeva che se lo avesse fatto House si sarebbe animatamente opposto, e sarebbe rimasto segretamente ferito dalla proposta. Perciò non lo fece. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavano aspettando gli anelli di cipolla-House aveva vinto quel round-e discutendo su cosa ordinare per cena senza il menu quando Wilson udì un suono debole e discreto provenire alle sue spalle,e si voltò per trovarsi in presenza di due imponenti seni e occhi generosi. O forse era il contrario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Um,” disse, quando finalmente riuscì a riprendersi dal fissarle, “salve.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sguardo che la ragazza gli rivolse era amaramente compiaciuto. I capelli erano legati in una coda quella sera, e il trucco sugli occhi era forse leggermente meno accentuato, ma se i pantaloni attillati e la maglietta non erano gli stessi dell’ultima volta allora erano per lo meno parenti prossimi. “Bene, bene, se questo non è il dottore. Oh, scusa, il dottore impegnato,” disse, e lui non aveva idea di come riuscisse a essere allo stesso tempo seducente e sdegnosa, ma era in verità più eccitante che mai. Cosa che probabilmente diceva molto male di lui, pensò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House, vide con la coda dell’occhio, aveva girato appena lo sgabello, così da essere rivolto verso di lui, e stava guardando la ragazza da sopra la sua spalla. Wilson conosceva quello sguardo. Era il ‘Tu non mi piacerai, non è così?’ tipo di sguardo. Persone più sagge lo avevano temuto e si erano dileguate; questa ragazza gli lanciò solo una breve e fuggevole occhiata prima di focalizzarsi nuovamente su Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mi hai mentito,” gli disse, una nota ferita si faceva strada nella sua voce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io... cosa?” chiese, sbattendo le palpebre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho chiesto in giro,” continuò, facendo un passo avanti e poggiando una mano leggera sul risvolto della sua giacca. Era solo vagamente consapevole del fatto che House si fosse raddrizzato a sedere. “Avresti potuto semplicemente dirmi di no. Non c’era bisogno che mi facessi sentire un’idiota.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, quella bugia. Che tecnicamente era stata una bugia di House. Tranne che aveva la distinta sensazione che ammetterlo sarebbe stato un’idea molto cattiva, e per una volta il buon senso stava avendo la meglio su altri più antichi istinti. “Io.. non sono sicuro di capire cosa intendi,” disse, tirandosi indietro quasi impercettibilmente, scostandosi dalla sua mano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza lasciò ricadere il braccio, ma lo sguardo assunse un’aria di sdegno, e andò da uno all’altro. “Voi due non state insieme. Ho sentito dire che è stato il tuo testimone alle nozze.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, quello spiegava perché il buon senso avesse preso momentaneamente il sopravvento su altri, più stupidi istinti: lei era pericolosa. Wilson poteva essere un idiota se si trattava di relazioni, ma c’era un certo livello di idiozia a cui scampava, e farsi coinvolgere da questo tipo di donna apparteneva di buon grado a quel livello. “Non che la cosa significhi nulla,” puntualizzò, e si domandò se sarebbe stato educato scendere dallo sgabello e dileguarsi nel bagno, lasciando che fosse House ad occuparsi di lei. Lo preoccupava il fatto di non riuscire a decidersi sulla questione per chi fosse giusto. Era possibile che nessuno dei due meritasse l’altro, o forse sì, e in entrambi i casi sarebbe stato seriamente divertente assistere al confronto, eccetto che non voleva trovarsi coinvolto in mezzo alla linea di tiro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza gli rivolse uno sguardo altezzoso. “Per favore. Penso che per lo meno tu mi debba una cena.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scappare gli sembrò improvvisamente un’ottima idea. Stava per aprire la bocca e tentare di trovare una buona scusa, quando ancora una volta la cavalleria venne in suo soccorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sai, c’è un modo semplice per aggiustare la questione,” disse House, voltando il proprio sgabello un po’ più verso Wilson e sedendosi un po’ più dritto. Sia la ragazza che Wilson si voltarono verso di lui, lei con un’espressione scettica e Wilson con una che avrebbe potuto sembrare semplicemente disperata. House sorrise leggermente ad entrambe, e improvvisamente Wilson provò una vaga sensazione di disagio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi House si chinò in avanti sullo sgabello, afferrò la giacca di Wilson così che quest’ultimo si ritrovò sbilanciato anch’egli in avanti, e lo baciò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le labbra di House erano sorprendentemente morbide, e la lingua altrettanto sorprendentemente amichevole-Wilson si era a malapena reso conto di aver dischiuso le labbra quando si ritrovò quella lingua scivolare contro la sua, prima di continuare con quello che Wilson non riuscì a far a meno di pensare come ad una entusiasta esplorazione del resto della sua bocca. Forse era il modo in cui gli sembrava quasi di sentire il sorriso di House, o.. no, vicini come erano al momento non c’era nessun quasi. La barba ispida lo solleticò per un secondo, e poi iniziò a graffiare e bruciare leggermente, e fu solo quando sentì i bicipiti di House muoversi sotto le sue mani che Wilson si rese conto che le sue braccia si erano sollevate e lui si stava aggrappando come se ne andasse della sua vita. E fu solo allora che la consapevolezza si fece strada dentro di sé e si rese conto di stare baciando House, stava baciando il suo migliore amico, la persona con la quale lavorava, mangiava e con cui si prendeva gioco del personale medico. E lo stava facendo in pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed era bello. Davvero bello. Il tipo di bacio che, se arriva al termine di un primo appuntamento, significava che era certo in arrivo un secondo, e se ci finivi il secondo appuntamento, avresti certamente ottenuto qualcosa con il terzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto fuggevolmente, giusto prima di separarsi per riprendere a respirare, Wilson si domandò quale fosse esattamente il protocollo per quel tipo di bacio dopo anni di amicizia e quello che avrebbe potuto considerarsi come tre solide settimane di appuntamenti. Notando il veloce dileguarsi del calore dagli occhi di House, e ripensando a quanto quest’ultimo si fosse evidentemente trovato a suo agio a prendersi certe libertà durante il periodo della loro recita, Wilson sottrasse mentalmente quel ‘avrebbe potuto considerarsi ’: stavano uscendo insieme. Solo che non se n’era reso conto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte persone l’avrebbero definita un’epifania, Wilson lo sapeva, e alcuni si spingevano a ridicole esagerazioni per averne una, incluso abbracciare strane religioni, scalare strane montagne, e assumere strane droghe. House, giudicando dal modo sereno e imperturbabile con cui accoglieva questo genere di cose, probabilmente la definiva un Mercoledì pomeriggio, se mai lo faceva. Wilson non sapeva come chiamarla, eccetto ‘epifania’ pareva una parola troppo stimolante per qualcosa che lo lasciava con la distinta sensazione di sentirsi un idiota straordinariamente ottuso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrischiò un’occhiata verso la ragazza, e la trovò con la bocca leggermente spalancata. La richiuse con uno scatto quando si accorse di essere osservata. &lt;br /&gt;Sfortunatamente, ciò non lo distolse dalla consapevolezza che lei non fosse l’unica a fissarli al momento; tutti i tavoli più vicini li stavano osservando alla stessa maniera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House lanciò a tutti loro un’occhiata torva che, nonostante la generalità, riusciva ad essere solo poco meno intensa che se fosse stata rivolta ad una sola persona. “Cosa c’è, è qualcosa che non avete mai visto prima? Nessuno di voi ha la tv via cavo?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Improvvisamente tutti quanti trovarono altre cose su cui rivolgere l’attenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson si rese conto di essere ancora aggrappato alle braccia di House, e lo lasciò andare di scatto, arrossendo e fissando lo sguardo sul pavimento. Cosa che gli fece perdere qualsiasi espressione passasse sul viso della ragazza-per non menzionare un’ultima occhiata al suo seno-mentre diceva, “Bene,” con una voce stranamente sforzata, e si voltava per andarsene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sollevò lo sguardo solo per ottenere un ultima visuale della sua ritirata, ma era più che altro un riflesso dettato dall’istinto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riuscì quasi ad incontrare lo sguardo di House mentre sollevava gli occhi- cosa puoi dire quando il tuo migliore amico ti ha appena baciato in pubblico? ‘Mi dispiace ’, poteva essere appropriato, tranne che Wilson sentiva di esserlo, e non pensava che neppure House lo fosse. ‘Grazie’, poteva essere persino più appropriato, ma richiedeva un livello di calma e imperturbabilità che non poteva proprio dimostrare, specialmente quando le labbra di House si piegarono in un fuggevole sorriso, e spinto dal movimento, Wilson si ritrovò a combattere l’incredibile impulso di afferrarlo e ripetere tutto da capo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non preoccuparti,” disse House. “So che avresti fatto lo stesso per me.” Ci fu una breve pausa, durante la quale Wilson tentò di ricordare come formulare una frase, e poi tentare di mettere insieme le parole. Le sue labbra formicolavano leggermente. “Bè, d’accordo, forse no,” continuò House, “ma in ogni caso, ogni reazione sarebbe di certo puramente Pavloviana e non gli darò nessun reale peso. E hey, guarda,” disse, raddrizzandosi e guardando al di là di Wilson, il tono che si rallegrava e si faceva cordiale, “gli dei del momento giusto ci stanno sorridendo per una volta, perché vedo la nostra cameriera e sta portando gli anelli di cipolla. Pensi siano i nostri?” &lt;br /&gt;Era così, e insieme giunse la notizia che si era liberato un tavolo per loro. Wilson non sapeva se esserne grato o meno. Poteva anche non sapere cosa dire, ma era sicuro di aver bisogno di dire qualcosa. Quando si avvicinò automaticamente ad House, così che quest’ultimo potesse appoggiarsi a lui mentre si tirava in piedi senza dover ammettere di aver bisogno d’aiuto, Wilson fu acutamente consapevole del breve contatto col suo corpo in un modo con cui non lo era mai stato prima... o forse soltanto non lo aveva mai ammesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre seguiva House attraverso il ristorante, Wilson si ritrovò a pensare che House poteva anche pensare che non significasse nulla.. ma per lui non era così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlarono ancora di sport, e ordinarono secondo abitudine; a quel punto era qualcosa di assodato che Wilson avrebbe avuto metà della bistecca di House e House metà della sua pasta, e si divisero le patatine e l’insalata. L’unica differenza era che dopo quello che era appena successo Wilson trovò molto difficile tenere la mente concentrata sulla conversazione, e la cameriera non batté ciglio quando chiesero degli altri piatti. Apparentemente se ti andava bene baciarti al bancone, condividere i piatti era a sua volta perfettamente normale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baciarsi. Al bancone. House. Lui. Wilson sentì l’impellente bisogno di un drink, tranne che sapeva benissimo di non doverlo fare e ordinò semplicemente una soda; l’ultima cosa di cui aveva bisogno era di ubriacarsi e fare qualcosa di cui si sarebbe pentito in seguito. Qualsiasi decisione avesse preso, voleva avere la mente chiara, per lo meno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tranne per il fatto che fosse estremamente difficile mantenere la concentrazione mentre House si ostinava a leccarsi la salsa dalle dita,e Wilson continuava a ripensare a quella lingua nella sua bocca, cosa che portava a pensieri molto negativi a proposito di quella lingua altrove, e lui non era gay, perciò tutto quello era completamente sbagliato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, pensava di non essere gay. Il fatto che d’improvviso sentisse la voglia di passare ore a familiarizzare meglio con la lingua del suo migliore amico probabilmente indicava che non lo fosse così sicuramente come aveva sempre supposto. E se doveva essere onesto con se stesso, era un po’ che sentiva quella attrazione- solo a guardarsi indietro alle due settimane precedenti poteva confermarlo, e se pensava alla loro relazione, era... bè, era qualcosa. Qualcosa di cui fidanzate e mogli erano sempre state gelose, il tutto con la sua più assoluta perplessità all’epoca, sebbene gli toccasse ammettere che tutto acquistasse assolutamente senso ora. Perciò.. era gay, e aveva solo negato fino a quel momento, rinchiudendo la questione così a fondo da non rendersene nemmeno conto? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ragazza passò loro vicino, e Wilson la riconobbe come parte del branco di Velocitette; la ragazza rallentò deliberatamente per lanciare loro uno sguardo indignato, cosa che diede a Wilson il tempo di elaborare il fatto che, sebbene il suo seno non fosse allo stesso livello di quello dell’amica, era comunque gradevole, del tutto in mostra, e ancora una volta, reale. E chiaramente non era gay. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò se non era gay, significava che quello che House aveva detto era vero, e questo era soltanto un responso di tipo Pavloviano, qualcosa che sarebbe scomparso non appena avesse incontrato un’altra ragazza, non appartenente al tipo velociraptor, con cui placare la propria libido? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli lanciò uno sguardo da sotto le sopraciglia lievemente aggrottate mentre parlando faceva il punto sulle statistiche dei battitori, e le pulsazioni di Wilson fecero un balzo. Wilson sorrise di rimando e nel frattempo accantonò del tutto l’opzione Pavlov; non esisteva nessun tipo di condizionamento che potesse spiegare una tale risposta di fronte a un certo paio di occhi azzurri. Eccetto che ciò significava che lui era realmente attratto da un altro uomo. E nemmeno uno qualsiasi: era attratto da House. Che, tolto il fatto che a Wilson piacesse seriamente come amico, era solo vagamente più ragionevole del finire coinvolto con la ragazza dal seno generoso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cibo arrivò, e Wilson non era mai stato tanto felice prima in vita sua dal ricevere una distrazione. Nemmeno quando House era comparso la prima volta per salvarlo dalle velocitette. Sebbene, pensando a cosa quello aveva portato, poteva solo cominciare a preoccuparsi come tutto questo sarebbe finito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specialmente considerato il fatto di non riuscire a smettere di pensarci. Ancora più ora che avevano cominciato a mangiare e la discussione si era diradata, così da non avere nemmeno più la distrazione portata dal comune infierire contro gli Yankees. L’idea che potesse anche non essere strettamente eterosessuale avrebbe dovuto preoccuparlo di più, solo che, da quello che poteva capire, in realtà non cambiava poi di molto le cose. Con la possibile eccezione dello spiegare perché avesse sempre nutrito un debole per i musical. Non era gay, solo non era completamente eterosessuale, perciò il cambiamento di stile di vita che doveva contemplare era.. nullo, a meno che non volesse altrimenti. A meno che non decidesse di agire in base a quei pensieri meno- che- etero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed era quello il problema, Wilson dovette ammettere, perché si era appena reso conto del fatto di aver flirtato con il suo migliore amico per anni. Cosa in definitiva molto più traumatizzante della consapevolezza delle probabili tendenze bisessuali, era a conoscenza degli studi di Kinsey dopo tutto, perciò non era che l’idea gli apparisse del tutto inverosimile. Ma andare dal ‘Okay, potrebbe piacermi un uomo’, a ‘Okay, mi piace House’ era.. Tutto quello era reale, era lì, e questo era adesso, e gli stava contorcendo le emozioni insieme agli intestini in eguale misura, al punto che riusciva a malapena a spiluccare la cena, e House gli stava lanciando occasionali occhiate speculative o preoccupate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho detto che non significava niente,” House finalmente tirò fuori &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E io ti ho sentito,” replicò Wilson, spostando un po’ della pasta con la forchetta lentamente. “Io... non sono preoccupato per quello, House,” disse, e si rese conto mentre lo diceva di non esserlo davvero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era preoccupato dal fatto di non essere preoccupato. Wilson era del tutto a suo agio col fatto di baciare House. In effetti, voleva baciarlo ancora. Era solo che sapeva di dover essere preoccupato da tutto quello, avrebbe dovuto pensarla come ad una cattiva idea, avrebbe dovuto voler scappare urlando all’idea di una qualsiasi relazione con House. Lo irritava il fatto di non esserne irritato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stava diventando seriamente confuso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli lanciò un’occhiata scettica, e Wilson disse, “No, davvero. Non sono preoccupato. È solo...” Il problema con House era che una volta che vedeva che c’era qualcosa di sbagliato, aveva la tendenza a ritornarci sopra fino a che non ne avesse scoperto la radice; lo rendeva un incredibile dottore e allo stesso tempo una persona terribile della quale essere amico. A meno che uno non imparava a conviverci. “Lei mi ha dato i brividi,” disse, indicando la ragazza al bancone e l’intero scenario con un cenno degli occhi, prima di bere un sorso di soda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sopracciglia di House si sollevarono, ed egli si appoggiò allo schienale per un momento, lanciando a Wilson uno sguardo che gli diceva che non ci aveva del tutto creduto, ma che per il momento lo avrebbe accettato. E poi gli rubò uno dei gamberi che aveva scrupolosamente messo da parte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hey!” esclamò Wilson, e venne momentaneamente distratto dai suoi pensieri dalla competizione per il cibo in atto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non durò a lungo, e non appena non ci fu più un azione su cui concentrarsi, il suo cervello scivolò nuovamente nel ponderare quello che aveva appena scoperto. La cosa era, se Wilson non sentiva l’urgenza di fuggire urlando-se semplicemente accettava il fatto di essere bisessuale, e di essere attratto da un altro uomo, e che quell’uomo era House, e a lui stava bene-tutto quello dove lo lasciava? Bè, alla domanda se anche ad House lui piacesse o meno, e Wilson non era nemmeno sicuro che valesse la pena chiederlo. In effetti, si stava domandando come diavolo avesse potuto attribuire il chiaro gradimento di tutto quel flirtare alla semplice passione di House per lo scioccare le persone-non che ad House non piacesse sorprendere la gente, ma quella situazione era assolutamente diversa. Perciò a Wilson piaceva House e ad House piaceva lui, ed ora lui era consapevole della sua abilità nel baciare. Sapeva anche che House si portava dietro un bagaglio emotivo vasto abbastanza da poter essere usato come zattera, ma poi, Wilson era abituato a confrontarsi con quello da anni come migliore amico, perciò persino quella prospettiva era molto meno intimidatoria di quanto avrebbe dovuto essere. E da un punto di vista opposto, House conosceva ed aveva avuto a che fare col bagaglio emotivo di Wilson per lo stesso periodo di tempo, perciò nessuno dei due avrebbe affrontato tutto quello con l’illusione della natura senza difetti dell’altra persona, solo per finire con le speranze disilluse lungo la strada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E da quel punto di vista, finire coinvolto col proprio migliore amico improvvisamente non sembrò più una tale cattiva idea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teoricamente, questo sarebbe stato il momento di farsi prendere dal panico, o che il buon senso di Wilson prendesse il sopravvento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella realtà, quello fu il momento in cui arrivò il menu dei dolci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House ordinò una torta al cioccolato che pareva in grado di condurre gli uomini più forti sulle proprie ginocchia e possibilmente rendere il mondo un posto migliore; pareva sempre avere una tendenza a gravitare su cose come quelle sul menu. Considerato lo stato dei suoi nervi, Wilson ordinò solo un altro bicchiere di soda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non avrai nulla della mia torta,” lo informò House non appena la cameriera se ne fu andata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non voglio la tua torta,” replicò Wilson, cosa che era vera, eccettuato possibilmente in senso metaforico. House gli lanciò solo un altro sguardo dubbioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento in cui la torta arrivò, Wilson si era quasi del tutto riconciliato con la faccenda della bisessualità, nonostante non avesse completamente accantonato la possibilità che fosse solamente attratto sessualmente da House. In ogni caso, il suo buon senso non aveva ancora pronunciato una singola parola di protesta, il suo subconscio lo stava informando di essere stato a favore per anni, la sua libido non aveva neppure bisogno di chiarire i suoi intenti, e Wilson sentiva sempre di più che avrebbe dovuto agire in base a quella rivelazione alla prima opportunità che non contemplasse la pubblica indecenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardare le espressioni di House causate dalla torta gli fece riconsiderare la parte sull’indecenza del suo piano. Dopo tutto, le persone lì presenti potevano vederlo anch’esse, e non avrebbero potuto incolpare Wilson per avere perso il controllo. E se non erano stati cacciati fuori per il loro piccolo spettacolino di bacio alla francese mentre erano al bancone... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi, esisteva sempre l’eventualità che un giorno o l’altro avrebbe avuto a che fare con una di quelle persone alla clinica, perciò probabilmente era più saggio trattenersi, per lo meno fino a che non fossero arrivati alla macchina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il conto era arrivato con la torta di House, e quando Wilson gli diede un’occhiata si rese conto non solo che fosse unico, ma che era anche la prima volta che non veniva posta loro la domanda. Di nuovo, probabilmente, la causa era imputabile al bacio. Wilson tirò fuori la sua carta di credito senza parlare; la cameriera arrivò per prenderla proprio nel momento in cui House stava mostrando un’espressione particolarmente intensa e quasi orgasmica tenendo gli occhi chiusi, e Wilson si ritrovò incapace di distogliere lo sguardo e fu acutamente consapevole che non sarebbe più stato in grado di mangiare lì un’altra volta senza la debole patina d’imbarazzo e la persistente associazione di eccitazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cameriera gli lanciò un’altra occhiata divertita, ed egli arrossì e distolse lo sguardo, il che fu una fortuna dato che House aprì gli occhi proprio in quel momento. Wilson non si sentiva del tutto in grado di incontrare quello sguardo azzurro e fermo al momento, tutto considerato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva la sensazione che la torta al cioccolato fosse l’unica cosa che lo stesse salvando dall’essere messo sotto torchio, perché gli occhi di House si stavano socchiudendo mentre lo studiava per un lungo momento prima di tornare a rivolgersi alla cinque strati cosparsi di caramello disciolto di fronte a lui. Da una parte, significava che non poteva evitare di fare qualcosa ancora a lungo, ma dall’altra aveva già appallottolato entrambi gli involucri delle cannucce, giocherellato con il proprio drink più a lungo di quanto riuscisse a sopportare, si era spostato sulla sedia così tanto che persino una persona molto più ottusa di House avrebbe capito che qualcosa non andava, e aveva cercato di distrarsi da una erezione almeno due volte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modo in cui House stava mangiando quella torta avrebbe dovuto essere illegale. Il modo con cui leccava il cucchiaino doveva essere una violazione di qualche atto di decenza,e Wilson non voleva neppure pensare ai mugolii di compiacimento. Davvero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovette distrarsi da un erezione per la terza volta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House si appoggiò allo schienale e osservò tutto quello con un’espressione divertita. Wilson evitò di guardarlo direttamente, battendo con una cannuccia contro il proprio bicchiere, e dopo un secondo House scrollò le spalle e afferrò il bastone. “Ci vediamo alla macchina?” disse, indicando con un cenno il retro del ristorante verso i bagni. Wilson rispose con un cenno affermativo, diffidando momentaneamente della propria voce. &lt;br /&gt;La cameriera tornò con la ricevuta, e Wilson le diede una mancia più generosa &lt;br /&gt;del solito per farsi perdonare della scenetta al bancone e delle espressioni orgasmiche, e poi ebbe un’esitazione prima di alzarsi in piedi. Era una bella nottata, serena e non troppo fredda, e avrebbe seriamente dovuto usare quel tempo da solo per raccogliere i propri pensieri, perciò non c’era nessuna ragione per non andare e aspettare House alla macchina, come erano d’accordo. Proprio nessuna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Girò i tacchi e si diresse verso i bagni.&lt;/p&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Thu, 07 Dec 2006 20:10:21 GMT</pubDate>
  <title>Defensive Strategies [Milkshake Butterfly]</title>
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  <description>&lt;b&gt;Titolo&lt;/b&gt; Defensive Strategies &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt; Milkshake Butterfly (Tradotta da Morgana^^) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Serie&lt;/b&gt; House M.D. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt; Nessuno per ora (ma tanto si capisce ^__- ) &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt; Per tutti &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Parte&lt;/b&gt; 1/4 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beta-reader&lt;/b&gt; &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_eowyn_stark&apos; lj:user=&apos;eowyn_stark&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://eowyn-stark.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;eowyn_stark&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt; www.squidge.org/housefanfiction/archive/3/defensivestrategies.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;“Ho bisogno di un segnale” fece Wilson rivolto ad House, accomodandosi dall’altro lato del tavolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come, del tipo ‘voce dall’alto’, o piuttosto ‘scritta corredata di qualche schizzo ’?” chiese House, senza quasi sollevare lo sguardo dal cesto di patatine che era arrivato mentre Wilson si trovava al bagno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Entrambi non sarebbero male,” replicò Wilson rubando una patatina. House gli lanciò un’occhiata. “Ma stavo pensando più al secondo, devo ammettere,” terminò dopo una breve pausa per masticare e inghiottire. Le loro bevande avevano fatto la loro comparsa, soda per entrambi. Wilson aveva deciso di non essere ancora giunto a quella fase post-divorzio in cui il bere rappresentava un magnifico piano. Nonostante il saperlo da sé poteva considerarsi il cattivo segno di esserci passato abbastanza spesso da esserci abituato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House, d’altro canto, mentre senza dubbio beveva in casa, si limitava a farlo in pubblico solo quando le cose si mettevano decisamente male. Non che Wilson fosse del tutto certo si riconducesse al fattore controllo, o fosse piuttosto semplicemente perché House evitava di stare in pubblico il più possibile. Aver accettato di uscire con Wilson sarebbe stato di sicuro il segnale di qualcosa; il fatto che fosse stato addirittura lui a proporlo era un chiaro ed evidente indizio di qualcosa d’importante in ballo. Wilson non era del tutto sicuro di sapere cosa quel qualcosa fosse, o forse non voleva esserlo; se Wilson si trovava in un tale stato di prostrazione che persino un uomo introverso al punto di non voler neppure parlare con i propri pazienti se poteva evitarlo, stava tentando di portarlo fuori tra la folla scintillante e gioiosa, preferiva non saperlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, doveva ammettere che cambiare ristorante ogni sera era meglio del restare seduto a casa nel suo nuovo e ancora -troppo- vuoto appartamento, covando sugli errori passati. Pur se restare a casa era più sicuro, per alcuni versi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora,” disse House, dopo una delle sue pause meditative mentre consumava una patatina, “cosa direbbe questo segnale?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non lo so,” disse Wilson, appoggiandosi allo schienale. Il vinile scricchiolò distrattamente. “Forse, ‘Non sono interessato ’ o, ‘Guardate altrove ’ o forse soltanto ’Basta, vi Prego, mi Lusingate Ma Non Sono Pronto ad Impegnarmi ancora al Momento, se Mai ’” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Avrai bisogno di un segnale bello grande per quest’ultimo,” puntualizzò House, leccandosi il ketchup dalle dita, e ci volle un attimo perché Wilson si ricordasse di rispondere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Potrei scriverlo su una doppia lavagna e mettermela addosso. Allora potrei includere altre cose, del tipo ‘Sono al terzo matrimonio fallito’.” S’impadronì di un’altra patatina mentre la sua ultima affermazione aveva fatto fermare House per un secondo, un’espressione a metà tra il sorpreso e il pensieroso sul suo viso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Probabilmente finiresti per incoraggiare parte degli ultimi esemplari del tipo codipendente,” puntualizzò dopo un secondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson combatté l’impulso di dirgli come lui stesso dovesse saperlo benissimo dopo tutto, ma disse invece, “Bè, c’è sempre da considerare il fatto che non molte persone ci proverebbero con uno che va in giro vestito da sandwich.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lo farebbero se quello fosse l’unica cosa che tu avessi addosso,” rimarcò House, con uno sguardo compiaciuto drammaticamente accentuato. Wilson rivolse gli occhi al cielo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si può sempre far conto su di te per abbassare il tono della conversazione.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fa parte del mio fascino,” House insistette altezzoso. Si fermò per un secondo. “Se la cosa t’infastidisce possiamo smettere di fare tutto questo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No,” replicò Wilson, e se non era uscito veemente come intendeva, sapeva di aver parlato comunque troppo velocemente. House piegò il capo, gli occhi lievemente più aperti mentre studiava Wilson in quel suo modo particolare e diagnostico, una patatina momentaneamente dimenticata tra le dita. Wilson resistette all’impulso di muoversi a disagio—quello sguardo riusciva sempre a provocargli una strana sensazione tra le scapole—e continuò, “Avevi ragione, avevo bisogno di uscire. Vorrei solo...” fece una pausa e gesticolò vagamente con una mano verso il bancone dove un gruppetto di ragazze stava seduto. Continuavano a lanciargli fuggevoli occhiate e poi a ridacchiare insieme. “Potresti pensare che io ci sia abituato, ma non è così.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensala come ad un trauma da recupero,” gli disse, bevendo un sorso della sua bevanda. “Cose che non avevano mai significato prima diventeranno molto più difficili da gestire.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno dei due lanciò un’occhiata al bastone di House. Ma poi, nessuno dei due ne aveva davvero bisogno. “Diventerà lusinghiero e divertente di nuovo un giorno, ma adesso vorrei soltanto che smettessero,” disse Wilson, piegandosi sui gomiti e sospirando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House assunse di nuovo un’aria pensierosa per un minuto. “Bè, potresti sempre,” cominciò, poi guardò verso di lui per un lungo momento e finì per scuotere la testa. “No, non funzionerebbe.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa?” chiese Wilson, tirandosi su. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Stavo per suggerirti che potevi tentare di essere meno attraente, ma a meno di rasarti completamente la testa, cosa che porterebbe l’intero staff di infermiere ad avere attacchi d’isteria...” disse meditabondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gee, grazie,” disse Wilson, sollevando gli occhi al cielo e appoggiandosi nuovamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è colpa mia se sei nato con quell’aspetto,” puntualizzò. “Incolpa tua madre.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sollevò di nuovo lo sguardo. “Potrei camminare curvo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House ci pensò per un momento. “No.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Indossare abiti sgualciti.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La replica fu più immediata. “No.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu la volta di Wilson di fermarsi a pensare. “Essere sgarbato?” offrì alla fine esitante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Di nuovo attireresti soltanto un altro tipo di ragazze. Meglio avere a che fare con quelle a cui piaci perché sei gentile, credimi.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno di quei giorni si sarebbe fatto raccontare l’intera faccenda a proposito di Cameron. Fino ad allora, avrebbe continuato a impazzire con tutti i riferimenti che House lasciava cadere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perciò mi vuoi dire che sono fregato.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Potresti sempre indossare una fede nuziale,” disse House, facendo un cenno alle mani intrecciate di Wilson. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non mettevo l’anello quand’ero sposato,” gli fece presente, e ignorò il lieve incresparsi delle sopracciglia che questo provocò all’altro, sebbene House avesse mantenuto lo sguardo sul cesto delle patatine. “Ho sempre avuto paura di toglierlo quando mi lavavo le mani e poi dimenticarmi il dannato affare,” aggiunse. Era consapevole del tono difensivo assunto, ma aveva bisogno di dire qualcosa a quel punto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Allora, indossalo solo quando esci,” disse House sollevando lo sguardo, corredato di un casuale movimento della spalla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sospirò piegandosi in avanti, e rubò un’altra patatina. “Preferirei di no.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché è disonesto?” chiese, il tono stranamente clinico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché...” fece una pausa, e sgraffignò un’altra patatina, usando il tempo necessario per mangiare per pensare, poi sospirò ancora. “Perché preferirei non avere quel promemoria.” Ammise alla fine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu salvato da ogni risposta che House avrebbe potuto dare a quella rivelazione dall’arrivo del loro pasto. La cameriera gli sorrise in un modo che gli fece venir voglia di spostare la sedia lontano da lei, invece non fece nulla di così evidente—nonostante il modo in cui lei lo stava fissando quando chiese di farle sapere se avessero avuto bisogno di altro, fu abbastanza da farlo muovere a disagio ancora una volta. House non fece commenti, rimase soltanto a fissarlo con una luce sardonica nell’espressione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Visto?” Chiese Wilson una volta che la donne se ne fu andata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Visto altre volte,” disse House, allungandosi per prendere il sale. Aveva ordinato un hamburger più contorno; Wilson un’insalata. House lo aveva guardato e Wilson aveva ribattuto che nessuno di loro sarebbe diventato più giovane o in salute a lungo andare. Ora, in presenza del contrasto tra la sua selezione d’insalata e la delizia procura- infarti di House, Wilson si ritrovò a considerare la possibilità che quei potenziali anni extra non ne valessero poi la pena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Uh, House...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House tagliò l’hamburger a metà senza neppure dire ‘Te l’avevo detto,’, invece disse mentre lo trasferiva dal suo piatto all’altro, “Mi prenderò un po’ della tua insalata e tu pagherai metà della mia parte” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Affare fatto.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non discussero nulla di serio per il resto del pasto; Wilson insistette per una parte delle patatine, dato che ne erano arrivate altre insieme all’hamburger, e parlarono di sport. Hank Wiggen era tornato a giocare e aveva appena distrutto i battitori Yankees, e House ne aveva ricavato un immenso piacere cosa di cui Wilson non poteva del tutto fargliene una colpa. E se fosse esistito qualcosa di bizzarro circa la teoria dell’uscire per trascorrere più tempo insieme alle altre persone e in verità finire per parlare solamente con House, ebbene... Wilson non pensava davvero si trattasse di qualcosa che andava esaminato troppo da vicino. Si sentiva meglio, e questa era la vita, non la medicina, perciò non importava davvero il perché funzionasse fintanto che fosse continuato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa sarebbe potuta durare, e l’intera faccenda risolversi come una piacevole serata oscurata soltanto da quella apparente irresistibile- calamita- verso le donne, se non fosse stato per, bè,l’ irresistibile- calamita- verso le donne. Avevano terminato di mangiare ed era il turno di Wilson di aspettare che House tornasse dai bagni, solo che aveva deciso di farlo vicino all’entrata, per evitare di essere ulteriormente fissato stupidamente dalle ragazze al bar. C’era un solo problema: le ragazze lo avevano seguito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bè, la ragazza in effetti. Solitamente non arrivavano in branco dietro di lui, come dei Velociraptor, un pensiero che sicuramente non lo avrebbe fatto dormire quella notte. Wilson aveva ancora la distinta sensazione che le altre la stessero aspettando appena dietro l’angolo così da essere a portata di mano per congratularsi se avesse completato l’uccisione o consolarla se la preda prescelta fosse riuscita in qualche modo a scappare. Scommetteva in ogni caso che la ragazza ottenesse più spesso vittorie che rifiuti; c’era uno sguardo determinato in quegli occhi scuri che, se combinato alla sicurezza nel sorriso e nei movimenti, gli fece sospettare che non fallisse molto spesso nell’ottenere ciò che voleva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ‘ragazza’ non era il termine appropriato, una volta separata dal resto del branco. Tardi venti, forse primi trenta, con grandi occhi scuri e una cascata di ricci neri, pelle liscia e bruna e un corpo, mostrato con sfrontatezza dai jeans e dalla camicia attillata, che fece ricordare a Wilson come fosse passato più tempo che dall’inizio del suo divorzio dall’ultima volta che aveva fatto sesso. Quel seno da solo era da perdere il fiato, persino per uno abituato a passare un sacco di tempo intorno alla Cuddy come lui, e doveva essere naturale—e Wilson era pronto a scommettere che persino House sarebbe rimasto impressionato dalla linea delle sue gambe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dannazione, era passato tanto, troppo tempo. Questo era il vero problema rappresentato dalle offerte e dai flirt; ogni volta che diceva no, se ne andava parte del suo autocontrollo dalla sua non inesauribile scorta. Gli piacevano le donne e gli piaceva il sesso, e quello era sempre stato un problema; oramai non aveva più fiducia in se stesso, nella sua capacità di gestire una relazione. Era passato attraverso i suoi matrimoni senza tradire solo per un niente, e quella era stata la ragione dei suoi due primi divorzi; arrivava al punto in cui sapeva di stare per tradire, ed era quello, non l’atto in se, a dirgli in definitiva che fosse finita. Il suo divorzio da Julie aveva finalmente rotto quel tracciato, ma era ancora dolorante per la situazione e sapeva che non avrebbe ricavato nulla dal lasciarsi trascinare in una nuova relazione, ma lo stesso quando la ragazza sorrise, Wilson non riuscì a trattenersi dal sorriderle a sua volta, per quanto fosse stupido. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza aveva oltretutto un gran bel sorriso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Scusami,” disse con il sorriso sulle labbra. La sua voce accompagnata al resto del corpo aveva spedito il suo cervello in un luogo molto pericoloso, pieno di rimandi pornografici. “Non faccio così di solito,” aggiunse, inclinando leggermente la testa e sorridendogli da sotto le ciglia, una ritrosia che non le arrivava agli occhi, e una parte distante di sé ne ammirò la tecnica, “ma io ed alcune amiche eravamo al bar e non abbiamo potuto fare a meno di notare...hai davvero un bel sorriso.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, per lo meno erano dello stesso avviso. “Uh, grazie,” disse, vagamente in imbarazzo ma riuscendo lo stesso a continuare a sorridere senza riuscire a trattenersi, e maledicendosi perché da qualche parte lungo la via aveva imparato ad attrarre senza problemi le donne ma mai come tenerle a distanza. Era pessimo nel respingere le persone. Quello era lavoro per House, e uno dei taciti accordi della loro amicizia; quando House voleva o aveva bisogno di estrarre il sorriso vincente ed essere gentile, chiamava Wilson,e quando Wilson aveva bisogno di qualcuno che si comportasse da bastardo e offendesse qualcuno o per liberarsi di loro, chiamava House. Tranne che ora il suo scudo umano era fuori raggio, e la ragazza si era appena chinata in avanti abbastanza da offrirgli una vista sorprendente delle sue qualità personali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiese se mettersi a gridare per chiamare aiuto fosse prematuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu—“ cominciò, poi s’interruppe con una pausa che Wilson era quasi certo fosse stata studiata, ma soltanto perché conosceva quel gioco troppo bene; la ragazza aveva un vero talento. “Sei di queste parti?” terminò, con giusto un tocco di timidezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Merda, ma c’era una voce nella sua testa al momento che ripeteva che se era così brava, avrebbe dovuto approfittarne, perché lei non poteva seriamente aspettarsi più di tanto. Un po’ di sesso senza coinvolgimenti sentimentali gli avrebbe fatto bene, gli avrebbe riconsegnato quel po’ di autocontrollo che gli sarebbe servito per rifiutare ancora per un discreto lasso di tempo. Tranne che Wilson era incapace di sesso senza coinvolgimento e lo sapeva bene; riusciva sempre a finire per rimanere incastrato, e le ragazze non sembravano lamentarsi della situazione. “Io.. sì,” si udì rispondere, e pensò, sei un completo idiota, che stai facendo? Ma cosa gli uscì fuori dopo invece di essere qualcosa di assolutamente estraneo alla conversazione, fu, “In verità, lavoro proprio in fondo alla strada, all’ospedale.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era certo se fosse stata la sua libido a parlare o se dipendesse da come era stato allevato, ma al momento il suo buon senso era furioso con entrambe le opzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi di lei si spalancarono, e c’erano parti dentro di se che non riuscirono a trattenere un senso di gratificazione. “Oh, sei un dottore?” cominciò, con una lieve risata. “Davvero è grandioso, e anche divertente, perché -“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson non seppe mai cosa ci fosse di tanto grandioso in tutto quello, perché la cavalleria era infine arrivata. Il brusio del resto del ristorante aveva coperto il ritmo familiare dei passi zoppicanti di House fino a che fu del tutto vicino a Wilson scivolando con noncuranza all’interno del suo spazio personale. Non era seriamente una sorpresa, o del tutto atipico, tranne per il fatto che invece che fermarsi giusto un po’ troppo vicino e aiutare Wilson a tenere le Velocitette a distanza con la pura forza della sua personalità, House travalicò la linea dell’assolutamente troppo vicino e fece scivolare un braccio intorno alla sua vita. Era caldo e stranamente confortante, tutto considerato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Scusa,” disse House alla ragazza che li stava fissando apertamente con un’espressione confusa. “è impegnato.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Wilson stava pregando per essere salvato, questo non era certo quello che aveva in mente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso, il rapido riassestamento sul viso della ragazza suggeriva che poteva funzionare, perciò si armò del suo auto controllo e non si voltò per fissare House, o scostarsi bruscamente chiedendogli che diavolo pensasse di fare. La prima cosa fu decisamente più difficile della seconda; sapeva quello che House stava facendo, dopo tutto, e non era davvero nulla di troppo orribile da sopportare per un paio di minuti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tutto pensò di dover qualcosa alla ragazza, per averla assecondata e aver causato quel flusso di colore alle guance dall’imbarazzo, perciò sospirò deliberatamente, voltando la testa solo quel poco per includere House nella sua visuale periferica, e cominciò “Stava solo—“ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“No, mi dispiace.” Lo interruppe lei, e gli lanciò un altro di quei sorrisi; dovette distogliere lo sguardo per difendersi dalla sua seducenza, e il braccio di House si strinse per un momento intorno a lui. Probabilmente lo stava avvertendo di lanciare segnali contraddittori, ma in quelle determinate circostanze era già fortunato da non offrirne di coerenti—solo del tipo sbagliato. “Io... E’ stato un piacere conoscerti.” La ragazza disse, e si ritirò, riprendendosi parte della sua dignità e offrendo una spettacolare vista del suo didietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bè, era meglio di quanto molti ottenessero da House. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, mi devi un favore per questo,” disse House, guardandola andare via, abbastanza forte perché Wilson potesse udirlo. Non lo lasciò nemmeno andare immediatamente—ma poi quello avrebbe probabilmente messo in allerta il resto del branco, ed forse era un cattivo segno il fatto che pensasse alle donne in quei termini negli ultimi tempi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per aver preteso di fare sesso con me?” chiese, voltandosi per fronteggiare House, e sbattendo le palpebre per un momento per la vicinanza col suo viso. Gli occhi di House era persino più disturbanti del normale da quella distanza. “Penso che il debito stia dall’altra parte.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, credo che in realtà dipenda da chi stia sopra,” disse House, ammiccando con le sopracciglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson rivolse gli occhi al cielo. “Okay, non avevo davvero bisogno di avere quell’immagine in mente. Hai intenzione di lasciarmi andare a breve, o andiamo alla macchina così?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè sebbene ciò avrebbe l’indubbio effetto di tenere lontane il resto delle donne qui presenti—non solo gay, ma gay- possessivo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In tale scenario, saresti tu quello possessivo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Potrebbe andare peggio. Gay con fidanzato possessivo con un bastone, idea molto cattiva provarci.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson sollevò ancora una volta lo sguardo al soffitto, e House finalmente lo lasciò andare—ma non senza prima avergli afferrato il sedere mentre lo faceva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hey!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Recito la parte per il pubblico,” disse House con sussiego, prima di dirigersi verso la porta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wilson lo seguì, sospirando, “House...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bè, volevi un segnale,” puntualizzò quest’ultimo, al di sopra della spalla. “Eccoti accontentato. Al neon e dieci piedi di altezza,” aggiunse, indicando il metaforico segno con un cenno del capo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aria era più fresca di quando erano entrati, ma non era ancora fredda. “Sto cominciando a pensare che l’idea della fede nuziale sarebbe meglio dell’avere te che mi palpi ovunque andiamo.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sicuro?” chiese House, mentre si dirigevano alla macchina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci volle un momento a Wilson per pensarci. “No.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;House gli lanciò una strana occhiata, ma non fece commenti.&lt;/p&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 18 Oct 2006 18:46:34 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fic&lt;/b&gt;: Decameron, parte 4/10&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Author&lt;/b&gt;: Nakanna Lee (tradotto da &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt;: Cam/H (non ricambiato); H/W&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note&lt;/b&gt;: Attenzione, è cambiato il punto di vista.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ringraziamenti&lt;/b&gt;: A &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mercedesblack&apos; lj:user=&apos;sarabakanashimi&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;sarabakanashimi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, come sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;QUARTO GIORNO&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che tu esca dal suo ufficio, ti dice che puoi tenerla per un giorno, e un giorno solo.&lt;br /&gt;Hai già tradito la sua fiducia. Questa volta prometti completa lealtà.&lt;br /&gt;La cosa buffa è che all’inizio volevi restituirla. Certo, prima di capire quanto sia importante.&lt;br /&gt;Non è proprio una bella collana. Il laccio, chiaramente improvvisato, cinge il pezzo di gioielleria in una specie di pezzo d’antiquariato infantile, da mercatino delle pulci. La stessa pietra è simile alla cera, il verde e il rosso che si amalgamano come una brutta pittura fatta con le dita.&lt;br /&gt;Ma se ha valore per qualcuno, a te può solo essere utile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;***&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai pensato che sarebbe stato un modo interessante per distrarti dal lavoro, oggi. House ha già miracolosamente curato il paziente con intuizioni fortunate e zoppicante spacconeria. Foreman è andato a inventarsi duro lavoro dove non ce n’è e Cameron a proseguire nella sua incessante afflizione.&lt;br /&gt;Quindi tu ti trovi a bighellonare nella saletta diagnosi, la collana vistosamente appesa al tuo collo. Facendo appello al tuo miglior sorriso da fotografia, ti appoggi contro la porta d’ingresso. Umorismo: Il modo più semplice di conquistarsi le simpatie degli americani.&lt;br /&gt;Foreman ha il naso sepolto in un’enciclopedia, il leccapiedi, e Cameron sembra sempre più logorata quando scivola proprio accanto a te come un uccellino spaventato. Setaccia diversi cassetti della scrivania prima di sospirare ad alta voce e torcersi le mani.&lt;br /&gt;“Dov’è Chase?” chiede alla fine, con voce tesa.&lt;br /&gt;Sbatti le palpebre. È cieca?&lt;br /&gt;Foreman risponde prima che tu possa comporre una frase. “In pausa, probabilmente. Ha lasciato il laboratorio mentre aspettavamo i risultati. Ha detto che andava a prendersi un caffè.”&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quasi vero&lt;/i&gt;, ammetti. Sei tornato alla saletta diagnosi e stavi per riempirti di caffeina liquida quando hai notato la collana gettata sul pavimento.&lt;br /&gt;La derisione nel tono di Foreman ti disturba. A volte hai semplicemente bisogno di una pausa. Abbastanza semplice. Nessuno ti aveva mai avvertito delle piccole cose di cui devi occuparti quando hai scelto medicina. Sfortunatamente, anche una scelta facile può causare i suoi problemi.&lt;br /&gt;“Ragazzi,” ti intrometti, “sono qui.”&lt;br /&gt;Cameron e Foreman si fermano. Si guardano a vicenda per un istante, la confusione sui loro volti.&lt;br /&gt;“Hai sentito…?”&lt;br /&gt;“Sì. Dove…?”&lt;br /&gt;Uno scherzo spettacolare, davvero. Sembrano così convinti.&lt;br /&gt;Ma lo fanno sempre, qualunque cosa stiano facendo. Non ti sembra neppure giusto, davvero, che tu debba passare per quello arrendevole, appiccicoso e incostante ogni volta che qualcosa va male. Sei qui da prima di loro, comunque. Adeguarsi alle situazioni non è doppiogiochismo; è strategia – cosa che si è rivelata inestimabile sin da quando hai lasciato l’Australia.&lt;br /&gt;Pensavi che Foreman l’avrebbe capito. Capito come guardarsi le spalle. Ma hai visto come gli piaccia salire sul suo piedistallo e non smuoversi più. Preferirebbe prendere un colpo che evitarlo, il che è stupido se progetti di arrivare da qualche parte. Può pure funzionare per House, ma non molte persone riescono a compiere le prodezze che lui fa, comunque, e durare tanto a lungo quanto lui.&lt;br /&gt;Non sembravi una persona così miserabile quando Foreman non era nel quadro. Sei mesi dopo la tua assunzione, Cameron ha iniziato a lavorare piuttosto bene nella squadra, e per un altro mezzo anno siete rimasti solo voi due e House. Tu eri divertente, affascinante perfino, non il più piccolo, immaturo o viziato. Cameron flirtava con te, qualche volta; House ti assecondava, il che era meglio della perenne tortura che ti riserva ora.&lt;br /&gt;E in questo momento sei finito in un&apos;altra presa in giro da parte dei tuoi colleghi, che certamente ti pugnalerebbero alle spalle in maniera molto più grandiosa se solo riuscissero a trovarne il coraggio.&lt;br /&gt;Foreman sta frugando il tavolo come in cerca di un dispositivo di registrazione o di una telecamera nascosta – si crede così furbo – mentre Cameron inizia esitante a muoversi di nuovo per la stanza.&lt;br /&gt;“Ragazzi…” dici, un po’ seccato questa volta. Sollevi una mano a indicare la tua presenza, ma non c’è.&lt;br /&gt;La tua mano non c’è.&lt;br /&gt;Provi di nuovo, certo che stai scuotendo in modo evidente la tua mano per aria – furiosamente, ora, la stai scuotendo giusto di fronte alle loro facce – ma non c’è niente da vedere.&lt;br /&gt;Ti addossi improvvisamente contro il muro quando capisci che anche i tuoi piedi sono scomparsi, dandoti la strana impressione di penzolare dalle caviglie, ma ora non sei in grado di dire se sei aggrappato alla vetrata o no. Se riesci a sentire la piacevole frescura dell’aria condizionata appiccicarsi ai tuoi palmi sudati, non c’è niente che tu possa vedere.&lt;br /&gt;La tua mente corre a un paziente che hai visitato poco fa, un giovane che è stato colpito nel mezzo di un incrocio. In qualità di rianimatore, sei stato lì durante l’operazione e hai pulito la ferita mentre il collega amputava il braccio.&lt;br /&gt;L’uomo semplicemente non riusciva ad accettare che il suo arto fosse andato. Gli stavi spiegando la procedura, i rischi di una complicazione, la prossima terapia, mentre lui si lamentava per le fitte di dolore al gomito, come se potesse ancora sentire le terminazioni nervose in ognuna delle sue dita inesistenti.&lt;br /&gt;È così che ti senti ora. Un paralitico invisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;***&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Invisibilità psicosomatica&lt;/i&gt;, pensi.&lt;br /&gt;Avevi intenzione di uscirtene con questa. Ti ci vuole qualche altro minuto prima di decidere, &lt;i&gt;no, è sbagliato&lt;/i&gt;, e &lt;i&gt;no&lt;/i&gt;, non sei pazzo. A volte ti chiedi se non sia davvero così difficile come sembra.&lt;br /&gt;Potrebbe essere un esaurimento nervoso, certo. Ne hai già avuto uno piuttosto grave, per quanto tu abbia ovviamente cercato di apparire sereno e non coinvolto. L’anno scorso. Andavi in giro in camice, cercando inutilmente di analizzare un caso di squilibrio mentale, e avevi guardato mentre una madre uccideva il figlio e se stessa.&lt;br /&gt;Questo non te lo dicono, a medicina. Certo, ti fanno un riassunto dei casi assurdi che potresti trovare, l’eventuale drogato o il masochista, ma ci sono volte che vorresti tornare indietro dai tuoi professori e tirargli addosso le cartelle cliniche di House, sbattere sulle loro facce ricche e compiaciute le storie contorte e disastrate di quei pazienti. &lt;i&gt;Questo – è&lt;/i&gt; questo &lt;i&gt;che intendevate?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Dio. Un esaurimento nervoso a trent’anni.&lt;br /&gt;Neppure il seminario avrebbe potuto prepararti. Non c’è intervento divino quando un paziente giace con tubi che sporgono da tutte le estremità. Loro sono tua responsabilità, lì, e di Nessun Altro. Almeno durante il loro tempo in &lt;i&gt;questo&lt;/i&gt; mondo, comunque, che è dove tu sei bloccato, intrappolato con tutte quelle sgradevoli decisioni da prendere che si riflettono sulla salute di qualcun altro.&lt;br /&gt;C’è solo un certo numero di persone che puoi salvare, ma trovare la giusta combinazione di cure ogni tanto evoca una stanca nostalgia. È come versare l’alcool sul fondo del lavandino, sbarazzandosi del malessere.&lt;br /&gt;Spossato e soffocato, ti strappi la collana di dosso in una delle cabine del bagno degli uomini, e improvvisamente ci sei di nuovo, sei di nuovo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;***&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sai perché hai deciso di seguire Cameron a casa. Forse perché immagini che Foreman non sarebbe interessante. E House… non hai intenzione di sfidare la fortuna. Certo potresti essere &lt;i&gt;curioso&lt;/i&gt; di come si comporta fuori dall’ospedale, ma dopo tre anni ti sembra prudente dedurre che lui è lo stesso coglione di sempre anche quando non ha gente intorno da impressionare.&lt;br /&gt;Cameron, invece, lei è assolutamente incantevole. Attraente, almeno. Be’, certo, è bella, c’è questo, ma sai che in realtà potresti avere tutte le ragazze che vuoi. Le donne attraenti non sono proprio impossibili da trovare. Ed è comodo – non puoi farci niente! – se sono loro a trovarti per prime.&lt;br /&gt;È il carattere appiccicoso di Cameron che sarebbe insopportabile, invece, per cui sei segretamente felice che lei non abbia sollevato obiezioni quando tu hai lasciato morire una possibile relazione dopo quell’unica notte. Lei era fatta, tu eri… Be’, in realtà non importa. Cioè, potevi mai dire no? Non c’erano motivi per cui non dovesse andar bene a entrambi, al tempo. Ma se tu sei invisibile, lei non ti può vedere, non ti si può attaccare. Sai che sei fortunato che lei non abbia deciso di infatuarsi di te, altrimenti l’avresti sempre a gironzolarti intorno, un’ossessione con quegli occhi da cerbiatta, come fa con…&lt;br /&gt;House. Sta davvero &lt;i&gt;parcheggiando&lt;/i&gt; di fronte all’appartamento di House. Guidi lentamente, superandola, poi parcheggi in fondo alla strada, un po’ più avanti, guardando curiosamente se esce dalla macchina e sì – &lt;i&gt;stai scherzando&lt;/i&gt; – si dirige dritta alla porta di House.&lt;br /&gt;Ti chiedi perché House non l’abbia semplicemente licenziata quando ne aveva ancora la possibilità. Con quell’appuntamento di qualche mese fa ha liberato il fottuto vaso di Pandora.&lt;br /&gt;Nel tempo in cui tiri fuori quella collana orribile e la indossi sui gradini della porta, quella si è già richiusa e tu hai perso il contatto. Di nuovo. Resti lì per qualche secondo, stupito del fatto che House l’abbia addirittura lasciata entrare.&lt;br /&gt;È strano. E cazzo, non riesci a sentire una parola dei loro discorsi da là fuori.&lt;br /&gt;Ti chiedi quali siano le tue probabilità di successo se provi a sgattaiolare dentro, quando la macchina di Wilson si ferma. La riconosci immediatamente, la Volvo con l’ammaccatura sul paraurti posteriore. C’è una storia che circola per l’ospedale circa il fatto che House l’avrebbe colpita una volta col bastone, ma non riesci a ricordare i particolari esatti. Non è chiaro neppure perché Wilson non l’abbia mai fatta riparare.&lt;br /&gt;Lo guardi con invidia repressa, sentendoti l’unica persona non invitata alla festa, quando lui ti passa accanto ed entra in casa. Lo segui praticamente passo passo, con una premura comprensibilmente nervosa.&lt;br /&gt;Dentro, Cameron sta in piedi come se le fosse stato offerto di sedersi ma lei valesse troppo per accettare. Ci sono scatoloni mezzi aperti sparsi sul pavimento. Dovresti saperlo. Per poco non inciampi in uno di quelli.&lt;br /&gt;House sta raggiungendo il frigo col suo passo sgraziato, praticamente su una gamba sola, e grazie a Dio non sembra sentirti quando ti scontri con una scatola di libri e porta-foto. Tira a sé l’anta del frigo, con un debole rumore di ventosa.&lt;br /&gt;“Wilson!” chiama, la voce smorzata mentre fruga in cerca di cibo. “Chi hai portato…?”&lt;br /&gt;Alza lo sguardo e tronca la frase quando vede solo il dr. Wilson. Ti paralizzi. House sta guardando esattamente verso di te, e che ti veda o meno, quello sguardo blu senza fondo ti inquieta.&lt;br /&gt;Wilson guarda verso Cameron, confuso e sgarbato quasi per caso. Le sue sopracciglia sono sollevate. Gli rivolgono uno sguardo limpido e intrepido. “E quindi, House? Stavamo prendendo appuntamenti?”&lt;br /&gt;Gli occhi di House saltano come in una partita di tennis dall’una all’altro. “Mi sembrava di aver sentito due serie di passi.”&lt;br /&gt;“Sì. Di Cameron e miei” replica Wilson, ma lascia la frase in sospeso nel caso House avesse un’idea migliore.&lt;br /&gt;House si limita a scrollare le spalle, e tu guardi giù alle tue Dockers, sperando che non facciano rumore contro il pavimento.&lt;br /&gt;“Oh, bene, perché io &lt;i&gt;odio&lt;/i&gt; gli ospiti non invitati” dice con calma. Rivolge uno sguardo in direzione di Cameron, lasciandoti a brancolare alla ricerca di qualche spiegazione riguardo le dinamiche che si consumano in quella stanza.&lt;br /&gt;Sai che Cameron ruoterebbe gli occhi se qualcun altro le rivolgesse commenti di quel tipo. Raramente ormai lei ti trova spassoso, visto che di recente preferisce il proprio cipiglio acido e moralista. Ma qui, lei sorride come se House la stesse riempiendo di complimenti scintillanti.&lt;br /&gt;“Dr. Wilson” lei dice – e fa un pessimo lavoro nel fingersi amichevole –“Non sapevo che si stesse fermando qui.”&lt;br /&gt;Ti guardi intorno, da faccia a faccia a faccia. Ti stai perdendo qualcosa. Sembra… Dov’è la parola che cerchi? Sembra &lt;i&gt;protettiva&lt;/i&gt;, come se lei vivesse qui.&lt;br /&gt;È un pensiero.&lt;br /&gt;Ti chiedi se Cameron si sia trasferita a casa di House. Forse House ha deciso che non gli sarebbe dispiaciuto avere di nuovo una compagnia femminile a tempo pieno. Spiegherebbe tutte quelle scatole aperte, comunque.&lt;br /&gt;Come hanno fatto a tenere nascosta una cosa del genere? Di solito le infermiere sono le prime a sapere tutti gli ultimi pettegolezzi, e tu di recente hai iniziato a farti posto nel loro giro.&lt;br /&gt;È una buona cosa che House non abbia avuto sentore di &lt;i&gt;questo&lt;/i&gt;, ora che ci pensi.&lt;br /&gt;Wilson guarda Cameron e sorride tollerante, come l’hai visto fare con qualche paziente particolarmente contrariato. Ti piace Wilson, per la semplice ragione che lui piace a House. E la sua espressione è così diretta, adesso, che sai che qualsiasi cosa lui stia pensando è l’esatto contrario.  Ci sarà da divertirsi. &lt;br /&gt;Ti chiedi se House o Cameron si riservino il diritto di cacciare gli ospiti. A giudicare dall’aspetto caotico dell’appartamento, pensi che lei non possa essersi trasferita da molto. Ma sembra aver preso il comando piuttosto rapidamente. Tra qualche minuto metterà Wilson alla porta.&lt;br /&gt;“Mi sono trasferito qui” dice Wilson.&lt;br /&gt;Devi ammirare i tuoi colleghi, davvero. Proprio quanto pensi che la sanità mentale ti stia scivolando tra le dita, ti dimostrano di aver buttato la loro per la strada prima di te.&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 03 Oct 2006 11:32:08 GMT</pubDate>
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  <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fic&lt;/b&gt;: Decameron, parte 3/10&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Author&lt;/b&gt;: Nakanna Lee (tradotto da &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_fiorediloto&apos; lj:user=&apos;fiorediloto&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://fiorediloto.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;fiorediloto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pairing&lt;/b&gt;: Cam/H (non ricambiato); H/W&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating&lt;/b&gt;: PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note&lt;/b&gt;: Attenzione, il punto di vista cambierà più avanti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nota ulteriore&lt;/b&gt;: Grazie come sempre a &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_mercedesblack&apos; lj:user=&apos;sarabakanashimi&apos; style=&apos;white-space:nowrap&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;16&apos; height=&apos;16&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://sarabakanashimi.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;sarabakanashimi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; per il suo lavoro paziente e sapiente, per la sua ispirazione e per le sue banane. Ti voglio bene ^^&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;TERZO GIORNO&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;L’ultima paziente di House ha una minuscola macchiolina sul fegato, il che gli dà la perfetta scusa per contare su Wilson. I due si consultano dall’altra parte del muro di vetro nell’ufficio di House. Tu guardi, mentre Wilson presenta suggerimenti con aria cospirativa e House si gratta pensoso la barba.&lt;br /&gt;Stanno insieme come se niente fosse successo.&lt;br /&gt;Tornando alle inconcludenti analisi di laboratorio, sbatti le palpebre diverse volte e ti senti ondeggiare sulla sedia. Chase continua a chiederti se hai dormito la scorsa notte. Tu lo guardi per un istante, chiedendoti come abbia fatto il trucco a fallire nel suo compito di nascondere i cerchi scuri intorno ai tuoi occhi carichi di mascara.&lt;br /&gt;Dopo il disastro della notte scorsa all’appartamento di House, hai guidato fino a casa, le mani tremanti intorno al volante. Il rifiuto è uno degli stadi più difficili da superare, e devi ammettere con rammarico che House appare inconsapevole di essere stato incastrato. Cosa più importante, Wilson l’ha convinto ad abbassare la guardia. In qualunque momento questo flirt si spezzerà, House non avrà niente a proteggerlo.&lt;br /&gt;Hai aperto una bottiglia di tè verde, non l’hai toccata, e hai passato il resto della notte cercando di decidere un piano.&lt;br /&gt;Ora Foreman fruga in giro per la saletta diagnosi, cercando un’enciclopedia, e Chase rimugina sulle analisi accanto a te. La penna sbatte continuamente contro i suoi denti, cosa che di solito troveresti piuttosto irritante, se non fossi così distratta.&lt;br /&gt;Ripensi a due anni fa, quando Wilson bussò alla tua porta come un ragazzino nervoso e farfugliò qualche avvertimento circa il non ferire House. &lt;i&gt;Ipocrita&lt;/i&gt;. Era geloso, e ora che è arrivato così vicino a House e al suo dolore, per lui è una dimostrazione d’autorità.&lt;br /&gt;L’elitropia è nascosta sotto il tuo vecchio curriculum, alcune pagine di prove fotocopiate e l’inizio del tuo ultimo saggio medico. È tutto chiuso nel cassetto della scrivania. Non hai ancora pensato a dove seguirai House e Wilson la prossima volta, ma certamente non sarà di nuovo all’appartamento.&lt;br /&gt;Almeno non nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;House è arrivato stamattina blaterando dei principi della fisica, e della probabilità che un Oggetto A sconfigga la gravità e si lanci da solo contro un Oggetto B, apparentemente votato alla distruzione.&lt;br /&gt;Chase e Foreman l’hanno fissato. Tu sei arrossita furiosamente, ricordando Wilson sdraiato lascivamente sul divano, i capelli in disordine e gli occhi semichiusi mentre chiamava il nome di House. Il suo nome di battesimo.&lt;br /&gt;Stai seduta in silenzio, frustrata, quando Wilson e House ritornano dall’ufficio adiacente. Wilson dice che non pensa si tratti di cancro, ma bisognerebbe fare un’altra TAC, giusto per essere sicuri.&lt;br /&gt;È così cauto, così scrupoloso, e non hai bisogno di chiederti come riesca a gestire le proprie scappatelle – fino a quando non decide di giocare il ruolo dell’eroe pronto a sacrificarsi e viene allo scoperto, come fosse la colpa ad assillarlo.&lt;br /&gt;House fa un cenno col capo, sottilmente grato, e Wilson esce. Non c’è vicinanza, niente di pronunciato, e tu capisci in che razza di difficile situazione House sia veramente. Lui non dovrebbe essere forzato a tenere una relazione sotto chiave, sia che affermi che è la cosa migliore o no. Chi si aspetta che lo porti a casa dalla famiglia durante le vacanze? Con chi si aspetta di prendere appuntamenti in pubblico? Di svegliarsi accanto dopo una notte abbracciati a letto insieme? – e le sveltine in cucina indotte dall’alcool non contano.&lt;br /&gt;Trasferendosi nell’appartamento di House, Wilson non fa altro che fuorviarlo crudelmente. House trascinerà la loro relazione segreta finché non sarà crollato sotto il peso delle loro menzogne e dei loro rifiuti; poi Wilson raccoglierà quanto rimasto e scapperà dal più vicino, patetico paio di braccia aperte.&lt;br /&gt;Il modo migliore per proteggere House, decidi, è impedir loro di sentirsi troppo a proprio agio l’uno con l’altro. Hai letto che sono le piccole cose a far andare storte le relazioni, tutti i piccoli, minuscoli dettagli che rendono la vita con un’altra persona semplicemente insopportabile. E tu immagini che saranno facili da orchestrare, finché sarai nascosta dal manto invisibile dell’elitropia.&lt;br /&gt;Ma tutto questo la prossima volta. Il solo pensiero dell’appartamento di House ti marchia l’imbarazzo a fuoco. House non è gay, ovviamente. Ricontrolli nella tua mente la lista di donne che ha mai menzionato o a cui ha alluso, incluse le prostitute. Che tu ritieni fossero femmine. Ma non che avessi bisogno di fare chissà cosa per arrivare a questa conclusione.&lt;br /&gt;Wilson, d’altra parte… Tu pensi che Wilson minimizzi la gravità di qualsiasi cosa minacci di limitare il suo piacere. Sembra ragionevole. Adeguato, perfino. Non ha preferenze, perché entrambi i sessi hanno bisogno di lui. E poi non è capace di tenere insieme un matrimonio, e se questo non desta alcun sospetto, tu non sai cos’altro potrebbe farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;***&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ne hai avuto abbastanza di pensare a Wilson. Quando te la svigni in bagno, l’elitropia è nella tua borsetta. Qualche momento dopo, è legata al suo nodo scorsoio e pende virtuosamente dal tuo collo, come una missione in forma di minerale.&lt;br /&gt;Chase e Foreman sono fuori, a fare un altro esame. House siede da solo nel suo ufficio, il capo curvo sulla cartella del suo nuovo paziente, e tu sai che lui legge tra le righe quell’unica cosa che ti è sfuggita ieri.&lt;br /&gt;Ti fa pena. Tutti nel dipartimento – tutti quelli che lavorano nel &lt;i&gt;campo medico&lt;/i&gt;, se è per questo – hanno provato la schiacciante possibilità di salvare vite, e l’oppressivo abbattimento che nasce dal non riuscirci. Hai visto gente reprimerlo, ma nessuno bene come House.&lt;br /&gt;Ma come Esther lo ha tormentato, così farà il paziente di ieri, finché non riuscirà a convincersi che, per ciò che ne sapevano prima, non c’era modo per lui di prevenire ciò che sarebbe accaduto durante l’operazione. Non è stato un errore. È solo un’altra di quelle morti casuali, che avvengono per ragioni sconosciute.&lt;br /&gt;Ora, comunque, tutto ciò che ha represso è scritto sul suo volto segnato. I suoi lineamenti sono troppo stravolti per appartenere a un uomo così intelligente, così forte, vittima solo delle sue debolezze – e ora anche di Wilson.&lt;br /&gt;Se ti chini su di lui, abbastanza vicina, forse puoi sentire i suoi pensieri. Ti pieghi in silenzio dietro di lui, all’altezza della vita, mantenendo con attenzione il respiro leggero, finché quasi premi contro la sua schiena. Il tuo mento è sospeso nell’angolo di spazio tra il suo collo e la clavicola. È caldo, e il vestito che ti trattieni dal toccare ti restituisce un’idea di morbidezza che l’altra notte Wilson non poteva cogliere.&lt;br /&gt;Delicatamente appoggi una mano accanto alla sua. È così piccola, al confronto; in una stretta di mano sparirebbe, e in un abbraccio si smarrirebbe del tutto. Ma sarebbe appropriato.&lt;br /&gt;Furtivamente sbirci un po’ più vicino. Le increspature intorno alle sue nocche screpolate proseguono uniformemente per tutta la lunghezza delle dita. Ora quelle stringono una penna e scarabocchiano possibili diagnosi sul foglio; ma tu le ricordi quando impugnavano saldamente il manubrio della moto, mentre tu ti stringevi alla sua vita, quell’unica volta; e puoi raffigurartelo a trarre fuori melodie dall’avorio, blandendolo pazientemente per ottenere la giusta armonia con cui colorare l’aria.&lt;br /&gt;Allontani il pollice, e cautamente sfiori la manica scura della sua giacca.&lt;br /&gt;Poi improvvisamente spinge indietro la sedia, e tu a malapena riesci a evitare di cadere sulla schiena quando si alza. Crolli fuori dal suo spazio vitale. All’inizio pensi che il tuo tocco leggero l’abbia spaventato, ma non era più consapevole di te che di un un’anima vagante in un mondo di spiriti, qualcosa a cui neanche tu credi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;***&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Odi vederlo muoversi senza il bastone. Da sole, le sue larghe falcate ti comunicano un intrinseco senso di panico. È la natura umana, lo sai, trovare molesti le ferite e il dolore, e quelle due cose diventano particolarmente evidenti quando lui si affretta attraverso il corridoio.&lt;br /&gt;Apparentemente ha trovato la diagnosi. Le analisi di laboratorio erano state tutto tranne che decisive, ma House vede le cose nell’intera gamma dei colori. Ogni sintomo o esame ematico o livello di linfociti ha varie connotazioni. Lui ha trovato un’altra connessione nel groviglio ingarbugliato delle analisi.&lt;br /&gt;Speri di aver trovato la soluzione. C’è una luce nei suoi occhi quando qualcuno di voi – inclusi Chase e Foreman – si dimostra abile. Lui ammira l’intelligenza. Ti fa guadagnare le sue lodi, e sei determinata a metterti alla prova in quella categoria esattamente come gli altri.&lt;br /&gt;Se solo lui si aprisse con te.&lt;br /&gt;In pochi istante è a metà corridoio, lo zoppicare pronunciato che riporta l’attenzione alla sua lesione cronica. Ma niente di ciò ha importanza. È così cocciutamente deciso a illustrare la cura di persona e in maniera teatrale che non aspetterà per nessun motivo, men che mai per il dolore.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Hai un cercapersone&lt;/i&gt;, gli ricordi mentalmente.&lt;br /&gt;Dimenticandoti delle pareti di vetro, ti sfili l’elitropia dal collo e la tua forma si materializza di nuovo. Solo alla fine ti viene in mente di guardarti intorno, sperando che nessuno stesse guardando. Sei in mezzo al vuoto.&lt;br /&gt;Chiedi a House di aspettarti mentre ti muovi velocemente verso di lui. Eliminerà completamente qualsiasi residuo d’effetto della ketamina se insiste nello sfinirsi in questo modo. Speri che sia troppo concentrato a dirigersi verso la stanza del paziente per notare che lo stai raggiungendo dalla direzione opposta ai bagni, dove si suppone che tu sia stata negli ultimi dieci minuti.&lt;br /&gt;Ma è Wilson ad aprire la porta della stanza del paziente, e Wilson ad afferrarlo per un gomito prima che la gamba ceda. E sei tu a restare indietro, lottando per mantenerti professionale di fronte al paziente. Gli occhi di Wilson danzano sul suo viso quando House gli comunica la diagnosi, il respiro rotto in piccoli ansiti.&lt;br /&gt;Ha ragione, sa di averla, e in poche ore le analisi gli daranno conferma. Imbarazzato dalla sua dimostrazione di debolezza fisica, comunque, House non resta a gongolare. Ordina sbrigativamente alle infermiere vicine di somministrare la cura opportuna, poi fruga nella tasca alla ricerca del Vicodin, che non si vede in giro da settimane.&lt;br /&gt;Wilson apre la bocca per dire qualcosa, poi la chiude. Come sapesse che è inutile.&lt;br /&gt;Tu sorridi con gentilezza quando House si allontana da Wilson e torna indietro verso la porta. Istintivamente, stendi una mano e gli stringi il braccio.&lt;br /&gt;Ma capisci in un attimo che la vicinanza che avete condiviso, prima, nel suo ufficio, è stata tollerata solo perché lui non lo sapeva. Un colore verdazzurro guizza alla superficie dei suoi occhi mentre tira il braccio indietro.&lt;br /&gt;“Che stai facendo?”&lt;br /&gt;“Ti sto aiutando.”&lt;br /&gt;“Vai a farlo in laboratorio” replica brevemente. “Ti ho assunto per farmi da infermiera?”&lt;br /&gt;È arrivato a guardarti negli occhi, e tu non insisti ancora. Il sentimento si mostrerà da sé quando sarà tempo, non prima, e tu hai imparato quando è meglio lasciargli il suo spazio.&lt;br /&gt;Sei a metà corridoio quando ti rendi conto che l’elitropia non è con te. Percorri quasi di corsa il resto della strada fino all’ufficio di House, dove sai di essertela tolta, ma non è più neppure lì.&lt;/p&gt;&lt;a name=&apos;cutid1-end&apos;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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